{"id":1401,"date":"2012-11-19T19:03:22","date_gmt":"2012-11-19T19:03:22","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2012\/11\/19\/lalgeria-resta-fuori-dalla-primavera-araba\/"},"modified":"2012-11-19T19:03:22","modified_gmt":"2012-11-19T19:03:22","slug":"lalgeria-resta-fuori-dalla-primavera-araba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/11\/19\/lalgeria-resta-fuori-dalla-primavera-araba\/","title":{"rendered":"L&#8217;Algeria resta fuori dalla Primavera araba"},"content":{"rendered":"<p>ALGERI, novembre 2012 (IPS) &#8211; Mentre la Primavera araba prosegue in Medio Oriente e Nord Africa, i grandi media internazionali trascurano l&rsquo;Algeria, un paese un tempo conosciuto per il malcontento che regnava tra la popolazione, la lunga e sanguinosa lotta per la decolonizzazione e il fervore rivoluzionario.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1902\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1902\" class=\"size-full wp-image-1902\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/101828-20121105.jpg\" alt=\"La polizia schierata, pronta a disperdere una manifestazione organizzata ad Algeri, in Boulevard Amirouche. Giuliana Sgrena\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1902\" class=\"wp-caption-text\">La polizia schierata, pronta a disperdere una manifestazione organizzata ad Algeri, in Boulevard Amirouche.<br \/>Giuliana Sgrena\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>L&rsquo;Algeria &egrave; rimasta insolitamente tranquilla durante l&rsquo;ondata di insurrezioni popolari nella regione scoppiate nel dicembre del 2010 in Tunisia. Molti spettatori si domandano se e quando anche questo paese esploder&agrave;, e quando. <\/p>\n<p>Ma le possibilit&agrave; che gli algerini scendano in piazza sono scarse, soprattutto perch&eacute; &egrave; ancora fresco nelle menti dei sopravvissuti il ricordo del &ldquo;decennio nero&rdquo;, durante il quale circa 200mila cittadini morirono nel fuoco incrociato tra gruppi islamisti belligeranti. <\/p>\n<p>&ldquo;Non vogliamo che ci considerino ancora dei terroristi come in passato&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS il giovane Amir Moussawi, 22 anni, studente all&rsquo;Istituto di Commercio Internazionale. <\/p>\n<p>Originario della citt&agrave; di Blida, a circa 40 chilometri dalla capitale, Moussawi ha un buon motivo per temere un&rsquo;insurrezione politica. Tra il 1992 e il 1999, durante il periodo del terrore, Blida fu il baluardo del Gruppo Islamico Armato (Gia), responsabile dell&rsquo;uccisione di decine di migliaia di algerini. <\/p>\n<p>Nel 2005, una legge di amnistia approvata dal governo di Abdelaziz Bouteflika liber&ograve; la maggior parte degli insorti islamisti, nel tentativo di ridurre la violenza tra le due fazioni.<\/p>\n<p>La legge assolse completamente anche l&rsquo;esercito, accusato di aver ucciso, torturato e fatto sparire diverse migliaia di persone. <\/p>\n<p>La conseguenza di queste misure &egrave; che migliaia di responsabili del massacro sono ancora in libert&agrave;. <\/p>\n<p>&ldquo;La maggior parte degli islamisti radicali non partecipa pi&ugrave; alla politica&rdquo;, ha spiegato all&rsquo;IPS Samira Ababsa, una giovane maestra di una scuola elementare ad Algeri. <\/p>\n<p>&ldquo;Sono emersi dalla clandestinit&agrave; o dal carcere con un bottino di guerra, soldi rubati nei 10 anni di terrorismo che implicarono (oltre agli stupri e agli assassini indiscriminati) il saccheggio delle case delle vittime&rdquo;, ha segnalato. <\/p>\n<p>&ldquo;Cos&igrave; ora hanno le loro attivit&agrave; commerciali, hanno costruito case per passarci le vacanze e centri commerciali. Ma questo non significa che sia cambiata la mentalit&agrave; politica&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>Dopo il referendum e l&rsquo;approvazione dell&rsquo;amnistia nel 2005, alcuni gruppi salafiti hanno continuato a lottare, e la maggioranza si &egrave; unita alla rete estremista di Al Qaeda nel Maghreb islamico. <\/p>\n<p>Ali Belhhadj, uno dei personaggi pi&ugrave; potenti del Fronte Islamico per la Salvezza Nazionale negli anni &rsquo;90, &egrave; considerato uno dei capi dei gruppi salafiti attualmente attivi in Algeria. <\/p>\n<p>Moussawi e Ababsa erano dei bambini quando regn&ograve; il terrore, ma hanno ancora dei ricordi vivi di quell&rsquo;epoca. <\/p>\n<p>&ldquo;Ricordo com&rsquo;era terrorizzata la mia famiglia. (A volte) non potevamo nemmeno uscire di casa&rdquo;, ha ricordato la maestra. <\/p>\n<p>Il figlio di un funzionario dell&rsquo;esercito, che non ha voluto rivelare la sua identit&agrave;, ha detto all&rsquo;IPS che le donne rischiavano di provocare l&rsquo;ira degli islamisti e che i giovani correvano il pericolo o di essere reclutati nei gruppi armati o di essere assassinati, se sospettati di lealt&agrave; verso l&rsquo;esercito.<\/p>\n<p>Tutti questi giovani sono d&rsquo;accordo nell&rsquo;affermare che durante il decennio nero non hanno condotto una vita normale. Nessuna regione del paese, a nessun&rsquo;ora del giorno, era sicura. Gli attacchi iniziavano dopo che aveva fatto buio nei villaggi, mentre si svolgevano in pieno giorno nelle citt&agrave;. <\/p>\n<p>Questo lungo incubo, che si chiuse con il perdono dei responsabili per i loro crimini, che oggi camminano liberamente tra i familiari delle vittime, spiega perch&eacute; molte persone di questo paese di 29 milioni di abitanti sembrano essere &ldquo;vaccinate contro le proteste e le manifestazioni&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Cherifa Kheddar, presidente di l&rsquo;associazione dei familiari delle vittime del terrorismo &ldquo;Djazairouna&rdquo; (Nostra Algeria). <\/p>\n<p>Un altro motivo della relativa calma sul fronte algerino pu&ograve; essere la stabilit&agrave; della situazione economica rispetto agli altri paesi della regione. Nonostante anche l&rsquo;Algeria abbia le sue disuguaglianze, &egrave; riuscita a gestirle per mantenersi a galla durante la recessione  mondiale. <\/p>\n<p>Gli idrocarburi sono ancora la colonna portante dell&rsquo;economia: rappresentano il 70 per cento del prodotto interno lordo e il 98 per cento del volume totale delle esportazioni nel 2011, secondo i dati di www.africaneconomicoutlook.org. <\/p>\n<p>I guadagni ricavati dalla vendita degli idrocarburi hanno fatto crescere la valuta di riserva fino a 182,2 miliardi di dollari quest&rsquo;anno. <\/p>\n<p>Anche se la produzione di petrolio e gas &egrave; ancora in discesa, dopo il calo da 43,2 a 32 milioni di tonnellate tra il 2007 e il 2011, i prezzi sono aumentati in modo costante. <\/p>\n<p>L&rsquo;economia algerina &egrave; cresciuta di un 2,6 per cento nel 2011. Proprio mentre la popolazione che reclamava la fine della stagnazione economica si riversava nelle strade di paesi vicini come la Tunisia e l&rsquo;Egitto, il governo algerino alzava i salari e sovvenzionava alloggi per i poveri. <\/p>\n<p>L&rsquo;Algeria ha anche una societ&agrave; civile relativamente &ldquo;aperta&rdquo; rispetto agli altri paesi della regione. Esiste uno spazio significativo per il dibattito politico, ha detto Moussawi all&rsquo;IPS, e gli studenti, blogger e membri della rete sociale Facebook usano internet per scambiarsi informazioni sul clima politico attuale senza che le autorit&agrave; intervengano pi&ugrave; di tanto. <\/p>\n<p>Ma il paese ha anche i suoi problemi.<\/p>\n<p>La disoccupazione generale era del 10 per cento nel 2011, mentre tra gli algerini tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto il 21,5 per cento nello stesso periodo. <\/p>\n<p>Nel 2006, quando per l&rsquo;ultima volta si riusc&igrave; ad ottenere dei dati ufficiali, la povert&agrave; era al 23 per cento. <\/p>\n<p>Il mercato informale continua a prosperare: l&rsquo;anno scorso le sue transazioni hanno totalizzato 35mila milioni di dollari, secondo le dichiarazioni dell&rsquo;economista Rachid Seddak al quotidiano El Watan nell&rsquo;edizione del 16 ottobre. <\/p>\n<p>La corruzione &egrave; molto diffusa in tutti gli strati del governo, dalle amministrazioni statali a quelle locali, e nelle aziende pubbliche e private. Secondo l&rsquo;Indice di Percezione della Corruzione 2011 dell&rsquo;organizzazione Transparency International, l&rsquo;Algeria &egrave; al 112&deg; posto su 183 paesi.<\/p>\n<p>Gli algerini non prendono queste ingiustizie alla leggera. Diversi gruppi e organizzazioni che cercano di manifestare contro il governo sono stati eliminati dall&rsquo;apparato di sicurezza, formato da circa 500mila effettivi distribuiti tra esercito, unit&agrave; di polizia e gendarmeria. <\/p>\n<p>Dato che la maggior parte della popolazione &egrave; ancora tormentata dai fantasmi del passato, &egrave; improbabile che si avventuri in un confronto aperto con le Forze Armate o che si arrischi a iniziare un nuovo capitolo violento della storia del paese. <\/p>\n<p>&ldquo;Non vogliamo tornare agli anni &rsquo;90, e anche se vorremmo lottare contro la corruzione, per la giustizia, la libert&agrave; e la democrazia, noi algerini siamo ancora traumatizzati. Abbiamo bisogno di pi&ugrave; tempo per superare gli effetti di 10 anni di violenza&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS la professoressa di psicologia Cherifa Salhi, dell&rsquo;Universit&agrave; d&rsquo;Algeri, specializzata nelle terapie per le donne vittime di violenza. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALGERI, novembre 2012 (IPS) &#8211; Mentre la Primavera araba prosegue in Medio Oriente e Nord Africa, i grandi media internazionali trascurano l&rsquo;Algeria, un paese un tempo conosciuto per il malcontento che regnava tra la popolazione, la lunga e sanguinosa lotta&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/11\/19\/lalgeria-resta-fuori-dalla-primavera-araba\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":529,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[15,16,1,28,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1401","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritti-umani","category-donne-e-sviluppo","category-headlines","category-medioriente","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/529"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1401"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1401\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}