{"id":1487,"date":"2007-02-14T12:14:19","date_gmt":"2007-02-14T12:14:19","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/02\/14\/diritti-italia-sequestro-di-abu-omar-la-battaglia-dei-servizi-segreti\/"},"modified":"2007-02-14T12:14:19","modified_gmt":"2007-02-14T12:14:19","slug":"diritti-italia-sequestro-di-abu-omar-la-battaglia-dei-servizi-segreti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/02\/14\/diritti-italia-sequestro-di-abu-omar-la-battaglia-dei-servizi-segreti\/","title":{"rendered":"DIRITTI &#8211; ITALIA: Sequestro di Abu Omar, la battaglia dei servizi segreti"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 14 febbraio 2007 (IPS) &#8211; Se Abu Omar non sapeva di essere pedinato, difficilmente poteva accorgersi che la Digos, l&rsquo;unit&agrave; investigativa anticrimine italiana, aveva smesso di seguirlo. Ma il capo della sezione CIA a Milano, Robert Seldon Lady, sapeva che la Digos aveva allentato la presa, per favorire il sequestro dell&rsquo;imam egiziano.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Questo almeno &egrave; ci&ograve; che dichiara oggi l&rsquo;ex capo dell&rsquo;intelligence Nicol&ograve; Pollari, nel tentativo di tirarsi fuori dalla vicenda del rapimento.<\/p>\n<p>Nasr Mustafa Osama Hassan, noto in Italia come Abu Omar, &egrave; stato rilasciato solo domenica scorsa, quattro anni dopo la sua scomparsa nel febbraio 2003.<\/p>\n<p>&ldquo;Il tribunale egiziano ha stabilito che i motivi della sua detenzione in Egitto erano infondati&rdquo;, ha detto alla stampa il suo avvocato Montasser al-Zayat dal Cairo, secondo il quale Abu Omar si troverebbe adesso nella sua casa natale ad Alessandria.<\/p>\n<p>Abu Omar &egrave; stato una delle vittime delle &ldquo;extraordinary renditions&rdquo;, operazioni promosse dalla CIA nelle quali persone sospettate di terrorismo, ancora non processate, venivano portate in paesi terzi per essere &#039;interrogate&#039;. In Italia &egrave; in corso un&#039;inchiesta per stabilire chi ha realmente collaborato con la CIA per il sequestro, e come si sono svolti i fatti.<\/p>\n<p>Abu Omar, che era membro del gruppo islamico Jama&rsquo;a al-Islamiya, aveva lasciato l&rsquo;Egitto nei primi anni &rsquo;90 per sfuggire alla repressione degli islamici. <\/p>\n<p>Nel 1997 aveva ottenuto asilo politico in Italia, ricevendo lo status di rifugiato. Ma dopo l&rsquo;11 settembre fu posto sotto sorveglianza dalla polizia di Milano, per presunte attivit&agrave; legate al terrorismo internazionale.<\/p>\n<p>Abu Omar scomparve mentre camminava per le strade di Milano, diretto alla Moschea, poco prima della preghiera di mezzogiorno. In un primo momento, fu dichiarato disperso. Grazie ad un testimone &egrave; poi emerso che due uomini lo avevano assalito per strada e caricato su un furgone.<\/p>\n<p>Secondo gli atti del tribunale per le indagini preliminari di Milano, l&rsquo;imam fu rilasciato per sole tre settimane nell&rsquo;aprile del 2004. In una telefonata a casa, Abu Omar raccont&ograve; di essere stato condotto in una base militare Usa a cinque ore di macchina da Milano, per poi essere trasferito in Egitto, dove disse di aver subito torture e percosse durante gli interrogatori, a seguito delle quali avrebbe perso l&rsquo;udito da un orecchio.<\/p>\n<p>Le chiamate furono intercettate dai servizi segreti italiani, e riportate nei fascicoli del tribunale. <\/p>\n<p>Le telefonate erano dirette alla moglie Ghali Nabila, e all&rsquo;imam Elbadry Mohammed Reda a Milano.<\/p>\n<p>&ldquo;Mi hanno tartassato di domande su molti argomenti&#8230; Sono stato liberato per ragioni di salute; ho una forma di paralisi. Non posso camminare per pi&ugrave; di 200 metri. Devo stare sempre seduto. Ero incontinente, soffrivo di disturbi al fegato, e di pressione alta&#8230; perci&ograve; mi hanno rilasciato per problemi di salute&rdquo;, ha detto all&rsquo;imam Elbadry Mohammed Reda, stando agli atti del tribunale.<\/p>\n<p>L&rsquo;inchiesta &#8211; che rientra nelle indagini sui trasferimenti illegali in Europa &#8211; sta cercando di accertare se gli agenti Usa abbiano infranto le leggi nazionali, arrestando sospetti terroristi sul suolo italiano e sottoponendoli ad abusi. Tenta inoltre di chiarire chi in particolare abbia collaborato con la CIA in Italia.<\/p>\n<p>Quest&rsquo;ultimo aspetto dell&rsquo;indagine ha scatenato una vera e propria baraonda tipo &ldquo;gioco della sedia&rdquo;.<\/p>\n<p>Uno dei punti controversi &egrave; che se gli agenti della Digos stavano pedinando Abu Omar, sarebbero intervenuti al momento del suo sequestro. &ldquo;Ci sarebbe stata una sparatoria&rdquo;, dice Titta Madia, avvocato dell&rsquo;ex capo dei servizi segreti militari (Sismi) Nicol&ograve; Pollari. &ldquo;Lady doveva essere sicuro che Abu Omar non fosse seguito da nessuno&rdquo; per poterlo rapire senza problemi.<\/p>\n<p>Ci&ograve; che Pollari e Madia devono ora riuscire a stabilire &egrave; che, per poter sequestrare Omar, la CIA stava agendo in collaborazione con qualche pedina tra le alte sfere della Digos, e che il Sismi non aveva niente a che vedere con la vicenda. <\/p>\n<p>Questo ha sollevato molti dubbi su come i servizi segreti abbiano potuto ignorare un&rsquo;operazione cos&igrave; massiccia, che, secondo la pubblica accusa, avrebbe coinvolto 26 agenti della CIA.<\/p>\n<p>35 persone in totale, tra funzionari del Sismi, agenti della CIA e dei Carabinieri, potrebbero essere processate dopo i mandati di arresto della pubblica accusa milanese nei confronti degli agenti Usa nel luglio 2005.<\/p>\n<p>Sarebbero accusati di &ldquo;aver sequestrato, privandolo della sua libert&agrave; personale, Nasr Osama Mustafa Assan, alias Abu Omar&rdquo;. Armando Spataro, il magistrato milanese titolare dell&rsquo;inchiesta, ha potuto ricostruire il corso degli eventi intorno al sequestro, dal momento che gli agenti della CIA hanno usato telefoni cellulari e carte di credito, auto a noleggio, e lasciato i loro nominativi nei registri degli hotel. Sulla base di queste prove, Spataro ha stabilito che gli agenti Usa avrebbero rapito l&rsquo;imam con l&rsquo;aiuto dei colleghi italiani.<\/p>\n<p>Dopo un&rsquo;ulteriore esame dei documenti finora raccolti dal magistrato milanese, la corte, presieduta dal giudice per le udienze preliminari (gup) Caterina Interlandi, stabilir&agrave; se il caso dovr&agrave; arrivare in tribunale.<\/p>\n<p>In tal caso, sar&agrave; la prima volta che verr&agrave; intentata un&rsquo;azione contro la CIA per la politica dei trasferimenti illegali.<\/p>\n<p>Certo, &egrave; assai poco probabile che gli agenti Usa metteranno pi&ugrave; piede in Italia, considerato che sono al sicuro negli Stati Uniti. Nonostante siano finiti in una sorta di lista europea dei &ldquo;ricercati&rdquo;, finora tutte le richieste di estradizione nei loro confronti sono state respinte, e secondo gli esperti &egrave; improbabile che verranno mai consegnati all&rsquo;Italia.<\/p>\n<p>Ma c&rsquo;&egrave; qualcun&rsquo;altro che potrebbe associarsi all&rsquo;azione legale. In un&rsquo;intervista rilasciata luned&igrave; scorso alla stampa locale, Abu Omar ha dichiarato che citer&agrave; per danni il governo italiano dell&rsquo;ex primo ministro Berlusconi, il quale ha negato di essere a conoscenza dell&rsquo;operazione Usa.<\/p>\n<p>Quanto a Pollari, si dice contrario ai trasferimenti straordinari, e si &egrave; rifiutato di aiutare la CIA. &ldquo;Pollari non ha voluto collaborare perch&eacute; la ritiene un&rsquo;azione illegale&rdquo;, ha detto il suo avvocato Madia all&rsquo;IPS. &ldquo;Se Pollari ha detto no, &egrave; impossibile che il Sismi (di cui &egrave; a capo) abbia collaborato alla consegna di Omar. Il caso ha addirittura provocato una crisi tra Italia e Stati Uniti. C&rsquo;&egrave; stato pi&ugrave; di un momento di gelo tra i due paesi&rdquo;.<\/p>\n<p>Il 29 gennaio scorso, Pollari ha chiesto ai giudici di Milano di non avviare procedimenti contro di lui per il presunto sequestro, sostenendo che non avrebbe potuto difendersi in tribunale senza rivelare importanti segreti di stato. In aula, Pollari si &egrave; definito un &ldquo;capro espiatorio&rdquo; e ha detto che sia Berlusconi che il suo successore Romano Prodi dovrebbero essere chiamati a testimoniare.<\/p>\n<p>Ma il gup Interlandi ha gi&agrave; stabilito che nessuno dei due verr&agrave; chiamato a testimoniare per conto dell&rsquo;ex capo dei servizi segreti italiani.<\/p>\n<p>L&rsquo;anno scorso, il presidente Usa George W. Bush aveva ammesso che la CIA deteneva persone sospette presso localit&agrave; segrete oltremare, ma senza rivelare dove. Aveva anche negato l&rsquo;uso della tortura, e di aver consegnato prigionieri a paesi in cui vige questa pratica.<\/p>\n<p>L&rsquo;ambasciata Usa di Roma ha pi&ugrave; volte rifiutato di commentare. Tuttavia, i trasferimenti straordinari hanno ricevuto il sostegno di Egitto, Giordania e Pakistan, tutti aspramente criticati per i loro precedenti sui diritti umani.<\/p>\n<p>Non si conosce l&rsquo;esatto numero di detenuti sequestrati in segreto dalla CIA e trasferiti in paesi terzi. Nel novembre 2006, Amnesty International lo stimava tra 100 e 150.<\/p>\n<p>*Miren Gutierrez &egrave; caporedattore dell&#039;IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 14 febbraio 2007 (IPS) &#8211; Se Abu Omar non sapeva di essere pedinato, difficilmente poteva accorgersi che la Digos, l&rsquo;unit&agrave; investigativa anticrimine italiana, aveva smesso di seguirlo. 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