{"id":1386,"date":"2012-04-13T19:29:49","date_gmt":"2012-04-13T19:29:49","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2012\/04\/13\/donne-indigene-andine-tessono-il-loro-futuro\/"},"modified":"2012-04-13T19:29:49","modified_gmt":"2012-04-13T19:29:49","slug":"donne-indigene-andine-tessono-il-loro-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/04\/13\/donne-indigene-andine-tessono-il-loro-futuro\/","title":{"rendered":"Donne indigene andine tessono il loro futuro"},"content":{"rendered":"<p>COCHABAMBA, Bolivia, 13 aprile 2012 (IPS) &#8211; La loro abilit&agrave; e destrezza con i tessuti, esibiti durante le feste o nelle vetrine di prodotti artigianali per turisti, si sono trasformati per le donne indigene di Cochabamba, in Bolivia, nella speranza di sopravvivenza per s&eacute; stesse e le loro famiglie.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1871\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1871\" class=\"size-full wp-image-1871\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/107319-20120404.jpg\" alt=\"Tessuti tradizionali boliviani Psyberartist\/CC BY 2.0\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1871\" class=\"wp-caption-text\">Tessuti tradizionali boliviani<br \/>Psyberartist\/CC BY 2.0<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Ci hanno sempre discriminato dicendo che non contribuiamo economicamente, ma le cose cambieranno, adesso siamo organizzate. Nessuno ha mai considerato la nostra abilit&agrave; con lana e filo, nonostante molte donne siano delle vere professioniste nella lavorazione dei tessuti&rdquo;, ha dichiarato ad IPS la tessitrice Severina Aguayo, una contadina di 25 anni.<\/p>\n<p>Vive nell&rsquo;ayll&uacute; (comunit&agrave; tradizionale indigena) Chalviri, nella provincia di Bol&iacute;var, situata a 4mila metri sul livello del mare, nel dipartimento centrale di Cochabamba, sede dell&rsquo;omonima capitale.<\/p>\n<p>Aguayo coordina l&rsquo;organizzazione comunitaria delle tessitrici ed &egrave; tra le promotrici di un nuovo progetto sui tessuti indigeni avviato a febbraio in sette comuni delle quattro province di Cochabamba: Arque, Bol&iacute;var, Tacopaya e Tapacar&iacute;, che costituiscono la cosiddetta frangia andina del dipartimento.<\/p>\n<p>Sono province rurali, di lingua quechua e scarsamente popolate &#8211; appena 100mila abitanti contro il milione e mezzo del dipartimento -, secondo i dati del 2010 dell&rsquo;Istituto Nazionale di Statistica. In questa zona, tra il 98 e il 99 per cento della popolazione vive in condizioni di povert&agrave; e non pu&ograve; usufruire dei servizi primari.<\/p>\n<p>Penalizzate da questa condizione di povert&agrave;, da terreni poco fertili in un&rsquo;area di agricoltura di sussistenza, da temperature bassissime e dall&rsquo;abbandono dello Stato, le donne di queste province si sono proposte di sfruttare il loro maggior potenziale: l&rsquo;abilit&agrave; con i filati.<\/p>\n<p>Il loro obiettivo adesso &egrave; produrre tessuti utilizzando le tecniche ancestrali trasmesse di generazione in generazione, venderli e poter contare in questo modo su risorse economiche proprie, per migliorare la vita delle loro famiglie e della comunit&agrave;, ha spiegato Aguayo.<\/p>\n<p>Le esperienze passate hanno insegnato loro che da sole non potranno raggiungere questo obiettivo, che devono organizzarsi, coinvolgere le autorit&agrave; locali e regionali per ottenere assistenza tecnica, e amministrare in prima persona le proprie produzioni, affinch&eacute; non siano altri a beneficiare del loro lavoro, ha spiegato.<\/p>\n<p>Le comunit&agrave; andine di Cochabamba sono note per la qualit&agrave; e la tradizione millenaria dei loro tessuti. Donne e uomini sono dei veri e propri artisti con i telai manuali che loro stessi hanno costruito, ed ogni tessuto, in particolare quelli di lana di pecora e di alpaca, &egrave; unico, e racconta i sentimenti e le esperienze di vita di chi lo ha creato. <\/p>\n<p>I tessitori lavorano in casa propria. Qui tingono le lane con coloranti naturali fatti con  erbe locali, disegnano gli indumenti e li tessono in telai orizzontali, a terra, costituiti da due tronchi, utilizzando strumenti ricavati da ossa di animali come lama e alpaca. <\/p>\n<p>Nelle frazadas (coperte), chompas (maglioni), chalinas (sciarpe), chuspas (borse) o cinture si possono notare figure geometriche che rappresentano animali e piante, caratteristiche dei tessuti Mosoj Kawsay (in quechua &ldquo;nuova vita&rdquo;), prodotti esclusivi della frangia andina di Cochabamba, che variano a seconda dell&rsquo;occasione e se il destinatario &egrave; uomo o donna, single o sposato.<\/p>\n<p>La maggior parte della produzione &egrave; destinata all&rsquo;uso familiare e la sua commercializzazione fino ad ora &egrave; limitata. Ma la situazione &egrave; migliorata con la nascita nel 2005 di un&rsquo;Associazione di Artigiani Andini, formata da 200 membri, di cui il 90 per cento donne. L&rsquo;associazione ha un proprio punto vendita nella capitale del dipartimento e vende parte della produzione in Europa e Stati Uniti.<\/p>\n<p>L&rsquo;esportazione &egrave; importante perch&eacute;, ad esempio, una coperta che nel negozio di Cochabamba si vende a 20 dollari, all&rsquo;estero viene commercializzata a pi&ugrave; di 100, ha spiegato a IPS la direttrice dell&rsquo;attivit&agrave;, Carmen Cardozo. &ldquo;Il costo della produzione &egrave; elevato, per la lavorazione e il materiale, e gli abitanti della regione non vogliono pagarne il prezzo&rdquo;, ha sottolineato. <\/p>\n<p>&ldquo;Vogliamo incrementare la produzione con il nuovo progetto, per assicurare primo di tutto la sovranit&agrave; e la sicurezza alimentare delle famiglie di contadini attraverso questa attivit&agrave; e, in secondo luogo, generare risorse economiche affinch&eacute; la donna non dipenda dall&rsquo;uomo, abbia una propria autonomia e la facolt&agrave; di prendere le proprie decisioni&rdquo;, ha detto Sabina Orellana a IPS.<\/p>\n<p>Orellana, di origine contadina, &egrave; la responsabile della Direzione Generale per le Pari Opportunit&agrave; del governo di Cochabamba. La sua esperienza in diversi progetti l&rsquo;ha portata a riflettere sul fatto che quando le donne rurali dipendono dagli uomini, sono sempre dominate e discriminate.<\/p>\n<p>&ldquo;Non vogliamo far nascere delle liti tra uomo e donna, ma che la disuguaglianza che esiste tra i sessi si equilibri almeno in qualcosa, che le decisioni delle donne vengano rispettare e che dispongano di risorse economiche proprie&rdquo;, ha puntualizzato.<\/p>\n<p>Ha aggiunto che la frangia andina non ha altro potenziale ad eccezione dei suoi tessuti, perch&eacute; non &egrave; possibile praticare l&rsquo;allevamento di galline o altri animali per mancanza di pascoli e foraggio. Per l&rsquo;agricoltura, manca l&rsquo;irrigazione e le temperature estreme ostacolano le alternative alla patata e all&rsquo;orzo destinati all&rsquo;autoconsumo.<\/p>\n<p>Ottenere entrate dalla vendita dei tessuti rappresenter&agrave; un &ldquo;grande aiuto economico&rdquo; per migliorare la situazione delle donne nelle comunit&agrave;, perch&eacute; non dispongono di altre risorse, ha detto Filomena Flores, una giovane dell&rsquo;ayll&uacute; Chi&ntilde;oata, ad Arque, che ora vive nella capitale della regione.<\/p>\n<p>La Flores ha confessato a IPS che quando si trova in citt&agrave; non si dedica al lavoro di tessitura, ma lo fa quando torna nella sua comunit&agrave;, dove ha imparato l&rsquo;arte fin da molto piccola osservando sua madre, che fila durante le ore che le rimangono dopo i lavori nel campo e a casa.<\/p>\n<p>Il governo di Cochabamba ha promosso diversi progetti di trasformazione produttiva con un&rsquo;impostazione basata sull&rsquo;appartenenza di genere. La Orellana ha per&ograve; spiegato che i progetti precedenti avevano il problema di essere stati concepiti da tecnici, senza il coinvolgimento delle comunit&agrave; e delle loro organizzazioni.<\/p>\n<p>Inoltre, non assicuravano la reale partecipazione delle donne e alle riunioni erano solo gli uomini a partecipare e a decidere. Per rimediare a questi errori, il governo del dipartimento ha approvato la proposta del progetto di Miglioramento della Commercializzazione dei Tessuti Mosoj Kawsay.<\/p>\n<p>La Aguayo &egrave; una delle promotrici di questo progetto, che coinvolge sette comuni delle quattro province andine. Dispone di un budget pari a 170mila dollari per quest&rsquo;anno e il prossimo, e all&rsquo;inizio potr&agrave; avvalersi dell&rsquo;aiuto di 555 donne. <\/p>\n<p>I finanziamenti provengono per il 75 per cento dal governo regionale, per il 20 dai comuni e per il 5 per cento dalle comunit&agrave;, per poter garantire la sostenibilit&agrave; ed evitare l&rsquo;assistenzialismo.<\/p>\n<p>Il progetto, oltre all&rsquo;assistenza tecnica per recuperare le pratiche ancestrali, contempla la dotazione alle comunit&agrave; delle risorse per la produzione dei tessuti e l&rsquo;identificazione dei mercati nei quali commercializzarli. <\/p>\n<p>Secondo Orellana, un aspetto fondamentale del progetto &egrave; il &ldquo;yananti&rdquo;, il tradizionale concetto andino di parit&agrave; o equilibrio tra forze opposte e complementari, per cui uomini e donne devono dare lo stesso contributo all&rsquo;impresa collettiva, avviata per beneficiare il nucleo familiare e la comunit&agrave; nel suo insieme. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COCHABAMBA, Bolivia, 13 aprile 2012 (IPS) &#8211; La loro abilit&agrave; e destrezza con i tessuti, esibiti durante le feste o nelle vetrine di prodotti artigianali per turisti, si sono trasformati per le donne indigene di Cochabamba, in Bolivia, nella speranza&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/04\/13\/donne-indigene-andine-tessono-il-loro-futuro\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":516,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[5,14,16,1,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1386","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-america-latina","category-cultura","category-donne-e-sviluppo","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/516"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1386"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1386\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}