{"id":1513,"date":"2007-12-05T11:45:43","date_gmt":"2007-12-05T11:45:43","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/12\/05\/politica-chi-lavora-tutti-i-giorni-per-larmonia-non-finisce-in-prima-pagina\/"},"modified":"2007-12-05T11:45:43","modified_gmt":"2007-12-05T11:45:43","slug":"politica-chi-lavora-tutti-i-giorni-per-larmonia-non-finisce-in-prima-pagina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/12\/05\/politica-chi-lavora-tutti-i-giorni-per-larmonia-non-finisce-in-prima-pagina\/","title":{"rendered":"POLITICA: &#8216;Chi lavora tutti i giorni per l&#8217;armonia non finisce in prima pagina&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>VENEZIA, 5 dicembre 2007 (IPS) &#8211; Il lavoro quotidiano della gente comune impegnata a costruire il dialogo sia all&rsquo;interno che all&rsquo;esterno della propria comunit&agrave; non produce articoli sensazionali sulle comunit&agrave; in conflitto, secondo l&rsquo;imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini. Questa gente comune &egrave; la maggioranza, ed &egrave; pi&ugrave; aperta alla comunicazione produttiva con l&rsquo;Occidente di quanto generalmente pensiamo, sostiene.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1062\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1062\" class=\"size-full wp-image-1062\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Pallavicini_final.bmp\" alt=\"Imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini Leiden University\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1062\" class=\"wp-caption-text\">Imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini<br \/>Leiden University<\/p><\/div><\/div>\n<p>Pallavicini, vicepresidente della Comunit&agrave; Religiosa Islamica Italiana (Co.Re.Is.), &egrave; un cittadino italiano nato musulmano, da madre giapponese e padre italiano. &Egrave; membro del Consiglio di amministrazione del Centro islamico culturale d&rsquo;Italia e imam della Moschea al-Wahid di Milano. <\/p>\n<p>Pallavicini &egrave; anche presidente dell&rsquo;Isesco (Organizzazione Islamica per l&rsquo;Educazione, la Scienza e la Cultura in Occidente) &#8211; la prima Ong islamica riconosciuta dall&rsquo;Unione europea &#8211; dove &egrave; anche ambasciatore per i rapporti con il Vaticano. Con questo mandato, ha preso parte attiva in numerosi dialoghi inter-religiosi e iniziative di pace in rappresentanza dell&rsquo;Islam italiano. <\/p>\n<p>&rdquo;Per rafforzare il dialogo interno ed esterno, e il rispetto per le diversit&agrave;, i leader religiosi devono avvicinare il messaggio della dottrina musulmana alle sfide di oggi, senza perdere gli antichi insegnamenti&rdquo;, ha detto Pallavicini in un&rsquo;intervista alla corrispondente dell&rsquo;IPS Sabina Zaccaro. <\/p>\n<p>Alcuni estratti dell&rsquo;intervista:<\/p>\n<p>IPS: Cosa possono fare i leader religiosi per tenere le loro comunit&agrave; lontane dai pericoli del fondamentalismo e per promuovere il dialogo? Pu&ograve; farci un esempio?<\/p>\n<p>YSYP: La rete di 138 leader religiosi musulmani che di recente hanno inviato una lettera sul dialogo inter-religioso a tutte le autorit&agrave; religiose della cristianit&agrave; cattolica, ortodossa e protestante. Ci&ograve; che stanno cercando di fare &egrave; costruire un gruppo di lavoro sul dialogo e il rispetto all&rsquo;interno della comunit&agrave; musulmana e all&rsquo;esterno.<\/p>\n<p>&Egrave; proprio questa la responsabilit&agrave; che i leader religiosi dovrebbero rinnovare di questi tempi &#8211; sia in Oriente che in Occidente -, promuovendo la cultura del rispetto e attualizzando il messaggio dei maestri e dei profeti, cos&igrave; da illuminare i cuori, le menti e le azioni delle persone. Solo rinnovando il dialogo interculturale possiamo raggiungere una nuova coesione sociale, ribaltare i pregiudizi e la mancanza di fiducia, e isolare in modo efficace i totalitarismi politici, gli individualismi economici e i fondamentalismi violenti. <\/p>\n<p>IPS: Mentre i segnali dello scontro di civilt&agrave; sono molto evidenti, &egrave; difficile percepire segnali di alleanza. Ma &egrave; davvero raggiungibile un&rsquo;alleanza? Cosa si sta facendo nello specifico per realizzarla? <\/p>\n<p>YSYP: Lo scontro fa rumore, causa dolore, e rappresenta &#8211; dalla prospettiva della comunicazione moderna &#8211; un aspetto sensazionale, che emotivamente attrae molto di pi&ugrave; rispetto alle immagini positive di cooperazione e di dialogo tra le culture. Questo non significa che queste ultime non esistano. Al contrario, rappresentano la maggioranza delle donne e degli uomini che lavorano quotidianamente per l&rsquo;armonia. Ma non finiscono sulle prime pagine dei giornali. <\/p>\n<p>Vorrei citare tre esempi recenti di iniziative concrete finalizzate all&rsquo;Alleanza di civilt&agrave;. La prima &egrave; internazionale, interculturale e interreligiosa: abbiamo firmato, tradotto e diffuso un documento importante sul dialogo, scritto da 138 saggi musulmani, come punto di partenza per un nuovo ciclo di intercambio.<\/p>\n<p>La seconda iniziativa &egrave; di natura nazionale, interculturale e interreligiosa. Come musulmani italiani ci siamo impegnati a promuovere e rafforzare il dialogo tra le minoranze religiose &#8211; in particolare gli ebrei &#8211; attraverso scambi di ospitalit&agrave; in sinagoghe e moschee. Stiamo organizzando incontri pubblici tra imam e rabbini nelle principali citt&agrave; italiane, e sostenendo le istituzioni regionali nell&rsquo;attuazione di misure per promuovere l&rsquo;integrazione e prevenire l&rsquo;antisemitismo e l&rsquo;islamofobia. <\/p>\n<p>Infine, ci siamo impegnati a favorire il dialogo tra le nostre stesse comunit&agrave;&#8230; per combattere le barriere psicologiche e lavorare verso una relazione pi&ugrave; matura tra vecchie e nuove generazioni, e per una migliore comprensione dell&rsquo;approccio e delle norme del mondo occidentale post-moderno. Si pu&ograve; costruire un&rsquo;alleanza solida anche rafforzando i legami interni. <\/p>\n<p>IPS: Cosa stanno facendo le comunit&agrave; islamiche moderate che vivono nei paesi occidentali per rispondere all&rsquo;aspettativa esterna pi&ugrave; diffusa &#8211; isolare le correnti fondamentaliste?<\/p>\n<p>YSYP: Ci&ograve; che i fondamentalisti vogliono sfidare &egrave; l&rsquo;unit&agrave; delle comunit&agrave; islamiche, la modernit&agrave; del mondo occidentale, e la coesistenza pacifica dei diversi credi. La nostra reazione &egrave; lavorare con le giovani generazioni di musulmani europei, per aiutarli a conciliare la dottrina musulmana con la modernit&agrave; sociale e tecnologica delle societ&agrave; in cui vivono, in modo che possano diventare moderni cittadini europei.<\/p>\n<p>IPS: Lei ha scritto di recente un libro intitolato &ldquo;Dentro la moschea&rdquo;, che racconta la vita delle comunit&agrave; musulmane in Italia.<\/p>\n<p>YSYP: &ldquo;Dentro la moschea&rdquo; descrive l&rsquo;attivit&agrave; di una minoranza di musulmani occidentali che possono rappresentare un primo esempio di ci&ograve; che &egrave; gi&agrave; avvenuto &#8211; con i primi ebrei, i primi cristiani cattolici, valdesi e ortodossi &#8211; che mostra come sia possibile, con pazienza e intelligenza, costruire una nuova comunit&agrave; religiosa interculturale. <\/p>\n<p>IPS: Nel suo libro, un capitolo &egrave; intitolato &ldquo;La voce delle donne&rdquo;. L&rsquo;Islam ascolta la voce delle donne?<\/p>\n<p>YSYP: Sia come dottrina che come civilt&agrave;, l&rsquo;Islam ha sempre promosso il rispetto e lo sviluppo di uomini e donne, e il legame simbolico che insieme formano per l&rsquo;armonia della famiglia e della societ&agrave;. Nella storia dell&rsquo;Islam si ritrovano grandi figure femminili di alta natura spirituale e impegno sociale in diverse regioni del mondo. Purtroppo, una corrente puritana e fondamentalista ha portato una violenta discriminazione psicologica e fisica nei confronti delle donne. Questo non pu&ograve; essere che fortemente condannato. <\/p>\n<p>IPS: Il rapporto del Gruppo di esperti di alto livello dell&rsquo;Onu per l&rsquo;Alleanza delle civilt&agrave; parla di buona governance, legge e democrazia come condizioni fondamentali per ridurre il divario tra le societ&agrave;. Ma in molti paesi &#8211; spesso paesi musulmani &#8211; i cittadini non hanno esperienza di democrazia, e non possono difendere i propri diritti. Esiste una qualche forma di dialogo con i regimi totalitari, in particolare riguardo ai casi di discriminazione contro le minoranze e di violazione dei diritti umani fondamentali?<\/p>\n<p>YSYP: C&rsquo;&egrave; un dialogo, ma c&rsquo;&egrave; anche il rischio che sia superficiale e formale &#8211; diventando perci&ograve; uno scambio convenzionale di monologhi. Una buona politica, il rispetto per la legge, un processo democratico efficace e il rispetto dei diritti umani sono possibili solo quando istituzioni e politici riescono e gestire il loro potere in modo etico &#8211; quando gli interessi nazionali non coincidono con l&rsquo;ingordigia dei pochi, ma con una visione a lungo termine e coscienziosa della reale condizione dell&rsquo;umanit&agrave;. <\/p>\n<p>IPS: A suo parere, quale posizione occupa il dialogo nell&rsquo;agenda politica internazionale? <\/p>\n<p>YSYP: Il problema che dovremmo focalizzare e risolvere &egrave; quello di migliorare la qualit&agrave; del dialogo &#8211; aiutando l&rsquo;applicazione e gli effetti del dialogo &#8211; cos&igrave; che non si esaurisca al livello teorico, o in buone intenzioni astratte e narcisistiche. <\/p>\n<p>Nei miei incontri con il re del Marocco Hassan II, con il Patriarca Bartolomeo I di Constantinopoli, con il rabbino capo sefardita di Israele Bakshi Doron, ho imparato la sacra scienza del dialogo come comunione tra i popoli. <\/p>\n<p> ** L&rsquo;imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini &egrave; tra i principali relatori della Conferenza annuale di Inter Press Service sul tema &rdquo;Il ruolo della comunicazione nell&rsquo;alleanza fra le civilt&agrave;&rdquo; (Venezia, 29 novembre).<\/p>\n<p>L&rsquo;Onu &#8211; sottolineando il ruolo della comunicazione nel superare stereotipi e pericolose generalizzazioni &#8211; ha individuato le ragioni chiave del crescente divario tra societ&agrave; musulmane e occidentali non in fattori religiosi ma politici.<\/p>\n<p>La Conferenza 2007 ha ospitato professionisti della comunicazione, del mondo accademico, della societ&agrave; civile, oltre che di governo, comunit&agrave; religiose, e istituzioni internazionali per una riflessione sul ruolo chiave dei media e della comunicazione nel colmare il divario tra le popolazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA, 5 dicembre 2007 (IPS) &#8211; Il lavoro quotidiano della gente comune impegnata a costruire il dialogo sia all&rsquo;interno che all&rsquo;esterno della propria comunit&agrave; non produce articoli sensazionali sulle comunit&agrave; in conflitto, secondo l&rsquo;imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini. 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