{"id":1389,"date":"2012-05-07T19:07:53","date_gmt":"2012-05-07T19:07:53","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2012\/05\/07\/donne-di-tutto-il-mondo-unite-per-i-diritti\/"},"modified":"2012-05-07T19:07:53","modified_gmt":"2012-05-07T19:07:53","slug":"donne-di-tutto-il-mondo-unite-per-i-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/05\/07\/donne-di-tutto-il-mondo-unite-per-i-diritti\/","title":{"rendered":"Donne di tutto il mondo unite per i diritti"},"content":{"rendered":"<p>ISTANBUL, 7 maggio 2012 (IPS) &#8211; I recenti sconvolgimenti politici e finanziari a livello mondiale non sono stati clementi con le donne. A Tripoli, in Libia, il tasso di suicidi femminili &egrave; aumentato di dieci volte durante la rivoluzione, mentre le cupe prospettive di lavoro in Grecia hanno portato giovani donne ad abbandonare le loro aspirazioni professionali. Se ne &egrave; discusso nel corso di forum mondiale sui diritti delle donne tenutosi ad aprile a Istanbul.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1877\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1877\" class=\"size-full wp-image-1877\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/107531-20120423.jpg\" alt=\"In tempi di crisi politica ed economica, i diritti che le donne credevano di aver ormai conquistato da decenni sono messi di nuovo in discussione Karlos Zurutuza\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1877\" class=\"wp-caption-text\">In tempi di crisi politica ed economica, i diritti che le donne credevano di aver ormai conquistato da decenni sono messi di nuovo in discussione<br \/>Karlos Zurutuza\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Sono in molti a dire che &egrave; tempo di cambiare e di andare avanti ma sappiamo dal nostro lavoro che &egrave; anche tempo di instabilit&agrave; e incertezza&rdquo;, ha detto l&rsquo;attivista giamaicana Mariama Williams, alto responsabile del programma nel South Centre, durante la sessione conclusiva della dodicesima edizione del International Forum on Women&rsquo;s Rights and Development a Istanbul.<\/p>\n<p>&ldquo;Nei momenti di crisi, la solidariet&agrave; che pensavamo di avere, i diritti che credevamo di aver ormai conquistato sono messi di nuovo in discussione. Se una cosa non &egrave; conveniente per la crescita, viene messa in discussione,&rdquo; ha dichiarato Williams. <\/p>\n<p>I partecipanti al forum organizzato dalla Association for Women&rsquo;s Rights in Development (AWID) incentrato sul tema di trasformare il potere economico, si sono chiesti, tra le altre cose, come dovrebbero essere misurati e determinati crescita economica e sviluppo.<\/p>\n<p>&ldquo;Se dovessimo tener conto della disuguaglianza, l&rsquo;indice medio di Sviluppo Umano sarebbe del 23 per cento inferiore a quello attuale,&rdquo; ha dichiarato agli oltre 2mila partecipanti provenienti da 140 paesi  Rebeca Grynspan, Amministratore associato del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) ed ex vice-presidente del Costa Rica, <\/p>\n<p>Dal bilancio nazionale ai pacchetti di stimolo economico, la politica economica normalmente tende a trascurare i temi legati ai bisogni delle donne e a non riconoscere il contributo dato attraverso il loro lavoro non retribuito, si &egrave; ricordato all&rsquo;incontro.<\/p>\n<p>Ma &egrave; stato espresso anche ottimismo per il fatto che nell&rsquo;insieme, il clima generale stia diventando pi&ugrave; recettivo a livello mondiale alle richieste di giustizia di genere e sociale per cui gli attivisti si sono battuti per decenni.<\/p>\n<p>&ldquo;Ci&ograve; a cui ha portato la crisi finanziaria &egrave; un (clima) in cui persino gli attori principali hanno iniziato a mettere in dubbio il modello economico dominante, (chiedendosi) se ci sia un modo per regolamentare il settore finanziario in modo che sia al servizio di un qualunque altro modello&rdquo;, ha detto a IPS Lydia Alp&iacute;zar Dur&aacute;n, direttore esecutivo di AWID.<\/p>\n<p>&ldquo;Prima, gli insuccessi del sistema venivano percepiti solo da chi era molto povero. Adesso si stanno creando dei nuovi poveri, ad essere colpita &egrave; la classe media, e le persone cominciano a svegliarsi&rdquo;, ha dichiarato a IPS Lina Abou-Habib, presidente del consiglio di AWID e direttrice del Collective for Research and Training on Development-Action in Libano.<\/p>\n<p>Dur&aacute;n ha avvertito che le donne, in particolare le attiviste, devono affrontare un alto rischio di reazioni violente in diverse parti del mondo.<\/p>\n<p>&ldquo;Una delle sfide pi&ugrave; grandi &egrave; rappresentata dalla crescente violenza e repressione; coloro che si battono per il cambiamento stanno diventando dei bersagli&rdquo;, ha detto a IPS.<\/p>\n<p>Una zona della sede della conferenza era decorata con decine di fotografie che immortalavano donne che il movimento ha perso nel corso degli anni: alcune morte per cause naturali, molte altre misteriosamente scomparse o assassinate in modo violento.<\/p>\n<p>Tra i diversi volti, c&rsquo;era quello di Galila Khamis Toto, un&rsquo;attivista sudanese della regione dei monti Nuba. Un testo spiegava che la donna avrebbe dovuto essere l&igrave; con loro ma era invece detenuta nel suo paese in condizioni inumane.<\/p>\n<p>Attiviste Diverse attiviste provenienti da Egitto, Tunisia, Siria, Marocco, Libia, e altri paesi del Medio Oriente e Nord Africa (MENA) hanno parlato delle loro continue battaglie per preservare i diritti delle donne attraverso nuove costituzioni e aumentare la partecipazione femminile nei nuovi sistemi politici, laddove spesso devono affrontare rinnovate minacce alle loro libert&agrave; personali.<\/p>\n<p>&ldquo;La poligamia &egrave; stata abolita da pi&ugrave; di 50 anni in Tunisia, ma adesso si &egrave; tornato a parlarne. I matrimoni tradizionali, il modo in cui le donne vestono, le limitazioni sull&rsquo;aborto, persino la circoncisione femminile, che non abbiamo mai avuto prima, si stanno ridiscutendo in questo periodo&rdquo; ha detto Ahlem Belhadj, presidente dell&rsquo;Associazione tunisina delle donne democratiche. &ldquo;Queste sono tutte cose che succedono da dopo la rivoluzione&rdquo;.<\/p>\n<p>Creare solidariet&agrave; attraverso i movimenti femminili della regione del MENA era uno dei motivi per cui AWID ha scelto Istanbul come sede dell&rsquo;edizione 2012 del suo forum triennale, ha spiegato Dur&aacute;n.<\/p>\n<p>&ldquo;Dopo la Primavera Araba, &egrave; evidente che ci&ograve; che accade ora in questa regione ha forti implicazioni per le donne di tutto il mondo&rdquo;, ha detto rivolgendosi ai partecipanti. &ldquo;Il relativismo culturale &egrave; in crescita e non possiamo permettere che il rispetto delle tradizioni culturali giustifichi la violazione dei diritti delle donne&rdquo;.<\/p>\n<p>Le donne che hanno partecipato al ribaltamento dei regimi arabi a volte pensano che le loro lotte in tutto il territorio nazionale debbano avere la priorit&agrave; sulle campagne per i diritti delle donne, ammettono i portavoce della regione, aggiungendo che non ci pu&ograve; essere democrazia senza uguaglianza tra uomini e donne.<\/p>\n<p>Non ci possono essere nemmeno &ldquo;diritti economici senza considerare anche i diritti fisici e politici&rdquo;, ha detto Dur&aacute;n a IPS. &ldquo;Le realt&agrave; delle donne sono determinate dalla loro capacit&agrave; di prendere decisioni&rdquo;.<\/p>\n<p>Legare tutti questi fili insieme a formare un movimento coeso non &egrave; cosa da poco. &ldquo;Ci&ograve; che vediamo intorno a noi in questa conferenza, la societ&agrave; civile, il movimento femminile, queste risorse devono essere promosse e incrementate&rdquo;. ha detto a IPS Lakshmi Puri, vicedirettrice esecutiva di UN Women. &ldquo;Stiamo cercando di far arrivare le risorse direttamente nelle mani delle donne che lavorano per attuare dei cambiamenti nelle loro aree&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel forum di AWID, si &egrave; parlato di diversi temi, dalla demilitarizzazione ai diritti delle lavoratrici domestiche, dal fondamentalismo religioso ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>L&rsquo;incontro di quello che uno dei relatori ha definito &ldquo;il pi&ugrave; vario gruppo di donne al di fuori delle Nazioni Unite&rdquo; &egrave; stato il risultato pi&ugrave; importante del forum, ha detto la Abou-Habib a IPS. &ldquo;L&rsquo;idea dell&rsquo;&lsquo;1 per cento&rsquo; &egrave; molto forte perch&eacute; il resto di noi lascia che certe cose accadano. Siamo noi a dar loro il potere, non resistendo&rdquo;, ha affermato.<\/p>\n<p>&ldquo;C&rsquo;&egrave; una grande quantit&agrave; di analisi economiche femministe ma dobbiamo fare in modo che escano dai giornali e dalle scuole e arrivino nelle strade&rdquo;, ha detto in conclusione Radhika Balakrishnan, direttore esecutivo del Centre for Women&rsquo;s Global Leadership.<\/p>\n<p>Terminata la conferenza, i partecipanti hanno fatto proprie le sue parole, riversandosi nella centrale piazza Taksim per una marcia di protesta in solidariet&agrave; con i omologhi turchi. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ISTANBUL, 7 maggio 2012 (IPS) &#8211; I recenti sconvolgimenti politici e finanziari a livello mondiale non sono stati clementi con le donne. 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