{"id":1370,"date":"2011-11-15T18:15:11","date_gmt":"2011-11-15T18:15:11","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/11\/15\/tunisia-le-donne-temono-lascesa-islamica\/"},"modified":"2011-11-15T18:15:11","modified_gmt":"2011-11-15T18:15:11","slug":"tunisia-le-donne-temono-lascesa-islamica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/11\/15\/tunisia-le-donne-temono-lascesa-islamica\/","title":{"rendered":"TUNISIA: Le donne temono l&#8217;ascesa islamica"},"content":{"rendered":"<p>TUNISI, 15 novembre 2011 (IPS) &#8211; Le donne tunisine sono accorse in massa a votare nelle prime elezioni democratiche dopo la caduta del regime di Zine Abidine Ben Ali, spodestato dalla rivolta popolare dopo 27 anni di regime. Ma adesso la loro speranza si &egrave; trasformata in paura.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1828\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1828\" class=\"size-full wp-image-1828\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/105823-20111114.jpg\" alt=\"Tunisi: le donne protestano per rivendicare i loro diritti Giuliana Sgrena\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1828\" class=\"wp-caption-text\">Tunisi: le donne protestano per rivendicare i loro diritti<br \/>Giuliana Sgrena\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>La schiacciante vittoria del partito islamico moderato Ennahda il 23 ottobre ha sollevato gravi preoccupazioni per moltissime donne tunisine, che vedono nell&rsquo;ascesa di una forza politica religiosa una possibile minaccia alle conquiste raggiunte nella loro amara battaglia per la liberazione.<\/p>\n<p>La paura, alimentata dai recenti attacchi dei gruppi ultraconservatori dei Salafiti contro cinema ed emittenti televisive che trasmettevano pellicole di registe donne si &egrave; intensificata dopo le aggressioni subite da studenti e insegnanti nelle universit&agrave; di tutto il paese.<\/p>\n<p>Ennahda ha preso le distanze dagli attacchi degli estremisti, assicurando che la linea politica del partito &egrave; molto pi&ugrave; moderata. <\/p>\n<p>&ldquo;Rispetteremo lo stile di vita dei tunisini e intendiamo tutelare i diritti delle donne&rdquo;, ha dichiarato a IPS Souad Abdelrahim, rappresentante del partito Ennahda eletta nell&rsquo;assemblea costituente. <\/p>\n<p>Abdelrahim, l&rsquo;unica delle 42 rappresentanti di Ennahda a non indossare il velo, &egrave; diventata il simbolo dell&rsquo;immagine &ldquo;moderata&rdquo; di Ennahda e della sua presunta accettazione e tolleranza verso le donne, indipendentemente dalla religione o dall&#039;abito che indossa.<\/p>\n<p>Ma i componenti pi&ugrave; conservatori di Ennahda, come i Salafiti estremisti che si sono rifiutati di votare nelle elezioni, sono contrari a quest&rsquo;approccio moderato ed esortano il partito ad assumere una posizione religiosa pi&ugrave; inflessibile.<\/p>\n<p> La scorsa settimana decine di donne, tra cui insegnanti, studentesse e attiviste, si sono riunite fuori dall&rsquo;universit&agrave; Cit&eacute; des Sciences, ad Ariana, Tunisi, per richiamare l&rsquo;attenzione sulle aggressioni fisiche e verbali contro le donne da parte dei conservatori in diversi spazi sociali.<\/p>\n<p>Lungo le mura della Cit&eacute; des Sciences, proprio davanti a una moschea, un gruppo di Salafiti urlava alle dimostranti: &ldquo;D&eacute;gage, d&eacute;gage&rdquo; (vai via), lo slogan utilizzato durante la rivoluzione contro Ben Ali. <\/p>\n<p>Normalmente insulti e aggressioni sono rivolti contro le donne che non indossano gli abiti tradizionali, violando i codici previsti in molti paesi islamici. <\/p>\n<p>Nessun partito o organizzazione ha rilasciato dichiarazioni per condannare l&rsquo;aggressione, costringendo le donne a ricorrere ai social media: una strategia molto diffusa durante la rivoluzione per ottenere appoggio nelle proteste contro il regime. <\/p>\n<p>L&rsquo;appello ad una grande manifestazione davanti al palazzo del governo in piazza della Kasbah &egrave; stato lanciato non dai blogger o dagli attivisti pi&ugrave; noti, ma dalle donne comuni che rivendicano la loro non appartenenza a partiti o ideologie.<\/p>\n<p>L&rsquo;appello &egrave; stato accolto da moltissime donne, sia religiose che laiche, da sostenitrici di Ennahda e da altre non affiliate alla politica, tutte determinate ad affermare i propri diritti nella nuova costituzione. <\/p>\n<p>&ldquo;Insegno storia islamica all&rsquo;universit&agrave;, e se durante la lezione dico qualcosa che non corrisponde al pensiero islamico conservatore, so di correre grossi rischi&rdquo;, ha dichiarato a IPS Latifa Bekky, membro dell&rsquo;Associazione Donne Democratiche di Tunisia (ATFD, nell&rsquo;acronimo francese). L&rsquo;organizzazione &egrave; una delle poche che si batte per tutelare i diritti delle donne nella nuova Tunisia. <\/p>\n<p>Diverse associazioni di donne diffidano di questo gruppo, perch&eacute; si pensa che abbia legami con il Raggruppamento Costituzionale Democratico (RCD), il partito di Ben Ali. <\/p>\n<p>Le femministe laiche cercano di mantenere la calma in questo periodo di transizione, considerato un momento critico per il futuro della Tunisia.  &ldquo;Come femminista laica e progressista, considero automaticamente Ennahda il mio antagonista politico&rdquo;, ha dichiarato a IPS Sana Ben Achour, ex presidente di ATFD. &ldquo;I leader di Ennahda assicurano il rispetto dei diritti delle donne tunisine ma queste promesse devono trasformarsi in azione&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>&ldquo;Molte delle donne impegnate in attivit&agrave; politiche hanno subito gravi minacce su Internet&rdquo;, ha detto Souad Rejeb, psicologa e attivista di ATFD. &ldquo;Su facebook &egrave; stata pubblicata un&rsquo;immagine di (Sana) Ben Achour cancellata con una croce, simbolo che rappresenta una minaccia di morte&rdquo;. <\/p>\n<p>Nonostante molte donne avessero dei timori anche prima delle elezioni, nessuna ha voluto disertare le urne per non rinunciare al diritto di voto appena acquisito.<\/p>\n<p>&ldquo;Volevamo difendere il diritto di votare liberamente per la prima volta nella vita, abbiamo notato delle irregolarit&agrave;, che per&ograve; non ci hanno impedito di votare&rdquo;, afferma Samira Hizaoui, candidata elettorale per il nuovo partito dei lavoratori creato di recente dall&rsquo;Unione Generale dei Lavoratori Tunisini (UGTT), che rivendica anche la parit&agrave; delle donne.<\/p>\n<p>La maggior parte di queste donne si mostrano coraggiose e pronte alla lunga e difficile battaglia che le aspetta. Salma Beccar, famosa regista e rappresentate del Polo democratico Modernista (MDP), &egrave; una di loro.<\/p>\n<p>&ldquo;Non ho paura di Ennahda: il loro successo &egrave; dovuto principalmente all&rsquo;efficace campagna di propaganda sostenuta da TV satellitari come Al Jazeera. Senza questo supporto, gli islamisti non avrebbero ottenuto una vittoria cos&igrave; schiacciante&rdquo;, ha dichiarato a IPS. <\/p>\n<p>&ldquo;Hanno promesso di salvaguardare il codice della famiglia tunisino (la &ldquo;legge della famiglia&rdquo; pi&ugrave; moderna del mondo arabo), ma hanno gi&agrave; cominciato a dire che le leggi sull&rsquo;adozione sono contrarie alla legge islamica&rdquo;, ha detto Beccar. <\/p>\n<p>&ldquo;Su facebook girano voci sull&rsquo;intenzione del partito di attuare una separazione basata sul genere nelle scuole, sui mezzi di trasporto e in altri ambiti. Dobbiamo essere consapevoli di questi cambiamenti e pronte ad opporci&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>&ldquo;Sebbene all&rsquo;inizio Ennahda abbia mostrato il suo volto &lsquo;moderato&rsquo;, dubito che gli islamisti riusciranno a mantenersi moderati sul lungo periodo&rdquo;, ha dichiarato Chakras Balhaj Yahya, sindacalista di UGTT.<\/p>\n<p>&ldquo;Le mie sei sorelle hanno scelto di indossare il velo, una cosa che io non capisco. Continuo ad indossare la minigonna, ma ora la gente mi guarda in modo diverso&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Anche Wissal Kassraoui, giovane giornalista di Radio Shams, indossa abiti occidentali e confessa di temere ci&ograve; che potrebbe accadere nei prossimi anni, o persino nei prossimi mesi. <\/p>\n<p>&ldquo;I sostenitori di Ennahda aspetteranno, forse un anno, forse meno, per mostrare il loro vero volto; ma la realt&agrave; &egrave; che hanno gi&agrave; cominciato a minacciare le donne&rdquo;, ha sottolineato. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TUNISI, 15 novembre 2011 (IPS) &#8211; Le donne tunisine sono accorse in massa a votare nelle prime elezioni democratiche dopo la caduta del regime di Zine Abidine Ben Ali, spodestato dalla rivolta popolare dopo 27 anni di regime. 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