{"id":1672,"date":"2010-01-11T13:25:58","date_gmt":"2010-01-11T13:25:58","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/01\/11\/gender-il-maschilismo-nascosto-tra-la-o-e-la-a\/"},"modified":"2010-01-11T13:25:58","modified_gmt":"2010-01-11T13:25:58","slug":"gender-il-maschilismo-nascosto-tra-la-o-e-la-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/01\/11\/gender-il-maschilismo-nascosto-tra-la-o-e-la-a\/","title":{"rendered":"GENDER: Il maschilismo nascosto tra la &#8216;o&#8217; e la &#8216;a&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 11 gennaio 2010 (IPS) &#8211; Cosa succede alla lingua e alla forma usata per riferirsi alle donne quando cominciano ad occupare posti di responsabilit&agrave;? Dipende dalla lingua.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In italiano, la maggior parte delle donne preferisce titoli maschili, perch&eacute; la versione femminile (quando esiste) &egrave; considerata ridicola, se non peggiorativa. <\/p>\n<p>In spagnolo, una lingua molto vicina all&rsquo;italiano, &egrave; diverso. Si tratta quindi di un problema grammaticale o sociale?<\/p>\n<p> &ldquo;Il problema non &egrave; solo il maschilismo della lingua, quanto la mancanza di attenzione al problema e di direttive su come denominare e interpellare le donne in modo corretto&rdquo;, spiega Angelica Mucchi-Faina, docente di psicologia presso l&rsquo;Universit&agrave; di Perugia. &ldquo;La lingua rispecchia la societ&agrave;. Fino a pochi decenni fa, tutte le posizioni di potere e responsabilit&agrave; pubblica erano occupate esclusivamente da uomini. Quindi i ruoli relativi sono stati definiti &lsquo;al maschile&rsquo;&rdquo;, osserva. <\/p>\n<p>Le lingue indoeuropee, come lo spagnolo e l&rsquo;italiano, distinguono tra maschile e femminile, a differenza dell&rsquo;inglese moderno, dove il genere grammaticale &egrave; assente. <\/p>\n<p>&ldquo;La discriminazione linguistica contro le donne si manifesta attraverso diversi canali&rdquo;, sostiene Jos&eacute; Luis Aliaga Jim&eacute;nez, docente di linguistica dell&rsquo;Universit&agrave; di Zaragoza, in Spagna. &ldquo;Configurazione e funzionamento del genere grammaticale in lingue come lo spagnolo e l&rsquo;italiano non sono forse l&rsquo;elemento pi&ugrave; importante, ma senz&rsquo;altro il pi&ugrave; significativo a livello simbolico&rdquo;, ha sottolineato.<\/p>\n<p>Quando ci si riferisce a ruoli importanti, in italiano si parla ad esempio del &ldquo;ministro Mara Carfagna&rdquo;, eppure si tratta del ministro delle pari opportunit&agrave;, ed &egrave; una donna; mentre in spagnolo esiste solo il termine &ldquo;ministra&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;La maggior parte dei paesi ha fatto specifiche raccomandazioni per evitare il sessismo nella lingua e negli appellativi alle donne. Anche in Italia, nel 1986, la Presidenza del Consiglio dei Ministri promulg&ograve; raccomandazioni analoghe, ma invece di prenderle sul serio e di applicarle, sono state oggetto di sarcasmo e ilarit&agrave; e poi dimenticate&rdquo;, ha ricordato Mucchi-Farina.<\/p>\n<p> &ldquo;Contrariamente a ci&ograve; che &egrave; successo in altri paesi, in Italia non esiste una regola generale e ognuno pu&ograve; scegliere se usare neologismi come &lsquo;ministra&rsquo; oppure il tradizionale &lsquo;ministro&rsquo; per una donna&rdquo;, spiega l&rsquo;esperta. <\/p>\n<p> Secondo Luisa Capelli, del partito L&rsquo;Italia dei Valori, &ldquo;l&rsquo;abbandono della presunta neutralit&agrave; universale, che si nasconde dietro al maschile, &egrave; un passaggio fondamentale verso l&rsquo;affermazione di un&rsquo;altra valutazione dell&rsquo;esperienza femminile&rdquo;. <\/p>\n<p> &ldquo;Non &egrave; vero che non esistono questi termini (per i ruoli di potere): ci sono fior fior di scritti di femministe, linguiste e semiologhe che.. hanno fatto una serie di proposte&rdquo;, segnala Capelli. &ldquo;Si dice &lsquo;avvocata&rsquo; e &lsquo;ministra&rsquo; ma nessuno lo usa&#8230; Rovesciare l&rsquo;ordine simbolico &egrave; un lavoro assai faticoso che richiede lo sviluppo di un consenso esteso, basato su convinzioni profonde delle persone&rdquo;, ha affermato. <\/p>\n<p> Il sessismo nella lingua &egrave; stato identificato per la prima volta come un problema globale durante la prima Conferenza mondiale sullo stato delle donne (Messico, 1975), cui seguirono diverse proposte e direttive. Nel 1989, L&rsquo;Organizzazione per l&rsquo;educazione, la scienza e la cultura (Unesco) pubblic&ograve; l&rsquo;opuscolo &ldquo;Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua&rdquo;, per aiutare &ldquo;autori e editori ad evitare di scrivere in modo tale da rafforzare atteggiamenti e presupposti discutibili sulle persone e sui ruoli di genere&rdquo;. <\/p>\n<p>Dagli anni &rsquo;80, Spagna e Italia hanno preso strade diverse. <\/p>\n<p>Il &ldquo;Manuale amministrativo non sessista&rdquo; pubblicato nel 2002 dall&rsquo;Associazione degli studi storici delle donne dell&rsquo;Universit&agrave; di Malaga, Spagna, riassume il sentire comune: &ldquo;Le lingue evolvono per rispondere alle necessit&agrave; delle comunit&agrave; che le utilizzano. In una societ&agrave; come la nostra, dove c&rsquo;&egrave; una richiesta di eguaglianza, la lingua, come prodotto sociale, non solo deve riflettere l&rsquo;eguaglianza, ma deve contribuire a promuoverla&rdquo;, si legge. <\/p>\n<p>Lo spagnolo, tuttavia, pur avendo diffuso l&rsquo;uso del femminile per i ruoli di prestigio, non ha eliminato le discriminazioni nella lingua&#8230;<\/p>\n<p>Il tema apparentemente banale dei titoli femminili &egrave; finito recentemente sulle prime pagine dei giornali quando Bibiana Aido, ministro per le pari opportunit&agrave; della Spagna, ha usato in pubblico il termine &ldquo;miembra&rdquo; (membra). <\/p>\n<p>Perch&eacute; tanto scompiglio? &Egrave; che questo termine ancora non esiste. Per ora.<\/p>\n<p>&ldquo;Nella maggior parte dei nomi personali&rdquo;, afferma Aliaga Jim&eacute;nez, &ldquo;esiste una correlazione tra genere grammaticale e significato referenziale del &lsquo;sesso&rsquo;. &Egrave; una correlazione culturalmente significativa&rdquo;.Tutti i sostantivi che si riferiscono al sesso terminano con una variazione di genere, presto o tardi. Ed &egrave; in questo contesto che nascono le parole &#039;miembra&#039;, &#039;testiga&#039; (testimone), poich&eacute;, secondo la regola spagnola comune, la terminazione in &lsquo;-a&rsquo; definisce il genere femminile&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Testigo&rdquo; e &ldquo;miembro&rdquo; sono al momento due eccezioni alla regola, e non hanno una variante femminile accettata ufficialmente.<\/p>\n<p>&ldquo;Le persone che non conoscono la storia della lingua sono quelle che si sentono oltraggiate dai neologismi, mentre accettano altre parole che hanno suscitato scandalo in passato&rdquo;, dice Aliaga Jim&eacute;nez. &#8220;L&rsquo;idea che la lingua cambi solo in peggio non ha fondamenti linguistici&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo Irene Giacobbe, dell&rsquo;Associazione Power Gender, la differenza con la Spagna &egrave; che in questo paese &ldquo;c&rsquo;&egrave; stata una presa di posizione chiara e precisa e una risposta positiva del governo (di Jos&eacute; Luis Rodr&iacute;guez) Zapatero&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Ma siamo in ritardo su tutto&rdquo;, afferma. &ldquo;L&rsquo;Italia ha modificato le leggi che riguardano il diritto di famiglia negli anni &lsquo;70. <\/p>\n<p>L&rsquo;abrogazione delle norme del codice fascista Rocco che definiva lo stupro un attentato alla morale e non un delitto contro la persona &egrave; stata modificata nel 1996. Questo &egrave; un paese in cui la storica fobia per il genere femminile &egrave; stata mascherata da un grande interesse per la maternit&agrave;, e ci vuole un bel po&rsquo; per smantellarla&rdquo;.<\/p>\n<p>Cosa fare, allora?<\/p>\n<p>&ldquo;Il problema &egrave; la scarsa presenza di donne nei ruoli di potere&rdquo;, ha aggiunto. &ldquo;In questo paese c&rsquo;&egrave; uno tra i pi&ugrave; bassi numeri di donne negli organi dirigenziali delle aziende, un bassissimo numero di donne parlamentari&#8230;. I ragazzi e le ragazze, finch&eacute; restano all&rsquo;interno delle strutture scolastiche, pensano di essere uguali; la differenza la scoprono quando si affacciano per la prima volta sul mondo del lavoro. Le ragazze capiscono che anche se si sono laureate con il massimo dei voti e in tempi molto pi&ugrave; brevi rispetto ai loro colleghi maschi, il sistema non le premia&#8230; Tutto questo &egrave; stato studiato e analizzato. Deve per&ograve; diventare materia di dibattito pubblico&rdquo;, ha sottolineato. &copy;IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 11 gennaio 2010 (IPS) &#8211; Cosa succede alla lingua e alla forma usata per riferirsi alle donne quando cominciano ad occupare posti di responsabilit&agrave;? 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