{"id":1775,"date":"2012-07-06T18:46:16","date_gmt":"2012-07-06T18:46:16","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2012\/07\/06\/zero-dieci-venti-i-bambini-di-rio\/"},"modified":"2012-07-06T18:46:16","modified_gmt":"2012-07-06T18:46:16","slug":"zero-dieci-venti-i-bambini-di-rio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/07\/06\/zero-dieci-venti-i-bambini-di-rio\/","title":{"rendered":"ZERO DIECI VENTI &ndash; I bambini di Rio"},"content":{"rendered":"<p>Rio de Janeiro, 6 luglio 2012 (IPS) &#8211; &Egrave; il 1992. Il piccolo Vusumzi vive con la madre, Mavis, in una piccola casa del distretto nero di Thornhill, una delle zone in cui i neri venivano deportati durante l&rsquo;apartheid. Il pap&agrave; &egrave; morto da poco, di polmonite, e il lavoro di Mavis come donna delle pulizie &egrave; la loro unica fonte di sopravvivenza.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1888\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1888\" class=\"size-full wp-image-1888\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/tvrio2021jun_Page_14_Image_0001-300x244.jpg\" alt=\" \" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1888\" class=\"wp-caption-text\"><br \/><\/p><\/div><\/div>\n<p>Nel nuovo Sudafrica, 12 anni dopo l&rsquo;apartheid, oltre 40 persone al giorno vengono uccise in posti come questo. &ldquo;Va tutto bene fino al giorno di paga, poi si scatena l&rsquo;inferno&rdquo;, dice Vusumzi, dieci anni.<\/p>\n<p>&ldquo;Spesso la gente si ubriaca e gli viene rubata la busta paga. Alcuni poveri rubano perch&eacute; sono molto affamati&rdquo;. Alla domanda &ldquo;cosa faresti per migliorare le cose?&rdquo; risponde, &ldquo;Direi agli adulti che violentano i bambini di smetterla&#8221;.<\/p>\n<p>Vusumzi &egrave; uno dei bambini che TVE segue dal 1992. Per venti anni, TVE ha filmato le vite di undici bambini, nati in dieci paesi diversi nello stesso anno in cui si &egrave; tenuto il primo Summit della Terra a Rio, per vedere se le promesse di un mondo pi&ugrave; pulito, pi&ugrave; sano, pi&ugrave; istruito e meno pericoloso sarebbero state mantenute nel corso della loro vita.<\/p>\n<p>&ldquo;Ora che si tiene un nuovo Summit della Terra a Rio, siamo tornati a trovarli, per scoprire cosa &egrave; successo loro&rdquo;, ha detto a TerraViva il regista del documentario Bruno Sorrentino.<\/p>\n<p>A mezz&rsquo;ora di automobile dalla casa di Vusumzi, Sorrentino trova un&rsquo;altra realt&agrave;. Una pianura fertile, puntellata di fattorie di propriet&agrave; dei bianchi. &Egrave; qui che &egrave; nato Justin, durante le agitazioni nella provincia del Capo orientale del Sudafrica. L&rsquo;apartheid &egrave; appena terminato e gli agricoltori bianchi sono visti come colonizzatori e presi di mira dal movimento radicale nero. Il padre di Justin e la moglie Amanda dormono con una pistola sotto il materasso e una radio a portata di mano per chiamare la polizia in caso di pericolo.<\/p>\n<p>Con la fine dell&rsquo;apartheid molte cose cominciarono a cambiare. L&rsquo;atteggiamento delle persone prima di tutto, racconta la famiglia di Justin. &ldquo;La gente vuole restare unita e vedere che la situazione politica e il paese funzionino, invece di mettersi l&rsquo;uno contro l&rsquo;altro e accusarsi a vicenda. Stanno collaborando per provare e costruire un posto migliore&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel 1992, anno della nascita di Justin, solo i bambini bianchi potevano andare a scuola. Ma ormai questo appartiene al passato. &ldquo;Un amico non deve essere del &lsquo;colore giusto&rsquo;&rdquo;, afferma Justin, &ldquo;pu&ograve; essere di qualsiasi colore, se &egrave; un vero amico. Qualcuno che ti aiuta sempre&#8230; che gioca con te. A me non importa del colore della sua pelle&rdquo;.<\/p>\n<p>Vusumzi e Justin sono cresciuti in un&rsquo;Africa del Sud divisa da due modelli di sviluppo diversi, dove la separazione non &egrave; basata tanto sulla razza quanto sulla ricchezza. Una volta all&rsquo;universit&agrave;, all&rsquo;et&agrave; di 19 anni, Justin sente di avere il mondo nelle sue mani. &ldquo;Quando ho lasciato il mio soprannome a Queenstown ho lasciato anche tutte le insicurezze che avevo, tutti quelli che non avevano fiducia in me&#8230; adesso sento di aver trovato me stesso. Sto ancora imparando, sto crescendo, ma in sostanza so chi sono, so dove voglio stare; e so cosa devo fare per evolvermi, per crescere. Sono un giovane adulto ambizioso.&#8221;<\/p>\n<p>Visumzi non ha avuto la stessa fortuna di tentare una vita diversa. Quando aveva 17 anni la madre fu costretta ad andarsene di casa per cercare lavoro in un&rsquo;altra citt&agrave;. Mentre era via, Vusumzi fu accoltellato in strada da un ragazzo ubriaco.<\/p>\n<p>Tre anni dopo, Mavis incontrer&agrave; l&rsquo;assassino di suo figlio. Vuole perdonarlo. &ldquo;Per 20 anni, abbiamo seguito le vite di questi undici bambini nati quando per la prima volta i leader mondiali si unirono nella promessa di un mondo migliore per le generazioni future. &Egrave; stata un&rsquo;avventura incredibile&rdquo;, ha detto Sorrentino a TerraViva. <\/p>\n<p>L&rsquo;istruzione si &egrave; rivelata un fil rouge nelle storie di tutti questi giovani.<\/p>\n<p>&ldquo;Quando ho cominciato non avevo idea di quali storie sarebbero venute fuori. Scegliemmo i genitori, non i loro figli&#8230; Ma alla fine, l&rsquo;istruzione si &egrave; rivelato un tema molto forte come via d&rsquo;uscita universale. Non c&rsquo;&egrave; niente di nuovo in questo ma &egrave; interessante constatare quanto questo fenomeno sia forte&rdquo;. Il film in tre episodi che racconta le vite di dieci bambini, e quella spezzata di Vusumzi, fa parte del progetto multimediale ReframingRio ed &egrave; stato presentato a Rio de Janeiro lo scorso giugno. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rio de Janeiro, 6 luglio 2012 (IPS) &#8211; &Egrave; il 1992. Il piccolo Vusumzi vive con la madre, Mavis, in una piccola casa del distretto nero di Thornhill, una delle zone in cui i neri venivano deportati durante l&rsquo;apartheid. 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