{"id":1633,"date":"2009-06-04T15:43:54","date_gmt":"2009-06-04T15:43:54","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/06\/04\/economia-america-latina-i-contadini-che-hanno-lasciato-la-coca-per-il-cacao\/"},"modified":"2009-06-04T15:43:54","modified_gmt":"2009-06-04T15:43:54","slug":"economia-america-latina-i-contadini-che-hanno-lasciato-la-coca-per-il-cacao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/06\/04\/economia-america-latina-i-contadini-che-hanno-lasciato-la-coca-per-il-cacao\/","title":{"rendered":"ECONOMIA-AMERICA LATINA: I contadini che hanno lasciato la coca per il cacao"},"content":{"rendered":"<p> FLORENCIA, Colombia, 4 giugno 2009 (IPS) &#8211; (Tierram&eacute;rica) &#8211; L&#039;azienda Chocagu&aacute;n Amaz&oacute;nico, una piccola impresa contadina di produzione alternativa nata in un momento di prosperit&agrave; della coca colombiana, celebrer&agrave; a settembre 15 anni di vita nel cuore di un territorio in guerra.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1453\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1453\" class=\"size-full wp-image-1453\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/424_Foto2_Cosecha_cacao_Gentile.jpg\" alt=\"Gentile concessione di Rodrigo Velaidez\/Chocagu&aacute;n Gentile concessione di Rodrigo Velaidez\/Chocagu&aacute;n\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1453\" class=\"wp-caption-text\">Gentile concessione di Rodrigo Velaidez\/Chocagu&aacute;n<br \/>Gentile concessione di Rodrigo Velaidez\/Chocagu&aacute;n<\/p><\/div><\/div>\n<p>Chocagu&aacute;n produce cioccolato con il cacao amazzonico coltivato da 115 soci a Caquet&aacute;, dipartimento del sud della Colombia, un paese con 45 anni di guerra intestina. Circa il 20 per cento dei membri &egrave; composto da donne capofamiglia.<\/p>\n<p>Quasi 20 anni fa, il sacerdote cattolico italiano Giacinto Franzoi lanci&ograve; qui la sua campagna &ldquo;No alla droga, s&igrave; al caucci&ugrave; e al cacao&rdquo;.<\/p>\n<p>Il missionario arriv&ograve; nel 1978 a Remolino del Cagu&aacute;n, villaggio sul fiume Cagu&aacute;n, nel municipio di Cartagena Chair&aacute;, 117 chilometri a sudest di Florencia, capitale del Chaquet&aacute;.<\/p>\n<p>Quasi nello stesso periodo arriv&ograve; anche la coca, e pi&ugrave; tardi le conoscenze per produrre con le sue foglie la pasta base, fase intermedia nella produzione della cocaina.<\/p>\n<p>Per molto tempo, la pasta base fu il prodotto principale di Remolino.<\/p>\n<p>&ldquo;I contadini poveri ci chiedevano i semi&rdquo; di coca, racconta l&rsquo;abitante del posto Sime&oacute;n P&eacute;rez a Franzoi nel libro &ldquo;Dio e cocaina: come un missionario &egrave; sopravvissuto nel Cagu&aacute;n&rdquo;, scritto dal sacerdote italiano e pubblicato questo mese a Bogot&aacute;.<\/p>\n<p>Nel volume, Franzoi descrive quei tempi di &ldquo;boutique&rdquo;, gioiellerie, moderni elettrodomestici che funzionavano con generatori a gasolio, prostituzione, piste aeree clandestine e mucchi di banconote che svanivano alla stessa velocit&agrave; con cui erano apparsi.<\/p>\n<p>Alla fine del 1964, nel Caquet&aacute; erano arrivate le comuniste Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC), che a maggio hanno compiuto 45 anni e la cui istanza di base &egrave; una riforma agraria ancora da realizzare.<\/p>\n<p>Dal 1962, la concentrazione della propriet&agrave; delle terre migliori &egrave; stata completata dalla promozione statale del disboscamento, in cambio di titoli di propriet&agrave; ai coloni che si avventuravano oltre la frontiera agricola.<\/p>\n<p>Una delle conseguenze fu l&rsquo;espansione della coca, come coltivazione pi&ugrave; redditizia in aree geografiche isolate.<\/p>\n<p>Cartagena del Chair&aacute; si estende per 13.622 chilomentri quadrati, di cui la met&agrave; fa parte della Reserva Forestal de la Amazonia. La foresta amazzonica &egrave; stata distrutta dalla droga e dal conflitto nel Caquet&aacute;.<\/p>\n<p>Ai tempi della coca, &ldquo;c&rsquo;era una buona affluenza di denaro&rdquo;, ci ha detto Rub&eacute;n Dar&iacute;o Montes, rappresentante legale di Chocagu&aacute;n ed ex presidente del Comitato di Cacoteros (produttori di cacao) di Remolino del Cagu&aacute;n y Suncillas, un affluente del fiume Cagu&aacute;n.<\/p>\n<p>La prima incursione antinarcotici, nel 1988, distrusse uno dei 20 laboratori di droghe che allora erano attivi nella zona.<\/p>\n<p>Di fronte all&rsquo;offensiva contro la droga, molti si diedero alla fuga. &ldquo;Padre Jacinto (come viene chiamato Franzoi nel Cagu&aacute;n) era parroco di Remolino, e cominci&ograve; a studiare il da farsi per evitare lo sfollamento e l&rsquo;aumento di masse di miseria&rdquo; nelle citt&agrave;, racconta Montes.<\/p>\n<p>Otto persone risposero al suo appello e cambiarono tipo di coltivazione, fondando nel 1994 il Comitato di Cacaoteros, insieme all&rsquo;azienda di Chocagu&aacute;n.<\/p>\n<p>Il caucci&ugrave; fu scartato a favore del cacao, i cui semi migliorati davano il raccolto dopo un anno e mezzo dalla semina. Nel 1993 furono prodotte le prime tavolette da 500 grammi di cioccolato grezzo.<\/p>\n<p>Nel 1993, a Remolino si vendeva ogni domenica una tonnellata di pasta base, a 1.350 dollari al chilo, secondo il cambio dell&rsquo;epoca. Nel frattempo, tutti i produttori vendevano ogni settimana tra 20 e 50 chilogrammi di chicchi di cacao alla neonata Chocagu&aacute;n, che pagava 2,70 dollari al pezzo.<\/p>\n<p>Chocagu&aacute;n produceva ogni settimana 50 pacchetti di nuove pastiglie artigianali di cioccolato grezzo, condito con cannella o chiodi di garofano.<\/p>\n<p>Tutti compravano, compreso la guerriglia e i narcotrafficanti. Il commercio prosper&ograve;. &ldquo;Grazie a Dio, e all&rsquo;economia della coca, tutto ci&ograve; che si produceva si vendeva&rdquo;, ha commentato Rodrigo Velaidez, assessore di Chocagu&aacute;n e agronomo esperto di cacao.<\/p>\n<p>Nel 1996, la crisi rurale provocata da una improvvisa politica di apertura commerciale trascin&ograve; con s&eacute; pi&ugrave; di un quinto della superficie di coltivazioni tradizionali del paese, e oltre 300mila posti di lavoro, secondo Dar&iacute;o Fajardo, ex consulente del Fondo Onu per l&rsquo;agricoltura e l&rsquo;alimentazione (FAO).<\/p>\n<p>Questo diede un forte impulso alla semina della coca, sempre nelle zone della selva. La conseguente sovraofferta di pasta base ne fece crollare il prezzo, generando proteste e manifestazioni nel 1996.<\/p>\n<p>Le FARC rifiutavano il principio della coca. Ma quando il denaro del narcotraffico cominci&ograve; a finanziare bande paramilitari che si alleavano con l&rsquo;esercito nello scontro con i ribelli, la guerriglia entr&ograve; direttamente nel commercio.<\/p>\n<p>Il Plan Colombia, avviato nel 2000 con fondi statunitensi, cerc&ograve; di ridurre le entrate dalla droga delle FARC, mediante fumigazioni aeree di glifosato.<\/p>\n<p>Nel frattempo, i soci di Chocagu&aacute;n ampliarono progressivamente la semina di cacao e acquistarono macchinari per costruire un proprio impianto a Remolino, con risorse proprie, aiuti dai governi nazionali e locali e appoggio internazionale gestito da Franzoi.<\/p>\n<p>Oggi le vendite si dividono tra il Caquet&aacute; e le aree di dipartimenti vicini. Ora il cioccolato si vende anche alla catena locale di supermercati Carrefour, grazie alle Nazioni Unite, e ai negozi di prodotti vegetariani.<\/p>\n<p>Dei 200 ettari coltivati, circa 70 sono in produzione, di propriet&agrave; della met&agrave; dei soci, che forniscono a Chocagu&aacute;n fra i tre e i 200 chilogrammi di chicchi la settimana. Sette lavoratori stagionali, di cui tre o quattro in genere sono donne, si occupano di processare il cioccolato.<\/p>\n<p>Oggi l&rsquo;impresa sta pensando di trasferire parte del processo di lavorazione a Cartagena del Chair&aacute;, per risparmiare costi, ridurre i rischi del trasporto del prodotto via fiume in zona di guerra, e favorire la prospettiva commerciale.<\/p>\n<p>Ogni sei mesi, Chocagu&aacute;n organizza giornate di formazione per aggiornamenti sulle tecniche ambientali sostenibili. &ldquo;Almeno il 70 per cento dei soci applica i saperi e le conoscenze acquisite&rdquo;, ha sostenuto Velaidez.<\/p>\n<p>A Chocagu&aacute;n &ldquo;promuoviamo la sostituzione graduale e volontaria delle piantagioni illecite&#8230; Nessuno viene mai costretto. Ed &egrave; sempre stato cos&igrave;&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Ma la guerra genera incertezze. &ldquo;Se semino, devo investire tre milioni di pesos (1.350 dollari), ma poi vengono con le fumigazioni. Non &egrave; garantito che non lo facciano anche sul cacao&rdquo;, ha detto Montes.<\/p>\n<p>Nel Cagu&aacute;n hanno effettuato fumigazioni di glifosato nel 1996, 1999, 2002 e 2005.<\/p>\n<p>L&rsquo;ultima volta &egrave; stata la peggiore per i cacaoteros, perch&eacute; &egrave; stato dopo aver ricevuto il prestigioso Premio Nazionale di Pace 2004, concesso al lavoro di resistenza civile basato sulla sicurezza alimentare in periodi di massiccia offensiva militare.<\/p>\n<p>&ldquo;Caquet&aacute; &egrave; stata una delle zone pi&ugrave; interessate dagli aiuti militari e antidroga degli Stati Uniti&rdquo;, ha commentato Adam Isacson, studioso del Plan Colombia nel Center for International Policy, Usa.<\/p>\n<p>Secondo calcoli personali, &ldquo;molto prudenti&rdquo;, Isacson ha osservato che &ldquo;l&rsquo;appoggio statunitense a operazioni nel Caquet&aacute; &egrave; costato almeno cinque milioni di dollari l&rsquo;anno&rdquo;, dal 2000.<\/p>\n<p>Nel 1995, le comunit&agrave; organizzate hanno proposto la sostituzione completa della coca nel Cagu&aacute;n, che ammontava a pi&ugrave; di 19 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Il Cagu&aacute;n e i suoi abitanti sono stati stigmatizzati dopo aver tentato invano di intavolare dialoghi di pace tra il governo e le FARC (1998-2002).<\/p>\n<p>Con le FARC ci sono stati momenti di &ldquo;tensione&rdquo;, hanno riferito alcuni membri dell&rsquo;azienda contadina. &ldquo;La soluzione &egrave; tenersi al margine, con argomentazioni&rdquo;, hanno sottolineato.<\/p>\n<p>Ma i soci di Chocagu&aacute;n sono sfuggiti alle persecuzioni e al carcere. Anche Franzoi &egrave; stato accusato di aver consegnato 68.300 dollari alle FARC e di aver custodito armi della guerriglia nella sua parrocchia. Ma a giugno 2008 la Procura lo ha prosciolto, e poco dopo il sacerdote &egrave; tornato in Italia.<\/p>\n<p>&ldquo;Se non rispettano il sacerdote, rispetteranno ancora meno la gente comune&rdquo;, ha commentato Montes.<\/p>\n<p>L&rsquo;ecclesiastico italiano, che oggi ha 66 anni, ci aveva guidati nel 2005 tra i campi di produzione del cacao, a due chilometri dal villaggio, dove vengono seminate diverse specie per ottenere semi e preservare tipi genetici, che testimoniano la ricerca di alternative per questa area dell&rsquo;Amazzonia.<\/p>\n<p>&ldquo;Non conta n&eacute; colui che semina n&eacute; colui che irriga, ma Dio che permette la crescita&rdquo;, diceva allora una targa di legno all&rsquo;entrata del campo. Nel 2007, &egrave; stata sostituita da un&rsquo;altra insegna, che recita: &ldquo;Chocagu&aacute;n, una scelta di vita per un&rsquo;economia solidale&rdquo;.&copy;IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FLORENCIA, Colombia, 4 giugno 2009 (IPS) &#8211; (Tierram&eacute;rica) &#8211; L&#039;azienda Chocagu&aacute;n Amaz&oacute;nico, una piccola impresa contadina di produzione alternativa nata in un momento di prosperit&agrave; della coca colombiana, celebrer&agrave; a settembre 15 anni di vita nel cuore di un territorio&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/06\/04\/economia-america-latina-i-contadini-che-hanno-lasciato-la-coca-per-il-cacao\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":154,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,5,11,18,1,27,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1633","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-america-latina","category-columnas","category-economia","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1633","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/154"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1633"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1633\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1633"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1633"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1633"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}