{"id":1745,"date":"2011-02-21T19:03:39","date_gmt":"2011-02-21T19:03:39","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/02\/21\/africa-un-trattato-sulle-armi-per-i-regimi-canaglia-dal-grilletto-facile\/"},"modified":"2011-02-21T19:03:39","modified_gmt":"2011-02-21T19:03:39","slug":"africa-un-trattato-sulle-armi-per-i-regimi-canaglia-dal-grilletto-facile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/02\/21\/africa-un-trattato-sulle-armi-per-i-regimi-canaglia-dal-grilletto-facile\/","title":{"rendered":"AFRICA: Un trattato sulle armi per i regimi canaglia dal grilletto facile"},"content":{"rendered":"<p>PARIGI, 21 febbraio 2011 (IPS) &#8211; Mezzo secolo dopo le prime rivelazioni e le denunce del presidente americano Dwight Eisenhower sull&rsquo;influenza sempre pi&ugrave; massiccia dell&rsquo;apparato militare industriale sulle vicende mondiali, il commercio di armi prospera pi&ugrave; che mai. E spesso, gli stati africani sono i principali destinatari.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1717\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1717\" class=\"size-full wp-image-1717\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/54286-20110129.jpg\" alt=\"&copy; Trevor Snapp\/Small Arms Survey &copy; Trevor Snapp\/Small Arms Survey\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1717\" class=\"wp-caption-text\">&copy; Trevor Snapp\/Small Arms Survey<br \/>&copy; Trevor Snapp\/Small Arms Survey<\/p><\/div><\/div>\n<p>Sebbene siano dati difficili da ottenere, la rete di Ong per lo sviluppo Oxfam stima che, ogni anno, i governi dell&rsquo;Africa sub-sahariana spendano intorno ai 18 miliardi di dollari in armi e per la difesa, ossia una cifra quasi equivalente a quella degli aiuti internazionali allo sviluppo destinati alla regione. <\/p>\n<p>La maggior parte dei governi ha una legittima necessit&agrave; di equipaggiamenti per la difesa. <\/p>\n<p>Tuttavia, &ldquo;molti esportatori non hanno nessuna struttura legale n&eacute; forma di controllo per regolamentare i trasferimenti di armi verso paesi che sono a loro volta privi di strutture di controllo&rdquo;, dice Nicolas Vercken, a capo della campagna francese di Oxfam per un trattato sulle armi pi&ugrave; esteso.<\/p>\n<p>&ldquo;Il nostro problema &egrave; con alcuni tipi di armi, che vengono utilizzate per violare i diritti umani e il diritto umanitario&rdquo;, dice. Al momento, solo Olanda e Gran Bretagna chiedono consiglio alle loro agenzie per lo sviluppo, prima di prendere qualsiasi decisione sull&rsquo;esportazione di armi verso paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p>&ldquo;Un trattato globale &egrave; fondamentale per livellare il campo da gioco per tutti gli esportatori, e per colmare le lacune&rdquo;, spiega Vercken. &ldquo;Il principale obiettivo sarebbe bloccare le vendite laddove ci sono rischi evidenti che le armi vengano usate per violare i diritti umani o impedire lo sviluppo di un paese&rdquo;. <\/p>\n<p>La campagna per un trattato sul commercio di armi si &egrave; intensificata grazie alle Nazioni Unite. Nel 2009, una risoluzione dell&rsquo;Onu ha aperto la strada ai negoziati, che sono stati poi avviati nel luglio 2010. Gli attivisti sperano di avere un trattato entro il 2012. <\/p>\n<p>Ma molti osservatori non sono altrettanto ottimisti. <\/p>\n<p>&ldquo;Un trattato sarebbe una forma di controllo ragionevole per i nuovi accordi sulle armi&rdquo;, dice Lauren Gelfand, editor per l&rsquo;Africa del Jane&#039;s Defence Weekly. &ldquo;Ma richiederebbe un livello di trasparenza che alcuni fabbricanti di armi sarebbero riluttanti ad accettare&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Purtroppo, per&ograve;, non credo che un trattato globale riuscirebbe a contenere la diffusione di armi di piccolo calibro, che sono gi&agrave; in circolazione o in commercio&rdquo;, aggiunge. <\/p>\n<p>Le armi di piccolo calibro (qualsiasi arma che pu&ograve; essere facilmente trasportata da una sola persona, come il diffusissimo fucile d&rsquo;assalto AK-47), sono la piaga di molti paesi africani a basso reddito. <\/p>\n<p>&ldquo;Sono facili da trasportare, contrabbandare e trasferire oltreconfine; &egrave; possible che un&rsquo;arma usata in Liberia o in Sierra Leone venga successivamente portata in Nigeria per poi finire nelle mani dei ribelli del Sudan&rdquo;, dice Gelfand. <\/p>\n<p>Il Sudan, che si &egrave; astenuto dal voto sulla risoluzione 2009 e sta per attuare la secessione tra Nord e Sud dopo decenni di guerra civile, illustra bene il problema della scarsa regolamentazione e le lacune nel controllo sui trasferimenti di armi. <\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;accesso relativamente facile di armi nella regione, unito ai problemi cronici di governance del Sudan, rendono particolarmente facile l&rsquo;esplodere di rivolte nelle zone pi&ugrave; marginali&rdquo;, commenta Claire McEvoy, responsabile del monitoraggio della sicurezza in Sudan per la Small Arms Survey. <\/p>\n<p>La Small Arms Survey &egrave; un progetto di ricerca indipendente dell&rsquo;Istituto di alti studi internazionali e sullo sviluppo con sede a Ginevra, Svizzera. <\/p>\n<p>&ldquo;Pi&ugrave; armi acquisiscono i governi di Khartoum e Juba, pi&ugrave; armi vedremo &lsquo;scivolare&rsquo; dalle loro forze armate ad altri attori, armati, loro alleati e gruppi non statali, mediante furti, vendite, corruzione, sconfitte sul campo, e cos&igrave; via&rdquo;, spiega. <\/p>\n<p>E anche le armi ottenute in modo legittimo e destinate ai governi, ci sono forti rischi che finiscano nelle mani sbagliate. <\/p>\n<p>&ldquo;Le armi leggere sono particolarmente difficili da rintracciare perch&eacute; sono molto facili da nascondere&rdquo;, dice Pieter Wezeman, ricercatore dell&rsquo;Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (SIPRI), un organismo indipendente che si occupa di armi, controllo degli armamenti, disarmo e altri temi connessi. <\/p>\n<p>&ldquo;Molti paesi africani hanno una forte cultura di segretezza intorno ai temi della sicurezza e della difesa, e il loro esercito &egrave; spesso riluttante a discutere accordi sulle armi&rdquo;, aggiunge. <\/p>\n<p>Le stime del SIPRI confermano che la spesa militare complessiva in Africa sub-sahariana nel 2009 &egrave; stata di circa 18 miliardi di dollari. Una goccia nell&rsquo;oceano del commercio di armi globale, calcolato a 1.531 miliardi di dollari. <\/p>\n<p>&ldquo;Ma in diversi casi, quantit&agrave; relativamente piccole di armi fornite ai paesi dell&rsquo;Africa sub-sahariana hanno un forte impatto sulle dinamiche dei conflitti regionali&rdquo;, dice Wezeman. <\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; importante essere consapevoli dell&rsquo;effetto cumulativo di queste importazioni di armi&rdquo;, aggiunge Corey Pein, editor di WarIsBusiness.com, un sito web che si occupa di accordi sulle armi. &ldquo;Sul continente si sono accumulate cos&igrave; tante armi da fuoco che spesso i contrabbandieri non devono andare oltre lo stato confinante pi&ugrave; vicino&rdquo;, osserva.<\/p>\n<p>L&#039;Africa potrebbe non essere il mercato pi&ugrave; grande per i fabbricanti di armi, ma &egrave; senz&rsquo;altro il pi&ugrave; soggetto alle importazioni di armi. <\/p>\n<p>Un trattato globale di regolamentazione sull&rsquo;approvvigionamento di armi potrebbe beneficiare i paesi meno sviluppati, e questo spiega perch&eacute; un solo paese dell&rsquo;Africa sub-sahariana, lo Zimbabwe, ha votato contro la risoluzione Onu sui negoziati per un trattato globale. <\/p>\n<p>Tuttavia, &ldquo;un trattato significativo &egrave; ancora lontano, se mai verr&agrave; raggiunto&rdquo;, dice Wezeman. <\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; un processo importante se pu&ograve; portare a pi&ugrave; accordi regionali e nazionali sulle esportazioni di armi, ma porter&agrave; anche ad un vero e proprio trattato che limiti davvero le esportazioni? Diversi grandi paesi esportatori hanno opinioni molto diverse al riguardo&rdquo;, sostiene l&rsquo;esperto. <\/p>\n<p>Eppure, gli attivisti pensano che molto pu&ograve; ancora cambiare. &ldquo;Certo, non tutti gli stati sono favorevoli&rdquo;, dice Vercken, &ldquo;ma una volta fissati degli standard universali, chi non &egrave; a favore del trattato sar&agrave; giudicato politicamente in funzione di questi principi&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Un trattato aumenter&agrave; le pressioni sugli esportatori riluttanti, come &egrave; successo con il trattato di Ottawa sul bando delle mine terrestri: gli Usa non hanno firmato, ma di fatto applicano molti dei suoi principi&rdquo;, conclude. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PARIGI, 21 febbraio 2011 (IPS) &#8211; Mezzo secolo dopo le prime rivelazioni e le denunce del presidente americano Dwight Eisenhower sull&rsquo;influenza sempre pi&ugrave; massiccia dell&rsquo;apparato militare industriale sulle vicende mondiali, il commercio di armi prospera pi&ugrave; che mai. 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