{"id":164,"date":"2004-10-15T22:33:38","date_gmt":"2004-10-15T22:33:38","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/?p=164"},"modified":"2017-10-28T22:34:52","modified_gmt":"2017-10-28T22:34:52","slug":"salute-infantile-lunicef-chiede-un-maggior-impegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/10\/15\/salute-infantile-lunicef-chiede-un-maggior-impegno\/","title":{"rendered":"SALUTE INFANTILE: L&#8217;Unicef chiede un maggior impegno"},"content":{"rendered":"<p>NAIROBI, 15 ottobre 2004 (IPS) &#8211; La buona notizia \u00e8 che sempre meno bambini muoiono sotto i cinque anni, quella cattiva \u00e8 che la mortalit\u00e0 infantile rimane comunque estremamente alta <!--more--><br \/>\nPrima la buona notizia: se nei primi anni \u201960 un bambino su cinque moriva prima di compiere cinque anni, nel 2002 questo numero \u00e8 sceso a meno di uno su dodici.<\/p>\n<p>La cattiva notizia \u00e8 che la mortalit\u00e0 infantile rimane a livelli scioccanti in molti paesi in via di sviluppo, in particolare nella regione sub-sahariana e in tutti quegli stati che non riescono a realizzare il Millenium Development Goal (MDG) di ridurre di due terzi la mortalit\u00e0 infantile entro il 2015.<\/p>\n<p>Queste conclusioni sono contenute nel rapporto UNICEF \u201cProgress for Children\u201d pubblicato venerd\u00ec 8 ottobre. Il rapporto si basa sulle informazioni raccolte tra il 1999 e il 2002, ultimo anno al quale si fa riferimento per attendibilit\u00e0 dei dati. <\/p>\n<p>Quattro anni fa a New York, durante il Millenium Summit, i leader internazionali adottavano otto obiettivi di sviluppo del millennio. Oltre alla riduzione della mortalit\u00e0 infantile, gli obiettivi riguardano la riduzione della povert\u00e0, il raggiungimento dell\u2019istruzione primaria universale e la lotta alla diffusione dell\u2019AIDS.<\/p>\n<p>I progressi realizzati vengono calcolati in relazione ai dati del 1990 \u2013 il cosiddetto \u2018anno di partenza\u2019 per gli MDG.<\/p>\n<p>Per ridurre la mortalit\u00e0 infantile dei due terzi entro il 2015, i paesi devono registrare una riduzione annuale del 4,4%. (Il termine \u201cmortalit\u00e0 infantile\u201d si riferisce al numero di bambini che muoiono prima di aver compiuto cinque anni).<\/p>\n<p>Ma secondo \u201cProgress for Children\u201d in almeno 18 paesi africani della regione sub-sahariana la situazione \u00e8 rimasta invariata se non \u00e8 addirittura peggiorata.<\/p>\n<p>Sei delle nazioni che non sono riusciti a ridurre la mortalit\u00e0 infantile, si trovano in questa regione: Botswana (incremento annuo del 5,3%, dal 1990 al 2002), Zimbabwe, Swaziland, Kenya, Camerun e Costa d\u2019Avorio (incremento dell\u20191,1%).<\/p>\n<p>Il che significa che nel 2002 mentre in un paese sviluppato solo sette su 1000 bambini sopravvissuti alla nascita muoiono prima di aver compiuto i cinque anni, nell\u2019Africa sub-sahariana, 174 bambini su 1000 non raggiungono quest\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 2002, dei dieci paesi con il tasso di mortalit\u00e0 infantile pi\u00f9 alto, nove sono paesi africani \u2013 con la Sierra Leone che conta il tasso pi\u00f9 alto a livello mondiale.<\/p>\n<p>Ogni 1000 bambini nati in questa nazione dell\u2019Africa occidentale, 284 muoiono prematuramente. Nella lista seguono Niger (con 265 morti), Angola, Liberia, Somalia, Mali, Guinea-Bissau, Burkina Faso e Repubblica Democratica del Congo (205 morti).<\/p>\n<p>\u201cProgress for Children\u201d sottolinea come \u201cle scarse condizioni di assistenza prenatale siano ancora la causa principale della mortalit\u00e0 nella regione\u201d. Tra queste, \u00e8 da includere la mancanza di personale qualificato durante il parto.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e8, infezioni respiratorie, diarrea e malattie come malaria e morbillo sono responsabili &#8211; insieme alla malnutrizione &#8211; del maggior numero di morti. Il rapporto rivela che l\u2019infezione da HIV\/AIDS causa l\u20198% delle morti nell\u2019Africa sub-sahariana \u2013 \u201cpi\u00f9 del doppio della media mondiale\u201d.<\/p>\n<p>Botswana, Zimbabwe e Swatziland &#8211; che hanno registrato il secondo, terzo e quarto maggiore incremento di mortalit\u00e0 infantile \u2013 hanno anche i tassi di prevalenza di HIV pi\u00f9 alti del mondo: nello Swatziland il 39%, nel Botswana il 37% e nello Zimbabwe il 25%.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che i bambini non muoiono per le malattie correlate all\u2019AIDS, le possibilit\u00e0 di sopravvivenza per quelli di loro che perdono i genitori a causa dell\u2019epidemia, sono gravemente compromesse.<\/p>\n<p>L\u2019UNICEF afferma che dei 13,4 milioni di bambini resi orfani dall\u2019AIDS, 11 milioni vivono nell\u2019Africa sub-sahariana. Mentre la regione conta solo il 10% della popolazione mondiale, due terzi di tutte le persone sieropositive vivono in questa area \u2013 secondo il Joint UN Programme su HIV\/AIDS.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019imminente e spaventosa crisi dovuta all\u2019AIDS render\u00e0 ancora pi\u00f9 complesso il tentativo di ridurre &#8211; nei tempi stabiliti &#8211; la mortalit\u00e0 infantile nella regione sub-sahariana\u201d, ha dichiarato Per Engebak, direttore regionale per l\u2019UNICEF in Africa meridionale e orientale.<\/p>\n<p>Khin Sandi Lwin, rappresentante dell\u2019UNICEF in Namibia, ha sottolineato che convincere le persone a fare il test dell\u2019AIDS potr\u00e0 avere un ruolo fondamentale nella riduzione degli effetti dell\u2019epidemia sui bambini.<\/p>\n<p>\u201cConvincere le madri ad avere coscienza del loro stato, convincerle a fare il test mentre sono in cinta pu\u00f2 aiutarci a curare i loro bambini, ancora in grembo, ed evitare che vengano infettati dal virus\u201d, ha detto Lwin.<\/p>\n<p>Lwin ha anche aggiunto che l\u2019esperienza della Namibia ha premiato questo metodo \u2013 anche se la risposta iniziale delle donne incinte era sconfortante.<\/p>\n<p>\u201cAll\u2019inizio le donne non volevano fare il test perch\u00e9 non arrivavano a comprendere il loro stato\u201d, ha aggiunto Lwin. \u201cMa dopo aver informato e reso coscienti le popolazioni dei benefici del programma, ora sono le donne a venire da noi per fare il test e spesso portano con loro i mariti. Risultato: la mortalit\u00e0 infantile da HIV\/AIDS \u00e8 diminuita drasticamente\u201d.<\/p>\n<p>La Namibia ha cominciato il programma di prevenzione della trasmissione dell\u2019HIV madre-figlio due anni fa.<\/p>\n<p>Come dimostra l\u2019aumento della mortalit\u00e0 infantile in Costa d\u2019Avorio, anche le guerre civili possono avere ripercussioni sui bambini. La nazione \u00e8 in conflitto dal 1999, quando il presidente Henri Konan Bedie fu spodestato da un colpo di stato. <\/p>\n<p>Alla luce di questi diversi fattori, dice il rapporto UNICEF, gli sforzi per ridurre la mortalit\u00e0 infantile nella regione sub-sahariana dovrebbero moltiplicarsi. Se si volessero realizzare gli impegni dei MDG, la regione dovrebbe cominciare a ridurre la mortalit\u00e0 dell\u20198,2% l\u2019anno, \u201cquasi il doppio del tasso richiesto inizialmente\u201d.<\/p>\n<p>Ciononostante, nell\u2019introduzione del rapporto, Carol Bellamy, direttore esecutivo dell\u2019UNICEF rivela come il mondo abbia gi\u00e0 gli strumenti per ridurre la mortalit\u00e0 infantile: \u201cmisure a costi contenuti come vaccini, antibiotici, integratori multi-vitaminici, una migliore pratica dell\u2019allattamento al seno e il trattamento dei nidi di zanzare con insetticidi\u201d.<\/p>\n<p>In altre regioni del mondo, la situazione \u00e8 meno deprimente.<\/p>\n<p>I nove paesi asiatici impegnati nella riduzione della mortalit\u00e0 infantile, hanno raggiunto buoni risultati anche se solo Bangladesh e Bhutan raggiungeranno gli obiettivi stabiliti dal Millenium Summit.<\/p>\n<p>Nell\u2019Asia orientale e nella regione del pacifico, la Cambogia ha registrato un aumento della mortalit\u00e0 infantile. Anche essendo un caso isolato, l\u2019UNICEF nota una riduzione di \u201csolo il 2,8%\u201d in queste regioni tra il 1980 e il 2000 \u2013 dal 5% degli anni \u201960 e \u201970.<\/p>\n<p>I paesi dell\u2019Asia centrale e dell\u2019Europa presentano una situazione mista. Mentre un certo numero di stati (Armenia, Lituania e Turchia, per citarne alcuni) saranno in grado di raggiungere gli impegni dei MDG, la Federazione degli stati russi \u201cha compiuto progressi minimi nella riduzione della mortalit\u00e0 infantile nell\u2019ultimo decennio\u201d.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 altrettanto variegata se si prendono in considerazione il Medio Oriente e il Nord Africa.<\/p>\n<p>\u201cAlmeno due terzi dei 21 paesi della regione\u2026.rientravano nei parametri dei MDG per i dati del 2002\u201d, dice il rapporto. Eppure, il paese che ha visto il pi\u00f9 alto incremento di mortalit\u00e0 infantile, l\u2019Iraq, \u00e8 situato in quest\u2019area (un aumento del 7,6% tra il 1990 e il 2002).<\/p>\n<p>Il rapporto dell\u2019UNICEF si dice soddisfatto dei risultati dei paesi industrializzati, sebbene aggiunga \u201cci si aspettano ancora miglioramenti\u201d da Ungheria, Polonia e Slovacchia, dove la mortalit\u00e0 ha \u201ctassi sostanzialmente pi\u00f9 alti della media della regione\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019America Latina e i Carabi si distinguono per \u201cessere riusciti a mantenere negli anni \u201990 un tasso costante di riduzione, portando il tasso annuo alla media del 4% per tutto il decennio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNello stesso periodo, nessuna altra regione \u00e8 stata in grado di mantenere una media costante del 3% o superiore\u201d, aggiunge il rapporto.<\/p>\n<p>L\u2019UNICEF afferma di considerare il tasso di mortalit\u00e0 infantile \u201cil metro di misura del progresso di una nazione\u201d.(FINE\/2004) <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAIROBI, 15 ottobre 2004 (IPS) &#8211; La buona notizia \u00e8 che sempre meno bambini muoiono sotto i cinque anni, quella cattiva \u00e8 che la mortalit\u00e0 infantile rimane comunque estremamente alta<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,5,8,15,33,34],"tags":[],"class_list":["post-164","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-america-latina","category-asia-e-oceania","category-diritti-umani","category-popolazione","category-salute"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=164"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":165,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164\/revisions\/165"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}