{"id":157,"date":"2004-10-01T22:31:51","date_gmt":"2004-10-01T22:31:51","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/?p=157"},"modified":"2017-10-28T22:33:03","modified_gmt":"2017-10-28T22:33:03","slug":"elezioni-usa-lamerica-latina-non-vuole-piu-bush","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/10\/01\/elezioni-usa-lamerica-latina-non-vuole-piu-bush\/","title":{"rendered":"ELEZIONI USA: L&#8217;America Latina non vuole pi\u00f9 Bush"},"content":{"rendered":"<p>CITTA&#8217; DEL MESSICO, 1\u00b0 ottobre 2004 (IPS) &#8211; \u201cFuori Bush\u201d \u00e8 uno slogan che ricorre spesso nelle manifestazioni di piazza, in manifesti e graffiti di tutta l\u2019America Latina. Oggi, con le elezioni presidenziali Usa alle porte, questa parola d\u2019ordine diventa un desiderio diffuso dei politici, degli intellettuali e persino dei governanti della regione. <!--more-->Sin dalla nomina di Bush nel 2001, negli ultimi tre anni la percentuale di persone con un\u2019opinione negativa sugli Stati Uniti in America Latina e Caraibi \u00e8 raddoppiata, tra gli intervistati dalla societ\u00e0 cilena di statistiche Latinbar\u00f3metro.<\/p>\n<p>In un\u2019inchiesta mondiale dell\u2019impresa Toronto Globe Scan e l\u2019Universit\u00e0 del Maryland (Usa) sulle elezioni del 2 novembre, il 42,5 per cento degli interpellati in nove paesi latinoamericani \u00e8 orientato su Kerry, del Partito democratico, e solo il 19 per cento sulla rielezione di Bush, repubblicano.<\/p>\n<p>Lo scorso marzo, una delle prime espressioni del rifiuto di Bush \u00e8 stata quando migliaia di manifestanti della regione si sono riversati per le strade dell\u2019America Latina esprimendo il ripudio del presidente e della sua invasione all\u2019Iraq, che proprio in quel periodo compieva un anno.<\/p>\n<p>Alcuni osservatori sostengono che una vittoria di Kerry non cambier\u00e0 di molto le attuali politiche di Washington verso la regione, e altri temono addirittura che possano peggiorare.<\/p>\n<p>\u201cQualsiasi cosa \u00e8 meglio di Bush. Pensiamo che Bush sia un fanatico, un fondamentalista, che crede di parlare con Dio. \u00c8 un pericolo e lo abbiamo sperimentato sulla nostra stessa pelle\u201d, ha detto ad IPS in Venezuela lo storico Samuel Moncada, vicino al governo del presidente Hugo Ch\u00e1vez.<\/p>\n<p>I rapporti tra Caracas e Washington sono stati molto aspri sin dalla nomina di Bush, che Ch\u00e1vez accusa di confabulare per rovesciarlo ed \u00e8 arrivato a definirlo pubblicamente un \u201cvigliacco\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente venezuelano ha espresso apertamente il desiderio che Kerry sconfigga \u201cl\u2019estrema destra repubblicana\u201d, discostandosi dalle forme proprie della diplomazia prevalenti tra i governi della regione.<\/p>\n<p>In Argentina si percepisce, comunque, una preferenza per Kerry, espressa anche dalla senatrice Cristina Fern\u00e1ndez, moglie del presidente N\u00e9stor Kirchner, alla convenzione del Partito democratico americano.<\/p>\n<p>In ogni caso, il cancelliere argentino Rafael Bielsa ha osservato che attualmente il suo paese \u201cnon \u00e8 prioritario per gli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p>A Cuba, dove il governo di Fidel Castro considera Bush un tiranno mondiale, il presidente dell\u2019Assemblea del potere popolare, Ricardo Alarc\u00f3n, ha sostenuto che il suo paese non si aspetta cambiamenti nella politica statunitense, chiunque sia il vincitore alle elezioni di novembre.<\/p>\n<p>Kerry \u201cparla di mantenere l\u2019embargo e le pressioni (contro Cuba), la stessa posizione anche se con una retorica forse meno aggressiva\u201d di Bush, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Bush e il suo avversario hanno concordato sulla necessit\u00e0 di mantenere l\u2019embargo fino alla caduta di Castro.<\/p>\n<p>Quanto all\u2019impatto che possono avere le elezioni sull\u2019America Latina, Alarc\u00f3n ha sottolineato che non lo conosce, \u201cperch\u00e9 \u00e8 un tema totalmente assente dal dibattito negli Usa\u201d.<\/p>\n<p>Washington \u00e8 troppo immersa nella \u201cguerra contro il terrorismo\u201d, lanciata da Bush \u201cper preoccuparsi di paesi che dopotutto non lo hanno mai interessato\u201d, ha affermato.<\/p>\n<p>Esteban Morales, del Centro studi sugli Stati Uniti, che dipende dall\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Avana, ha detto che se Cuba \u00e8 sopravvissuta al governo di Bush, \u201cche si \u00e8 proposto di inasprire al massimo la propria aggressivit\u00e0, in un futuro, accada quel che accada, l\u2019unica cosa che ci si pu\u00f2 aspettare da questa politica \u00e8 precipitare in una crisi definitiva\u201d.<\/p>\n<p>La legislatrice brasiliana Mar\u00eda Jos\u00e9 da Concei\u00e7ao, vicepresidente della Commissione Affari esteri e difesa nazionale della Camera dei deputati, ha detto ad IPS che preferisce Kerry perch\u00e9 il Partito democratico \u00e8 \u201cpi\u00f9 aperto sui diritti umani e l\u2019ambiente\u201d, il che favorisce la democrazia ovunque, anche in America Latina.<\/p>\n<p>Inoltre, un Bush rieletto ne uscirebbe \u201cpi\u00f9 rafforzato dalle elezioni e pi\u00f9 guerrafondaio, e anche pi\u00f9 prepotente\u201d, ha sostenuto.<\/p>\n<p>\u201cLa grande maggioranza dei parlamentari brasiliani, compreso molti conservatori, preferisce Kerry, \u00e8 anti-Bush\u201d, ha assicurato da Concei\u00e7ao, del Partito dei lavoratori al governo.<\/p>\n<p>In ogni caso, \u201cla politica estera dei democratici non \u00e8 molto diversa da quella dei repubblicani, e nel commercio estero sono addirittura pi\u00f9 protezionisti\u201d, ha sottolineato.<\/p>\n<p>Il diplomatico messicano Adolfo Aguilar, ex rappresentante del suo paese presso il Consiglio di Sicurezza dell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite, ritiene difficile e persino poco conveniente schierarsi, poich\u00e9 nessuno dei grandi partiti statunitensi ha una visione su larga scala e determinante sull\u2019America Latina.<\/p>\n<p>Nelle poche dichiarazioni sulla strategia legata all\u2019America Latina, sia Bush che Kerry sono stati piuttosto generici.<\/p>\n<p>Bush promette di continuare a stimolare il libero commercio nella e con la regione, secondo un modello che ha resistito in paesi come il Brasile, l\u2019Argentina e il Venezuela, i cui governi sostengono che Washington non tiene conto delle differenze di sviluppo presenti nel continente americano.<\/p>\n<p>Kerry accusa Bush di portare avanti una politica \u201cmonotematica\u201d di libero commercio verso i vicini del sud, e ha promesso di valutare i trattati negoziati in materia \u201cper assicurare che diano benefici, creino occupazione e prevedano forti protezioni lavorative e per l\u2019ambiente\u201d.<\/p>\n<p>Sostiene inoltre che bisogna riportare sul tavolo dei negoziati l\u2019accordo di libero commercio degli Stati Uniti con la Costa Rica, El Salvador, il Guatemala, l\u2019Honduras e il Nicaragua, firmato a maggio ma ancora in attesa dell\u2019approvazione legislativa dei singoli membri.<\/p>\n<p>Il candidato democratico assicura che far\u00e0 lo stesso con l\u2019Area di libero commercio delle Americhe, un progetto di 34 paesi promosso da Washington e che si spera di far partire nel 2005.<\/p>\n<p>Come presidente, ha dichiarato, aiuter\u00f2 a costruire una nuova e pi\u00f9 ampia \u201cComunit\u00e0 delle Americhe (\u2026) in cui i vicini si occupino dei propri vicini\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInvece di essere un buon vicino, il presidente (Bush) ha ignorato una gran variet\u00e0 di malattie, compreso le crisi politiche e finanziarie\u201d, come quelle vissute negli ultimi anni in Argentina, Bolivia, Haiti e Venezuela, ha accusato Kerry.<\/p>\n<p>Lui promette invece di creare un \u201cConsiglio per la democrazia\u201d che aiuti l\u2019Organizzazione degli Stati americani a \u201crisolvere la crisi prima che l\u2019ordine venga minacciato e il sangue versato\u201d, assicurando che finanzier\u00e0 programmi per promuovere la democrazia in America Latina.<\/p>\n<p>Mat\u00edas Machado, esperto messicano di commercio internazionale, ha detto ad IPS che le posizioni di Kerry e del suo team sul commercio sembrano altamente protezioniste, anche se \u201cbisogner\u00e0 vedere come diventeranno se arriver\u00e0 alla presidenza\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019analista cileno Eduardo Moraga ha sostenuto che un trionfo di Kerry colpirebbe tutti i paesi che commerciano con gli Stati Uniti, poich\u00e9 verrebbero rivisti tutti gli accordi firmati da Bush.<\/p>\n<p>Non si prevede, invece, che venga colpito il trattato ancora in vigore tra Santiago e Washington.<\/p>\n<p>Jos\u00e9 Morand\u00e9, dell\u2019Istituto di studi internazionali dell\u2019Universit\u00e0 del Cile, ha affermato che questo strumento \u00e8 uno dei pochi gesti positivi compiuti dagli Stati Uniti nei confronti dell\u2019America Latina durante il governo Bush, e che Kerry \u201cnon creer\u00e0 un problema\u201d con la regione mettendolo in discussione.<\/p>\n<p>John Edwards, il candidato alla vicepresidenza che accompagna Kerry, come parlamentare si \u00e8 opposto tenacemente alla firma di accordi commerciali con l\u2019America Latina, affermando che non sarebbero sostenibili e sottrarrebbero occupazione nel suo paese.<\/p>\n<p>Edwards aveva mosso una campagna contro il Trattato di libero commercio dell\u2019America del Nord, in vigore dal 1994 tra Canada, Stati Uniti e Messico, votando contro gli accordi prevalentemente commerciali con i paesi dell\u2019America centrale, dei Caraibi e dell\u2019area andina, opponendosi anche al libero commercio con il Cile.<\/p>\n<p>* Con contributi di Gustavo Gonz\u00e1lez (Cile), Patricia Grogg (Cuba), Humberto M\u00e1rquez (Venezuela), Mario Osava (Brasile) e Marcela Valente (Argentina).(FINE\/2004) <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CITTA&#8217; DEL MESSICO, 1\u00b0 ottobre 2004 (IPS) &#8211; \u201cFuori Bush\u201d \u00e8 uno slogan che ricorre spesso nelle manifestazioni di piazza, in manifesti e graffiti di tutta l\u2019America Latina. 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