{"id":1772,"date":"2012-05-30T18:43:08","date_gmt":"2012-05-30T18:43:08","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2012\/05\/30\/green-economy-una-nuova-veste-per-i-vecchi-trucchi-di-sempre\/"},"modified":"2012-05-30T18:43:08","modified_gmt":"2012-05-30T18:43:08","slug":"green-economy-una-nuova-veste-per-i-vecchi-trucchi-di-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/05\/30\/green-economy-una-nuova-veste-per-i-vecchi-trucchi-di-sempre\/","title":{"rendered":"Green Economy, una nuova veste per i vecchi trucchi di sempre?"},"content":{"rendered":"<p>FIRENZE, 30 maggio 2012 (IPS) &#8211; L&rsquo;attuale crisi economica e finanziaria globale sta senz&#039;altro colpendo duramente quasi tutti i paesi del mondo, ma pu&ograve; anche rappresentare un&#039;ottima occasione per rimodellare il nostro sistema economico, secondo i partecipanti alla nona edizione della fiera annuale di Terra Futura da poco conclusa a Firenze (25-27 maggio), un incontro sulle &ldquo;buone pratiche&rdquo; nel campo della sostenibilit&agrave; sociale, economica e ambientale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1885\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1885\" class=\"size-full wp-image-1885\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/107942-20120528.jpg\" alt=\"Crustmania\/ CC by 2.0 Crustmania\/ CC by 2.0\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1885\" class=\"wp-caption-text\">Crustmania\/ CC by 2.0<br \/>Crustmania\/ CC by 2.0<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Cosa, come, quanto e per chi produrre? Queste sono le domande per cui serve una risposta immediata&rdquo;, ha detto Guido Viale, economista ambientale e autore di diversi libri incentrati sulle tematiche ambientali.<\/p>\n<p>&ldquo;La crisi &egrave; un&rsquo;opportunit&agrave; per riconvertire in termini ecologici il modo in cui produciamo e utilizziamo merci e servizi, aprendo la strada alla possibilit&agrave; di ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili, per rispettare la biodiversit&agrave; e creare un sistema economico sicuro a basse emissioni di CO2&rdquo;.<\/p>\n<p>Il primo passo verso un&rsquo;economia pi&ugrave; sana e un ambiente pi&ugrave; pulito &egrave; quello di &ldquo;trovare metodi economicamente efficaci per migliorare la nostra infrastruttura energetica e &lsquo;decarbonificare&rsquo; la nostra fornitura di energia&rdquo;, ha affermato Monica Frassoni, presidente dell&rsquo;Alleanza Europea per il Risparmio Energetico (EU-ASE), istituita nel dicembre del 2012 durante la Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP16) e che comprende alcune delle principali multinazionali europee, oltre a un importante raggruppamento trasversale formato da diversi politici europei.<\/p>\n<p>&ldquo;Senza impegni vincolanti per raggiungere l&rsquo;efficienza energetica entro il 2020 e senza obiettivi di risparmio energetico verificabili per i gli stati membri dell&rsquo;Ue, l&rsquo;Europa rischia (di alimentare) la dipendenza dai combustibili fossili&rdquo;, ha aggiunto la Frassoni.<\/p>\n<p>Oltre al bisogno di un quadro istituzionale e di obiettivi vincolanti settoriali per il risparmio energetico nei settori chiave dell&rsquo;economia europea, &egrave; altrettanto importante un cambiamento radicale nello stile di vita.<\/p>\n<p>&ldquo;I cambiamenti destinati a durare sono quelli radicati in una mentalit&agrave; diversa&rdquo;, ha spiegato Karl-Ludwig Schibel, coordinatore della divisione italiana del Patto dei Sindaci.<\/p>\n<p>Lanciato dalla Commissione Europea nel 2008, dopo l&rsquo;adozione del <A href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/clima\/policies\/brief\/eu\/index_en.htm\" target=\"_blank\"> pacchetto Clima ed Energia dell&rsquo;Unione Europea<\/A>, il Patto dei Sindaci &egrave; un movimento europeo il cui scopo &egrave; quello di raggiungere e superare l&rsquo;obiettivo dell&rsquo;Unione Europea di ridurre la CO2 del 20 per cento entro il 2020. &ldquo;Crediamo fermamente nell&rsquo;efficacia di un processo che parta dal basso, promosso dai cittadini, dalle autorit&agrave; regionali e dagli amministratori locali. &Egrave; proprio qui che si verificano i cambiamenti di mentalit&agrave; pi&ugrave; profondi&rdquo;, ha affermato Schibel.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;attivista per l&rsquo;ambiente Vandana Shiva, la consapevolezza culturale del nostro fragile legame intrinseco con il &ldquo;Pianeta vivente&rdquo; &egrave; lo strumento pi&ugrave; importante per promuovere giustizia, sostenibilit&agrave; e una nuova economia.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; giunto il momento di abbandonare il modello centralizzato, fossilizzato e sclerotico adottato durante tutta l&rsquo;era industriale e di costruire un nuovo modello &#8211; decentralizzato, democratico e orizzontale, in cui tutti gli ecosistemi vengano rispettati e la diversit&agrave; valorizzata. Questo significa che dovremmo combattere le monocolture delle menti che sono state influenzate dall&rsquo;industrialismo, e vuol dire stare attenti ai vecchi trucchi che si nascondono dietro le parole nuove, come ad esempio &lsquo;green economy&rsquo;&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>L&rsquo;esperta non &egrave; la sola a pensare a un futuro pi&ugrave; sano per il pianeta. Susan George, presidente del Consiglio dell&rsquo;Istituto Transnazionale, ha dichiarato a IPS, &ldquo;Non mi piace usare la parola &lsquo;green economy&rsquo;, perch&eacute; rischia di diventare un mezzo con cui il capitalismo aziendale globale ricava dei profitti, presentandosi sotto una veste nuova e pi&ugrave; rispettabile&rdquo;.<\/p>\n<p>Venti anni dopo il primo Summit della Terra, la comunit&agrave; internazionale si riunir&agrave; ancora una volta a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno, per la Conferenza della Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile. La conferenza Rio+20 discuter&agrave; il tema della green economy, la cui definizione di &ldquo;verde&rdquo; &egrave; ancora una questione controversa.<\/p>\n<p>&ldquo;Negli ultimi anni &#8211; ha detto Susan George -, ho proposto un Green New Deal, che significa assumere il controllo della finanza e investire nella transizione verde e sociale. Il primo passo &egrave; quello di socializzare le banche, invece di nazionalizzarle, per coinvolgere i cittadini e i clienti nella gestione e concedere prestiti per le piccole iniziative ambientali&rdquo;.<\/p>\n<p>La cosiddetta green economy, d&rsquo;altra parte, &egrave; qualcosa di completamente differente. &ldquo;Sono pessimista per quanto riguarda Rio&rdquo;, ha detto George a IPS. &ldquo;Per le grandi imprese questa &egrave; solo una scusa per dire: &ldquo;Le Nazioni Unite sono lente e inefficaci, al contrario noi siamo efficaci e intelligenti; quindi, date a noi i soldi e li investiremo nella green economy&rsquo;. Ma queste imprese mirano solo a ottenere nuovi profitti. Quello che dobbiamo chiederci &egrave;: una green economy per chi, e gestita da chi?&rdquo;.<\/p>\n<p>Barbara Unm&uuml;&szlig;ig, presidente dell&rsquo;Heinrich Boll Stiftung, ha recentemente scritto nel suo libro &lsquo;The Green Economy: A New Magic Bullet?&rsquo;: &ldquo;Alcuni grandi settori della societ&agrave; civile globale vedono la green economy come una possibilit&agrave; economica estremamente redditizia&rdquo;.<\/p>\n<p>Per fare davvero la differenza, ha affermato Unm&uuml;&szlig;ig, il modello della green economy dovrebbe prestare attenzione anche ai problemi di potere e di equit&agrave;, allontanando l&rsquo;attenzione della politica globale dalla crescita e dal libero scambio. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE, 30 maggio 2012 (IPS) &#8211; L&rsquo;attuale crisi economica e finanziaria globale sta senz&#039;altro colpendo duramente quasi tutti i paesi del mondo, ma pu&ograve; anche rappresentare un&#039;ottima occasione per rimodellare il nostro sistema economico, secondo i partecipanti alla nona edizione&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/05\/30\/green-economy-una-nuova-veste-per-i-vecchi-trucchi-di-sempre\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":525,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[4,11,18,22,1,27,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1772","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-columnas","category-economia","category-europa","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/525"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1772"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1772\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}