{"id":1690,"date":"2010-06-28T15:31:38","date_gmt":"2010-06-28T15:31:38","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/06\/28\/invitare-gli-africani-al-g8-serve-solo-a-salvare-le-apparenze\/"},"modified":"2010-06-28T15:31:38","modified_gmt":"2010-06-28T15:31:38","slug":"invitare-gli-africani-al-g8-serve-solo-a-salvare-le-apparenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/06\/28\/invitare-gli-africani-al-g8-serve-solo-a-salvare-le-apparenze\/","title":{"rendered":"Invitare gli africani al G8 serve solo a &#8216;salvare le apparenze&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>CITT&Agrave; DEL CAPO, 28 giugno 2010 (IPS) &#8211; La convocazione di sette paesi africani al prossimo G8 che si terr&agrave; in Canada, ci si chiede, riflette le preoccupazioni del Gruppo degli otto per la lunga serie di promesse non mantenute a Gleneagles nel 2005, oppure &egrave; solo un altro modo per &#8220;salvare le apparenze&#8221;?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il primo ministro canadese Stephen Harper ha invitato sette paesi africani a partecipare al summit del G8 previsto per il 25 e 26 gennaio 2011 a Ontario. Si tratta di: Sudafrica, Malawi, Etiopia, Senegal, Nigeria, Algeria ed Egitto.<\/p>\n<p>Francis Ikome, direttore del Programma africano e sudafricano presso l&rsquo;Institute for Global Dialogue (IGD nell&rsquo;acronimo inglese), ha delle perplessit&agrave; al riguardo. &ldquo;Da quando &egrave; nato il Nuovo partenariato per lo sviluppo dell&rsquo;Africa (NEPAD), &egrave; diventata una moda tra i paesi industrializzati invitare gli stati africani a partecipare a vertici mondiali come il G8&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Alle tante promesse che si fanno di solito, seguono ben pochi fatti concreti. Il punto &egrave; capire se i paesi (africani) saranno in grado di fare proposte. Questo &egrave; un incontro di paesi occidentali e industrializzati. Io credo che gli stati africani siano stati invitati solo per salvare le apparenze&rdquo;. <\/p>\n<p>Il meeting prevede anche una &ldquo;sessione esterna&rdquo; alla quale, oltre ai sette stati africani, parteciperanno anche Giamaica, Haiti e Colombia, tre paesi invitati sulla base degli obiettivi per le Americhe della politica estera canadese. <\/p>\n<p>Ikome avverte che &ldquo;i leader africani si renderanno ridicoli se dialogheranno a latere degli incontri principali. Un leader non dovrebbe arrivare fino in Canada per parlare nei corridoi&rdquo;. L&rsquo;IGD &egrave; un istituto di ricerca per le relazioni internazionali con sede a Johannesburg, Sudafrica.<\/p>\n<p>Ma Trudi Hartzenberg, direttore esecutivo del Centro di diritto commerciale (Tralac) per l&rsquo;Africa meridionale, crede che i meeting secondari saranno comunque utili ai paesi africani. &ldquo;Non dobbiamo dimenticare che le discussioni bilaterali pi&ugrave; importanti spesso nascono al di fuori dei meeting formali. &Egrave; proprio negli incontri informali che si raggiungono accordi importanti e si sollevano questioni che poi possono essere portate avanti&rdquo;. <\/p>\n<p>Il Tralac, con sede vicino a Citt&agrave; del Capo, Sudafrica, &egrave; un&rsquo;organizzazione no profit che si propone di sviluppare capacit&agrave; nel campo del diritto commerciale in Africa meridionale.<\/p>\n<p>Anche Mzukisi Qobo, a capo del programma sulle sfide delle potenze emergenti e la leadership globale presso l&rsquo;Istituto sudafricano per gli affari internazionali (Saiia), ha un atteggiamento pi&ugrave; mite sull&#039;argomento: &ldquo;Il Canada teme che l&rsquo;interesse per le questioni africane sollevate al summit scozzese di Gleneagles nel 2005 stia svanendo&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Dopo il summit di Gleneagles, dei 25 miliardi di dollari promessi all&rsquo;Africa, se ne sono materializzati solo 13&rdquo;, ha aggiunto. Il Saiia &egrave; un istituto di ricerca non governativo con sede a Johannesburg, Sudafrica.<\/p>\n<p>Al summit del 2005, al quale avevano partecipato i leader di Algeria, Etiopia, Ghana, Nigeria, Senegal, Sudafrica e Tanzania, era stato promesso anche un maggior aiuto alle forze di pace per l&rsquo;Africa e maggiori investimenti nell&rsquo;educazione e per la lotta alle malattie mortali come Hiv e Aids, malaria e tubercolosi.<\/p>\n<p>Era stata paventata anche l&rsquo;ipotesi che &ldquo;un giorno&rdquo; si sarebbe messo fine alle pratiche commerciali protezionistiche dei paesi ricchi occidentali e che il debito di 40 miliardi di dollari dei paesi pi&ugrave; poveri, anche africani, sarebbe stato cancellato. I membri europei del G8 si erano anche impegnati a destinare lo 0,56 percento del loro Pil agli aiuti esteri entro il 2010, e lo 0,7 percento entro il 2015.<\/p>\n<p>&ldquo;I sette stati africani invitati sono stati scelti con molta attenzione perch&eacute; tutti hanno attualmente un grosso rilievo in Africa&rdquo;, afferma Qobo.<\/p>\n<p>Males Zenawi, il premier etiope, &egrave; da qualche tempo un pupillo del mondo occidentale, nonostante le &ldquo;sfide&rdquo; ai diritti umani che si verificano nel suo paese, sostiene Qobo. L&rsquo;Etiopia &egrave; considerata uno dei maggiori alleati africani degli Stati Uniti, una relazione dovuta alla sua vicinanza geografica al Medio Oriente.<\/p>\n<p>Algeria e Senegal sono paesi francofoni influenti mentre Nigeria ed Egitto sono potenze regionali importanti rispettivamente nell&rsquo;occidente e nel nord dell&rsquo;Africa. <\/p>\n<p>Il Sudafrica &egrave; visto come la forza economica e politica di tutto il continente e come il motore del NEPAD, che &egrave; stato fondato proprio da Nigeria, Algeria, Egitto, Senegal e Sudafrica.<\/p>\n<p>Il Malawi, il paese pi&ugrave; piccolo e povero dei sette convocati, presiede attualmente l&rsquo;Unione Africana.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; in atto un processo nel ministero degli esteri canadese volto a sviluppare e a mantenere una strategia d&rsquo;azione per l&rsquo;Africa&rdquo;, ha aggiunto Qobo. C&rsquo;&egrave; preoccupazione anche per il coinvolgimento dei paesi africani con il BRIC (Brasile, Russia, India e Cina): l&rsquo;Africa intrattiene relazioni importanti e consolidate con il gruppo, e questo legame fa paura ai paesi occidentali&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Il Canada vuole capire come impegnarsi in modo significativo con l&rsquo;Africa per quanto riguarda la sicurezza, gli aiuti, il commercio e gli investimenti&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo Hartzenberg, &egrave; indicativo il fatto che l&rsquo;invito sia stato rivolto a un gruppo cos&igrave; eterogeneo di paesi africani. &ldquo;Spesso il Sudafrica viene visto come un &lsquo;portavoce&rsquo; per l&rsquo;intero continente, mentre l&rsquo;Africa &egrave; un territorio multiforme&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Molti paesi pi&ugrave; piccoli raramente hanno la possibilit&agrave; di parlare su un palco internazionale. I bisogni di un paese piccolo come il Malawi, ad esempio, sono completamente diversi da quelli dell&rsquo;Egitto, e ognuno deve presentare il proprio caso specifico&rdquo;.<\/p>\n<p>Per Hartzenberg, i paesi occidentali, che per la maggior parte hanno abbandonato gli impegni presi a Gleneagles, usano la recessione mondiale come un alibi per disattendere le loro promesse.<\/p>\n<p>L&rsquo;ultima critica di Ikome &egrave; che il G8 sta perdendo il suo valore sullo scenario globale: &ldquo;Ormai &egrave; stato sostituito dal Gruppo dei 20 (G20). Sarebbe meglio se i paesi africani fossero rappresentati ai summit del G20&rdquo;. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CITT&Agrave; DEL CAPO, 28 giugno 2010 (IPS) &#8211; La convocazione di sette paesi africani al prossimo G8 che si terr&agrave; in Canada, ci si chiede, riflette le preoccupazioni del Gruppo degli otto per la lunga serie di promesse non mantenute&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/06\/28\/invitare-gli-africani-al-g8-serve-solo-a-salvare-le-apparenze\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":218,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,38,13,18,22,1,30,25],"tags":[],"class_list":["post-1690","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-sviluppo","category-cooperazione","category-economia","category-europa","category-headlines","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/218"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1690"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1690\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}