{"id":1600,"date":"2008-10-28T09:58:19","date_gmt":"2008-10-28T09:58:19","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/10\/28\/economia-asia-i-leader-dellue-discutono-grandi-riforme-globali\/"},"modified":"2008-10-28T09:58:19","modified_gmt":"2008-10-28T09:58:19","slug":"economia-asia-i-leader-dellue-discutono-grandi-riforme-globali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/10\/28\/economia-asia-i-leader-dellue-discutono-grandi-riforme-globali\/","title":{"rendered":"ECONOMIA: Asia, i leader dell&#8217;UE discutono grandi riforme globali"},"content":{"rendered":"<p>PECHINO, 27 ottobre 2008 (IPS) &#8211; Una risposta coordinata alla crisi finanziaria globale: &egrave; quanto chiede la dichiarazione congiunta conclusiva del meeting tra i leader europei e asiatici tenutosi a Pechino. Ma ogni azione concreta sembrerebbe vincolata all&rsquo;ingresso delle economie asiatiche emergenti nelle istituzioni internazionali, sede delle principali decisioni politiche.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1319\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1319\" class=\"size-full wp-image-1319\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/asem3.jpg\" alt=\"Governo cinese Governo cinese\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1319\" class=\"wp-caption-text\">Governo cinese<br \/>Governo cinese<\/p><\/div><\/div>\n<p>Sabato scorso, alla chiusura dell&rsquo;incontro di ASEM, i leader presenti hanno sollecitato una &ldquo;riforma efficace ed esaustiva del sistema monetario e finanziario internazionale&rdquo;, mediante consultazioni con &ldquo;tutti gli attori in gioco e con le principali istituzioni finanziarie internazionali&rdquo;.<\/p>\n<p>Nonostante gli scarsi particolari sulle possibili soluzioni alternative al sistema di Bretton Woods, che governa la finanza internazionale dalla fine della Seconda guerra mondiale, l&rsquo;incontro &egrave; stato definito un successo dai politici europei, poich&eacute; sarebbe servito a richiamare il sostegno dei paesi asiatici nel ridisegnare la struttura dell&rsquo;economia globale.<\/p>\n<p>&rdquo;Il fatto che tutti i leader asiatici abbiano aderito tanto rapidamente ai principi da noi proposti all&rsquo;incontro, dimostra che abbiamo buone probabilit&agrave; di raggiungere un consenso&rdquo;, ha detto ai media il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso.<\/p>\n<p>Il presidente francese Nicholas Sarkozy &#8211; fautore di un piano per migliorare il capitalismo internazionale e introdurre nel sistema finanziario maggiori regole e una migliore gestione del rischio &#8211; ha definito il meeting molto &ldquo;utile&rdquo; per Asia e Europa, per fronteggiare insieme la crisi finanziaria globale e riunirsi intorno ad una causa comune.<\/p>\n<p>&rdquo;Abbiamo discusso quasi tutti i temi che preoccupano i due continenti, comprese le questioni pi&ugrave; difficili&rdquo;, ha dichiarato in conferenza stampa alla chiusura dell&rsquo;incontro. Sarkozy intende presentare il suo piano in una conferenza internazionale a Washington che il presidente USA George W. Bush ha programmato per il 15 novembre.<\/p>\n<p>La Cina ha confermato che parteciper&agrave; al meeting, ma ha ribadito che mantenere la stabilit&agrave; della propria economia in rapida crescita sar&agrave; il suo maggior contributo alla lotta contro la crisi finanziaria. Osservando che il crollo finanziario globale ha avuto effetti limitati sulle banche cinesi, il premier Wen Jiabao ha suggerito che tutti i paesi, in particolare quelli in via di sviluppo, adottino delle &ldquo;misure per stabilizzare i mercati e recuperare la fiducia dei cittadini&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;innovazione finanziaria pu&ograve; aiutare lo sviluppo dell&rsquo;economia, ma la supervisione finanziaria &egrave; ancora pi&ugrave; importante per la sicurezza del sistema finanziario&rdquo;; ha dichiarato questo week-end in conferenza stampa.<\/p>\n<p>Gli editoriali della stampa di stato cinese, hanno elencato alcune domande concrete, in cambio di un maggior coinvolgimento della Cina nel piano di salvataggio finanziario. &ldquo;Hanno chiesto la nostra partecipazione in quanto attori responsabili, ma noi dobbiamo garantirci i nostri diritti&rdquo;, si leggeva luned&igrave; sul 21st Century Business Herald.<\/p>\n<p>&rdquo;Vogliamo che gli Stati Uniti rinuncino al loro potere di veto nel Fondo monetario internazionale e che l&rsquo;Europa rinunci in parte ai suoi diritti di voto per fare spazio ai paesi emergenti e in via di sviluppo&rdquo;, diceva l&rsquo;editoriale. &ldquo;E vogliamo che l&rsquo;America riduca le sue barriere protezionistiche consentendo un pi&ugrave; facile accesso ai suoi mercati per i prodotti cinesi e di altri paesi in via di sviluppo&rdquo;.<\/p>\n<p>Il noto accademico cinese Lin Yifu, da poco eletto capo economista della Banca Mondiale, ha annunciato che Pechino manterr&agrave; un approccio cauto nel gestire la crisi finanziaria globale.<\/p>\n<p>Intervenendo in un forum internazionale in occasione del trentesimo anniversario delle riforme dell&rsquo;economia cinese, Lin ha affermato che la &ldquo;ricetta&rdquo; della Cina per il crollo finanziario sar&agrave; &ldquo;stimolare la domanda nazionale&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Relativamente parlando, la Cina &egrave; un paese con scarsi fondi di capitale, e non &egrave; questo il momento per esportare tali fondi e versarli in un altro paese con abbondanza di capitale come gli USA&rdquo;, ha detto Lin domenica scorsa alla stampa.<\/p>\n<p>Pi&ugrave; di 40 leader europei e asiatici erano presenti ai dibattiti del week-end a Pechino, incentrati sulla crisi finanziaria. I poteri asiatici hanno proposto il lancio di un fondo monetario regionale di crisi, per aiutare i paesi del continente a gestire meglio il caos finanziario globale.<\/p>\n<p>Venerd&igrave; scorso, i membri dell&rsquo;Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (Asean) insieme a Cina, Giappone e Corea del Sud hanno concordato l&rsquo;istituzione di un fondo di 80 miliardi di dollari di &ldquo;linee di credito&rdquo; della banca centrale, per fornire liquidit&agrave; d&rsquo;emergenza ai paesi in difficolt&agrave; finanziarie. Il programma, che dovrebbe essere avviato a met&agrave; del 2009, andrebbe a sostituire l&rsquo;attuale accordo di aiuti basato soprattutto su swap bilaterali, sottoscritto dopo la crisi finanziaria asiatica del 1997 e noto come &ldquo;Iniziativa di Chiang Mai&rdquo;.<\/p>\n<p>Il gruppo Asean comprende Filippine, Brunei, Birmania, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Singapore, Tailandia e Vietnam. Questi, insieme ai tre paesi del nordest asiatico, fanno parte del raggruppamento &ldquo;Asean pi&ugrave; Tre&rdquo;.<\/p>\n<p>Il piano per la creazione di un fondo valutario estero era stato concordato per la prima volta nel maggio 2006, ma i negoziati si sono arenati sul problema dei contributi da immettere per ciascun paese. Corea del Sud, Giappone e Cina avevano stabilito di contribuire per l&rsquo;80 per cento del fondo totale, cio&egrave; per 64 miliardi di dollari, mentre le nazioni Asean si sarebbero divise i restanti 16 miliardi.<\/p>\n<p>I paesi aderenti hanno ancora molti dettagli da chiarire: quale sar&agrave; il contributo specifico di Corea del Sud, Giappone e Cina; come operer&agrave; il fondo, e quanto denaro potr&agrave; essere assegnato ai paesi membri.<\/p>\n<p>Ma proprio durante i colloqui a Pechino, la Corea del Sud &egrave; stata duramente colpita dalla tempesta finanziaria, e sono stati sollevati dubbi quanto alla sua effettiva partecipazione nel fondo. Dopo il nuovo grande crollo dei mercati azionari e valutari venerd&igrave; scorso, la banca centrale della Corea del Sud ha convocato oggi una riunione di emergenza per rivedere la sua politica monetaria.<\/p>\n<p>Intanto, il presidente delle Filippine Gloria Macapagal-Arroyo ha chiesto alla Cina di prendere l&rsquo;iniziativa e convincere gli altri paesi ricchi a contribuire di pi&ugrave; al fondo.<\/p>\n<p>&rdquo;La Cina ha una tradizione, o un retroterra, come membro fortemente responsabile dell&rsquo;ordine economico mondiale&rdquo;, sembra abbia dichiarato. &ldquo;Anche se &egrave; prematuro dire cosa dovrebbe fare la Cina&#8230; siamo fiduciosi che continuer&agrave; ad essere un membro responsabile nei confronti dei paesi vicini&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PECHINO, 27 ottobre 2008 (IPS) &#8211; Una risposta coordinata alla crisi finanziaria globale: &egrave; quanto chiede la dichiarazione congiunta conclusiva del meeting tra i leader europei e asiatici tenutosi a Pechino. 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