{"id":1349,"date":"2011-09-20T18:46:14","date_gmt":"2011-09-20T18:46:14","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/09\/20\/grecia-i-social-media-si-fanno-strada-tra-i-grandi-magnati\/"},"modified":"2011-09-20T18:46:14","modified_gmt":"2011-09-20T18:46:14","slug":"grecia-i-social-media-si-fanno-strada-tra-i-grandi-magnati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/09\/20\/grecia-i-social-media-si-fanno-strada-tra-i-grandi-magnati\/","title":{"rendered":"GRECIA: I social media si fanno strada tra i grandi magnati"},"content":{"rendered":"<p>ATENE, 20 settembre 2011 (IPS) &#8211; Un rapporto poco lusinghiero sui media greci redatto da un ex inviato statunitense nel paese e trapelato su Wikileaks, non ha suscitato grandi reazioni nel pubblico: &egrave; stato preso semplicemente come un fedele ritratto della realt&agrave; greca.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il rapporto inviato a Washington da Charles P. Ries, mostra che i media greci erano gestiti da un &#8220;piccolo gruppo di persone che hanno fatto o ereditato fortune nel sistema dei trasporti, delle banche, delle telecomunicazioni, dello sport, del petrolio, delle assicurazioni, e cos&igrave; via, e che sono o sono stati parenti, sposati o amanti di funzionari politici e del governo e\/o di altri magnati degli affari e dei mezzi di comunicazione&#8221;.<\/p>\n<p>E&#039; difficile contestare le rivelazioni di Wikileaks, poich&eacute; &egrave; un dato di fatto che i media greci, privi di obiettivit&agrave; e impantanati nel nepotismo, hanno perso la fiducia del pubblico. I media tradizionali hanno toccato il fondo due anni fa in un sondaggio sulla fiducia nelle istituzioni pubbliche. <\/p>\n<p>Sorprendentemente, si era verificato un calo nelle vendite delle edizioni domenicali dei quotidiani nazionali, un tempo apprezzati per le loro taglienti analisi politiche. <\/p>\n<p>Un giornale ad alta tiratura che ufficialmente vendeva 300mila copie nel 2005, ha visto crollare il volume delle vendite ben al di sotto delle 100mila da maggio 2010 e, anche durante l&rsquo;apice della crisi del debito greco, non ha mai superato le 75mila copie. <\/p>\n<p>La fiducia del pubblico &egrave; crollata in occasione dei disordini del dicembre 2008, quando &egrave; stato scoperto che un canale privato aveva aggiunto effetti sonori alle riprese di una folla inferocita che aggrediva alcuni poliziotti, in seguito all&rsquo;omicidio di un sedicenne, Alexis Grigoropoulos da parte di un agente. <\/p>\n<p>La versione originale, trapelata sul popolare sito di YouTube subito dopo, conteneva solo il suono degli spari. <\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; la dimostrazione che i media tradizionali stanno rapidamente perdendo il loro pubblico&#8221;, dice Aggeliki Boubouka, giornalista specializzata nei nuovi media. &#8221; &Egrave; un dato di fatto che una massa di ventimila persone usa Internet e le nuove tecnologie per ottenere informazioni sul paese&#8221;. <\/p>\n<p>Per Boubouka, il crescente impatto dei social media in Grecia si nota da come &#8220;i principali giornali, le stazioni radio e i canali faticano a capire questo nuovo ambiente&rdquo;.<\/p>\n<p>&#8220;Per la prima volta i media tradizionali sono stati costretti a modificare il loro discorso, dopo che le persone che usano i social media hanno affrontato questioni specifiche, tra cui i disordini del 2008 e la prima &lsquo;Freedom Flottiglia&rsquo; lo scorso anno.<\/p>\n<p>Boubouka fa parte di &#039;Eleftherotupi&#039;, un&#039;importante pubblicazione progressista che ha dominato il giornalismo per pi&ugrave; di trent&#039;anni in Grecia, ma che da tre mesi non paga gli stipendi e sta per chiudere. <\/p>\n<p>&#8220;La realt&agrave; dei media qui sar&agrave; molto diversa ed entreranno in gioco nuove figure. Nessuno pu&ograve; dire come cambieranno le cose, ma la trasformazione sta gi&agrave; destando preoccupazione ai poteri convenzionali&#8221;.<\/p>\n<p>Dall&#039;inizio dell&#039;anno, i pi&ugrave; importanti canali televisivi come &#039;SKAI TV&#039; e &#039;Mega&#039; hanno sperimentato nei nuovi programmi l&#039;interazione in diretta con Twitter. <\/p>\n<p>SKAI Radio, la pi&ugrave; grande stazione del paese, sta preparando un grande blog. Molti giornalisti affermati stanno cercando anche di creare propri siti web di notizie e di analisi.<\/p>\n<p>&#039;TVXS&#039;, che &egrave; apparsa qualche anno fa, &egrave; stata una delle emittenti televisive che ha ottenuto pi&ugrave; successo e ha attirato migliaia di utenti, mentre &#039;Protagon&#039; ha promosso un sito con commenti di personaggi famosi. Entrambe sono gestite da giornalisti televisivi di successo, ma che si ritrovano sfidati da blogger anonimi.<\/p>\n<p>Giornalisti pi&ugrave; giovani, cui le difficili condizioni di lavoro hanno negato le possibilit&agrave; di carriera, stanno cercando di raggiungere un pubblico online. &#039;Parallilografos&#039;, un sito che &egrave; comparso per la prima volta qualche mese fa, ora riceve pi&ugrave; di 3mila visite giornaliere. <\/p>\n<p>I possessori di smartphone, che riprendono manifestazioni o altri eventi e li riportano in diretta su Twitter, si sono moltiplicati negli ultimi quattro anni sfidando cos&igrave; i protagonisti dei media convenzionali che hanno osato ignorare l&#039;opinione pubblica.<\/p>\n<p>&#8220;Ora migliaia di persone controllano anche le fonti alternative, oltre ai media tradizionali, prima di formarsi un proprio punto di vista&#8221;, dice Spyros Papadopoulos, noto come &#039;ToVytio&#039; tra i blogger e fan di Twitter.<\/p>\n<p>Ricorda ancora quando il primo Twitt dell&#039;assassinio di Grigoropoulos &egrave; andato online tre minuti dopo che il colpo mortale era stato sparato. <\/p>\n<p>&#8220;Ultimamente si sta verificando una sorta di decentramento. Prima di una manifestazione la gente discute su Twitter per decidere un tag comune su cui riferire nel corso dell&rsquo;evento, ha detto Papadopoulos.<\/p>\n<p>All&#039;inizio di quest&#039;anno, Papadopoulos si &egrave; unito a un gruppo di blogger e giornalisti dilettanti della stazione radio online &#039;Radiobubble&#039; per coprire i grandi eventi e fornire una copertura alternativa alle ultime notizie, cui i cittadini contribuiscono in diretta dal campo. <\/p>\n<p>Un pubblico di oltre 3mila persone ha seguito la trasmissione di &lsquo;Radiobubble&rsquo; durante i grandi scioperi e i disordini di quest&#039;anno ad Atene. <\/p>\n<p>Un momento di informazione cruciale &egrave; stato la circolazione di un documentario di attualit&agrave; chiamato &#039;Debtocracy&#039; che ha criticato la politica di austerit&agrave; del governo. Il film &egrave; stato prodotto da Katerina Kitidi e Aris Xatzistefanou con un budget di 16mila euro (21.927 dollari) raccolto dal pubblico.<\/p>\n<p>&#8220;Una volta caricato il film online, abbiamo chiesto al pubblico di partecipare alla distribuzione; in pochi giorni abbiamo registrato 500mila visite sulla nostra pagina&#8221;, ha detto Xatzistefanou che ha perso il suo lavoro in un&rsquo;importante stazione radio subito dopo la trasmissione del documentario. <\/p>\n<p>&#8220;Quando il suo impatto &egrave; diventato evidente, i canali televisivi greci l&#039;hanno ignorato e i giornali ne hanno parlato negativamente. Credo che l&rsquo;abbiano disprezzato per ragioni politiche e perch&eacute; &egrave; qualcosa che non si pu&ograve; controllare. I media greci sono tradizionalmente molto autoritari&#8221;, ha detto Xatzistefanou. <\/p>\n<p>&#039;Debtocracy&#039; ora registra 1,5 milioni di visite sul suo sito web. E&#039; stato sottotitolato in molte lingue e trasmesso in Gran Bretagna, Spagna, Portogallo e Belgio; si prevede la diffusione anche in America Latina.<\/p>\n<p>&#8220;Il ruolo dei social media in Grecia &egrave; un po&#039; diverso da quello dei media coinvolti nella primavera araba&#8221;, dice Xatzistefanou. &#8220;Qui non stiamo combattendo per la libert&agrave; di espressione, ma contro il dominio dei media convenzionali sulle analisi e sull&rsquo;interpretazione della realt&agrave;. Ci stiamo arrivando&rdquo;. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ATENE, 20 settembre 2011 (IPS) &#8211; Un rapporto poco lusinghiero sui media greci redatto da un ex inviato statunitense nel paese e trapelato su Wikileaks, non ha suscitato grandi reazioni nel pubblico: &egrave; stato preso semplicemente come un fedele ritratto&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/09\/20\/grecia-i-social-media-si-fanno-strada-tra-i-grandi-magnati\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":498,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[12,14,1,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1349","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-cultura","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1349","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/498"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1349"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1349\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1349"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1349"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}