{"id":1492,"date":"2007-06-13T16:51:24","date_gmt":"2007-06-13T16:51:24","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/06\/13\/balcani-armi-in-viaggio-verso-liraq\/"},"modified":"2007-06-13T16:51:24","modified_gmt":"2007-06-13T16:51:24","slug":"balcani-armi-in-viaggio-verso-liraq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/06\/13\/balcani-armi-in-viaggio-verso-liraq\/","title":{"rendered":"BALCANI: Armi in viaggio verso l&#8217;Iraq"},"content":{"rendered":"<p>BELGRADO, 13 giugno 2007 (IPS) &#8211; Le armi delle guerre dei Balcani degli anni &lsquo;90 stanno iniziando ad armare il conflitto in Iraq e in Afghanistan, rivelano alcuni alti funzionari.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Elemento fondamentale degli Accordi di pace di Dayton, che nel 1995 concludevano la guerra in Bosnia-Herzegovina, era la distruzione di enormi riserve di armi pesanti, artiglieria, piccole armi e munizioni. <\/p>\n<p>Le Forze di stabilizzazione &#8211; 39 mila unit&agrave; guidate dalla NATO fino al dicembre 2004, seguite dalle Forze dell&rsquo;Unione Europea (EUFOR) con 6.300 uomini &#8211; avevano cercato di ristabilire la pace e garantire la sicurezza, il che implicava distruggere le rimanenti armi. <\/p>\n<p>Tuttavia, queste armi hanno seguito altre direzioni. Secondo i quotidiani bosniaco, Nezavisne Novine, e croato, Vecernji List, che riportano dichiarazioni di un ex membro austriaco delle EUFOR identificato come il &ldquo;Maggiore Erwin K&rdquo;, sotto la pressione degli Stati Uniti munizioni e armi accumulate sarebbero state vendute ad Afghanistan e Iraq dopo l&rsquo;11 settembre. <\/p>\n<p>Almeno 290.000 fucili sono stati acquistati da ditte private, per la maggior parte con sede negli Stati Uniti. Le pistole dovevano infine servire per rifornire &ldquo;forze di sicurezza locale&rdquo; in Afghanistan e Iraq, riferisce ancora la fonte militare citata. <\/p>\n<p>Le richieste di notizie ufficiali da parte dell&rsquo;IPS sulla questione sono rimaste inascoltate. <\/p>\n<p>Tuttavia, Jasenko Maglajlija, capo della societ&agrave; statale per il commercio di armi Unis-Promex con sede a Sarajevo, ha confermato le trattative della sua societ&agrave; con l&rsquo;americana Scout. <\/p>\n<p>&rdquo;Abbiamo lavorato per Scout, ma non &egrave; un segreto, era tutto approvato dallo stato&rdquo;, ha detto Maglajlija al quotidiano Vecernji List. &ldquo;Dove siano andate le armi, non lo so, dovreste chiedere a qualcun altro. Forse vendute all&rsquo;Iraq, o all&rsquo;Afghanistan, ma non posso confermarlo&rdquo;. Ha poi dichiarato che i media stavano &ldquo;creando un trambusto inutile&rdquo; intorno alla questione. <\/p>\n<p>Questi non sono i primi segnali sulla deviazione degli armamenti. Un rapporto dell&rsquo;anno scorso di Amnesty International, &ldquo;Death on Time&rdquo;, dedicava 40 pagine a questioni di diritti umani legate al trasporto illegale di armi. <\/p>\n<p>&rdquo;Centinaia di migliaia di piccole armi e di armi leggere accumulate dai tempi della guerra in Bosnia ed Herzegovina, insieme a decine di milioni di munizioni sono state presumibilmente spedite &ndash; clandestinamente e senza controllo &ndash; in Iraq da una catena di intermediari privati e trasportatori protetti dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti (DoD) tra il 31 luglio 2004 e il 31 giugno 2005&#8230;&rdquo;, riferisce il rapporto di Amnesty, citando fonti EUFOR. <\/p>\n<p>Amnesty ha denunciato la violazione dei diritti umani da parte di coloro che utilizzeranno queste armi, citando diverse compagnie coinvolte nell&rsquo;operazione. Il rapporto di Amnesty riferisce che nel dicembre 2004 quelle armi sono arrivate anche in Rwanda, malgrado l&rsquo;Onu avesse avvertito che il Rwanda stava aiutando gruppi armati nella Repubblica democratica del Congo. <\/p>\n<p>La Bosnia-Herzegovina ha lottato per curare le sue ferite dopo tre anni di sanguinoso conflitto conclusosi nel 1995. La terra &egrave; stata smembrata e spartita tra musulmani di origine slava, serbi e croati, e oltre 100.000 persone sono morte nei combattimenti. <\/p>\n<p>&Egrave; stato molto difficile rimuovere le armi rimaste, come i ricordi del conflitto e gli odi residui tra i vari gruppi. <\/p>\n<p>&rdquo;Secondo il nostro sondaggio, il numero di morti ogni anno per abuso o errato utilizzo di armi e piccole armi in Bosnia &egrave; di circa 1.000 persone&rdquo;, ha detto ai media locali Stefan Priesner, rappresentante per il paese del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP). <\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;UNDP, circa il 20 per cento della popolazione civile in Bosnia possiede armi, per la maggior parte illegalmente: si parla di 500.000 individui su una popolazione totale di circa 3,8 milioni. <\/p>\n<p>A novembre scorso, l&rsquo;UNDP ha organizzato un&rsquo;originale lotteria, che offriva motocicli e attrezzature da cucina a chi avrebbe restituito armi conservate illegalmente. La lotteria seguiva il precedente intervento di EUFOR, il cosiddetto &ldquo;Raccolto&rdquo;, che raccoglieva stock illegali di armi e munizioni. <\/p>\n<p>In pochi mesi, oltre 30.000 granate a mano, 9.000 piccole armi e 200 chili di esplosivo sono stati raccolti nelle operazioni dello scorso anno. &ldquo;Insieme a 500.000 gruppi di munizioni, queste scorte sarebbero bastate ad armare una brigata&rdquo;, era stato il commento di Julio Garcia dell&rsquo;EUFOR. <\/p>\n<p>Secondo fonti ufficiali, dal 1998, le missioni di pace avevano raccolto circa 52.000 piccole armi, 38.500 mine da terra, oltre 225.000 granate a mano, circa 15,5 milioni di munizioni, 33 tonnellate di esplosivo, e persino una coppia di carri armati. <\/p>\n<p>Tuttavia, secondo UNDP e autorit&agrave; locali vaste quantit&agrave; di armi e 350.000 tonnellate di munizioni sono ancora presenti in Bosnia, e servirebbero oltre 20 anni per rimuoverle &ndash; o per aggiungerle a liste della spesa clandestine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BELGRADO, 13 giugno 2007 (IPS) &#8211; Le armi delle guerre dei Balcani degli anni &lsquo;90 stanno iniziando ad armare il conflitto in Iraq e in Afghanistan, rivelano alcuni alti funzionari.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[11,15,22,1,26,27,25,33],"tags":[],"class_list":["post-1492","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-columnas","category-diritti-umani","category-europa","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1492"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1492\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}