{"id":177,"date":"2004-11-10T02:30:23","date_gmt":"2004-11-10T02:30:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2004\/11\/10\/alimentazione-tra-tradizione-e-lotta-alla-fame\/"},"modified":"2004-11-10T02:30:23","modified_gmt":"2004-11-10T02:30:23","slug":"alimentazione-tra-tradizione-e-lotta-alla-fame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/11\/10\/alimentazione-tra-tradizione-e-lotta-alla-fame\/","title":{"rendered":"ALIMENTAZIONE: Tra tradizione e lotta alla fame"},"content":{"rendered":"<p>TORINO, 10 novembre 2004 (IPS) &#8211; Il problema della fame affligge 864 milioni di persone in tutto il mondo; 35 paesi soffrono di insicurezza alimentare a causa di scarsit&agrave; di cibo, violenze o climi avversi. Secondo i rappresentanti delle &ldquo;comunit&agrave; del cibo&rdquo;&ndash; riunitisi in Italia &#8211; parte della soluzione a questi problemi risiede nell&rsquo;uso di risorse e pratiche tradizionali<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La citt&agrave; di Torino ha ospitato, dal 20 al 23 ottobre, il meeting internazionale Terra Madre che ha riunito agricoltori di tutto il mondo &#8211; dalle Filippine alle Pampas argentine &#8211; e rappresentanti di diversi gruppi etnici, tra i quali i Masai dell&rsquo;Africa occidentale. Tutti i partecipanti erano accomunati da una stessa volont&agrave;: creare un&rsquo;economia sostenibile in grado di risolvere il problema mondiale della fame.<\/p>\n<p>&ldquo;Possiamo cooperare tra noi e avanzare proposte ai governi per far fronte al processo di globalizzazione che ci costringe ad abbassare i prezzi&rdquo;, ha detto a Tierram&eacute;rica Nguyen Van Vinh, della comunit&agrave; vietnamita di Hai Phong, che produce riso biologico. &ldquo;Siamo tra i maggiori produttori mondiali di riso eppure dobbiamo vendere il nostro prodotto a 30 centesimi al chilo&rdquo;.<\/p>\n<p>In questa comunit&agrave; nel nordest del Vietnam, circa 100 famiglie hanno introdotto i cuccioli di anatra nelle risaie per contrastare gli insetti. Gli escrementi delle anatre a loro volta fertilizzano la terra. Gli agricoltori affermano che per le loro coltivazioni non hanno bisogno di usare pesticidi chimici.<\/p>\n<p>I partecipanti all&rsquo;&rdquo;Incontro Mondiale delle Comunit&agrave; del Cibo&rdquo;, promosso dall&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&rsquo;Alimentazione e l&rsquo;Agricoltura (FAO), hanno sostenuto con forza la necessit&agrave; di un maggiore consumo di cereali dal valore nutritivo pi&ugrave; alto quali l&rsquo;amaranto (Amaranthus caudatus), la quinoa (Chenopodium quinoa, conosciuta anche come &ldquo;riso degli Inca&rdquo;), e il sorgo (Sorghum vulgare), prodotti resistenti a temperature e malattie estreme.<\/p>\n<p>Il problema &egrave; che &ldquo;i giovani preferiscono il cibo spazzatura, patatine fritte e hamburger, e rifiutano i cibi tradizionali&rdquo;, afferma Dutta Mita, della comunit&agrave; agricola di Bankura, nel West Bengala in India, che produce riso, mais e canna da zucchero.<\/p>\n<p>&ldquo;Vogliono emulare lo stile di vita nordamericano che vedono nei film, e i produttori alimentari, alla fine, vendono solo quel tipo di cibo&rdquo;, aggiunge Mita.<\/p>\n<p>Inoltre, il programma della FAO Global Information and Early Warning System (GIEWS) ha registrato un calo nelle riserve mondiali di sementi, che rimangono oggi a 229,7 milioni di tonnellate.<\/p>\n<p>La produzione alimentare &egrave; soggetta a diversi fattori: guerre civili, epidemie, condizioni climatiche estreme in Africa, crisi umanitarie in Nord Corea, Iraq e Sri Lanka, penuria di cibo ad Haiti e nella Repubblica Dominicana.<\/p>\n<p>Secondo i circa 5mila partecipanti al meeting Terra Madre, &egrave; necessario diversificare le abitudini alimentari ed avere chiaro il concetto per il quale &egrave; pi&ugrave; sostenibile mangiare la carne di lama in Bolivia, di bisonte in Canada o di renna in Svezia, Finlandia e Norvegia, che mangiare pollo e manzo, ha detto a Tierram&eacute;rica Blind Ingemas, un produttore di carni di renna.<\/p>\n<p>La carne di renna &egrave; un alimento tradizionale della comunit&agrave; Sami (Laplanders) delle coste a nord della Finlandia, dove l&rsquo;inverno dura 200 giorni e le temperature raggiungono i 30&deg; sotto lo zero.<\/p>\n<p>Uno studio nelle province orientali della Tailandia di Kalasin, Yasothorn, Ro-iet, Khon-Kaen e Surin ha scoperto pi&ugrave; di 100 variet&agrave; differenti di riso delle quali solo 50 sono attualmente coltivate, alcune per il riso stesso, altre per produrre biscotti, spaghetti, vini e liquori.<\/p>\n<p>&ldquo;Siamo comunit&agrave; piccole e povere. Coltiviamo il riso per la nostra sopravvivenza e riusciamo a venderne una parte. Non vogliamo essere competitivi con i prodotti convenzionali, cerchiamo solo di fare il nostro meglio. Ci preoccupiamo dell&rsquo;ambiente nel quale viviamo e non usiamo prodotti chimici&rdquo;, ha detto a Tierram&eacute;rica Avaiporn Suthonthanyakon, un agricoltore tailandese di riso tradizionale.<\/p>\n<p>All&rsquo;altro capo della catena alimentare, ci sono i cuochi e alcuni di loro erano presenti al meeting di Torino.<\/p>\n<p>&ldquo;Distribuiamo ricette tradizionali precedenti l&rsquo;arrivo di Cristoforo Colombo, come il &ldquo;locro&rdquo; (uno stufato di mais, fagioli e carne), i &ldquo;tamales&rdquo; (carne sfilacciata avvolta in sfoglie di mais), le &ldquo;humitas&rdquo; (densa crema di mais raccolta nelle foglie della stessa pianta) e prodotti autoctoni come granturco e patate delle Ande&rdquo;, ha detto a Tierram&eacute;rica, Alejandra Garc&iacute;a, una cuoca argentina.<\/p>\n<p>&ldquo;Tutto ci&ograve; potrebbe andare perso a causa della globalizzazione &#8211; ha aggiunto Garc&iacute;a -. La nostra sfida &egrave; di poter continuare a cucinare con gli ingredienti che le nostre nonne avevano nelle loro cucine &ldquo;.<\/p>\n<p>[*Francesca Colombo collabora con Tierram&eacute;rica. Articolo pubblicato il 30 ottobre sui giornali latino americani delle rete Tierram&eacute;rica. Tierram&eacute;rica &egrave; un&rsquo;agenzia stampa specializzata prodotta da IPS, con il sostegno del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e per l&rsquo;Ambiente (UNEP)]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TORINO, 10 novembre 2004 (IPS) &#8211; Il problema della fame affligge 864 milioni di persone in tutto il mondo; 35 paesi soffrono di insicurezza alimentare a causa di scarsit&agrave; di cibo, violenze o climi avversi. 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