{"id":1539,"date":"2008-02-28T11:37:29","date_gmt":"2008-02-28T11:37:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/02\/28\/diritti-con-la-fine-delle-guerre-civili-diminuisce-il-numero-di-bambini-soldato\/"},"modified":"2008-02-28T11:37:29","modified_gmt":"2008-02-28T11:37:29","slug":"diritti-con-la-fine-delle-guerre-civili-diminuisce-il-numero-di-bambini-soldato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/02\/28\/diritti-con-la-fine-delle-guerre-civili-diminuisce-il-numero-di-bambini-soldato\/","title":{"rendered":"DIRITTI: Con la fine delle guerre civili, diminuisce il numero di bambini soldato"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 28 febbraio 2008 (IPS) &#8211; Si abbassa il numero di bambini soldato costretti a combattere nei conflitti di tutto il mondo: da circa 300 mila nel 1997 ai 250 mila attuali, rivela il Sottosegretario generale dell&rsquo;Onu Radhika Coomaraswamy.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1124\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1124\" class=\"size-full wp-image-1124\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/radhika_final.jpg\" alt=\" ONU\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1124\" class=\"wp-caption-text\"><br \/>ONU<\/p><\/div><\/div>\n<p>L&rsquo;alto funzionario sottolinea che la ragione fondamentale di questo calo &egrave; la fine delle guerre civili in Liberia e Sierra Leone, dove i bambini soldato venivano pesantemente schierati in prima linea. <\/p>\n<p>&rdquo;Le Nazioni Unite sono arrivate, e hanno aalontanato i bambini dagli eserciti, inserendoli nei programmi di riabilitazione&rdquo;, ha riferito Coomaraswamy, Rappresentante speciale dell&rsquo;Onu per i bambini nei conflitti armati, in un&rsquo;intervista con il corrispondente dell&rsquo;IPS Nergui Manalsuren. <\/p>\n<p>Secondo Coomaraswamy, le organizzazioni religiose hanno avuto un ruolo decisivo nella riabilitazione e istruzione degli oltre 50 mila bambini dimessi dagli eserciti. <\/p>\n<p>IPS: Human Rights Watch sostiene che il Consiglio di Sicurezza dell&rsquo;Onu dovrebbe imporre sanzioni contro governi e forze ribelli che insistono nell&rsquo;utilizzo di bambini soldato. Tuttavia, nel dibattito aperto del Consiglio di Sicurezza, la Cina &ndash; membro permanente con diritto di veto &ndash; insieme a Libia, Indonesia, e Vietnam si oppone alle sanzioni. In simili circostanze, le sanzioni sono realmente attuabili? <\/p>\n<p>Radhika Coomaraswamy: La risoluzione 1612 del Consiglio di Sicurezza, parla di misure mirate da imporre a chi viola costantemente le norme al riguardo &#8230; La Cina e gli altri concordano su questo punto. Ritengo che per chi continuer&agrave; a insistere, senza garantire alcuna contromisura negli anni futuri, esiste la possibilit&agrave; di sanzioni. Tuttavia, dobbiamo riuscire a convincere i paesi a imporre le sanzioni. Si ricordi che si tratta di stati membri e che le sanzioni sono le misure pi&ugrave; estreme che l&rsquo;Onu possa applicare; per i paesi sottoposti a controllo un&rsquo;unica volta, il sentimento diffuso &egrave; che si potrebbero creare ulteriori opportunit&agrave; per rientrare in piani d&rsquo;azione, un genere di misure che dovrebbe essere sperimentato prima di applicare le sanzioni. <\/p>\n<p>IPS: In un recente rapporto, il Segretario Generale Ban Ki-moon si &egrave; detto preoccupato per l&rsquo;uso crescente di bambini negli attacchi suicidi in Iraq e in Afghanistan. L&rsquo;Onu pu&ograve; fare qualcosa per prevenire o eliminare questa pratica? <\/p>\n<p>RC: Penso sia un&rsquo;area molto difficile, perch&eacute; richiederebbe l&rsquo;accesso dell&rsquo;Onu a soggetti non ufficiali, per indurli a non partecipare a questo genere di azioni. &Egrave; molto complicato. Innanzitutto, &egrave; difficile incontrare questi attori non ufficiali, considerati spesso gruppi terroristi. In secondo luogo, sono soggetti che hanno una considerazione estremamente negativa dell&rsquo;Onu dovuta alla loro particolare storia. Si tratta quindi di circostanze estremamente complesse. Non credo che indicare un nome o denunciarlo sia sufficiente, perch&eacute; l&rsquo;Onu non viene considerato come un sistema di condanna, e questi gruppi hanno una visione diversa del mondo. Credo dunque che si debba continuare a lavorare a livello della societ&agrave; civile, far s&igrave; che le comunit&agrave; esercitino pressione su di loro, tentare di fermarli cos&igrave;. Al momento, bisogna lavorare attraverso le comunit&agrave; locali. <\/p>\n<p>IPS: In che misura l&rsquo;Onu &egrave; riuscita a riabilitare e reintegrare i bambini soldato? Esistono programmi specifici al riguardo? L&rsquo;Onu dispone di fondi sufficienti? <\/p>\n<p>RC: Questo &egrave; un tema importante, perch&eacute; i programmi di reinserimento vengono generalmente sottovalutati. Fondamentalmente, UNICEF [il Fondo Onu per l&rsquo;infanzia] e altre organizzazioni che si occupano di questo tipo di programmi sanno che non basta smilitarizzare un bambino, e rimandarlo a casa, o sistemarlo in un orfanotrofio quando ha perso i genitori. Bisogna certamente riportarlo a casa, ma si ha anche il dovere di formare la comunit&agrave; che lo dovr&agrave; accogliere. &Egrave; un processo pi&ugrave; complesso. <\/p>\n<p>Nel mondo dei finanziamenti esistono gli aiuti per le emergenze e gli aiuti per lo sviluppo, due componenti che appartengono a categorie diverse. Nel caso dei bambini soldato, la smilitarizzazione &egrave; una questione di emergenza, ma la reintegrazione deve essere riconosciuta come un problema legato allo sviluppo. Quindi spesso c&rsquo;&egrave; il denaro per smilitarizzare, ma le agenzie di sviluppo non vengono coinvolte abbastanza rapidamente per reintegrare i bambini soldato con successo. Su simili questioni, dovremmo pensare in maniera pi&ugrave; olistica a quale sia la soluzione migliore per il bambino. <\/p>\n<p>IPS: Si pu&ograve; dire che gli interventi siano sotto-finanziati? <\/p>\n<p>RC: S&igrave;, il reinserimento a lungo termine &egrave; scarsamente finanziato, al contrario della smilitarizzazione. IPS: Nella conferenza internazionale che si terr&agrave; a maggio a Hiroshima, la Global Network of Religions for Children con sede a Tokyo si occuper&agrave; dell&rsquo;infanzia sotto assedio, compresi i bambini soldato, con particolare attenzione al ruolo dell&#039;educazione, dell&#039;etica e della religione nella riabilitazione dei bambini. Cosa ne pensa? Il dialogo inter-religioso pu&ograve; aiutare? <\/p>\n<p>RC: Le organizzazioni religiose hanno un ruolo molto importante per quanto possono dire e fare, e l&rsquo;UNICEF alla fine finanzia gruppi locali per la riabilitazione. L&rsquo;UNICEF non fa la riabilitazione, quindi i gruppi locali coinvolti in questi programmi &ndash; molti dei quali sono religiosi &ndash; comprendono gente realmente dedicata alla causa. Per questo motivo, le Ong religiose sono molto importanti, anche se ritengo fondamentale l&rsquo;istruzione. Stiamo cercando di creare delle aree di sicurezza in modo che anche nelle zone di guerra i bambini possano continuare a studiare e a giocare. Tutte le fedi sono contrarie alla guerra. La questione non riguarda tanto il dialogo religioso, ma il fatto che le tante organizzazioni religiose che operano con i bambini soldato e hanno fatto un buon lavoro, siano sostenute. <\/p>\n<p>IPS: Secondo lei, quali sono le cause reali dell&rsquo;arruolamento dei bambini? Quanti di loro si offrono volontariamente, e quanti sono costretti a combattere negli eserciti? <\/p>\n<p>RC: Questo &egrave; un tema estremamente interessante. In alcune guerre venivano colpiti in testa e rapiti, portati via con la forza &#8211; come &egrave; successo alla maggior parte di loro in Sierra Leone e Liberia. Si tratta di reclutamento con sequestro. Ma in molte parti del mondo i bambini si uniscono volontariamente a questi gruppi. Sono state fatte delle ricerche, e una ragione naturale sembra essere che alcuni di loro sono orfani nella povert&agrave; estrema, e in questi gruppi possono trovare una casa e un pasto sicuro. Inoltre, molti iniziano a combattere perch&eacute; si tratta di conflitti etnici, e le loro famiglie e comunit&agrave; considerano nobile lottare per una simile causa anche per un bambino &ndash; a volte &egrave; la conseguenza di un&rsquo;ideologia politica, come in Colombia. Altre volte, questi uomini con le pistole sono modelli esistenziali per i pi&ugrave; piccoli, che vogliono anche loro armi e occhiali da sole, una sorta di modello di virilit&agrave;. <\/p>\n<p>Ci sono tante ragioni per cui i bambini possono unirsi a questi gruppi in maniera cosiddetta &ldquo;volontaria&rdquo;. Ma come sappiamo, non sono mai scelte realmente volontarie: a volte &egrave; solo l&rsquo;unica scelta possibile, il duro prodotto della guerra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 28 febbraio 2008 (IPS) &#8211; Si abbassa il numero di bambini soldato costretti a combattere nei conflitti di tutto il mondo: da circa 300 mila nel 1997 ai 250 mila attuali, rivela il Sottosegretario generale dell&rsquo;Onu Radhika Coomaraswamy.<\/p>\n","protected":false},"author":290,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,38,11,15,19,1,27,30,25],"tags":[],"class_list":["post-1539","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-sviluppo","category-columnas","category-diritti-umani","category-educazione","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1539","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/290"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1539"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1539\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}