{"id":1623,"date":"2009-03-12T20:29:28","date_gmt":"2009-03-12T20:29:28","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/03\/12\/agricoltura-messico-luce-verde-al-mais-transgenico-ondata-di-proteste\/"},"modified":"2009-03-12T20:29:28","modified_gmt":"2009-03-12T20:29:28","slug":"agricoltura-messico-luce-verde-al-mais-transgenico-ondata-di-proteste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/03\/12\/agricoltura-messico-luce-verde-al-mais-transgenico-ondata-di-proteste\/","title":{"rendered":"AGRICOLTURA-MESSICO: Luce verde al mais transgenico, ondata di proteste"},"content":{"rendered":"<p>CITT&Agrave; DEL MESSICO, 12 marzo 2009 (IPS) &#8211; Il Messico ha annullato questa settimana il veto imposto nel 1999 alla coltivazione sperimentale di mais transgenico nel paese, culla della graminacea che ha profondamente plasmato la sua stessa cultura. I giganti della biotecnologia hanno gi&agrave; presentato 12 progetti e annunciato investimenti per 382 milioni di dollari fino al 2012.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1405\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1405\" class=\"size-full wp-image-1405\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/_MG_1456_11.jpg\" alt=\"Mauricio Ramos\/IPS Mauricio Ramos\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1405\" class=\"wp-caption-text\">Mauricio Ramos\/IPS<br \/>Mauricio Ramos\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>La luce verde alla sperimentazione, data dal governo del conservatore Felipe Calder&oacute;n mediante un regolamento esecutivo entrato in vigore luned&igrave; scorso, ha suscitato l&rsquo;indignazione di attivisti e agricoltori che si oppongono al mais transgenico.<\/p>\n<p>La misura, secondo questi gruppi, porterebbe a consolidare il dominio delle multinazionali che controllano il mercato globale delle sementi modificate, mettendo in serio pericolo la ricchezza genetica della graminacea autoctona, addomesticata nel paese pi&ugrave; di 9mila anni fa, e considerata sacra da contadini e indigeni. <\/p>\n<p>&ldquo;Gli attivisti volevano decidere per tutti gli agricoltori messicani, rifiutando le sperimentazioni&rdquo;, ma si &egrave; imposta la ragione, ha detto Fabrice Salamanca, direttore di Agrobio M&eacute;xico, che rappresenta le multinazioinali della biotecnologia con sede nel paese: Bayer, DuPont, Monsanto, Syngenta e Dow. <\/p>\n<p>Secondo Salamanca, gli investimenti delle imprese per la sperimentazione, la ricerca e la creazione di infrastrutture, sono gi&agrave; pronti. &ldquo;Speriamo che in agosto daranno il via alle prime autorizzazioni per partire con il progetto&rdquo;, ha auspicato. <\/p>\n<p>Le 12 domande per la sperimentazione provengono dagli stati del nord del Messico, dove si concentra la coltivazione agroindustriale del mais, con semi commerciali ibridi o migliorati mediante incroci.<\/p>\n<p>&ldquo;Non &egrave; arrivata nessuna richiesta di sperimentazione dagli stati del Sud, dove il mais viene coltivato per l&rsquo;autoconsumo con le variet&agrave; autoctone, e dove si trova la ricchezza genetica delle variet&agrave; tradizionali&rdquo;, ha detto Salamanca.<\/p>\n<p>&ldquo;Nessuno &egrave; contrario a proteggere le variet&agrave; autoctone, al contrario, crediamo che debbano esistere programmi per sostenere chi le coltiva. Noi lavoreremo con i produttori industriali, un settore dove coltivare i semi transgenici ha un senso&rdquo;, ha aggiunto il direttore di Agrobio M&eacute;xico. <\/p>\n<p>La normativa indica che gli appezzamenti destinati alle colture sperimentali non potranno superare i due ettari di superficie, dovranno mantenersi ad una distanza minima di 200 metri da altre coltivazioni, e avere barriere perimetrali naturali, come gli alberi. <\/p>\n<p>Verranno inoltre eliminate le spighe da ogni pianta, per evitare la diffusione del polline nell&rsquo;aria. Alla fine, dopo una attenta valutazione scientifica della coltivazione e del raccolto, i chicchi prodotti dovranno essere bruciati. <\/p>\n<p>Le multinazionali sperano che gli esperimenti dimostrino il presunto valore dei loro prodotti e che, entro un anno o pi&ugrave;, si dia il via libera alle piantagioni commerciali. <\/p>\n<p>Alle diverse variet&agrave; di mais transgenico sono stati incorporati nuovi geni, anche di altre specie, per renderle resistenti a determinati organismi infestanti o agli erbicidi, aumentare la loro produttivit&agrave; o adattarle a diverse condizioni di coltivazione. <\/p>\n<p>Secondo Miguel Colunga, leader del Frente Democr&aacute;tico Campesino de Chihuahua, stato del nord messicano, &ldquo;il governo ha commesso un terribile errore, dando il via alla sperimentazione, perch&eacute; ha messo a rischio la biodiversit&agrave; e la sovranit&agrave; alimentare&rdquo; del paese. <\/p>\n<p>Il Frente, che fa parte dell&rsquo;alleanza di organizzazioni ambientaliste e contadine &ldquo;Sin ma&iacute;z no hay pa&iacute;s&rdquo; (senza mais non c&rsquo;&egrave; paese), porter&agrave; avanti mobilitazioni contro i permessi che autorizzino le coltivazioni sperimentali. &ldquo;Potremmo anche bruciare i terreni&rdquo;, ha avvertito. <\/p>\n<p>Il 6 marzo, il governo ha approvato un decreto che riforma e aggiunge nuove disposizioni alla Legge sulla biosicurezza, approvata nel 2005. La nuova normativa autorizza coltivazioni sperimentali di mais transgenico previa autorizzazione dei progetti. <\/p>\n<p>Per di pi&ugrave;, i ministeri dell&rsquo;agricoltura e dell&rsquo;ambiente promuoveranno &ldquo;la conservazione in situ delle variet&agrave; e razze di mais locale e dei suoi parenti selvatici attraverso programmi di sussidi o altri meccanismi per la conservazione della biodiversit&agrave;&rdquo;, si aggiunge nella normativa. Si stabilisce inoltre che &ldquo;previa concessione del permesso alla sperimentazione, (l&rsquo;autorit&agrave;) dovr&agrave; verificare che per l&rsquo;organismo che si vuole autorizzare non esista una variet&agrave; convenzionale alternativa&rdquo;. <\/p>\n<p>Indica inoltre che &ldquo;nei casi in cui le autorit&agrave; stabiliscano la presenza non autorizzata di materiale geneticamente modificato in razze, variet&agrave; e parenti selvatici di mais, dovranno creare delle misure per eliminare, controllare o limitare la loro presenza&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;attivista Silvia Ribeiro, portavoce in America Latina del non governativo Grupo de Acci&oacute;n sobre Erosi&oacute;n, Tecnolog&iacute;a y Concentraci&oacute;n, crede che il governo di Calder&oacute;n &ldquo;abbia interpretato in modo distorto la legge in modo da permettere la sperimentazione, e tutto per le pressioni delle multinazionali&rdquo;. <\/p>\n<p>La Legge sulla biosicurezza, da poco adottata nel 2008, stabilisce che le autorit&agrave; applichino un regime speciale alle coltivazioni di mais. E invece, &ldquo;hanno emesso disposizioni normative di livello inferiore, che nessuno rispetter&agrave;&rdquo;, ha sostenuto Ribeiro. <\/p>\n<p>Nonostante i divieti sulle coltivazioni di mais transgenico, dal 2001 si ritrovano periodicamente tracce di queste variet&agrave; in alcune piantagioni, anche a sud, dove si piantano semi non commerciali. Le ricerche proseguono in alcuni casi, ma quasi mai vengono portate a termine. <\/p>\n<p>Ribeiro e Colunga hanno accusato i soci di Aerobio di aver corrotto alcuni grandi agricoltori del nord del paese perch&eacute; sostenessero le richieste per la sperimentazione. &ldquo;Le imprese hanno fatto pressioni di ogni tipo&rdquo;, ha denunciato Ribeiro. <\/p>\n<p>&ldquo;So che qualcuno ha coltivato mais transgenico illegalmente a Chihuahua, su richiesta delle stesse imprese, per cui il governo non ha avuto altra scelta che accettarlo&rdquo;, ha affermato Colunga. <\/p>\n<p>I grandi produttori del nord, riuniti in organizzazioni come Agrodin&aacute;mica Nacional, hanno richiesto autorizzazioni per coltivare mais transgenico sostenendo che in questo modo avrebbero potuto produrne di pi&ugrave; e di migliore qualit&agrave;.<\/p>\n<p>Il Messico ha una produzione annuale di 21 milioni di tonnellate di mais, su una superficie di circa 8,5 milioni di ettari. Pi&ugrave; di tre milioni di contadini, per la maggior parte poveri, lo coltivano utilizzando semi autoctoni o migliorati con metodi tradizionali, ma ci sono anche grandi imprese dedite alla coltivazione del granturco. Il paese non &egrave; riuscito a soddisfare la domanda interna di mais, alimento base della cucina messicana, e importa dagli Stati Uniti circa 10 milioni di tonnellate annuali, soprattutto di mais giallo, utilizzato per l&rsquo;alimentazione degli animali da cortile. <\/p>\n<p>&Egrave; proprio questa variet&agrave; che pi&ugrave; interessa le multinazionali della biotecnologia, e sulla quale vogliono portare avanti le sperimentazioni. Negli Stati Uniti, dove si coltivano variet&agrave; sia transgeniche che tradizionali di mais, la graminacea occupa circa 32 milioni di ettari, e la sua produzione annuale supera di oltre 15 volte quella del Messico. <\/p>\n<p>Il rappresentante delle imprese, Salamanca, ha assicurato di non aver mai corrotto n&eacute; fatto pressioni sugli agricoltori, n&eacute; sul governo. Queste accuse sono fantasiose, e &ldquo;generano un falso dibattito&rdquo;, alimentato dagli attivisti che &ldquo;dicono di parlare a nome di tutti gli agricoltori, ma non &egrave; vero&rdquo;, ha dichiarato. <\/p>\n<p>I semi migliorati, transgenici, si diffondono perch&eacute; questo &egrave; ci&ograve; che vogliono gli agricoltori, perch&eacute; ne traggono beneficio, e non ci sono prove che causino problemi alla salute o all&rsquo;ambiente, ha segnalato Salamanca. <\/p>\n<p>Esistono tuttavia esempi documentati di organismi transgenici potenzialmente pericolosi. Negli Stati Uniti, la variet&agrave; Starlink &egrave; stata ritirata dal mercato nel 2000, dopo che si erano verificati alcuni casi di allergia tra i consumatori. <\/p>\n<p>E la variet&agrave; transgenica MON-863, brevettata dalla Monsanto, ha provocato danni nei topi durante gli esperimenti. <\/p>\n<p>Ma non ci sono dati certi. Alcuni scienziati approvano le coltivazioni transgeniche, mentre altri le disapprovano. <\/p>\n<p>Secondo Ribeiro, la decisione del governo messicano non &egrave; stata una sconfitta del movimento sociale, &ldquo;ma un&rsquo;imposizione risultata dalle pressioni e dai tentativi di corruzione delle multinazionali&rdquo;.<\/p>\n<p>Greenpeace, alcune organizzazioni contadine e un gruppo di ricercatori nazionali della &ldquo;Uni&oacute;n de Cient&iacute;ficos Comprometidos con la Sociedad&rdquo;, hanno organizzato negli ultimi anni diverse mobilitazioni e dibattiti per opporsi al mais transgenico. <\/p>\n<p>Le multinazionali, sostengono, mantengono gli agricoltori in una sorta di schiavit&ugrave;, costringendoli per contratto a coltivare solo i loro semi originali, ed impedendogli di conservare gli esemplari migliori di un raccolto per la semina successiva, una pratica ancestrale dell&rsquo;agricoltura umana per il miglioramento delle coltivazioni.<\/p>\n<p>Ma ci&ograve; che pi&ugrave; li preoccupa &egrave; che le variet&agrave; transgeniche, una volta liberate nell&rsquo;ambiente, potrebbero compromettere la diversit&agrave; biologica del mais autoctono, rischiando di alterare l&rsquo;intera biodiversit&agrave; del paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CITT&Agrave; DEL MESSICO, 12 marzo 2009 (IPS) &#8211; Il Messico ha annullato questa settimana il veto imposto nel 1999 alla coltivazione sperimentale di mais transgenico nel paese, culla della graminacea che ha profondamente plasmato la sua stessa cultura. 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