{"id":1527,"date":"2007-12-13T20:24:27","date_gmt":"2007-12-13T20:24:27","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/12\/13\/dialogo-civilta-nella-maggior-parte-dei-conflitti-sappiamo-cosa-bisognerebbe-fare\/"},"modified":"2017-11-08T17:51:26","modified_gmt":"2017-11-08T17:51:26","slug":"dialogo-civilta-nella-maggior-parte-dei-conflitti-sappiamo-cosa-bisognerebbe-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/12\/13\/dialogo-civilta-nella-maggior-parte-dei-conflitti-sappiamo-cosa-bisognerebbe-fare\/","title":{"rendered":"DIALOGO CIVILTA&#8217;: Nella maggior parte dei conflitti sappiamo cosa bisognerebbe  fare"},"content":{"rendered":"<p>VENEZIA, Dicembre (IPS) &#8211; Martti Ahtissari, direttore di Crisis Management Initiative (CMI) &egrave; un &ldquo;mediatore professionista&rdquo;. Il Kosovo, la contesa provincia meridionale della Serbia, &egrave; l&rsquo;ultima sfida che ha deciso di accettare.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Lo ha fatto come capo della CMI, un&rsquo;organizzazione non-profit indipendente che lavora per la &ldquo;sicurezza sostenibile&rdquo; e &ldquo;combina analisi e azioni di pressione&rdquo;. E&#039; stata fondata a Helsinki nel 2000.<\/p>\n<p>A Venezia, Ahtisaari ha partecipato all&#039;incontro sul &ldquo;ruolo della comunicazione nel dialogo fra le civilt&agrave;&rdquo;, organizzato dall&#039;IPS, dall&#039;Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e dalla Provincia di Venezia. Ahtisaari ha parlato con Sanjay Suri dell&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>IPS: Fino a che punto la Troika Ue-Usa-Russia ha fatto progressi in Kosovo?<\/p>\n<p>Martti Ahtisaari: Non sembra che siano riusciti a fare alcun passo avanti. Certo, il segretario generale deve riferire al Consiglio di sicurezza, e poi il Consiglio deve iniziare il dibattito. Ci&ograve; che hanno sul tavolo &egrave; il dossier che io e i miei colleghi abbiamo presentato a marzo. Vedremo se adesso il rapporto verr&agrave; recepito in modo diverso. <\/p>\n<p>Credo che tutti sappiano quale sar&agrave; l&rsquo;esito; questo esercizio di 120 giorni mi &egrave; sembrato importante, perch&eacute; adesso si spera che l&rsquo;Unione europea sar&agrave; unita nella gestione del problema.<\/p>\n<p>IPS: La questione del Kosovo non &egrave; forse un microcosmo dei diversi tentativi di superare le differenze politiche all&rsquo;interno di una nazione? <\/p>\n<p>MA: No, credo sia molto pi&ugrave; importante che tipo di leadership governa ogni singolo paese. Se guardiamo al mondo in generale, e guardiamo alla storia passata del mondo, e ai pi&ugrave; grandi disastri avvenuti, vediamo che girano sempre intorno a certi individui, e gli altri gli sono andati dietro.<\/p>\n<p>Purtroppo il modo in cui si &egrave; comportato Milosevic non pu&ograve; essere ignorato. Credo che nessuno, nemmeno in Serbia &#8211; o forse solo poche persone &#8211; ma comunque la maggioranza dei serbi riconosca che le cose sono andate piuttosto male. E credo che questo debba essere l&rsquo;inizio, quando si comincia a cercare delle soluzioni. Perch&eacute; se pensiamo che si possa cominciare a negoziare lo status del Kosovo senza considerare la storia&#8230;<\/p>\n<p>Ci sono delle forze democratiche al potere che hanno battuto Milosevic alle elezioni, e talvolta si comportano come se non ci fosse nessuna storia, e si dovesse ricominciare da un periodo precedente a Milosevic. Ma non funziona cos&igrave;, e non credo che si possa forzare la situazione, altrimenti il 90 per cento della popolazione del Kosovo vorrebbe l&rsquo;indipendenza, solo dopo ci&ograve; che &egrave; successo negli anni &rsquo;90; non bisogna andare oltre quel limite. <\/p>\n<p>IPS: Ma oggi non ci sono differenze irriconciliabili tra i diversi popoli?<\/p>\n<p>MA: Credo che sia stato fatto molto lavoro da entrambe le parti. L&#039;attuale leadership politica del Kosovo, gli albanesi, &egrave; stata in contatto, c&#039;&egrave; stata una visita del primo ministro, e un incontro del presidente con le comunit&agrave; serbe. La Chiesa serba ortodossa ha aperto un dialogo con gli albanesi del Kosovo, e questo ha portato a un atteggiamento diverso in molti posti. Ho (visitato) alcuni monasteri, per esempio, e ne sono stato io stesso testimone. <\/p>\n<p>Ma uno dei problemi &egrave; che quando lo status non &egrave; chiaro, quando non si sa se un paese diventer&agrave; o meno indipendente, questo impedisce il normale dialogo tra i popoli. E per di pi&ugrave;, quando i serbi del Kosovo non hanno partecipato alle elezioni, come nelle pi&ugrave; recenti, perch&eacute; Belgrado gli ha ordinato di non farlo, e da soli hanno deciso che questa &egrave; la linea che vogliono seguire, allora &egrave; molto difficile; se vuoi escluderti dal processo politico, &egrave; molto difficile raggiungere una posizione normale, o almeno una situazione pi&ugrave; o meno normale, dove si possa perseguire il dialogo. <\/p>\n<p>Ma c&rsquo;&egrave; tantissimo lavoro da fare prima, qualunque sar&agrave; lo status, perch&eacute; credo che la riconciliazione sia un esercizio a lungo termine.<\/p>\n<p>IPS: Quali sono i principi che ha visto funzionare nelle risoluzioni dei conflitti?<\/p>\n<p>MA: Nella mia carriera ho trattato con gruppi che prima o dopo sono stati definiti terroristi. Talvolta pi&ugrave; che altro per convenienza politica. Ed &egrave; interessante vedere che questi stessi gruppi, quando in alcuni paesi salgono al potere, o condividono il potere con altri, sono poi diventati attori responsabili nelle loro societ&agrave;. Non credo che si possa imparare a diventare &#039;responsabili&#039; se non si ha il potere. <\/p>\n<p>Ma credo sia irragionevole pensare che qualcuno di questi gruppi comincerebbe un processo politico dichiarando di accettare questo e quello. Questo succeder&agrave;, ma fa parte di un processo politico, e credo che stiamo perdendo tempo se pensiamo di mettere questi gruppi da parte forzatamente. <\/p>\n<p>IPS: L&rsquo;IPS ha aperto un dialogo sull&rsquo;alleanza fra le civilt&agrave;. Pu&ograve; essere d&rsquo;aiuto? <\/p>\n<p>MA: Credo che l&rsquo;IPS sia un&rsquo;organizzazione importante per diversi aspetti, prima di tutto perch&eacute; tutte le sue informazioni si concentrano sui processi, non sulle personalit&agrave; e gli eventi, come invece tendono a fare i media. Questo &egrave; un evento, ma possiamo trarre delle conclusioni anche da questa discussione. <\/p>\n<p>IPS: Assistiamo a diversi conflitti in Turchia, e altrove. Esistono soluzioni definitive?<\/p>\n<p>MA: Ogni conflitto pu&ograve; essere risolto se mettiamo in secondo piano le nostre priorit&agrave; politiche, e prendiamo tutti gli attori necessari per sostenerci. Nella maggior parte dei conflitti sappiamo molto bene cosa bisogna fare. Stiamo solo esitando. E l&igrave;, quando vediamo diverse religioni incontrarsi, quando sentiamo i resoconti dal posto, sono elementi di importanza vitale. &Egrave; la migliore medicina preventiva che io conosca. <\/p>\n<p>IPS: La guerra pu&ograve; mai essere d&rsquo;aiuto?<\/p>\n<p>MA: Abbiamo visto che la Seconda guerra mondiale ha messo fine al nazismo che stava distruggendo l&rsquo;Europa. Talvolta l&rsquo;intervento militare &egrave; necessario per fermare il genocidio. Credo che nel mondo molte cose siano andate male perch&eacute; non si &egrave; intervenuti in tempo. Avremmo potuto salvare molte vite. Sappiamo che in alcune situazioni in Africa la comunit&agrave; internazionale avrebbe potuto intervenire, ma non l&rsquo;ha fatto. Ma &egrave; anche molto importante che, nel momento in cui si deve usare la forza militare per porre fine a un conflitto, cominci anche il lavoro di riconciliazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA, Dicembre (IPS) &#8211; Martti Ahtissari, direttore di Crisis Management Initiative (CMI) &egrave; un &ldquo;mediatore professionista&rdquo;. 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