{"id":1729,"date":"2011-05-03T18:32:37","date_gmt":"2011-05-03T18:32:37","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/05\/03\/messico-giornalisti-e-cittadini-sfidano-le-barriere\/"},"modified":"2011-05-03T18:32:37","modified_gmt":"2011-05-03T18:32:37","slug":"messico-giornalisti-e-cittadini-sfidano-le-barriere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/05\/03\/messico-giornalisti-e-cittadini-sfidano-le-barriere\/","title":{"rendered":"MESSICO: Giornalisti e cittadini sfidano le barriere"},"content":{"rendered":"<p>CITT&Agrave; DEL MESSICO, 3 maggio 2011 (IPS) &#8211; In Messico, il paese vittima della pi&ugrave; efferata ondata di violenza contro i giornalisti in tutto il continente americano, tre diverse esperienze tentano di opporsi a queste dinamiche generatrici di autocensura.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1749\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1749\" class=\"size-full wp-image-1749\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/98096-20110502.jpg\" alt=\"Radio Chinelo Radio Chinelo\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1749\" class=\"wp-caption-text\">Radio Chinelo<br \/>Radio Chinelo<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Abbiamo imparato ad affrontare il temporale in tempi in cui piovono proiettili&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS il giornalista Javier Valdez, giornalista del settimanale <A href=\"http:\/\/www.riodoce.com.mx\/\" target=\"_blank\">R&iacute;o Doce<\/A>, diffuso nelle principali citt&agrave; e municipi dello stato nordoccidentale di Sinaloa.<\/p>\n<p>&ldquo;Vivere a Sinaloa &egrave; gi&agrave; di per s&eacute; una minaccia, ed essere un giornalista lo &egrave; ancor di pi&ugrave;, ma non c&rsquo;&egrave; soluzione, perch&eacute; l&rsquo;unica alternativa &egrave; non fare nulla&rdquo;, ha affermato Valdez, autore di diversi libri sul narcotraffico. <\/p>\n<p>R&iacute;o Doce &egrave; stato fondato nel febbraio 1993 da alcuni reporter provenienti dal quotidiano Noroeste, e in poco tempo &egrave; diventato un punto di riferimento obbligato del giornalismo di approfondimento, in uno stato che ospita uno dei pi&ugrave; potenti cartelli della droga (il cartel di Sinaloa, guidato da Joaqu&iacute;n &ldquo;El Chapo&rdquo; Guzm&aacute;n Loera).<\/p>\n<p>Nel settembre 2009, il giornale sub&igrave; un attacco con delle granate lanciate contro la redazione. &ldquo;Quando abbiamo fondato R&iacute;o Doce non abbiamo detto: faremo del giornalismo investigativo sul narcotraffico, in realt&agrave; &egrave; che ci siamo ritrovati improvvisamente in questo uragano. Perch&eacute; &egrave; inevitabile. Qui, come in molte altre zone del paese, tutte le strade portano al narcotraffico&rdquo;, ha commentato il giornalista.<\/p>\n<p>Il settimanale, che quest&rsquo;anno ha cominciato a lavorare con le reti sociali, ha quattro direttori &#8211; tutti giornalisti &#8211; e sei collaboratori. Fa parte di una societ&agrave; che comprende imprenditori, politici e accademici. Ma la linea editoriale non si negozia con nessuno. <\/p>\n<p>&ldquo;Verifichiamo molto le informazioni e tra di noi c&rsquo;&egrave; piena fiducia. Ed &egrave; fondamentale, perch&eacute; qui in alcuni giornali ci sono stati casi in cui un giornalista non firmava un pezzo, e il giorno dopo l&rsquo;agente di polizia citato nell&rsquo;articolo gli diceva di sapere che era stato lui a scriverlo&rdquo;, racconta Valdez. <\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo dovuto anche imparare a gestire l&rsquo;informazione, perch&eacute; &egrave; meglio pubblicare il 10 percento delle notizie che abbiamo a disposizione, ben documentate, piuttosto che non pubblicare niente&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p><A href=\"http:\/\/http:\/\/www.un.org\/es\/events\/pressfreedomday\/index.shtml\" target=\"_blank\">Questo 3 maggio, Giornata mondiale della libert&agrave; di stampa<\/A>, il tema scelto dalle Nazioni Unite &egrave; i &ldquo;Media del ventunesimo secolo: nuove frontiere, nuove barriere&rdquo;.<\/p>\n<p>La data coincide quest&rsquo;anno con il ventesimo anniversario della Dichiarazione di Windhoek per la promozione dei mezzi di comunicazione liberi e pluralisti, una sfida ogni giorno pi&ugrave; difficile in Messico. <\/p>\n<p>Il Rapporto speciale sulla libert&agrave; d&rsquo;espressione in Messico 2010, presentato il 7 marzo dall&rsquo;ufficio del Rapporteur speciale sulla libert&agrave; d&rsquo;espressione della Commissione interamericana dei diritti umani, segnala che &ldquo;dal 2000, il Messico &egrave; il paese pi&ugrave; pericoloso per l&rsquo;esercizio del giornalismo nelle Americhe&rdquo;.<\/p>\n<p>Lo studio, parte del capitolo II del <A href=\"http:\/\/www.cidh.oas.org\/annualrep\/2010sp\/RELATORIA_2010_ESP.pdf\" target=\"_blank\">Rapporto annuale 2010 del Rapporteur speciale<\/A>, sottolinea tre preoccupazioni in particolare: l&rsquo;impunit&agrave; generalizzata per l&rsquo;assassinio di giornalisti e altri &ldquo;gravissimi&rdquo; atti di violenza contro la stampa, la &ldquo;forte concentrazione della propriet&agrave; e del controllo&rdquo; dei mezzi di comunicazione che utilizzano frequenze radio e televisive, e la crescente tendenza a limitare il diritto di accesso all&rsquo;informazione pubblica&rdquo;.<\/p>\n<p>Il settantadue percento delle stazioni radio sono controllate da 10 gruppi, secondo <A href=\"http:\/\/alc.amarc.org\/index.php\" target=\"_blank\">l&rsquo;Associazione mondiale delle radio comunitarie<\/A>, che ha denunciato la criminalizzazione e le continue persecuzioni contro le emittenti comunitarie del paese.<\/p>\n<p>Ma mentre le violenze aumentano e i due principali gruppi monopolistici messicani &#8211; Televisa e Telmex &#8211; mantengono una guerra aperta per il mercato delle telecomunicazioni, progetti alternativi o regionali riescono a sollevare la testa nonostante l&rsquo;ambiente ostile. <\/p>\n<p>Nell&rsquo;ottobre 2010, nello stato di Morelos, confinante con la capitale messicana e vittima di forte ondate di violenza, un gruppo di giovani ha organizzato il festival &ldquo;Tutte le voci per una radio comunitaria&rdquo;.<\/p>\n<p>Da l&igrave; &egrave; nata <A href=\"http:\/\/www.radiochinelo.org\/chinelo2.0\/\" target=\"_blank\">Radio Chinelo<\/A>, che vuole essere uno spazio &ldquo;in cui diversi settori della societ&agrave; abbiano pari accesso ai mezzi elettronici, per diffondere e discutere dei loro problemi e idee&rdquo;.<\/p>\n<p>Un &ldquo;chinelo&rdquo; &egrave; un ballerino dei popoli originari del centro del paese. <\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo fatto diversi spettacoli, usando il ricavato per comprare i computer e una cabina di regia&rdquo;, ha detto il responsabile del programma di notizie, Sergio S&aacute;nchez. <\/p>\n<p>Radio Chinelo ha un canale di notizie su Internet che trasmette due volte alla settimana e che si &egrave; rivelato fondamentale nella diffusione delle manifestazioni contro la violenza e il <A href=\"http:\/\/ipsnoticias.net\/nota.asp?idnews=98043\" target=\"_blank\">movimento contro l&rsquo;impunit&agrave; guidato dal poeta Javier Sicilia<\/A>, il cui figlio &egrave; stato assassinato il 28 marzo.<\/p>\n<p>La prima trasmissione &egrave; partita l&rsquo;8 gennaio, ed &egrave; gi&agrave; pronto il progetto di TV su Internet (TVChinelo), anche se per ora si occuper&agrave; solo di eventi speciali. <\/p>\n<p>&ldquo;All&rsquo;inizio eravamo in sette, adesso siamo quasi 30. Ci siamo consultati con altre radio comunitarie importanti, come la Ke Huelga e Radio Zapote&rdquo;, ha spiegato S&aacute;nchez.<\/p>\n<p>&ldquo;Ma a differenza loro, che sono militanti e hanno informazioni molto rivolte alla loro base politica, noi cerchiamo di fare una radio pi&ugrave; aperta, con contenuti sociali, culturali e politici&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Un altro progetto regionale che &egrave; riuscito a superare le barriere dell&rsquo;informazione &egrave; <A href=\"http:\/\/www.transparenciaparatodos.org.mx\/\" target=\"_blank\">Transparencia para Todos<\/A>, nato dal programma di accesso all&rsquo;informazione pubblica dell&rsquo;Universit&agrave; del Centro de M&eacute;xico, un istituto privato dello stato centrale di San Luis Potos&iacute;.<\/p>\n<p>&ldquo;Cerchiamo di avvicinare la gente al diritto all&rsquo;informazione, far vedere loro che &egrave; un diritto che serve nella loro vita di tutti i giorni&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS il coordinatore del progetto, Samuel Bonilla, che dal 2007 ha realizzato 18 workshop per i cittadini sull&rsquo;utilizzo degli strumenti disponibili, come la Legge federale sulla trasparenza e l&rsquo;accesso all&rsquo;informazione pubblica governativa, approvata nel 2003.<\/p>\n<p>I laboratori durano 10 settimane e sono guidati da una rete di formatori che lavorano nelle biblioteche pubbliche statali. Inoltre, &egrave; in cantiere un libro che raccoglier&agrave; le diverse esperienze vissute.<\/p>\n<p>L&rsquo;anno scorso, il progetto si &egrave; esteso a Puebla, nel sud del paese, e a Sonora, nel nord, visto che Bonilla &egrave; membro di M&eacute;xico Inf&oacute;rmate, una rete nazionale di giornalisti e accademici che promuovono il diritto all&rsquo;informazione.<\/p>\n<p>Il progetto iniziale prevedeva di ampliare i laboratori a cyber-caff&egrave; e centri di convergenza digitale delle universit&agrave;, ma quest&rsquo;anno la Commissione statale per la trasparenza ha tolto le risorse che aveva assegnato a queste attivit&agrave; negli anni passati. <\/p>\n<p>&ldquo;Stiamo cercando fondi presso diverse istituzioni statali e federali responsabili di promuovere la trasparenza. Se non avremo risposta o un qualche appoggio istituzionale, ci troveremo in una situazione molto difficile&rdquo;, ha detto Bonilla.<\/p>\n<p>&ldquo;Ma se funzioner&agrave;, potremo mettere un freno ai tentativi di ostacolare legalmente i progressi verso l&rsquo;accesso all&rsquo;informazione pubblica&rdquo;. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CITT&Agrave; DEL MESSICO, 3 maggio 2011 (IPS) &#8211; In Messico, il paese vittima della pi&ugrave; efferata ondata di violenza contro i giornalisti in tutto il continente americano, tre diverse esperienze tentano di opporsi a queste dinamiche generatrici di autocensura.<\/p>\n","protected":false},"author":416,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[12,15,1,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1729","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-diritti-umani","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1729","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/416"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1729"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1729\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}