{"id":1746,"date":"2011-04-18T14:32:34","date_gmt":"2011-04-18T14:32:34","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/04\/18\/la-guerra-dellacqua-in-asia-e-america-latina\/"},"modified":"2011-04-18T14:32:34","modified_gmt":"2011-04-18T14:32:34","slug":"la-guerra-dellacqua-in-asia-e-america-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/04\/18\/la-guerra-dellacqua-in-asia-e-america-latina\/","title":{"rendered":"La guerra dell&#8217;acqua in Asia e America Latina"},"content":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 17 aprile 2011 (Terra) (IPS) &#8211; I grandi paesi emergenti come Brasile e Cina continuano a costruire nuove centrali idroelettriche per spingere la loro espansione economica. Ma mentre in America Latina il fenomeno viene vissuto come un processo di integrazione, in Asia sta generando tensioni per lo sfruttamento dei fiumi in comune.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1740\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1740\" class=\"size-full wp-image-1740\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/55252-20110413.jpg\" alt=\"Ag&ecirc;ncia Brasil Ag&ecirc;ncia Brasil\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1740\" class=\"wp-caption-text\">Ag&ecirc;ncia Brasil<br \/>Ag&ecirc;ncia Brasil<\/p><\/div><\/div>\n<p>Il Brasile, leader di questa strategia in America Latina, ha un accordo per costruire cinque centrali idroelettriche in Per&ugrave;, e vorrebbe costruirne altre due analoghe legate ad accordi con la Bolivia: una joint venture tra i due paesi sul tratto del fiume Madeira che delimita la frontiera, e un altro impianto esclusivamente boliviano. <\/p>\n<p>Gran parte dell&rsquo;energia ricavata da tutti questi progetti verr&agrave; esportata in Brasile, dove il governo prevede un aumento della domanda di elettricit&agrave; del 5,9 percento all&rsquo;anno fino al 2019, quando si calcola che serviranno 167mila megawatt di capacit&agrave; installata, di cui due terzi provenienti da fonte idroelettrica.<\/p>\n<p>La costruzione di dighe fuori dal paese &egrave; un modo per eludere la forte opposizione di popolazioni indigene e gruppi ambientalisti della Amazzonia brasiliana, dove si concentra la quasi totalit&agrave; del potenziale idroelettrico nazionale ancora inutilizzato. <\/p>\n<p>Cachuela Esperanza, una cittadina nel nord della Bolivia e vicina al confine brasiliano, lungo il fiume Beni, ricever&agrave; una potenza di 990 megawatt, secondo un progetto della societ&agrave; di consulenza canadese Tecsult. Quasi l&rsquo;equivalente dell&rsquo;intera domanda di energia della Bolivia. <\/p>\n<p>&ldquo;Sar&agrave; un progetto vantaggioso solo se si esporter&agrave; pi&ugrave; del 90 percento della produzione&rdquo;, ha commentato Walter Justiniano, ingegnere specializzato di Guayaramer&iacute;n, citt&agrave; al confine settentrionale della Bolivia con il Brasile. La distribuzione di energia all&rsquo;interno della Bolivia, ha spiegato, richiederebbe infatti l&rsquo;installazione di centinaia di chilometri di linee elettriche, visto che la citt&agrave; pi&ugrave; vicina si trova a mille chilometri di distanza.<\/p>\n<p>Intanto, il progetto della diga del Ribeir&atilde;o, sul fiume Madeira, dovrebbe avere una capacit&agrave; di 3mila megawatt: una potenza simile alla diga di Itaip&uacute;, la seconda centrale idroelettrica al mondo, costruita 27 anni fa dal Brasile alla frontiera col Paraguay. Il Paraguay non &egrave; mai riuscito a consumare pi&ugrave; del 10 percento dell&rsquo;energia prodotta da Itaip&uacute;, nonostante avrebbe diritto alla met&agrave;. <\/p>\n<p>Questi due progetti sono ancora allo studio di fattibilit&agrave;, sostiene Alberto Tejada, responsabile della produzione dell&rsquo;azienda elettrica statale Empresa Nacional de Electricidad (ENDE). <\/p>\n<p>Il progetto di Cachuela Esperanza dipende dalla valutazione di &ldquo;questioni tecniche, politiche di sovranit&agrave;, sicurezza e tutela ambientale&rdquo;, ha detto il funzionario. &ldquo;I negoziati e gli accordi per il finanziamento e la realizzazione non sono avanzati molto&rdquo;, ha ammesso, anche se a gennaio il presidente boliviano Evo Morales si &egrave; detto intenzionato a promuovere lo sviluppo del progetto. <\/p>\n<p>Il progetto sulle rapide Ribeir&atilde;o dipende invece da un accordo fra Bolivia e Brasile, &ldquo;che garantisca l&rsquo;applicazione dei trattati sulla libera navigazione dei fiumi internazionali&rdquo;, ha detto Tejada, e ha aggiunto che un&rsquo;&eacute;quipe di tecnici boliviani sta studiando il potenziale idroelettrico dei tre fiumi del bacino in comune con il Brasile, che servir&agrave; come punto di partenza per i negoziati.<\/p>\n<p>I corsi d&rsquo;acqua sui quali le dighe verranno costruite, sia in Bolivia che in Per&ugrave;, sono affluenti dei grandi fiumi amazzonici brasiliani, come il Madeira e il Solim&otilde;es. <\/p>\n<p><b>Il buco nero dell&rsquo;Asia<\/b><\/p>\n<p>La situazione &egrave; molto pi&ugrave; complessa in Asia, dove nell&rsquo;altopiano del Tibet nascono i due grandi fiumi che scorrono verso l&rsquo;India e il sudest asiatico. La crescente domanda della Cina aumenta il consumo di energia molto pi&ugrave; velocemente che in Brasile, con i suoi 1,3 miliardi di abitanti e una crescita economica costante di oltre il 10 percento l&rsquo;anno.<\/p>\n<p>La Cina avanza in almeno 81 grandi progetti idroelettrici solo sui fiumi Mekong, Yangtze e Salween. Ma tutte queste dighe preoccupano i paesi vicini, che dipendono dagli stessi corsi d&rsquo;acqua per i loro bisogni.<\/p>\n<p>Cambogia, Laos, Tailandia e Vietnam hanno creato nel 1995 la Commissione del fiume Mekong (Mekong River Commission) per promuovere una gestione sostenibile e cooperativa del corso d&rsquo;acqua. <\/p>\n<p>Le 21 dighe cinesi preoccupano non poco i quattro paesi colpiti nell&rsquo;estate 2009 da una grave siccit&agrave; che ridusse cos&igrave; tanto il flusso del Mekong da far pensare ad uno sfruttamento eccessivo del fiume da parte della Cina. <\/p>\n<p>Organizzazioni non governative come la Rete internazionale dei fiumi (International Rivers Network, IRN) hanno criticato duramente la debole resistenza opposta dalla Commissione del fiume Mekong di fronte alle pressioni cinesi. <\/p>\n<p>Per di pi&ugrave;, a marzo il Laos ha annunciato la costruzione della diga idroelettrica di Xayaburi, con una capacit&agrave; di 1.260 megawatt, suscitando le forti proteste del Vietnam, che teme gravi danni all&rsquo;agricoltura e all&rsquo;allevamento ittico del delta del Mekong. <\/p>\n<p>Ma Xayaburi &egrave; solo la prima delle 11 centrali che i governi di Cambogia, Tailandia e Laos progettano di costruire lungo il fiume Mekong, di cui nove solo nel Laos. <\/p>\n<p>Simili le preoccupazioni dell&rsquo;India rispetto alle nuove dighe costruite da Cina, Nepal e Bhutan sui fiumi adiacenti, dove l&rsquo;India stessa cerca di fare leva sulla propria influenza per accedere all&rsquo;elettricit&agrave; a basso costo. <\/p>\n<p>Anche in Birmania, le dighe costruite da Cina, Tailandia, India e Bangladesh offrono a questi paesi la possibilit&agrave; di accedere a energia a basso costo senza doversi assumere le responsabilit&agrave; di un impatto sociale, economico e ambientale negativo. I forti movimenti di opposizione contro la costruzione delle dighe in Tailandia, per esempio, rendono particolarmente attraenti i progetti in Birmania. <\/p>\n<p>In Birmania sono attualmente in fase di implementazione 29 progetti per la produzione di energia idroelettrica, per una capacit&agrave; totale di 19.413 megawatt, mentre altre 14, per una capacit&agrave; di 13.971 megawatt, sono in fase di progettazione. Il novanta percento dell&rsquo;intera energia generata &egrave; destinata all&rsquo;esportazione. <\/p>\n<p>A realizzare il maggior numero di dighe sono ovviamente le imprese cinesi, nel paese e nelle nazioni vicine, un altro esempio della crescita del gigante asiatico &ldquo;grandissimo investitore nella regione&rdquo;, afferma Carl Middleton, della campagna per il Mekong di IRN.<\/p>\n<p><b>Il Brasile, un ruolo simile, su scala minore<\/b><\/p>\n<p>Il Brasile gioca un ruolo analogo ma in scala minore in America Latina, dove nei principali progetti di costruzione di dighe sono coinvolte imprese come Odebrecht, Andrade Gutierrez, Camargo Corr&ecirc;a e Queiroz Galv&atilde;o. <\/p>\n<p>Ma il paese latinoamericano tenta di esercitare un potere pi&ugrave; sottile rispetto alla Cina, dove le imprese tendono a impiegare lavoratori cinesi per i progetti all&rsquo;estero, limitando le assunzioni e la formazione di manodopera locale. <\/p>\n<p>Quasi tutti i paesi dell&rsquo;America del Sud hanno surplus di energia e disponibilit&agrave; di fonti come petrolio, energia idroelettrica, gas naturale o carbone. Inoltre, &ldquo;alcuni stati hanno le risorse naturali, ma non i capitali n&eacute; la tecnologia&rdquo;, spiega Daniel Falc&oacute;n, diplomatico della Divisione risorse energetiche non rinnovabili del ministero degli Esteri brasiliano. Condizioni, aggiunge, che spiegano la spinta ad una &ldquo;integrazione energetica&rdquo; che, oltre alla &ldquo;complementariet&agrave;&rdquo;, incoraggia &ldquo;una reciproca comprensione e familiarit&agrave; tra i diversi paesi vicini&rdquo;.<\/p>\n<p>&Egrave; uno dei principali temi affrontati dall&rsquo;Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) dal 2007, un blocco regionale che ha gi&agrave; definito linee direttrici e piano d&rsquo;azione, e adesso sta negoziando un trattato sull&rsquo;energia. &ldquo;Non esiste nessuna iniziativa analoga al mondo, neanche nell&rsquo;Unione europea&rdquo;, ha assicurato Falc&oacute;n. <\/p>\n<p>Cachuela Esperanza porter&agrave; alla Bolivia nuove entrate fiscali, pi&ugrave; energia per le attivit&agrave; produttive, e una migliore qualit&agrave; di vita nell&rsquo;area della foresta amazzonica nel nord del paese, oltre a ridurre l&rsquo;uso di idrocarburi per generare elettricit&agrave; e a limitare le emissioni di gas a effetto serra, sostiene il funzionario dell&rsquo;azienda statale, Tejada. <\/p>\n<p>Ma allo stesso tempo richieder&agrave; una diga grande &ldquo;quasi quanto quella di Itaip&uacute;&rdquo;, che inonder&agrave; aree di foresta pluviale in Bolivia, avverte l&rsquo;ingegnere Justiniano. In questo, l&rsquo;esperto concorda con altri detrattori della costruzione di dighe idroelettriche &ldquo;brasiliane&rdquo; in Bolivia e Per&ugrave;, secondo cui sarebbero superflue e non farebbero che distruggere la ricca biodiversit&agrave; caratteristica di questi due paesi. &copy; Terra www.terranews.it<\/p>\n<p>*Con il contributo di Franz Ch&aacute;vez (La Paz) e Keya Acharya (Bangalore) <\/p>\n<p>** Articolo pubblicato sul quotidiano ecologista Terra il 16 aprile 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 17 aprile 2011 (Terra) (IPS) &#8211; I grandi paesi emergenti come Brasile e Cina continuano a costruire nuove centrali idroelettriche per spingere la loro espansione economica. 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