{"id":1399,"date":"2012-10-10T19:15:57","date_gmt":"2012-10-10T19:15:57","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2012\/10\/10\/il-consenso-di-brasilia-un-modello-per-lamerica-latina\/"},"modified":"2012-10-10T19:15:57","modified_gmt":"2012-10-10T19:15:57","slug":"il-consenso-di-brasilia-un-modello-per-lamerica-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/10\/10\/il-consenso-di-brasilia-un-modello-per-lamerica-latina\/","title":{"rendered":"Il Consenso di Brasilia, un modello per l&#8217;America Latina"},"content":{"rendered":"<p>CARACAS, ott 2012 (IPS) &#8211; Dopo l&rsquo;estremo neoliberismo del Consenso di Washington, che determin&ograve; un decennio perduto in termini sociali, l&rsquo;America Latina sta sperimentando con maggiore successo la propria ricetta: il Consenso di Brasilia, che unisce economia di mercato e inclusione sociale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1895\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1895\" class=\"size-full wp-image-1895\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/101660-20121003.jpg\" alt=\"Roussef e Lula Wilson Dias\/ABR\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1895\" class=\"wp-caption-text\">Roussef e Lula<br \/>Wilson Dias\/ABR<\/p><\/div><\/div>\n<p>Il termine, coniato dal presidente della commissione di esperti dell&rsquo;<A href=\"http:\/\/www.thedialogue.org\/\" target=\"_blank\">Inter-American Dialogue<\/A> di Washington Michael Shifter, in contrapposizione col <A href=\"http:\/\/www.ipsnews.net\/2009\/08\/the-sudden-demise-of-neo-liberal-economics\/\" target=\"_blank\">Consenso di Washington<\/A>, &egrave; anche noto come &ldquo;lulaismo&rdquo;, dal nome dell&rsquo;ex presidente del Brasile Luiz In&aacute;cio Lula da Silva, o &ldquo;modello brasiliano&rdquo;, e sta avendo un seguito crescente tra i governi latino-americani sia di sinistra sia di destra. <\/p>\n<p>&ldquo;Il modello brasiliano ha avuto un impatto molto positivo come esempio di come le cose possono essere fatte diversamente, promuovendo la crescita senza rinunciare all&rsquo;equit&agrave; sociale&rdquo;, ha spiegato Jos&eacute; Rivera, direttore generale del Sistema Economico Latinoamericano e dei Caraibi (SELA). <\/p>\n<p>America Latina e Caraibi &ldquo;dovrebbero entrambi aspirare a un&rsquo;integrazione a livello locale ed essere uniti dall&rsquo;obiettivo comune di ridurre le asimmetrie e di andare avanti nel pagamento dei maggiori debiti sociali rimasti insoluti&rdquo;, ha affermato Rivera.<\/p>\n<p>Secondo Rivera esistono &ldquo;esempi positivi &#8211; in particolare quelli nati all&rsquo;interno del Paese &#8211; di governi che affrontano con efficienza il problema dei debiti sociali insoluti in regioni in cui un latinoamericano su tre vive nella povert&agrave; e 90 milioni di persone sopravvivono con meno di un dollaro al giorno&rdquo;. <\/p>\n<p>Intervistato dall&rsquo;IPS, Shifter ha detto che le caratteristiche del Consenso di Brasilia &ldquo;rimangono invariate e valide&rdquo;, sebbene Lula abbia lasciato la carica di presidente nel gennaio 2011 e il contesto internazionale e locale sia peggiorato.<\/p>\n<p>&ldquo;Il modello non &egrave; cambiato, n&eacute; i suoi tre concetti chiave: crescita economica, equit&agrave; sociale e governo democratico&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>La validit&agrave; del Consenso &egrave; confermata dalla sua diffusione come guida per la governance in molti paesi dell&rsquo;America Latina, indipendentemente dall&rsquo;ideologia politica dei rispettivi presidenti. Ci&ograve; contrasta col declino di altre proposte pi&ugrave; radicali avanzate dal presidente del Venezuela Hugo Ch&aacute;vez nel primo decennio del secolo. <\/p>\n<p>Il modello brasiliano presenta idee opposte a quelle del pacchetto di misure imposto (dagli istituti finanziari internazionali di Washington e da politici molto influenti) all&rsquo;America Latina durante la crisi del debito estero scoppiata all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;80 e protrattasi nel decennio successivo.<\/p>\n<p>I dieci punti del Consenso di Washington, che riassumono l&rsquo;ideologia neoliberista, imponevano severi aggiustamenti per eliminare il disavanzo fiscale, tra cui il dirottamento della spesa pubblica, la liberalizzazione finanziaria e monetaria, l&rsquo;aumento delle tasse, l&rsquo;apertura dei mercati e degli investimenti e la privatizzazione massiccia, col fine di ripagare il debito e di creare una nuova base per la crescita economica. <\/p>\n<p>Nella pratica, lungi dal generare una crescita, le riforme favorirono la deindustrializzazione regionale e fecero scendere il PIL per quasi un decennio, caratterizzato da crisi economiche, molte delle quali di livello mondiale. <\/p>\n<p>Ma l&rsquo;aspetto peggiore fu il suo impatto sulla popolazione. Durante il cosiddetto &ldquo;decennio perduto&rdquo; fu tagliata ogni spesa sociale, soprattutto nell&rsquo;istruzione, sanit&agrave;, alloggi e assistenza per i settori pi&ugrave; vulnerabili, mentre anche le condizioni di lavoro peggioravano. <\/p>\n<p>La conseguenza fu l&rsquo;aumento della povert&agrave; e dell&rsquo;indigenza, la formazione di nuove baraccopoli nelle citt&agrave; e la diffusione di economia e lavoro informali, oltre ad altri aspetti negativi.<\/p>\n<p>Durante i suoi otto anni di presidenza (2003-2011), Lula istitu&igrave; un modello diverso, basato sulla stabilit&agrave; macroeconomica e fiscale, su un&rsquo;autorit&agrave; monetaria autonoma e su tassi di cambio liberi, oltre ad aggressive politiche di produzione industriale e domestica. <\/p>\n<p>Un&rsquo;altra priorit&agrave; del modello brasiliano &egrave; l&rsquo;inclusione sociale, con l&rsquo;aumento dei salari, la creazione di occupazione formale e forti investimenti nelle politiche volte a debellare la fame, ridurre la povert&agrave;, migliorare l&rsquo;istruzione e la salute, e a ridistribuire il reddito nella societ&agrave;.<\/p>\n<p>Il principio guida &egrave; la democrazia, insieme all&rsquo;estensione dei diritti umani, gli incentivi per la partecipazione dei cittadini e per un&rsquo;organizzazione che parta dal popolo. <\/p>\n<p>Shifter ha affermato che il successore di Lula, la presidente Dilma Rousseff, &ldquo;ha deciso di tenere un profilo pi&ugrave; basso rispetto a quello di Lula, ma il modello del Consenso di Brasilia non ne ha risentito&#8221;; ha &ldquo;uno stile di gestione diverso e altre priorit&agrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>Rousseff ha applicato politiche diverse per favorire l&rsquo;economia e per limitare l&rsquo;effetto della recessione nei paesi del Nord industrializzato, in particolare l&rsquo;Europa, ed ha provveduto a rinforzare programmi sociali in questo nuovo scenario sfavorevole. <\/p>\n<p>Una recente affermazione della Rousseff  sottolinea la sua posizione: &ldquo;Quello che voglio, e per cui combatto, &egrave; che il Brasile diventi la sesta potenza sociale&rdquo;, ora che la sua nazione &egrave; diventata la sesta potenza economica al mondo e si prepara ad occupare il quinto posto. <\/p>\n<p>Tra i paesi dell&rsquo;America Latina i cui governi hanno adottato il Consenso di Brasilia tra le linee guida generali, seppure con delle varianti, Shifter ha citato Cile, Colombia, El Salvador e Uruguay. Altre amministrazioni prendono solo alcuni elementi, mentre Argentina e Paraguay &#8211; fino all&rsquo;allontanamento del suo presidente Fernando Lugo a giugno &#8211; sarebbero degli &ldquo;ibridi&rdquo; tra lulaismo e chavismo, afferma l&rsquo;esperto. <\/p>\n<p>Nello specifico ha citato il caso del presidente del Per&ugrave; Ollanta Humala, che ha scelto il lulaismo e non  il modello &ldquo;bolivariano di Ch&aacute;vez&rdquo;, avviandone il declino nella regione. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CARACAS, ott 2012 (IPS) &#8211; Dopo l&rsquo;estremo neoliberismo del Consenso di Washington, che determin&ograve; un decennio perduto in termini sociali, l&rsquo;America Latina sta sperimentando con maggiore successo la propria ricetta: il Consenso di Brasilia, che unisce economia di mercato e&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/10\/10\/il-consenso-di-brasilia-un-modello-per-lamerica-latina\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":350,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[5,15,18,1,32],"tags":[],"class_list":["post-1399","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-america-latina","category-diritti-umani","category-economia","category-headlines","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/350"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1399"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1399\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}