{"id":1411,"date":"2013-11-19T18:40:09","date_gmt":"2013-11-19T18:40:09","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2013\/11\/19\/il-ruanda-pronto-ad-entrare-nel-mercato-della-moda-africano\/"},"modified":"2013-11-19T18:40:09","modified_gmt":"2013-11-19T18:40:09","slug":"il-ruanda-pronto-ad-entrare-nel-mercato-della-moda-africano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2013\/11\/19\/il-ruanda-pronto-ad-entrare-nel-mercato-della-moda-africano\/","title":{"rendered":"Il Ruanda &egrave; pronto ad entrare nel mercato della moda africano"},"content":{"rendered":"<p>KIGALI, nov, 2013 (IPS) &#8211; Quando a sei anni la stilista ruandese<br \/>\nColombe Ituze Ndutiye ha iniziato a disegnare,<br \/>\npensava che da grande sarebbe diventata una<br \/>\nfumettista.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1936\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1936\" class=\"size-full wp-image-1936\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/IMG_5517-510x472.jpg\" alt=\"La designer Sonia Mugabo (in blu) sulla passerella del Serena Hotel durante la seconda edizione della Kigali Fashion Week Amy Fallon\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1936\" class=\"wp-caption-text\">La designer Sonia Mugabo (in blu) sulla passerella del Serena Hotel durante la seconda edizione della Kigali Fashion Week<br \/>Amy Fallon\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Ma oggi, all&rsquo;et&agrave; di 25 anni, Ndutiye &egrave; la prima  ruandese ad avere un proprio marchio di moda, <A href=\"http:\/\/www.incofashion.com\/about.html\" target=\"_blank\"> &ldquo;INCO icyusa&ldquo;<\/A>, oltre ad essere  una dei 10 stilisti locali ad aver visto sfilare  le proprie creazioni in passerella per la seconda  edizione del Kigali Fashion Week lo scorso 8  novembre.<\/p>\n<p>&ldquo;Volevo realizzare qualcosa di giovane e di pi&ugrave;  classico ma ho aggiunto anche accessori  tradizionali per unire culture molto diverse tra  loro&rdquo;, spiega Ndutiye all&rsquo;IPS parlando della sua  nuova collezione, Wild Identity (&ldquo;Identit&agrave;  selvaggia&rdquo;).<\/p>\n<p>&ldquo;Si tratta di accessori che vengono indossati per  lo pi&ugrave; nei matrimoni, sono il simbolo di un&rsquo;usanza  ruandese. Per me, l&rsquo;elemento &ldquo;selvaggio&rdquo; sta  nell&rsquo;averli mescolati con elementi della cultura  occidentale&rdquo;, afferma Ndutiye, che si &egrave; avvicinata  per la prima volta alla moda dopo aver conosciuto  una stilista belga in Ruanda.<\/p>\n<p>L&rsquo;economia ruandese ha fatto molta strada dal  genocidio del 1994, che caus&ograve; la morte di un  milione di persone in meno di 100 giorni. Prima  del &lsquo;94, il settore industriale del paese era  &ldquo;piccolo e poco competitivo&rdquo; e produceva sapone,  tessuti, bibite, mobili e oggetti di plastica. Ma  adesso il governo punta a trasformare il Ruanda  nella Singapore africana. <\/p>\n<p>&ldquo;Il Ruanda vorrebbe uguagliare e replicare le  Tecnologie dell&rsquo;Informazione e della Comunicazione  di Singapore in Africa, creando politiche  favorevoli per le TIC cos&igrave; da porre le basi per un  proprio settore di Tecnologie dell&rsquo;Informazione e  della Comunicazione&rdquo;, si legge in un rapporto  diffuso ad ottobre dalla Consultancy Africa  Intelligence, una societ&agrave; di consulenza con sede  in Sud Africa. <\/p>\n<p>Dopo il genocidio, si dice nel rapporto, il Ruanda  &egrave; progredito molto nel settore delle Tecnologie  dell&rsquo;Informazione e della Comunicazione (TIC).<\/p>\n<p>E c&rsquo;&egrave; la speranza che il paese riesca ad avere  altrettanto successo con la moda. L&rsquo;impresa locale  House of Fashion &egrave; stata fondata quasi due anni fa  per sostenere e promuovere l&rsquo;industria ruandese.  Il direttore della House of Fashion, John  Bunyeshuli, pensa che i ruandesi abbiano uno stile  &ldquo;raffinato&rdquo;, con una fascia alta della popolazione  che pu&ograve; permettersi di viaggiare in Europa per  acquistare i vestiti. <\/p>\n<p>&ldquo;Ma le fasce di reddito medio comprano i vestiti  per lo pi&ugrave; nei mercati dell&rsquo;usato&rdquo;, dice  Bunyeshuli all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; come se la gente considerasse la moda  un&rsquo;attivit&agrave; non adatta alle persone serie&rdquo;  afferma.<\/p>\n<p>&ldquo;Il Ruanda &egrave; un paese nuovo, stiamo ancora  cercando di metterci al passo. Gli stilisti  organizzano sfilate di moda, certo, ma sono  considerate un lusso&rdquo;, sostiene Bunyeshuli.<\/p>\n<p>Per la LDJ Production, la societ&agrave; che ha gestito  la settimana della moda di New York (New York  Fashion Week, NYFW) nel decennio scorso, in Ruanda  ci sono senz&rsquo;altro i presupposti per una crescita  nel settore dell&rsquo;abbigliamento.<\/p>\n<p>La fondatrice e amministratore delegato Laurie  DeJong, ha seguito da vicino Ndutiye negli ultimi  due anni, dopo aver sentito parlare di lei tramite  il programma Peace Through Business (PTB),  un&rsquo;iniziativa dell&rsquo;organizzazione Usa non-profit  Institute for Economic Empowerment of Women.<\/p>\n<p>Il programma prevede l&rsquo;affiancamento da parte di  un&rsquo;imprenditrice occidentale di donne afgane o  ruandesi, al fine di potenziarle. Bench&eacute; Ndutiye  non fosse stata selezionata per il programma, la  fondatrice del PTB ha messo in contatto DeJong con  la stilista africana.<\/p>\n<p>&ldquo;La moda &egrave; una delle principali industrie al  mondo&rdquo;, ha detto DeJong all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>&ldquo;La New York Fashion Week &egrave; uno degli eventi pi&ugrave;  importanti di New York, ed &egrave; anche quello che  genera i proventi maggiori. Penso che le  possibilit&agrave; per questo paese [il Ruanda] di  produrre introiti siano enormi&rdquo;, afferma.<\/p>\n<p>Per la sfilata della settimana della moda di  Kigali dell&rsquo;8 novembre, la LDJ ha contribuito  fornendo accessori, fornendo la passerella e  curando le installazioni di luci e suono. Hanno  anche organizzato worskhop di marketing e business  e un servizio fotografico per ogni stilista.<\/p>\n<p>&ldquo;Questo per noi non &egrave; niente rispetto a quello a  cui siamo abituati, ma &egrave; anche difficile per noi  lavorare in un paese che non dispone delle risorse  su cui possiamo contare in genere&rdquo;, afferma  DeJong. &ldquo;Ma qui hanno molta voglia di imparare e  si dedicano all&rsquo;attivit&agrave; con seriet&agrave; ed impegno&rdquo;.<\/p>\n<p>La nuova promessa della moda ruandese, la designer  Michaella Rugwizangoga, pensa che ci sia un gap  nel mercato locale, e vuole rimanere in Ruanda a  lavorare sulla sua linea Chicissime, che &egrave; stata  lanciata lo scorso anno.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;industria della moda in Africa orientale &egrave; nata  molto prima, e gli stilisti sono pi&ugrave; esperti.  Inoltre il paese da cui provengo, la Costa  D&rsquo;Avorio, &egrave; sulla costa, non &egrave; un paese senza  sbocco sul mare come il Ruanda, quindi c&rsquo;&egrave; molta  pi&ugrave; scelta di tessuti&rdquo;, dice Rugwizangoga.<\/p>\n<p>Rugwizangoga ci tiene a portare l&rsquo;attenzione sul  successo ottenuto dagli stilisti ganesi e  nigeriani che ora stanno vendendo i loro modelli  nei grandi magazzini Selfridges di Londra.  Selfridge distribuisce il marchio Ndani, la marca  del progetto di moda nigeriano che fa da  trampolino di lancio per diversi stilisti  nigeriani. Ma in Ruanda, come fa notare la  stilista, &ldquo;l&rsquo;industria della moda &egrave; recente, e per  questo c&rsquo;&egrave; moltissimo entusiasmo e curiosit&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>In Ruanda per&ograve; oggi manca una scuola di moda  locale. E la belga Candy Basomingera, che ha  collaborato con Sonia Mugabo nella creazione della  collezione femminile African Exquisiteness,  vorrebbe saperne di pi&ugrave; sull&rsquo;industria della moda.<\/p>\n<p>&ldquo;Non abbiamo una scuola di moda qui&#8230; Gli allievi  imparano sul campo ma non sar&agrave; mai come aver  frequentato una scuola dove ti insegnano le basi  prima di fare un tirocinio nelle grandi case di  moda&rdquo;, spiega Basomingera, che sta pensando di  lanciare una sua collezione online.<\/p>\n<p>Basomingera, che &egrave; in parte belga congolese e in  parte ruandese, lavorava nella sanit&agrave; pubblica ma  un anno fa, alla scadenza del contratto, ha deciso  di avventurarsi nel campo della moda.<\/p>\n<p>La donna spiega che le piacerebbe moltissimo se  stilisti, modelli, sarti e fotografi ruandesi  potessero viaggiare e rendersi visibili agli occhi  dell&rsquo;industria della moda internazionale.<\/p>\n<p>Il suo sogno potrebbe avverarsi. Alcune stiliste  ruandesi potrebbero infatti partecipare alla New  York Fashion Week l&rsquo;anno prossimo.<\/p>\n<p>E si sta gi&agrave; pensando agli sponsor internazionali  da invitare alla terza edizione della settimana  della moda di Kigali. Ma prima ci sar&agrave; una mini  edizione della Fashion Week, a maggio, organizzata  con una scuola di moda locale e che richiamer&agrave;  figure della grande industria da Stati Uniti,  Canada e Gran Bretagna. L&rsquo;obiettivo a lungo  termine &egrave; quello di istituire la prima accademia  d&rsquo;arte ruandese, in collaborazione con la societ&agrave;  House of Fashion.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>KIGALI, nov, 2013 (IPS) &#8211; Quando a sei anni la stilista ruandese Colombe Ituze Ndutiye ha iniziato a disegnare, pensava che da grande sarebbe diventata una fumettista.<\/p>\n","protected":false},"author":541,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,7,14,16,1],"tags":[],"class_list":["post-1411","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-arte-e-divertimento","category-cultura","category-donne-e-sviluppo","category-headlines"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/541"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1411"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1411\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}