{"id":1345,"date":"2011-09-05T11:10:39","date_gmt":"2011-09-05T11:10:39","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/09\/05\/messico-detenute-in-carceri-disumane-insieme-ai-loro-figli\/"},"modified":"2011-09-05T11:10:39","modified_gmt":"2011-09-05T11:10:39","slug":"messico-detenute-in-carceri-disumane-insieme-ai-loro-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/09\/05\/messico-detenute-in-carceri-disumane-insieme-ai-loro-figli\/","title":{"rendered":"MESSICO: Detenute in carceri disumane, insieme ai loro figli"},"content":{"rendered":"<p>OAXACA, Messico, 4 settembre 2011 (IPS) &#8211; Mar&iacute;a S. adagia il figlio neonato sulla fredda lastra di cemento della sua cella nel penitenziario centrale della citt&agrave; di Santa Mar&iacute;a Ixcotel, sud-ovest del Messico.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Avvolto soltanto in una piccola coperta sottile, il bambino comincia a piangere. Mar&iacute;a S. (che chiede di mantenere l&rsquo;anonimato) lo conforta e lo sdraia sul pavimento, mentre le altre nove detenute con cui condivide uno spazio di 20 metri quadrati la osservano.<\/p>\n<p>Arrestata con l&#039;accusa di spaccio di droga, la diciannovenne  Maria S., della comunit&agrave; indigena zapoteca, &egrave; una delle 234 detenute attualmente rinchiuse nelle 14 sovraffollate prigioni dislocate in tutto lo Stato di Oaxaca.<\/p>\n<p>Abbandonata dalla sua famiglia, lei &egrave; solo una delle tante donne che vive nelle terribili condizioni dei penitenziari di Oaxaca. <\/p>\n<p>L&#039;anello pi&ugrave; debole <\/p>\n<p>Secondo i dati del Dipartimento di pubblica sicurezza (SSP in inglese) a Oaxaca, uno degli Stati pi&ugrave; poveri del Messico, le donne rappresentano il sei per cento della popolazione carceraria del Paese. <\/p>\n<p>Tra le 234 detenute ci sono donne ancora in attesa di giudizio e altre gi&agrave; condannate. <\/p>\n<p>Se il carcere femminile non &egrave; disponibile nella giurisdizione in cui sono state incriminate, le donne vengono inviate nei reparti femminili di uno dei 14 penitenziari di Stato. <\/p>\n<p>Le donne sono per lo pi&ugrave; povere e la maggior parte di loro sono madri sole con figli a carico con meno di cinque anni &#8211; et&agrave; in cui &egrave; necessario rinunciare alla custodia e affidarli a un parente o a un tutore. <\/p>\n<p>Le detenute devono gestire da soli i loro figli, perch&eacute; non ricevono assistenza dalle autorit&agrave; carcerarie n&eacute; cibi adatti ai bambini. <\/p>\n<p>Alcune delle donne sono state arrestate per piccoli traffici di droga, altre per omicidio.<\/p>\n<p>Ci sono 29 donne indigene, per lo pi&ugrave; zapoteche originarie della catena montuosa meridionale, ma ci sono anche donne dal Mixe, mixteche, Triqui e altre popolazioni indigene. <\/p>\n<p>La maggior parte di queste sono state spinte alla criminalit&agrave; dalla terribile situazione economica. Alcune sono in prigione dopo essersi dichiarate colpevoli, ma altre sono ancora impantanate nelle procedure giudiziarie e in attesa del processo. <\/p>\n<p>La povert&agrave; non lascia molte altre possibilit&agrave; a queste donne: patire la fame o unirsi al traffico di stupefacenti. Cos&igrave; fanno la loro scelta di essere &#8220;trasportatrici di droga&#8221;. Sono l&#039;anello pi&ugrave; debole, dice il sociologo Concepci&oacute;n N&uacute;&ntilde;ez Miranda, l&#039;ingranaggio pi&ugrave; vulnerabile nella macchina di impunit&agrave; che sostiene il commercio della droga.<\/p>\n<p>Secondo N&uacute;&ntilde;ez Miranda, autore del libro intitolato &#8220;Traffico di droga, povert&agrave;, giustizia e diritti umani: Donne indigene in prigione per crimini contro la salute&#8221;, finch&eacute; il Messico non affronter&agrave; il problema della povert&agrave; estrema, sempre pi&ugrave; persone continueranno a migrare a nord e negli Stati Uniti e saranno facile preda dei cartelli della droga. <\/p>\n<p>&#8220;Abbiamo bisogno di dare nuovo impulso alla lotta al narcotraffico in Messico, finora poco efficace, e convogliare le risorse sulla sanit&agrave;, istruzione, occupazione e sulla riduzione della povert&agrave; strutturale che &egrave; la causa di arresti ingiusti di tante donne&#8221;. <\/p>\n<p>N&uacute;&ntilde;ez Miranda, che nel 2006 ha ricevuto una menzione d&#039;onore nel concorso Sor Juana In&eacute;s de la Cruz dall&#039;Istituto Nazionale delle Donne (Inmujeres), dice che le donne di Oaxaca &#8220;sono sole&#8221;. <\/p>\n<p>&#8220;I loro partner sono emigrati e sono state abbandonate dalle loro famiglie che non possono permettersi il costo del viaggio verso le citt&agrave; dove si trovano le detenute e non sono disposte a subire le umilianti perquisizioni cui sono soggette i visitatori delle carceri&rdquo;. <\/p>\n<p>Un esperto sostiene che un approccio di genere sia necessario per proteggere i diritti delle detenute.<\/p>\n<p>&#8220;L&#039;approccio di genere in un carcere vuol dire essere consapevoli che l&#039;impatto sulle donne &egrave; diverso (rispetto a quello sugli uomini) e che, di conseguenza, non pu&ograve; esserci soltanto un approccio quantitativo&#8221;. <\/p>\n<p>Particolarmente vulnerabili <\/p>\n<p>Secondo Emmanuel Ruiz Castillo, sottosegretario alla Prevenzione, Criminalit&agrave; e Reintegrazione sociale, il settantadue per cento delle detenute non sono state ancora processate n&eacute; condannate. <\/p>\n<p>A causa del sovraffollamento delle carceri molte di queste donne si trovano a condividere celle con detenute gi&agrave; condannate. <\/p>\n<p>Attualmente ci sono sette donne in gravidanza che saranno trasferite all&#039;Ospedale civile di Oaxaca non appena cominceranno ad avere le contrazioni.  <\/p>\n<p>Tenere i bambini in cella con le loro madri significa esporli quotidianamente ai disagi subiti dalle donne a causa del sovraffollamento delle carceri. <\/p>\n<p>Il sottosegretario spiega che il suo dipartimento spende 8,6 pesos (70 centesimi di dollaro) a persona per dare da mangiare ai detenuti che hanno commesso reati a livello statale, e 50 pesos (quattro dollari) per i reati federali. &copy; IPS <\/p>\n<p>*L&#039;articolo &egrave; apparso sull&#039;agenzia messicana Comunicaci&oacute;n e Informaci&oacute;n de la Mujer AC (CIMAC).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OAXACA, Messico, 4 settembre 2011 (IPS) &#8211; Mar&iacute;a S. adagia il figlio neonato sulla fredda lastra di cemento della sua cella nel penitenziario centrale della citt&agrave; di Santa Mar&iacute;a Ixcotel, sud-ovest del Messico.<\/p>\n","protected":false},"author":494,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,5,15,16,1,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1345","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-america-latina","category-diritti-umani","category-donne-e-sviluppo","category-headlines","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1345","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/494"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1345"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1345\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1345"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1345"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}