{"id":1711,"date":"2010-11-25T15:12:48","date_gmt":"2010-11-25T15:12:48","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/11\/25\/messico-violenza-sessista-il-prezzo-invisibile-della-lotta-al-narcotraffico\/"},"modified":"2010-11-25T15:12:48","modified_gmt":"2010-11-25T15:12:48","slug":"messico-violenza-sessista-il-prezzo-invisibile-della-lotta-al-narcotraffico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/11\/25\/messico-violenza-sessista-il-prezzo-invisibile-della-lotta-al-narcotraffico\/","title":{"rendered":"MESSICO: Violenza sessista, il prezzo invisibile della lotta al narcotraffico"},"content":{"rendered":"<p>CITTA&#8217; DEL MESSICO, 25 novembre 2010 (IPS) &#8211; Non cercavano la guerra, ma comunque l&#039;hanno trovata: Yosmireli e Griselda, due e quattro anni, sono state uccise, due colpi di pistola alla testa, sparati dai soldati. Anche la madre, la zia e il fratellino di sette anni Joniel sono stati uccisi, in una strada di campagna nel nord-ovest del Messico.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1687\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1687\" class=\"size-full wp-image-1687\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Mexico.jpg\" alt=\"M&oacute;nica Gonz&aacute;lez \/IPS M&oacute;nica Gonz&aacute;lez \/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1687\" class=\"wp-caption-text\">M&oacute;nica Gonz&aacute;lez \/IPS<br \/>M&oacute;nica Gonz&aacute;lez \/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Griselda Galaviz, la madre, e Gloria Alicia Esparza, la zia, erano entrambe maestre in una scuola di un lontano villaggio nello stato di Sinaloa, sulla costa del Pacifico. La famiglia guidava un malridotto pick-up quando dei soldati fermi a posto di blocco hanno aperto il fuoco sul veicolo.<\/p>\n<p>Gli unici ad essere sopravvissuti sono stati altri due insegnanti e Ad&aacute;n Esparza, marito, fratello e padre delle cinque vittime.<\/p>\n<p>E&rsquo; del primo luglio 2007 il primo caso documentato di omicidio di civili ad opera dei soldati durante le operazioni di &#8220;guerra&#8221; al traffico di droga, dichiarata dal governo del conservatore di Felipe Calder&oacute;n, che ha gettato il paese in una spirale di violenza<\/p>\n<p>Secondo le statistiche governative, 30 mila persone sono morte per cause connesse alla droga, da quando l&#039;esercito &egrave; stato arruolato nella guerra ai cartelli della droga con l&#039;arrivo di Calder&oacute;n al governo circa quattro anni fa. <\/p>\n<p>Questo dato per&ograve; non include un numero imprecisato di vedove, orfani, vittime mutilate, e persone che sono state costrette a lasciare le loro case o a fuggire in esilio. <\/p>\n<p>La militarizzazione della &#039;guerra alla droga&#039; ha avuto ripercussioni su gran parte della popolazione del Messico di 108 milioni.<\/p>\n<p>Un aspetto molto chiaro &egrave; &#8220;l&#039; invisibilit&agrave; della violenza contro le donne&#8221;, dice David Pe&ntilde;a dell&#039; Associazione Nazionale degli Avvocati Democratici. La sua organizzazione ha portato il caso di tre giovani donne (il caso &#8220;Cotton Field&#8221;) davanti alla Corte inter-americana dei diritti dell&#039;uomo uccise a Ciudad Juarez, al confine degli Stati Uniti. Lo stato messicano &egrave; stato ritenuto responsabile degli omicidi.<\/p>\n<p>&#8220;Il numero dei decessi &egrave; cos&igrave; alto che non c&#039;&egrave; differenziazione tra le vittime di sesso maschile e femminile. Peggio ancora, non vi &egrave; alcuna indicazione specifica dei motivi degli omicidi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Se una ragazza viene trovata morta sulla strada e il corpo presenta segni di violenza, ferite da arma da fuoco ed &egrave; legata, se c&#039;&egrave; un uomo morto accanto a lei, la sua morte &egrave; registrata nella categoria di &#8220;criminalit&agrave; organizzata&#8221;, continua Pe&ntilde;a. <\/p>\n<p>Emblema di questo fenomeno &egrave; Ciudad Ju&aacute;rez, famosa in tutto il mondo per i centinaia di omicidi di giovani donne irrisolti, commessi a partire dal 1993.<\/p>\n<p>Negli ultimi tre anni, molte donne sono state assassinate in quella citt&agrave; &#8211; quasi 600 &#8211; pi&ugrave; dei 13 anni precedenti in cui il totale ufficiale era 575. Solo quest&#039; anno sono state uccise 288 donne. <\/p>\n<p>&#8220;Essendo i casi archiviati nella categoria &lsquo;criminalit&agrave; organizzata&rsquo;, le famiglie delle vittime non possono avere accesso ai fascicoli e non possono fare pressioni sulle autorit&agrave; per risolvere il caso&#8221;, riferisce Pe&ntilde;a.<\/p>\n<p>Negli ultimi quattro anni, i progressi compiuti dalla societ&agrave; civile sul fronte dei diritti umani sono diminuiti.<\/p>\n<p>Il fenomeno &egrave; nazionale. Un rapporto di aprile della Commissione Speciale sui Femminicidi (termine coniato per gli omicidi misogini o del genere femminile) nella camera bassa del Congresso ha dichiarato che dal 2007 a oggi ci sono stati 1.756 omicidi di donne in 18 dei 31 stati del Messico. Di questi, solo il tre per cento ha ottenuto un processo. <\/p>\n<p>&#8220;Le documentazioni sono assenti o insufficienti&#8221;, dice Teresa Inch&aacute;ustegui deputato del partito di sinistra della Rivoluzione Democratica. <\/p>\n<p>&#8220;Ma il problema non &egrave; solo quello degli omicidi di donne, o l&#039;aumento del numero delle vittime,&#8221; dice Sara Lovera, una pioniera del giornalismo attento alle questioni di genere in Messico. &#8220;La storia dimostra che ogni volta che c&#039;&egrave; una guerra, le donne sono vittime&#8221;.<\/p>\n<p>La presenza di soldati sulle strade aumenta la vulnerabilit&agrave; delle donne, le mette a rischio, e genera paura. E, soprattutto, i militari non sono ritenuti responsabili dei loro abusi, racconta. <\/p>\n<p>Lovera ha citato l&#039;esempio di Casta&ntilde;os, una cittadina nello stato settentrionale di Coahuila, dove tredici ballerine sono state violentate in un night-club da un gruppo di soldati nel luglio 2006. La maggior parte di questi sono ancora liberi.<\/p>\n<p>Il Messico &egrave; l&#039;esempio recente del legame tra militarizzazione delle forze dell&#039;ordine e violenza di genere in America Latina, e per 16 giorni l&#039;attenzione sar&agrave; sulla lotta contro la violenza sessista a partire da gioved&igrave; 25 novembre, giornata internazionale per l&#039;eliminazione della violenza contro le donne.<\/p>\n<p>&#8220;In ogni circostanza in cui l&#039;esercito partecipa attivamente, le donne diventano bottino di guerra, e sono pi&ugrave; vulnerabili alle aggressioni&#8221;,dice Blanca Rico, direttore esecutivo di Semillas, un&#039;organizzazione non governativa che sostiene i diritti delle donne in Messico dando loro supporto e assistenza di base.<\/p>\n<p>Il problema &egrave; che da parte dello stato non c&#039;&egrave; alcuna forma di sostegno n&eacute; di risarcimento danni. Anche le organizzazioni non governative considerano questo necessario per riformulare i propri obiettivi e occuparsi di una situazione che il governo ignora.<\/p>\n<p>&#8220;E&#039;un fenomeno che &egrave; completamente sfuggito di mano&#8221;, dice Rico. &#8220;Gli attivisti per i diritti umani non erano mai stati al centro del lavoro di Semillas perch&eacute; ci&ograve; che sta accadendo oggi non ha precedenti: aumento impressionante di minacce, diventate costanti e sensazione diffusa di essere molestate o intimidite.<\/p>\n<p>&#8220;I danni collaterali&#8221; della violenza che si sono diffusi nel paese non sono ancora quantificabili, ma hanno davvero tante facce, dicono gli esperti. <\/p>\n<p>Per esempio, ci sono casi di donne in carcere accusate di essere &#8220;donne narcos&#8221; senza per&ograve; prove che confermano la loro partecipazione a qualsiasi attivit&agrave; criminale. O anche un aumento della prostituzione nelle zone in cui sono presenti i militari.<\/p>\n<p>&#8220;E&#039; l&#039;uso e l&#039;abuso delle donne&#8221;, dice Lovera. &#8220;Questo avveniva gi&agrave; in particolari regioni con presenza militare, ma ora si sta dissondendo&#8221;.<\/p>\n<p>Human Rights Watch, con sede a New York, ha criticato la proposta del governo di riformare il sistema di giustizia militare e dei tribunali speciali, chiedendo marted&igrave; l&#039;esclusione dei reati sessuali e delle violazioni dei diritti umani dalla giurisdizione dei tribunali militari. <\/p>\n<p>Secondo il codice di giustizia militare messicano del 1933 i tribunali speciali si occupano di reati contro la disciplina militare &#8211; dall&#039; insubordinazione allo stupro &#8211; commessi dal personale delle forze armate durante il servizio. Nessuna distinzione per i crimini commessi dai militari contro i civili, come &egrave; invece previsto in situazioni di guerra. <\/p>\n<p>Il caso della famiglia Esparza &egrave; un esempio. Dopo gli omicidi degli insegnanti e dei bambini, le donne del villaggio di Sinaloa de Leyva, dove le maestre insegnavano, hanno approfittato della presenza di giornalisti, sul posto per coprire gli omicidi, per parlare e chiedere giustizia al governo. <\/p>\n<p>Sono passati tre anni e la famiglia non ha ricevuto scuse pubbliche n&eacute; un messaggio di cordoglio. Impossibile accedere ad informazioni ufficiali sul processo militare contro i 19 soldati coinvolti nella strage. <\/p>\n<p>&#8220;L&rsquo;evidenza dei fatti dice che i soldati hanno aperto il fuoco senza giustificazione&#8221; sulla macchina in cui c&#039; erano le cinque vittime e i tre sopravvissuti. Lo sostiene il rapporto &#8220;Uniform Impunity&#8221; pubblicato da Human Rights Watch nel 2009. &copy;IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CITTA&#8217; DEL MESSICO, 25 novembre 2010 (IPS) &#8211; Non cercavano la guerra, ma comunque l&#039;hanno trovata: Yosmireli e Griselda, due e quattro anni, sono state uccise, due colpi di pistola alla testa, sparati dai soldati. 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