{"id":1383,"date":"2012-02-17T17:08:35","date_gmt":"2012-02-17T17:08:35","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2012\/02\/17\/per-i-maya-non-la-fine-del-mondo-ma-delle-risorse-naturali\/"},"modified":"2012-02-17T17:08:35","modified_gmt":"2012-02-17T17:08:35","slug":"per-i-maya-non-la-fine-del-mondo-ma-delle-risorse-naturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2012\/02\/17\/per-i-maya-non-la-fine-del-mondo-ma-delle-risorse-naturali\/","title":{"rendered":"Per i maya non &egrave; la fine del mondo, ma delle risorse naturali"},"content":{"rendered":"<p>CITTA DEL GUATEMALA, 17 febbraio 2012 (IPS) &#8211; Il calendario maya non prevede nessuna catastrofe globale, n&eacute; tanto meno la fine del mondo. Ma le risorse naturali del pianeta, quelle s&igrave;, sono in grave pericolo a causa dell&rsquo;attivit&agrave; umana, avvertono anziani e attivisti indigeni intervistati in Guatemala.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1866\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1866\" class=\"size-full wp-image-1866\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/99966-20120113.jpg\" alt=\"Partecipanti ad una cerimonia maya Gentile concessione di Renoj\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1866\" class=\"wp-caption-text\">Partecipanti ad una cerimonia maya<br \/>Gentile concessione di Renoj<\/p><\/div><\/div>\n<p>Secondo il calendario maya, il 21 dicembre 2012 segner&agrave; la fine del ciclo di 13 Batkun (un baktun &egrave; pari a 144mila giorni): questo ha scatenato l&rsquo;isteria collettiva tra chi sostiene che la fine del ciclo simboleggi grandi catastrofi e la fine del mondo, che per&ograve; non trova nessun riscontro nel pensiero indigeni del Guatemala. <\/p>\n<p>&ldquo;Ci sono leader che si fanno condizionare da alcune voci che circolano, o forse il numero 13 viene associato ad una forte energia, perci&ograve; temono possibili catastrofi, ma non c&rsquo;&egrave; nulla di vero&rdquo;, ha dichiarato a IPS l&rsquo;attivista Antonio Mendoza, della Ong Oxlajuj Ajpop, un nome che in lingua maya quich&eacute; fa riferimento alle 13 energie del calendario maya. <\/p>\n<p>Al contrario, spiega, &ldquo;questa nuova fase &egrave; estremamente importante per le riflessioni e le analisi sulla convivenza umana e la natura&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo gli storici, il 13 Baktun &egrave; cominciato l&rsquo;11 agosto del 3114 a.C. e terminer&agrave; il 21 dicembre 2012, giorno in cui inizier&agrave; un nuovo ciclo di altri 144mila giorni.<\/p>\n<p>&ldquo;Quello che ci preoccupa &egrave; come riunire gli sforzi per cambiare il nostro comportamento nei confronti della natura, del riscaldamento globale e delle politiche neoliberiste che si occupano solamente di estrarre petrolio e minerali e di costruire grandi fabbriche, mettendo in serio pericolo l&rsquo;umanit&agrave;&rdquo;, spiega Mendoza.<\/p>\n<p>In questo senso, diverse organizzazioni maya del Guatemala hanno in programma una serie di attivit&agrave; per l&rsquo;anno in corso, tra cui seminari, forum e incontri per discutere e trovare delle opportunit&agrave; di sviluppo per la popolazione indigena.<\/p>\n<p>&ldquo;Si tratta di puntare al riscatto dell&rsquo;inestimabile conoscenza indigena della natura e della Madre Terra in un contesto di unit&agrave; e solidariet&agrave;&rdquo;, osserva Mendoza.<\/p>\n<p> Le prime testimonianze della civilt&agrave; maya risalgono a 3mila anni fa, quando si crearono i primi insediamenti in Mesoamerica, un&rsquo;area che oggi comprende 5 stati del sud-est del Messico, Guatemala, Belize, El Salvador e Honduras occidentale.<\/p>\n<p>Nel periodo classico, tra il 250 e il 900 a.C. la civilt&agrave; maya era una delle pi&ugrave; sviluppate nel mondo, per l&rsquo;architettura e la pianificazione delle citt&agrave;, il sistema di scrittura geroglifica, gli accurati calcoli matematici e l&rsquo;astronomia. <\/p>\n<p>I Maya hanno dato un importante contributo all&rsquo;arte, alla scienza e alla letteratura. I loro discendenti conservano ancora oggi le loro lingue, tradizioni e usanze, e i maestosi siti archeologici nelle zone in cui vivono sono meta di turisti e ricercatori. <\/p>\n<p>In Guatemala, secondo le statistiche ufficiali, i popoli indigeni rappresentano quasi il 40 per cento dei 14 milioni di abitanti del paese, suddivisi in popolazioni maya, garifuna e xinca, anche se le organizzazioni indigene indicano una percentuale del 60 per cento.<\/p>\n<p>Mario Molina, della Rete nazionale di organizzazioni di giovani maya (Renoj), ha dichiarato a IPS che il 21 dicembre &ldquo;non significa la fine dei maya n&eacute; del mondo, ma sar&agrave; l&rsquo;occasione per valutare i progressi compiuti nello sviluppo della natura e dell&rsquo;umanit&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;attivista ha invece espresso preoccupazione per il degrado ambientale e il riscaldamento globale causati dall&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;uomo, che &ldquo;&egrave; uno degli elementi fondamentali da discutere&rdquo;.<\/p>\n<p>Questo periodo sar&agrave; piuttosto &ldquo;un buon momento per costruire un paese multiculturale, unito e con una visione condivisa&rdquo;, un desiderio di vecchia data per la popolazione maya, da sempre emarginata in Guatemala.<\/p>\n<p>La povert&agrave; estrema, la mancanza di istruzione e di servizi sanitari sono problemi urgenti in questo paese, in cui pi&ugrave; della met&agrave; della popolazione, il 54 per cento, vive in condizioni di povert&agrave; e il 13 per cento nell&rsquo;indigenza, secondo l&rsquo;Inchiesta nazionale sulle condizioni di vita 2011.<\/p>\n<p>Molina ha denunciato le varie forme di razzismo di cui sono vittime i maya, che si riflettono nella scarsa partecipazione politica, nella povert&agrave; e in altri aspetti. Per questo approfitteranno della fine del ciclo del calendario per promuovere azioni &ldquo;orientate al rispetto della dignit&agrave;, della vita e dei diritti umani&rdquo;.<\/p>\n<p>Alcuni vedono questa fase del calendario maya come l&rsquo;apertura di uno spiraglio di opportunit&agrave;. Ad esempio l&rsquo;Istituto Guatemalteco del Turismo ha lanciato la campagna &ldquo;L&rsquo;alba dei Maya&rdquo;, per festeggiare il 13 Baktun e attirare un maggior numero di visitatori interessati a questa cultura e ai suoi siti archeologici. <\/p>\n<p>Cirilo P&eacute;rez,consigliere spirituale dell&rsquo;ex presidente del Guatemala, &Aacute;lvaro Colom, il cui mandato si &egrave; concluso a met&agrave; gennaio, ha dichiarato a IPS che &ldquo;questa non &egrave; la fine del mondo. Ci&ograve; che accade &egrave; che fenomeni come terremoti, maremoti, tornado e malattie si sono aggravati a causa del forte inquinamento provocato dall&rsquo;uomo&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;idea che il mondo finir&agrave; nel 2012 ha ispirato libri, blog, programmi televisivi e film dai risvolti apocalittici a livello mondiale, e persino progetti stravaganti come bunker sotterranei anti cataclisma. <\/p>\n<p>Ma la guida spirituale ribadisce che &ldquo;non si tratta della fine del mondo. Il calendario maya pu&ograve; essere compreso solo dagli stessi maya, anche se diversi ricercatori, archeologi, antropologi e storici hanno scritto molti libri sul tema, ma senza coglierne il significato&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo P&eacute;rez, i veri scritti maya furono bruciati da Diego de Lanza, arcivescovo spagnolo dell&rsquo;arcidiocesi messicana dello Yucat&aacute;n (1572-1579), che ritenne quei documenti &ldquo;superstizioni e falsit&agrave; del demonio&rdquo;.<\/p>\n<p>De Landa fu uno dei primi frati francescani ad arrivare nella penisola dello Yucat&aacute;n, dove per anni si dedic&ograve; all&rsquo;opera di evangelizzazione dei maya, nonostante la loro reticenza ad accettare il cattolicesimo.<\/p>\n<p>P&eacute;rez, nominato da Colom ambasciatore dei popoli indigeni, a differenza di altri storici e anziani maya, ha rivelato che &ldquo;mancano ancora 60 o 70 anni alla fine del ciclo di 13 Baktun&rdquo; anche se la certezza &ldquo;ce l&rsquo;ha solo Dio&rdquo;.@ IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CITTA DEL GUATEMALA, 17 febbraio 2012 (IPS) &#8211; Il calendario maya non prevede nessuna catastrofe globale, n&eacute; tanto meno la fine del mondo. 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