{"id":173,"date":"2004-11-02T01:59:29","date_gmt":"2004-11-02T01:59:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2004\/11\/02\/sviluppo-da-helsinki-una-speranza-per-lafrica\/"},"modified":"2004-11-02T01:59:29","modified_gmt":"2004-11-02T01:59:29","slug":"sviluppo-da-helsinki-una-speranza-per-lafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/11\/02\/sviluppo-da-helsinki-una-speranza-per-lafrica\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Da Helsinki una speranza per l&#8217;Africa"},"content":{"rendered":"<p>PRETORIA, 2 novembre 2004 (IPS) &#8211; Una giornata tipica comincia alle cinque del mattino. Con una<br \/>\npentola sulla testa, e a volte un neonato in spalla, le donne delle<br \/>\nzone rurali africane camminano 12 chilometri al giorno per<br \/>\nprocurarsi l&rsquo;acqua<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Quando tornano dal fiume devono rassettare le capanne, per poi  andare a lavorare nei campi. Secondo l&rsquo;Organizzazione delle  Nazioni Unite per l&rsquo;agricoltura e l&rsquo;alimentazione (FAO), in molti  paesi africani le donne producono l&rsquo;80 per cento degli alimenti.<\/p>\n<p>In Sudan, il 30 per cento delle donne lavora nell&rsquo;agricoltura, e  nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) l&rsquo;80 per cento,  secondo la FAO.<\/p>\n<p>Dopo aver terminato lo spossante lavoro nei campi, le donne  tornano alle loro case e devono cucinare per i figli e i mariti,  prima di andare a letto esauste. Il giorno dopo, le aspettano gli  stessi compiti: una trappola della povert&agrave; senza apparenti vie  d&rsquo;uscita.<\/p>\n<p>Tuttavia, il processo di Helsinki esprime il rifiuto di soccombere al  pessimismo cui inducono queste e molte altre situazioni del Sud  in via di sviluppo.<\/p>\n<p>L&rsquo;iniziativa lanciata due anni fa dai governi di Finlandia e  Tanzania &egrave; intesa a combattere l&rsquo;ineguaglianza con l&rsquo;obiettivo di  rendere il mondo un luogo pi&ugrave; sicuro.<\/p>\n<p>&ldquo;La premessa del Processo di Helsinki &egrave; che l&rsquo;attuale strategia  per risolvere problemi mondiali non d&agrave; risultati e che le  istituzioni che hanno il potere di migliorare le cose sono  inefficienti, ingiuste e antidemocratiche&rdquo;, ha dichiarato Flora  Musonda, membro della segreteria del Processo di Helsinki in  Tanzania.<\/p>\n<p>&ldquo;Il processo promuove allora il cambiamento, e crediamo che ci&ograve;  sia possibile se vengono formulate le giuste domande, se si  coinvolgono le giuste istituzioni e si cercano soluzioni  innovatrici&rdquo;, ha detto Musonda in una riunione convocata dagli  organizzatori dell&rsquo;iniziativa a Pretoria, capitale sudafricana.<\/p>\n<p>La ricerca di queste soluzioni &egrave; guidata dal Gruppo di Helsinki,  copresieduto dai cancellieri di Finlandia e Tanzania,  rispettivamente Erkki Tuomioja e Jakaya Kikwete.<\/p>\n<p>Ilari Rantakari, rappresentante del Processo di Helsinki nel  Ministero degli Esteri finlandese, ha detto all&rsquo;incontro di Pretoria  che il processo tende a promuovere nuove associazioni tra il  Nord e il Sud, come anche tra i governi, le societ&agrave; civili e il  settore privato.<\/p>\n<p>Rantakari spera che il processo faccia in modo che la comunit&agrave;  internazionale &ldquo;sia pi&ugrave; responsabile nel determinare le politiche  mondiali e pi&ugrave; rispettosa delle politiche concordate a livello  globale, come quelle relative ai diritti umani e agli Obiettivi di  sviluppo del millennio&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli Obiettivi di sviluppo del millennio, concordati dall&rsquo;Assemblea  generale delle Nazioni Unite nel 2000, prevedono di ridurre della  met&agrave; la povert&agrave;, l&rsquo;accesso universale all&rsquo;educazione primaria e la  riduzione di due terzi della mortalit&agrave; infantile tra il 1990 e il  2015.<\/p>\n<p>Altri obiettivi si riferiscono alla diminuzione della mortalit&agrave;  materna, la lotta contro l&rsquo;Hiv\/Aids e la sostenibilit&agrave; ambientale.<\/p>\n<p>Di tutti questi traguardi, l&rsquo;unico che sembra in via di  realizzazione &egrave; la riduzione della povert&agrave;, ha affermato il  presidente della Banca mondiale James Wolfensohn, nella  Giornata internazionale per lo sradicamento della povert&agrave;, lo  scorso 17 ottobre.<\/p>\n<p>Questo obiettivo mondiale verrebbe raggiunto &ldquo;grazie agli sforzi  della Cina e dell&rsquo;India&rdquo;, i paesi pi&ugrave; popolati del pianeta, ma &ldquo;in  alcune zone dell&rsquo;Asia meridionale, il panorama &egrave; meno  incoraggiante, e nell&rsquo;Africa subsahariana si prevede che il  numero di persone che vivono nella povert&agrave; estrema  aumenter&agrave;&rdquo;, ha avvertito Wolfensohn.<\/p>\n<p>Il 26 settembre, la Gran Bretagna ha annunciato un&rsquo;iniziativa per  aiutare a pagare il 10 per cento del debito che i 32 paesi pi&ugrave;  poveri del mondo hanno con creditori internazionali.<\/p>\n<p>La proposta &egrave; stata tuttavia respinta dagli altri membri del  Gruppo dei Sette (G-7) paesi pi&ugrave; ricchi del mondo in una  riunione tenutasi a Washington il 2 ottobre scorso.<\/p>\n<p>Fantu Cheru, docente di sviluppo internazionale dell&rsquo;Universit&agrave;  americana di Washington, ha detto all&rsquo;incontro di Pretoria che il  tempo per aiutare i poveri del mondo va esaurendosi.<\/p>\n<p>Cheru ha proposto che 5 miliardi di dollari di una proposta di  vendita delle riserve di oro del Fondo monetario internazionale  (FMI) vengano messi da parte per aiutare i paesi in via di  sviluppo a far fronte alle fluttuazioni delle monete e dei prezzi  dei prodotti basilari, uno degli altri mali dell&rsquo;economia mondiale.<\/p>\n<p>Oltre alle deliberazioni del Gruppo di Helsinki, il Processo di  Helsinki comprendeva dibattiti su &ldquo;un&rsquo;agenda economica  mondiale&rdquo; e &ldquo;sicurezza umana&rdquo;.<\/p>\n<p>In base ai risultati di questi colloqui, il Gruppo di Helsinki  pronuncer&agrave; delle raccomandazioni rivolte a governi e istituzioni,  che verranno pubblicate in un rapporto finale a maggio del  prossimo anno.<\/p>\n<p>Nonostante il Processo sia guidato da Tanzania e Finlandia,  entro breve potrebbero unirsi al dibattito Sud Africa, Algeria,  Brasile, Messico, Malaysia, India, Canada e altri paesi, ha  annunciato Rantakari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRETORIA, 2 novembre 2004 (IPS) &#8211; Una giornata tipica comincia alle cinque del mattino. 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