{"id":1707,"date":"2010-09-28T18:22:55","date_gmt":"2010-09-28T18:22:55","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/09\/28\/rom-storie-di-successo\/"},"modified":"2010-09-28T18:22:55","modified_gmt":"2010-09-28T18:22:55","slug":"rom-storie-di-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/09\/28\/rom-storie-di-successo\/","title":{"rendered":"Rom, storie di successo"},"content":{"rendered":"<p>BRASOV, Romania, 28 settembre 2010 (IPS) &#8211; Il &ldquo;mercato gitano&rdquo; di Brasov &egrave; fervente di attivit&agrave;. &Egrave; uno dei pochi luoghi in cui i pensionati e le famiglie rumene a basso reddito possono comprare abiti decenti a prezzi modici. Qui, le dinamiche di potere tra i rom e il resto della popolazione cominciano lentamente a cambiare.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1670\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1670\" class=\"size-full wp-image-1670\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/52969-20100926.jpg\" alt=\"Claudia Ciobanu Claudia Ciobanu\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1670\" class=\"wp-caption-text\">Claudia Ciobanu<br \/>Claudia Ciobanu<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Tre pezzi a soli dieci Lei (tre euro)!&rdquo;, gridano alcuni venditori. &ldquo;Comprate, comprate&rdquo;, fanno eco altri. &ldquo;Rovistate pure nel mucchio!&rdquo;, gridano con le loro voci acute e melodiche, mentre i clienti esaminano pile di scarpe e vestiti usati, cercando di negoziare il miglior prezzo.<\/p>\n<p>I venditori sono uomini e donne della comunit&agrave; rom, soprattutto gabori, ossia rom di origine ungherese e appartenenti a famiglie di artigiani. Gli uomini indossano cappelli a falda larga, considerati un simbolo di onore, abiti scuri e sfoggiano folte barbe e baffi. Le donne hanno abiti lunghi e colorati, grandi orecchini e, se sono sposate, fazzoletti dai colori vivaci sul capo. <\/p>\n<p>&ldquo;Sono nel commercio da 20 anni&rdquo;, dice Matei Gabor, mentre invita i clienti a provare i suoi giacchetti di pelle all&rsquo;entrata del mercato. &ldquo;Abbiamo sempre avuto buoni rapporti con i rumeni perch&eacute; siamo persone oneste che lavorano duramente&rdquo;, aggiunge. <\/p>\n<p>Come indica il cognome, Matei &egrave; un gabori. Il padre realizzava oggetti di artigianato in stagno. Le famiglie gabori sono tradizionaliste e tendono a rispettare i vecchi codici di comportamento (Legge roman&iacute;), oltre ad essere fedeli della Chiesa cristiana avventista, protestante. Sono i gruppi rom pi&ugrave; benestanti, e si distinguono con orgoglio dal resto della comunit&agrave;. <\/p>\n<p>Alle domande sulla recente ondata di espulsioni dei rom in Francia, Matei si affretta a rispondere: &ldquo;Noi siamo diversi, siamo gabori. Non rubiamo mai, a volte esercitiamo il commercio sul mercato nero, ma nient&rsquo;altro&rdquo;. <\/p>\n<p>In realt&agrave;, &egrave; da poco che gli scambi sul mercato nero sono considerati un crimine in Romania. Durante il periodo comunista, questo sistema era uno strumento di sopravvivenza al quale tutti ricorrevano. <\/p>\n<p>Il mercato Traian di Brasov adesso &egrave; completamente regolamentato, e i venditori pagano le tasse. Gli affari vanno bene e i rom possono offrire prezzi migliori rispetto ai negozi di seconda mano gestiti dai rumeni. <\/p>\n<p>&ldquo;Se non fosse per i gitani, io non potrei comprare nessun vestito&rdquo;, dice Emilia Ciolan, un&rsquo;operatrice sociale che sta cercando una giacchetta invernale per la figlia. &ldquo;Quando questo mercato era chiuso, nel 2008 (per l&rsquo;adeguamento delle norme igieniche), ho semplicemente smesso di comprare vestiti&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;interazione tra venditori e clienti in questo mercato mostra un&rsquo;inversione di rotta rispetto alle relazioni abituali tra rumeni rom e non-rom. Spesso, i rumeni considerano i rom pi&ugrave; poveri e meno &ldquo;civilizzati&rdquo; degli altri. Ma nel mercato, i venditori sono generalmente pi&ugrave; ricchi dei compratori, e sono loro a dettare i termini dello scambio. <\/p>\n<p>Ciolan guadagna 200 euro (270 dollari) al mese e vive in un appartamento di tre camere con il marito, la madre e due figli adulti. Gabor, invece, vive nella via Carierei, a poche fermate di autobus dal centro citt&agrave;, in una lussuosa casa su due piani. A Carierei, rom e non-rom vivono insieme, a differenza che in altre zone del paese, dove la &ldquo;segregazione spaziale&rdquo; &egrave; un fatto noto. <\/p>\n<p>Un altro venditore da cui Traian fa acquisti &egrave; Gabriel, 47 anni, che vende scarpe usate e ha una casa anche pi&ugrave; grande di quella di Matei a Carierei. Ha le pareti di colore arancione, &egrave; grande il doppio rispetto a una casa comune, e ha un&rsquo;ampia terrazza dove la famiglia mangia durante l&rsquo;estate. <\/p>\n<p>Nelle vicinanze di Carierei ci sono un asilo, una scuola media e un liceo, e una chiesa. Gabriel spiega che i suoi tre figli hanno frequentato le scuole. <\/p>\n<p>&ldquo;Se non ne valesse la pena non staremmo qui, a sudare dalla mattina alla sera. E gli affari vanno un po&rsquo; meglio di uno o due anni fa, con la crisi economica&rdquo;, dice. <\/p>\n<p>Secondo il ministro delle Finanze, il commercio di seconda mano in Romania ha registrato un incremento annuale tra il 10 e il 25 per cento negli ultimi anni. Le aziende pi&ugrave; grandi fanno profitti di decine di migliaia di euro. <\/p>\n<p>Il commercio di abiti usati &egrave; in aumento a livello mondiale, per un valore di 1,5 miliardi di dollari all&rsquo;anno. In Romania, l&rsquo;attivit&agrave; si &egrave; sviluppata dopo il 1989, quando l&rsquo;industria tessile nazionale &egrave; crollata, non lasciando altra scelta che le costose marche occidentali o la scarsa qualit&agrave; delle importazioni asiatiche a prezzi popolari. <\/p>\n<p>I vestiti di seconda mano di buona qualit&agrave; vengono dati a istituti di beneficienza oppure sono scartati da commercianti all&rsquo;ingrosso di paesi occidentali, che li reintroducono sul mercato attraverso imprese specializzate per rivenderli nei paesi poveri. In Romania, i rom sono stati tra i primi a occuparsi di questo commercio. Alcuni, vendendo inizialmente gli indumenti ricevuti direttamente dagli istituti di beneficienza occidentali attivi nel paese. <\/p>\n<p>Oggi, i gitani pi&ugrave; benestanti, che importano la merce per conto proprio, possono perfino assumere altri rom come venditori al mercato. Lungo la via Traian, i gabori assumono le donne rom pi&ugrave; povere &#8211; un contributo sociale importante, visto che in alcune citt&agrave; rumene l&rsquo;occupazione colpisce fino a tre quarti della popolazione rom.<\/p>\n<p>&ldquo;Adesso vivo in un appartamento in affitto vicino al mercato&rdquo;, racconta Eva, una donna di 30 anni che lavora a un banco del mercato mentre si occupa della figlia piccola. &ldquo;Spero di mandarla all&rsquo;asilo quest&rsquo;anno&rdquo;. Il suo datore di lavoro, Adrian Dumitru, di 36 anni, dice di non avere fiducia negli aiuti dall&rsquo;esterno per i rom, ma insiste che la comunit&agrave; ce la far&agrave; da sola, continuando a lavorare duramente. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BRASOV, Romania, 28 settembre 2010 (IPS) &#8211; Il &ldquo;mercato gitano&rdquo; di Brasov &egrave; fervente di attivit&agrave;. &Egrave; uno dei pochi luoghi in cui i pensionati e le famiglie rumene a basso reddito possono comprare abiti decenti a prezzi modici. 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