{"id":1535,"date":"2008-01-29T09:44:05","date_gmt":"2008-01-29T09:44:05","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/01\/29\/medio-oriente-gli-escrementi-cambiano-il-volto-di-gaza\/"},"modified":"2008-01-29T09:44:05","modified_gmt":"2008-01-29T09:44:05","slug":"medio-oriente-gli-escrementi-cambiano-il-volto-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/01\/29\/medio-oriente-gli-escrementi-cambiano-il-volto-di-gaza\/","title":{"rendered":"MEDIO ORIENTE: Gli escrementi cambiano il volto di Gaza"},"content":{"rendered":"<p>GAZA, 29 gennaio 2008 (IPS) &#8211; Una scia di fanghiglia scura e putrida serpeggia per le strade di Gaza City, inquietante combinazione di resti umani e animali. Il fetore &egrave; cos&igrave; intenso da rivelarsi nauseante per il passante occasionale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1095\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1095\" class=\"size-full wp-image-1095\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/medicalgaza.jpg\" alt=\"Mohammed Omer Mohammed Omer\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1095\" class=\"wp-caption-text\">Mohammed Omer<br \/>Mohammed Omer<\/p><\/div><\/div>\n<p>Negli ultimi giorni &egrave; stato questo il panorama pi&ugrave; comune, al posto della consueta vendita di cibo nelle strade di Gaza, oramai soffocata dall&rsquo;inesorabile assedio di Israele. <\/p>\n<p>La settimana scorsa centinaia di migliaia di abitanti di Gaza, la maggior parte dei maschi adulti abili su una popolazione di 1,5 milioni, ha sconfinato in Egitto per acquistare provviste fondamentali, e qualche nuova prospettiva di vita. Questo ha evitato la carestia, ma le strade rimangono delle discariche.<\/p>\n<p>La pioggia non ha sicuramente aiutato, contribuendo piuttosto a propagare la fanghiglia e con essa l&rsquo;odore disgustoso. Affamati di rendite adeguate e scorte fondamentali, i servizi municipali sono quasi tutti interrotti. <\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;odore&rdquo;, ripete Ayoub al-Saifi, 56 anni, con una smorfia del viso mentre trattiene un fazzoletto sul naso e sulla bocca. &ldquo;Il fetore di fogna &#8230;mia moglie ha l&rsquo;asma, e non pu&ograve; respirare&rdquo;.<\/p>\n<p>Saifi abita vicino a quella che si &egrave; recentemente trasformata in una palude di rifiuti: era la strada che ci portava a casa. &ldquo;Peggiora di giorno in giorno&rdquo;, osserva il vicino Said Ammar, ingegnere e padre di quattro figli. <\/p>\n<p>L&rsquo;impianto di depurazione delle fogne in tutto il quartiere di al-Zaytoun a Gaza City richiede 20 mila litri di combustibile al giorno. La settimana scorsa Israele ha interrotto la fornitura a Gaza di tutti i combustibili e gli approvvigionamenti, provocando conseguenze catastrofiche. <\/p>\n<p>Senza carburante per l&rsquo;aspirazione, i rifiuti ristagnano, allagando le strade e ostruendo le tubature. Il ministero locale della salute ha dichiarato lo stato di calamit&agrave; ambientale. <\/p>\n<p>I medici hanno avvertito che una catastrofe sanitaria potrebbe causare la diffusione del colera e di altre malattie, in un momento in cui non sono pi&ugrave; garantiti nemmeno i servizi sanitari salvavita. <\/p>\n<p>&rdquo;Dobbiamo scegliere se tagliare l&rsquo;elettricit&agrave; al reparto neonatale e maternit&agrave;, o ai pazienti cardiopatici, oppure se chiudere le nostre sale operatorie&rdquo;, ha detto la dr.ssa Mawia Hasaneen, responsabile del pronto soccorso dell&rsquo;Ospedale al-Shifa, il pi&ugrave; grande di Gaza. <\/p>\n<p>L&rsquo;Organizzazione mondiale della sanit&agrave; (OMS) ha rilasciato il 22 gennaio una dichiarazione dove lancia l&rsquo;allarme per il preoccupante aumento della crisi sanitaria nella striscia di Gaza, isolata dall&rsquo;assedio di Israele, tra il confine egiziano e il Mar Mediterraneo. <\/p>\n<p>&rdquo;I frequenti tagli dell&rsquo;elettricit&agrave; e la potenza limitata disponibile per i generatori degli ospedali sono fattori di grave preoccupazione, che determinano interruzioni nel funzionamento delle unit&agrave; di cura intensiva, delle sale operatorie e del pronto soccorso&rdquo;, ha dichiarato l&rsquo;OMS. &ldquo;Nella farmacia centrale, le sospensioni della corrente hanno interrotto la refrigerazione di scorte farmacologiche deperibili, compresi vaccini&rdquo;.<\/p>\n<p>Christine McNab, responsabile pro tempore del dipartimento comunicazione a Ginevra aggiunge che &ldquo;i nostri attuali timori riguardano la fornitura di elettricit&agrave; per le strutture sanitarie, la possibilit&agrave; di trasportare le scorte di farmaci nella regione, e, per la popolazione, le opportunit&agrave; di cura fuori da Gaza&rdquo;.<\/p>\n<p>McNab osserva che se anche venisse revocato il blocco totale, sarebbero necessarie misure straordinarie da parte della comunit&agrave; internazionale contro qualunque ulteriore sospensione. <\/p>\n<p>Israele ha bloccato la fornitura di combustibile e approvvigionamenti a Gaza per contrastare gli attacchi di razzi provenienti dall&rsquo;area palestinese, dove &egrave; stato eletto Hamas, il partito palestinese che non riconosce lo stato di Israele. <\/p>\n<p>Secondo fonti ufficiali israeliane, da quando Israele ha avviato la sua ultima incursione sono stati esplosi da Gaza verso Israele circa 150 razzi artigianali. Due israeliani sono stati lievemente feriti e altri, rimasti sotto shock, sono stati soccorsi. <\/p>\n<p>Israele ha vendicato l&rsquo;attacco con carri armati e incursioni aeree degli F-16 che hanno lanciato missili Hellfire nei quartieri di Gaza. Secondo fonti ufficiali locali, dal primo gennaio almeno 76 palestinesi sono stati uccisi, e 293 sono rimasti feriti. <\/p>\n<p>Malgrado la sofferenza, molti palestinesi non accusano Hamas. <\/p>\n<p>&rdquo;Hamas non &egrave; mai stato il problema, &egrave; l&rsquo;occupazione il vero problema di sempre&rdquo;, sostiene Ammar, il quale biasima piuttosto il Presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; palestinese Mahmoud Abbas, che amministra la West Bank e tiene i negoziati con Israele. <\/p>\n<p>&rdquo;Abbas non merita l&rsquo;uno per cento del rispetto che si era guadagnato (l&rsquo;ex leader palestinese Ysser) Arafat. Israele non trover&agrave; mai nessuno all&rsquo;altezza di Arafat, che aveva dato un&rsquo;opportunit&agrave; storica ai due stati. Malgrado ci&ograve;, loro (Israele) lo hanno tenuto sotto assedio&rdquo;. <\/p>\n<p>Rajaa Shalil, 38 anni, madre di quattro figli, vive a Rafah, frontiera egiziana, e dichiara che il suo &ldquo;rispetto per Hamas &egrave; cresciuto pi&ugrave; che mai. Provo affetto per loro, perch&eacute; sono vicini ai pi&ugrave; deboli&rdquo;.<\/p>\n<p>Non tutti gli abitanti di Gaza la pensano allo stesso modo. &ldquo;Israele e Hamas sono le cause di quanto sta accadendo&rdquo;, sostiene il residente Abu Mohammed. &ldquo;Prima le nostre condizioni erano migliori, ma da quando Hamas ha preso il comando, non &egrave; mai stato in grado di gestire Gaza&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GAZA, 29 gennaio 2008 (IPS) &#8211; Una scia di fanghiglia scura e putrida serpeggia per le strade di Gaza City, inquietante combinazione di resti umani e animali. 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