{"id":1787,"date":"2012-10-09T15:36:55","date_gmt":"2012-10-09T15:36:55","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2012\/10\/09\/brasile-orti-urbani-nelle-favelas\/"},"modified":"2012-10-09T15:36:55","modified_gmt":"2012-10-09T15:36:55","slug":"brasile-orti-urbani-nelle-favelas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/10\/09\/brasile-orti-urbani-nelle-favelas\/","title":{"rendered":"BRASILE: Orti urbani nelle favelas"},"content":{"rendered":"<p>R&Iacute;O DE JANEIRO, ott 2012 (IPS) &#8211; Per praticare l&#039;orticoltura non serve vivere in campagna. Lo sanno bene le centinaia di migliaia di persone, da l&rsquo;Avana a Buenos Aires, che si dedicano all&#039;agricoltura urbana. Ora la nuova tendenza conquista le favelas di Rio de Janeiro.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1894\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1894\" class=\"size-full wp-image-1894\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/101605-20120925.jpg\" alt=\"Fab&iacute;ola Ortiz\/IPS Fab&iacute;ola Ortiz\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1894\" class=\"wp-caption-text\">Fab&iacute;ola Ortiz\/IPS<br \/>Fab&iacute;ola Ortiz\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>L&rsquo;orto pu&ograve; prosperare anche nel centro della citt&agrave;, nei giardini, terreni rialzati, tetti, balconi e terrazze delle abitazioni nelle comunit&agrave; povere del Brasile, le favelas.<\/p>\n<p>Un&#039;iniziativa pionieristica ha preso piede in due di questi quartieri, Babil&ocirc;nia e Chap&eacute;u Mangueira, nella zona di Leme, a sud di Rio de Janeiro.<\/p>\n<p>Gli orti urbani fanno parte del programma Rio Ciudad Sustentable, realizzato dal <A href=\"http:\/\/www.cebds.org.br\/\" target=\"_blank\">Consiglio imprenditoriale brasiliano per lo sviluppo sostenibile (CEBDS)<\/A>, e ad oggi gi&agrave; 16 abitanti si sono offerti volontari per apprendere, nel corso di cinque mesi, le tecniche di coltivazione di un appezzamento di terra ad uso domestico.<\/p>\n<p>L&#039;agricoltura biologica fa tendenza nelle grandi citt&agrave;, ha affermato Marina Grossi, presidente del CEBDS. &ldquo;Non solo per la ricerca di un&#039;alimentazione biologica, ma anche perch&eacute; si accorciano le distanze e si generano entrate&rdquo;.<\/p>\n<p>Cuba ha un&rsquo;esperienza ventennale in questo campo e i successi sono eccezionali. Lo scorso anno, il suo raccolto di ortaggi ed erbe aromatiche ha superato il milione di tonnellate, mentre il totale nazionale della produzione orticola &egrave; stato di 2,2 milioni di tonnellate.<\/p>\n<p>Il settore impiega circa 300mila persone, e i prodotti vengono venduti senza intermediari. Si pratica anche l&rsquo;allevamento di animali e volatili da cortile e la formazione prevede miglioramento del suolo, gestione delle risorse idriche e gestione agro-ecologica dei parassiti.<\/p>\n<p>Dal 2007, il governo cubano ha deciso di estendere la produzione ad aree periferiche, soprattutto in piccole aziende agricole organizzate in cooperative. <\/p>\n<p>Il Brasile, con 192 milioni di abitanti, &egrave; una potenza agricola e zootecnica mondiale, soprattutto per la sua dinamica esportazione agroalimentare. Ma ci sono appena 120mila agricoltori urbani, di cui poco pi&ugrave; della met&agrave; riceve un appoggio dal governo per sostenere i campi, soddisfare il proprio consumo e rifornire i mercati locali.<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo fatto un&rsquo;indagine per capire cosa mangiano gli abitanti di Babil&ocirc;nia e Chap&eacute;u Mangueira, e abbiamo deciso di adottare un sistema di produzione continua in agroecologia&rdquo;, senza fertilizzanti n&eacute; pesticidi chimici, ha spiegato Suy&aacute; Presta, coordinatore del corso di agricoltura biologica.<\/p>\n<p>In uno stesso campo si ottiene la maggiore diversificazione possibile. &ldquo;Ogni settimana vengono collocate diverse piantine affinch&eacute; la produzione non sia mai carente&rdquo;, ha detto Presta.<\/p>\n<p>Luiz Alberto de Jesus, 52 anni, abitante di Babil&ocirc;nia, &egrave; uno degli allievi del corso. Ha un balcone al secondo piano di un edificio, dove condivide lo spazio coltivato con altri quattro vicini.<\/p>\n<p>&ldquo;Quando sentivo parlare di alimentazione biologica, non sapevo cosa fosse. Ma &egrave; una produzione che non ha misteri, si pu&ograve; ricavare un orto anche in una superficie minima. Pensavo che servisse un terreno ampio per coltivare&#8230;&rdquo; ha spiegato.<\/p>\n<p>Nel loro orto coltivano lattuga, rucola, songino, pepe, rosmarino, menta e pomodorini. Il primo raccolto sar&agrave; a febbraio, e gli apprendisti agricoltori lo attendono con ansia. <\/p>\n<p>&ldquo;Voglio sensibilizzare le persone sull&rsquo;uso dei prodotti organici, e vorrei trasmettere queste informazioni anche ai giovani e ai bambini&rdquo;, ha detto.<\/p>\n<p>Nel 1990, l&rsquo;Argentina ha inaugurato il fortunato programma Pro-Huerta, che si occupava di agricoltura biologica urbana e rurale. Nel 2005, l&rsquo;esperienza &egrave; stata introdotta ad Haiti e, grazie ad essa, alcune famiglie sono sfuggite alla fame quando il terremoto del 2010 ha demolito la capitale e altre citt&agrave;.<\/p>\n<p>Tra le strategie di sovranit&agrave; alimentare del Venezuela, grande importatore di alimenti, l&rsquo;esperimento ha avuto inizio nel 2004.<\/p>\n<p>Non ci sono dati certi sul volume di alimenti delle unit&agrave; di produzione agricola (UPA) urbana e peri-urbana, n&eacute; sul numero dei consumatori e delle persone che vi lavorano.<\/p>\n<p>Ma in base ai volumi nazionali di produzione orticola su un mercato di 29 milioni di abitanti &egrave; possibile stimare che l&rsquo;agricoltura urbana non basta per rifornire migliaia o anche decine di migliaia di famiglie.<\/p>\n<p>Diversi dati ufficiali segnalano circa 20mila UPA urbane registrate, di cui 2.400 consolidate e altre 4mila in fase di assestamento. Nel 2011, il governo ha investito in questo settore 2,5 milioni di dollari, secondo il Ministero dell&rsquo;Agricoltura.<\/p>\n<p>A Caracas e in altri otto stati, soprattutto del nord, vengono piantati ortaggi, erbe aromatiche e medicinali, mentre alcuni si dedicano anche ad alberi da frutta &#8211; banane, papaia, arance, mandarini &#8211; e alla preparazione del compost biologico.<\/p>\n<p>Ma nella sfida venezuelana sono in gioco altri fattori. La <A href=\"http:\/\/www.minmujer.gob.ve\/banmujer\/\" target=\"_blank\"> Banca dello Sviluppo della Donna in Venezuela (Banmujer)<\/A> ha deciso di finanziare questo tipo di sforzi per combattere la femminilizzazione della povert&agrave; e la perdita delle radici agrarie delle popolazioni povere che si trasferiscono dalla campagna a paesi e citt&agrave;.<\/p>\n<p>Nel 2010, il 47 per cento del microcredito nel paese era destinato al settore agrario, e &ldquo;in gran parte urbano e peri-urbano&rdquo;, ha detto la presidente, Nora Casta&ntilde;eda. &ldquo;Abbiamo gi&agrave; produttori che lo fanno per lavoro, e con una grande forza&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>&ldquo;Una di loro, una coltivatrice che per oltre 20 anni aveva subito violenze dal marito, &egrave; venuta per impartire un corso su come produrre humus&rdquo;, ha raccontato.<\/p>\n<p>&ldquo;Per lei, la cosa pi&ugrave; importante non &egrave; essere la produttrice che &egrave; oggi&rdquo;, ma aver &ldquo;superato la situazione di violenza, grazie ad una base economica che l&rsquo;ha resa forte e l&rsquo;ha valorizzata, di fronte agli altri e ai suoi stessi occhi&rdquo;. <\/p>\n<p>Il tema dell&rsquo;autostima &egrave; stato messo in risalto anche dalla carioca Reina Maria Pereira da Silva, 58 anni, che &egrave; stata incoraggiata dal corso del CEBDS e adesso sta pensando di creare un orto nella propria casa.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; un insegnamento nuovo. Non &egrave; mai tardi e anche questo aumenta la mia autostima; mi sento pi&ugrave; capace. &Egrave; un piacere raccogliere alimenti sani che io stessa ho coltivato&rdquo;, ha detto con entusiasmo.<\/p>\n<p>&ldquo;Mi &egrave; sempre piaciuto coltivare, per&ograve; non sapevo come fare. Esistono delle tecniche precise e si pianifica persino l&rsquo;ora in cui raccogliere, in estate e in inverno. Il raccolto &egrave; destinato solo al proprio consumo e ad essere donato alle scuole&rdquo;, ha spiegato.<\/p>\n<p>Entro il 2050, il 90 per cento della popolazione dell&rsquo;America Latina vivr&agrave; nelle citt&agrave;. Oggi, 111 milioni di persone della regione vivono in quartieri affollati come le favelas, segnala l&rsquo;Onu. La domanda di alimenti aumenter&agrave; e ci saranno meno persone a produrli nelle zone rurali. <\/p>\n<p>Perci&ograve;, l&rsquo;orto cittadino &egrave; &ldquo;una strategia di emancipazione, e incide sulla curva sociale&rdquo; nel migliorare la qualit&agrave; di vita delle citt&agrave;, ha affermato H&eacute;lio Tomaz Rocha, coordinatore dell&rsquo;agricoltura urbana e peri-urbana della <A href=\"http:\/\/www.mds.gov.br\/segurancaalimentar\" target=\"_blank\"> Segreteria Nazionale per la Sicurezza Alimentare e Nutrizionale del Brasile<\/A>.<\/p>\n<p>Secondo il funzionario, bisogna coltivare nei terreni inattivi delle aree metropolitane che, quando non sono utilizzati, finiscono per accumulare detriti, immondizia ed ospitare insediamenti illegali, o diventano oggetto di speculazione immobiliare.<\/p>\n<p>Rocha ammette tuttavia che l&rsquo;agricoltura urbana non si &egrave; consolidata come politica pubblica. &ldquo;Sappiamo che funziona, c&rsquo;&egrave; lo spazio nelle citt&agrave;, per&ograve; non &egrave; formalizzata. Seppure segua il cammino della sostenibilit&agrave;, serve una spinta iniziale&rdquo;, fa notare.<\/p>\n<p>Lo Stato ha cominciato a finanziare questi progetti nel 2003, e molti dei beneficiari sono inclusi nel programma di aiuti alla famiglia &#8220;Beca Familia&#8221;.<\/p>\n<p>Fino al 2010 erano stati investiti quasi 20 milioni di dollari, attraverso accordi con comuni e governi statali, di cui hanno beneficiato 74mila persone che lavoravano negli orti urbani.<\/p>\n<p> Il 38 per cento dei progetti &egrave; concentrato negli Stati sudorientali del paese, il 30 per cento nel sud, e il resto &egrave; diviso tra le altre regioni, tranne nord e nordest.<\/p>\n<p>Quest&rsquo;anno verranno investiti quasi cinque milioni di dollari, in 42 iniziative selezionate con un concorso annuale. La maggior parte sar&agrave; destinata al nordest, dove si sono registrati 17 municipi. &copy; IPS <\/p>\n<p>*Con il contributo di Humberto M&aacute;rquez, Estrella Guti&eacute;rrez (Caracas) e Patricia Grogg (L&rsquo;Avana). L&rsquo;articolo &egrave; stato pubblicato in esclusiva sui quotidiani della rete latinoamericana di <A href=\"http:\/\/www.tierramerica.info\/\" target=\"_blank\">Tierram&eacute;rica<\/A>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>R&Iacute;O DE JANEIRO, ott 2012 (IPS) &#8211; Per praticare l&#039;orticoltura non serve vivere in campagna. Lo sanno bene le centinaia di migliaia di persone, da l&rsquo;Avana a Buenos Aires, che si dedicano all&#039;agricoltura urbana. 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