{"id":1591,"date":"2008-09-24T12:42:56","date_gmt":"2008-09-24T12:42:56","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/09\/24\/medio-oriente-nessuno-vince-nella-guerra-del-silenzio-obbligato\/"},"modified":"2008-09-24T12:42:56","modified_gmt":"2008-09-24T12:42:56","slug":"medio-oriente-nessuno-vince-nella-guerra-del-silenzio-obbligato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/09\/24\/medio-oriente-nessuno-vince-nella-guerra-del-silenzio-obbligato\/","title":{"rendered":"MEDIO ORIENTE: Nessuno vince nella guerra del silenzio obbligato"},"content":{"rendered":"<p>CITTA&#8217; DI GAZA, 24 settembre 2008 (IPS) &#8211; Mancano tante cose a Gaza, lo si vede camminando per le strade e i negozi. Cibo e medicine non possono entrare a causa del blocco imposto da Israele; ma anche i giornali, che un tempo erano parte del paesaggio cittadino.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1295\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1295\" class=\"size-full wp-image-1295\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/MouthShut11.jpg\" alt=\"Mohammed Omer\/IPS Mohammed Omer\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1295\" class=\"wp-caption-text\">Mohammed Omer\/IPS<br \/>Mohammed Omer\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Al-Hayat-Al-Jadeeda e Al-Ayyam, due giornali fedeli a Fatah, non circolano pi&ugrave;. E per una volta, la colpa non &egrave; della censura degli israeliani. <\/p>\n<p>Dei due grandi territori palestinesi, Gaza &egrave; governata da Hamas, e la West Bank da Fatah. Gli scontri tra i due gruppi hanno messo a tacere ogni voce di entrambi gli schieramenti. <\/p>\n<p>Lo scorso 28 luglio, le forze di polizia affiliate ad Hamas hanno vietato la distribuzione di tre quotidiani a Gaza; ma ad uno di questi, al-Quds, &egrave; stato permesso di tornare a circolare. Dal canto loro, le autorit&agrave; della West Bank hanno messo al bando all&rsquo;inizio di giugno Falsteen e Al-Risalah, due quotidiani affiliati ad Hamas. <\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo indicato alcune linee guida per un giornalismo pi&ugrave; professionale, ma non hanno voluto fare accordi con noi&rdquo;, ha spiegato all&rsquo;IPS il portavoce di Hamas Taher Al-Nounno, riferendosi alle pubblicazioni di Fatah. &ldquo;Quei quotidiani diffondevano bugie e istigavano al conflitto&rdquo;. <\/p>\n<p>Nimir Hamad, consigliere politico nella West Bank del presidente dell&rsquo;autorit&agrave; palestinese Mahmoud Abbas, ha affermato: &ldquo;Al-Rasalah e Falasteen sono entrambi giornali propagandistici che fomentano lo scontro, pubblicando idee estremiste e fondamentaliste&rdquo;. <\/p>\n<p>I giornalisti e gli operatori che lavoravano per un canale televisivo di propriet&agrave; di Hamas nella West Bank sono stati arrestati, e lo stesso &egrave; accaduto con i giornalisti dei media solidali a Fatah. I due gruppi hanno chiuso le loro stazioni radio, e ad entrambe sono state confiscate le attrezzature mediatiche. <\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;organizzazione internazionale Reporters Sans Fronti&egrave;res, almeno nove mezzi di informazione hanno smesso di operare a Gaza da luglio 2007, quando Hamas ha assunto il controllo di Gaza dopo la vittoria elettorale alle elezioni del gennaio 2006. Tre erano di propriet&agrave; dello Stato e sei privati. La Basic Law (Legge fondamentale) dell&rsquo;Autorit&agrave; palestinese (AP) afferma che tutti hanno il diritto alla libert&agrave; di pensiero e di espressione. Ma nel 1995, l&rsquo;AP ha approvato un&rsquo;altra legge che vieta ogni critica all&rsquo;Autorit&agrave; palestinese o al suo presidente. Una legge che oggi viene utilizzata negli attacchi contro i giornalisti e contro le sedi dei quotidiani. <\/p>\n<p>La legge non si applica ai media stranieri. Ma Human Rights Watch (HRW) osserva che sempre pi&ugrave; giornalisti rinunciano ad occuparsi della regione perch&eacute; i rischi sono troppo alti. <\/p>\n<p>E anche troppo spesso ormai, non c&rsquo;&egrave; nessuno a registrare i tanti abusi che vengono commessi nel paese. &ldquo;Negli ultimi 12 mesi, i palestinesi di entrambe le parti (West Bank e Gaza) hanno subito gravi abusi per mano delle loro stesse forze di sicurezza, oltre agli abusi continui da parte del potere d&rsquo;occupazione, Israele&rdquo;, ha dichiarato HRW. <\/p>\n<p>Il rapporto di HRW dichiara che sin dalla presa di potere di Gaza lo scorso anno, Hamas ha torturato detenuti, effettuato arresti arbitrari di oppositori politici, e calpestato le libert&agrave; di espressione e di assemblea. E dice che Fatah ha fatto esattamente lo stesso. <\/p>\n<p>La censura di Israele nei confronti della Terra Promessa risale a molto tempo fa: nel 1971, l&rsquo;allora primo ministro israeliano Golda Meir cancell&ograve; il nome della Palestina da tutte le mappe prodotte in Israele. Le forze d&rsquo;occupazione israeliane dichiararono illegale ogni simbolo palestinese, come bandiere e manifesti.<\/p>\n<p>Durante la prima Intifada (1987-1992), il nome dato alla rivolta palestinese, e ancora nella seconda Intifada (cominciata nel settembre 2000), le autorit&agrave; israeliane hanno imposto una rigida censura sulle pubblicazioni palestinesi, ordinando l&rsquo;eliminazione di ogni informazione relativa alla &ldquo;sicurezza&rdquo;.<\/p>\n<p>Le autorit&agrave; israeliane hanno incarcerato i lavoratori dei media, maltrattandoli e negando loro le autorizzazioni stampa. RSF denuncia che i soldati israeliani hanno sparato contro almeno nove giornalisti palestinesi. Ma al di l&agrave; di Israele e delle fazioni palestinesi, la censura sarebbe da attribuire anche ai campioni della libert&agrave;, come Unione europea e Stati Uniti, a detta di HRW, ed emergerebbe dai fondi e dalla protezione politica garantita alle forze di sicurezza, si osserva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CITTA&#8217; DI GAZA, 24 settembre 2008 (IPS) &#8211; Mancano tante cose a Gaza, lo si vede camminando per le strade e i negozi. 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