{"id":1761,"date":"2011-12-13T18:47:38","date_gmt":"2011-12-13T18:47:38","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/12\/13\/sviluppo-con-la-crisi-i-ricchi-diventano-pi-ricchi\/"},"modified":"2011-12-13T18:47:38","modified_gmt":"2011-12-13T18:47:38","slug":"sviluppo-con-la-crisi-i-ricchi-diventano-pi-ricchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/12\/13\/sviluppo-con-la-crisi-i-ricchi-diventano-pi-ricchi\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Con la crisi i ricchi diventano pi&ugrave; ricchi"},"content":{"rendered":"<p>PARIGI, 13 dicembre 2011 (IPS) &#8211; Imponenti ville su un lato della strada e baracche sull&rsquo;altro lato. Alcune persone in fila per un piatto caldo, mentre altre gli sfrecciano accanto alla guida di sfavillanti Land Rover dai vetri scuri.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1841\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1841\" class=\"size-full wp-image-1841\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/55071-20110331.jpg\" alt=\"Louise Redvers\/IPS Louise Redvers\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1841\" class=\"wp-caption-text\">Louise Redvers\/IPS<br \/>Louise Redvers\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Questi sono solo alcuni degli scenari cui si &egrave; trovata di fronte Danielle Nierenberg nel suo tour attraverso 30 paesi di supervisione del rapporto &lsquo;State of the World 2011: Innovations that Nourish the Planet&rsquo; del Worldwatch Institute. <\/p>\n<p>&ldquo;Sono differenze sostanziali che stanno sotto gli occhi di tutti ogni giorno&rdquo;, ha dichiarato a IPS. &ldquo;In Africa sembra che la crisi non abbia colpito i ricchi, ma soprattutto i poveri&rdquo;.<\/p>\n<p>La settimana scorsa Nierenberg era a Parigi per presentare &lsquo;Comment Nourir 7 Milliards d&rsquo;Hommes&rsquo; (Come nutrire 7 miliardi di persone), l&rsquo;edizione francese del rapporto del gruppo di esperti di Washington.<\/p>\n<p>Anche se la pubblicazione si concentra principalmente sull&rsquo;agricoltura in Africa, il lancio dell&rsquo;edizione francese coincide con la presentazione di un nuovo rapporto dell&rsquo;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che spiega nei dettagli il divario crescente tra ricchi e poveri nei 34 stati membri dell&rsquo;OCSE.<\/p>\n<p>Entrambe le ricerche invitano i governi all&rsquo;azione per porre fine a povert&agrave; e disuguaglianze, e per sostenere maggiormente le persone che necessitano assistenza, sia nei paesi avanzati che nei paesi in via di sviluppo. Il rapporto OCSE traduce in cifre e grafici la realt&agrave; di molte persone che lavorano sul campo in diverse regioni.<\/p>\n<p>Il rapporto OCSE &lsquo;Divided We Stand: Why Inequality Keeps Rising&rsquo; (Restiamo divisi: perch&eacute; le disuguaglianze continuano a crescere), sostiene che &ldquo;il reddito medio del 10 per cento pi&ugrave; ricco della popolazione &egrave; di circa nove volte superiore rispetto a quello del 10 per cento pi&ugrave; povero&rdquo; nei paesi dell&rsquo;area OCSE. <\/p>\n<p>Persino nei &ldquo;paesi tradizionalmente egualitari&rdquo;, come Danimarca, Svezia e Germania, il divario di reddito &egrave; cresciuto rispetto agli anni &rsquo;80, passando da un rapporto di 5 a 1 all&rsquo;attuale 6 a 1. Nel Regno Unito, Italia, Giappone e Corea il divario &egrave; di 10 a 1, mentre &egrave; pi&ugrave; elevato (14 a 1) negli Stati Uniti, Israele e Turchia, sostiene l&rsquo;OCSE.<\/p>\n<p>Dati recenti sugli Stati Uniti mostrano che &ldquo;la quota dei redditi familiari al netto delle imposte dell&rsquo;uno per cento pi&ugrave; ricco della popolazione &egrave; pi&ugrave; che raddoppiata&rdquo; dal 1979 al 2007, mentre la quota dei redditi &ldquo;pi&ugrave; bassi&rdquo; del 20 per cento della popolazione &egrave; scesa dal 7 al 5 per cento.<\/p>\n<p>&ldquo;Questa &egrave; una delle nostre valutazioni pi&ugrave; importanti&rdquo;, ha detto il segretario generale dell&rsquo;OCSE Angel Gurria, presentando il rapporto presso la sede dell&rsquo;organizzazione. &ldquo;Noi sosteniamo che &#8220;&rsquo;restiamo divisi&rsquo; perch&eacute; siamo cresciuti in modo disuguale&rdquo;.<\/p>\n<p>Gurria ha dichiarato che &ldquo;solo pochi paesi sono riusciti a invertire la tendenza&rdquo;. La disuguaglianza tra i redditi &egrave; diminuita in Cile e Messico, ma in questi due paesi i redditi dei pi&ugrave; ricchi sono ancora 25 volte superiori a quelli dei pi&ugrave; poveri, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Al di fuori dell&rsquo;area OCSE, la disuguaglianza tra i redditi &egrave; molto pi&ugrave; elevata nelle economie emergenti. Ad esempio, nonostante il governo brasiliano abbia adottato misure di redistribuzione della ricchezza, diminuendo la disuguaglianza negli ultimi 10 anni, presenta un rapporto di 50 a 1, o cinque volte superiore alla media OCSE, si legge nel rapporto.<\/p>\n<p>&ldquo;Ci sono paesi non membri dell&rsquo;OCSE in cui una forte crescita economica ha permesso a milioni di persone di uscire da uno stato di assoluta povert&agrave;&rdquo;, ha raccontato Gurria ai giornalisti. <\/p>\n<p>&ldquo;Ma i benefici della forte crescita economica non sono stati distribuiti in modo uniforme. Gli elevati livelli di disuguaglianza tra i redditi sono ulteriormente cresciuti. Tra le economie emergenti, solo il Brasile &egrave; riuscito a ridurre enormemente le disuguaglianze&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;OCSE sostiene che l&#039;aumento generalizzato dei divari di reddito trova la sua causa principale nella maggiore disuguaglianza in termini di salari e retribuzioni, riduzione dei benefit, e tagli delle aliquote massime d&rsquo;imposta per i pi&ugrave; abbienti.<\/p>\n<p>Gurria e Nierenberg hanno entrambi sottolineato che la crisi economica mondiale ha reso ancora pi&ugrave; necessario l&rsquo;intervento dei governi su questi temi.<\/p>\n<p>&ldquo;Il contratto sociale comincia a sgretolarsi in diversi paesi&rdquo;, ha dichiarato Gurria. In molte societ&agrave; il ceto medio teme un declino sociale e l&rsquo;esclusione. Le persone stanno sostenendo il peso di una crisi di cui non sono responsabili, mentre sembra che i pi&ugrave; ricchi siano stati risparmiati&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;esperto ha poi detto che una delle raccomandazioni dell&rsquo;OCSE &egrave; l&rsquo;aumento dell&rsquo;aliquota marginale d&rsquo;imposta per i pi&ugrave; ricchi. &ldquo;Quando si parla dei pi&ugrave; ricchi tra i ricchi, noi diciamo che &egrave; possibile aumentare le aliquote&rdquo;, ha affermato. &ldquo;Suggeriamo un aumento delle imposte sul consumo, delle imposte sul capitale e delle tasse sulle emissioni di carbonio&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma non si &egrave; espresso sulla posizione dell&rsquo;OCSE in merito alla tassa sulle transazioni finanziarie (financial transaction tax, FTT), proposta da molte organizzazioni non governative e da alcuni economisti di spicco.<\/p>\n<p>Guillaume Grosso, direttore in Francia dell&rsquo;organizzazione contro la povert&agrave; ONE, afferma che aumentare le tasse sui ricchi &egrave; solo parte della soluzione alle disuguaglianze.<\/p>\n<p>&ldquo;Mentre alcune attivit&agrave; vengono tassate e queste entrate servono per la ridistribuzione della ricchezza in favore dei poveri, il settore finanziario non paga la propria parte, mentre qualcuno sostiene che &egrave; proprio il settore finanziario responsabile della crisi che stiamo affrontando ora&rdquo;, ha dichiarato a IPS. <\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;idea della FTT per lo sviluppo &egrave; molto semplice: si introduce una piccola imposta sulle transazioni finanziarie. &Egrave; indolore, ma equa. &Egrave; la prima volta che chiediamo uno sforzo al settore finanziario, e questo denaro pu&ograve; essere utilizzato per combattere la povert&agrave; dove necessario&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Secondo Grosso, il rapporto OCSE non si sarebbe occupato del problema della trasparenza. <\/p>\n<p>&ldquo;Dobbiamo sapere come lo stato sta utilizzando il denaro&rdquo;, ha spiegato. &ldquo;Uno dei problemi principali &egrave; che spesso, e soprattutto nei paesi pi&ugrave; poveri, &egrave; molto difficile sapere come lo stato investe il denaro. Uno degli esempi pi&ugrave; eclatanti &egrave; la Guinea Equatoriale, in Africa, il cui PIL pro capite &egrave; pari a quello di Grecia e Portogallo, ma due terzi della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno&rdquo;.<\/p>\n<p>ONE appoggia l&rsquo;istituzione di un quadro normativo che i paesi ricchi dovrebbero adottare affinch&eacute; &ldquo;si sappia, ad esempio, come le compagnie petrolifere e di fornitura di gas investono il loro denaro&rdquo;, afferma Grosso.<\/p>\n<p>&ldquo;Vogliamo trasparenza nella diffusione dei dati relativi a ci&ograve; che viene versato ai governi. Questo &egrave; il genere di cose di cui l&rsquo;OCSE non pu&ograve; parlare&rdquo;. <\/p>\n<p>Anche Nierenberg chiede pi&ugrave; trasparenza, soprattutto nel modo in cui le economie emergenti e quelle avanzate comprano terreni agricoli (&ldquo;accaparramento delle terre&rdquo;) in Africa, contribuendo ad aumentare povert&agrave; e diseguaglianze in alcuni paesi.<\/p>\n<p>&ldquo;Quando all&rsquo;aumento dei prezzi degli alimenti non &egrave; seguito un aumento dei redditi, si sono viste le ripercussioni: bambini con il ventre gonfio, un tipico segnale di malnutrizione e carestia incombente, a livelli che non si sarebbero potuti raggiungere 5 o 6 anni fa&rdquo;, ha dichiarato. @ IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PARIGI, 13 dicembre 2011 (IPS) &#8211; Imponenti ville su un lato della strada e baracche sull&rsquo;altro lato. 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