{"id":1482,"date":"2007-01-08T13:49:24","date_gmt":"2007-01-08T13:49:24","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/01\/08\/politica-somalia-la-sicurezza-appare-fragile\/"},"modified":"2007-01-08T13:49:24","modified_gmt":"2007-01-08T13:49:24","slug":"politica-somalia-la-sicurezza-appare-fragile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/01\/08\/politica-somalia-la-sicurezza-appare-fragile\/","title":{"rendered":"POLITICA-SOMALIA: La sicurezza appare fragile"},"content":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 8 gennaio 2007 (IPS) &#8211; Nonostante l&rsquo;euforia diffusa negli ultimi mesi tra i funzionari Usa, per la disfatta inaspettatamente rapida delle Corti islamiche da parte dell&rsquo;Etiopia e del governo federale di transizione (TFG), permane un forte scetticismo sulla possibilit&agrave; che la nazione africana, da tempo sofferente, possa recuperare la stabilit&agrave;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Ora molto dipende, secondo gli esperti, dalle probabilit&agrave; di persuadere lo stizzoso TFG a fare ampie concessioni, per portare gli elementi moderati dell&rsquo;Unione delle Corti islamiche (ICU) e i suoi clan affiliati dentro il governo, come parte di un insediamento politico fondato su un&rsquo;ampia base.<\/p>\n<p>Senza progressi tangibili in questa direzione, le nazioni africane saranno molto reticenti a contribuire con i propri eserciti ad una qualsiasi forza di peacekeeping destinata a sostituire le forze etiopi, che hanno capeggiato la campagna militare e portato il TFG nella capitale, Mogadiscio.<\/p>\n<p>Quanto al presidente etiope Meles Zenawi, questi sembra intenzionato a ritirare le proprie truppe, dal momento che la loro presenza, soprattutto nella capitale, potrebbe essere e verrebbe usata per convogliare il sentimento nazionalista contro l&rsquo;Etiopia, tradizionale nemico della Somalia, e contro il TFG.<\/p>\n<p>&rdquo;Gli etiopi hanno fatto capire chiaramente che vogliono ritirarsi il pi&ugrave; presto possibile&rdquo;, secondo una fonte diplomatica bene informata, che non vuole essere rivelata. &ldquo;Hanno raggiunto il loro obiettivo di mandare via le Corti islamiche, e adesso vogliono andarsene perch&eacute; sanno che diventeranno il bersaglio di ogni sorta di reazioni&rdquo;.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, tuttavia, sia Meles che il TFG non sanno se e in che misura le forze della ICU &#8211; che, dopo aver subito gravi perdite nei primi giorni di scontri intorno alla capitale provvisoria Baidoa, hanno abbandonato Mogadiscio e altre citt&agrave; sulle quali detenevano il controllo &#8211; siano state effettivamente sconfitte.<\/p>\n<p>&rdquo;Non credo che gli etiopi se ne andranno tanto presto, perch&eacute; Meles sa che se lo far&agrave;, gli islamici torneranno a prendere il controllo, e il TFG non ha la forza per fermarli&rdquo;, ha detto Ted Dagne, esperto del Corno d&rsquo;Africa presso il Congressional Research Service (CRS).<\/p>\n<p>&rdquo;Potrebbe sembrare che gli islamici siano stati sconfitti, ma in realt&agrave; non hanno fatto altro che passare in clandestinit&agrave;&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS. &ldquo;Non sappiamo cosa faranno, n&eacute; come riemergeranno&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Molti membri delle milizie (delle Corti) si sono pi&ugrave; o meno dileguati&rdquo;, secondo la fonte diplomatica. &ldquo;Ma sono ancora l&igrave;; sono ancora armati, e c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; concreta di una loro rivolta, se non verr&agrave; determinato un qualche insediamento politico&rdquo;.<\/p>\n<p>L&#039;ICU ha fatto la sua comparsa sulla scena internazionale la scorsa estate sconfiggendo una coalizione di warlords sostenuta dagli Usa, che &egrave; stata cacciata da Mogadiscio. Washington aveva accusato le Corti di ospitare tre sospetti membri di al Qaeda, presumibilmente coinvolti nei bombardamenti delle ambasciate di Nairobi e Dar es Salam del 1998.<\/p>\n<p>Nel corso dell&rsquo;estate e dell&rsquo;autunno, le Corti, appoggiate da clan importanti e uomini d&rsquo;affari, hanno esteso il loro fermo controllo su quasi tutto il resto del paese, a quanto pare conquistando un notevole successo popolare per aver ripristinato la sicurezza, la legge e l&rsquo;ordine in citt&agrave; e villaggi che sin dal 1991 erano stati sede degli scontri tra i signori della guerra.<\/p>\n<p>Durante la loro avanzata, tuttavia, Meles, che accusava le Corti di sostenere i ribelli somali in Etiopia, invi&ograve; 8000 soldati a Baidoa per difendere il TFG e aiutarlo ad addestrare le sue truppe.<\/p>\n<p>Tra le crescenti tensioni suscitate tanto dalla presenza delle truppe etiopi quanto dall&rsquo;approvazione di una risoluzione sostenuta dagli Usa da parte del Consiglio di sicurezza dell&rsquo;Onu, che liberava la forza di peacekeeping a sostegno del TFG da un lungo embargo sulla fornitura di armi alla Somalia, le milizie della ICU hanno attaccato la capitale provvisoria a met&agrave; dicembre, ma sono state rapidamente travolte dalla schiacciante superiorit&agrave; dalle forze armate etiopi.<\/p>\n<p>L&rsquo;amministrazione Bush non ha tenuto nascosto il suo sostegno all&rsquo;Etiopia, le cui forze armate, probabilmente le pi&ugrave; potenti in tutta l&rsquo;Africa sub-sahariana, hanno ricevuto negli ultimi dieci anni consistenti aiuti e addestramento militari da parte degli Usa.<\/p>\n<p>Alla vigilia dell&rsquo;attacco delle Corti, Jenayi Frazer, vice segretario di Stato Usa per le questioni africane, aveva dichiarato alla stampa che la leadership delle Corti &ldquo;&egrave; ora controllata da cellule di al Qaeda&#8230; (che sono) terroristiche&rdquo;, e il Dipartimento di Stato ha quindi difeso la controffensiva dell&rsquo;Etiopia in risposta all&rsquo;&ldquo;aggressione&rdquo; degli islamici.<\/p>\n<p>Oltre allo scambio di informazioni con gli etiopi, nelle ultime settimane gli Usa avrebbero anche schierato delle navi a largo della costa meridionale della Somalia, al confine con il Kenya, dove sembra si siano ritirati alcuni degli elementi pi&ugrave; radicali delle milizie delle Corti, nella speranza di impedire la loro fuga via mare.<\/p>\n<p>Bench&eacute; si dicano molto soddisfatti della sconfitta delle Corti, i funzionari Usa sembrano sempre pi&ugrave; consapevoli della fugacit&agrave; della vittoria, in particolare se non verr&agrave; costituita una forza di peacekeeping in grado di sostituire gli etiopi prima che Meles decida di ritirare il proprio esercito.<\/p>\n<p>Cos&igrave;, Washington si &egrave; concentrata nell&rsquo;ultima settimana innanzitutto sul convincere l&rsquo;Uganda, che aveva promesso all&rsquo;inizio dell&rsquo;autunno di contribuire con 1000 soldati ad una forza di peacekeeping, di prepararsi ad un pronto schieramento. La scorsa settimana Fraser si &egrave; incontrato con Meles e con il presidente ugandese Yoweri Museveni ad Addis Abeba. &ldquo;Museveni sta subendo forti pressioni&rdquo;, ha sostenuto la fonte diplomatica.<\/p>\n<p>Ma gli analisti della regione ritengono che Museveni, le cui truppe mancano dell&rsquo;esperienza sul campo e dell&rsquo;equipaggiamento pesante degli etiopi, non adempier&agrave; alle sue promesse in mancanza di un fermo impegno da parte di altri stati africani, secondo David Shinn, ex ambasciatore in Etiopia e docente alla Johns Hopkins School for Advanced International Studies.<\/p>\n<p>&ldquo;Non credo che si farebbero avanti se non lo facesse nessun&rsquo;altro&rdquo;, ha detto, riferendo di voci secondo cui Nigeria e Sudan sembrerebbero disposte ad inviare delle truppe, ma che, finora, una forza di mantenimento della pace &ldquo;rimane ancora il frutto della fantasia di alcuni&rdquo;. Ha poi sottolineato che il tempo sta per scadere. &ldquo;Gli etiopi non potranno restare intorno a Mogadiscio e in Somalia per pi&ugrave; di qualche settimana&rdquo;, ha sostenuto.<\/p>\n<p>Intanto, i diplomatici europei incontratisi a Bruxelles la settimana scorsa hanno evidenziato l&rsquo;importanza di costituire un insediamento politico su un&rsquo;ampia base che porterebbe nel TFG i membri moderati delle Corti &#8211; alcuni dei quali si trovano ancora a Mogadiscio o a Nairobi &#8211; e i loro clan affiliati, in particolare gli Hawiye che predominano a Mogadiscio.<\/p>\n<p>Per come stanno le cose, il governo di transizione rimane un gruppo eterogeneo e collerico di signori della guerra e leader di clan con uno scarso appoggio, se non addirittura privi di un sostegno, nella stessa capitale; un fatto reso palese dalla mancanza quasi totale di una risposta alla sua richiesta di consegnare tutte le armi alle forze di sicurezza del TFG in settimana.<\/p>\n<p>Ma rimangono forti dubbi che il TFG, e in particolare il suo primo ministro Ali Mohammed Gedi, sia davvero intenzionato o disposto a fare i necessari compromessi. &ldquo;Gedi non ispira fiducia&rdquo;, osserva la fonte diplomatica, &ldquo;e ci sono seri dubbi che questa gente del TFG possa adempiere alle aspettative. E se non lo faranno, le possibilit&agrave; che si organizzi una rivolta aumentano vertiginosamente&rdquo;.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni, Washington si &egrave; mostrata pi&ugrave; comprensiva circa l&rsquo;importanza attribuita dagli europei ad un insediamento politico, secondo Dagne. &ldquo;Potremmo assistere a qualche piccolo cambiamento nella politica, verso una maggiore enfasi sul dialogo e sull&rsquo;importanza di portare gli elementi moderati nel gruppo, nonostante le maggiori pressioni (di Washington) sull&rsquo;Uganda e su altre nazioni africane perch&eacute; contribuiscano con le loro truppe&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Ma l&rsquo;unico modo di arrivare a questo &#8211; ha aggiunto &#8211; &egrave; portando il grosso della leadership (delle Corti) dentro il governo, per mostrare a tutti che non &egrave; necessaria nessuna rivolta&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 8 gennaio 2007 (IPS) &#8211; Nonostante l&rsquo;euforia diffusa negli ultimi mesi tra i funzionari Usa, per la disfatta inaspettatamente rapida delle Corti islamiche da parte dell&rsquo;Etiopia e del governo federale di transizione (TFG), permane un forte scetticismo sulla possibilit&agrave;&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/01\/08\/politica-somalia-la-sicurezza-appare-fragile\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[11,1,27,25,32,33],"tags":[],"class_list":["post-1482","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-columnas","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1482","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1482"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1482\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}