{"id":1337,"date":"2011-07-01T18:35:06","date_gmt":"2011-07-01T18:35:06","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/07\/01\/il-microcredito-in-aiuto-delle-comunit-rurali-per-adattarsi-al-cambiamento-climatico\/"},"modified":"2011-07-01T18:35:06","modified_gmt":"2011-07-01T18:35:06","slug":"il-microcredito-in-aiuto-delle-comunit-rurali-per-adattarsi-al-cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/07\/01\/il-microcredito-in-aiuto-delle-comunit-rurali-per-adattarsi-al-cambiamento-climatico\/","title":{"rendered":"Il microcredito in aiuto delle comunit&agrave; rurali per adattarsi al cambiamento climatico"},"content":{"rendered":"<p>CAPE TOWN, 1 luglio 2011 (IPS) &#8211; Di progetti contro il cambiamento climatico ne sono stati realizzati in tutto il mondo. Ma di questi, solo il 5 per cento pu&ograve; essere finanziato grazie ai fondi internazionali attualmente disponibili: ci&ograve; significa che le risorse devono essere utilizzate meglio. Il microcredito pu&ograve; essere una soluzione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il cambiamento climatico &egrave; una delle maggiori sfide per lo sviluppo che il mondo abbia mai dovuto affrontare.<\/p>\n<p>Secondo la Banca mondiale, mitigare gli effetti del cambio climatico nei paesi in via di sviluppo potrebbe costare dai 140 ai 175 miliardi di dollari l&rsquo;anno entro il 2030, mentre i costi per l&rsquo;adattamento sono stimati tra i 75 e i 100 miliardi di dollari l&rsquo;anno tra il 2010 e il 2050.<\/p>\n<p>&ldquo;Le popolazioni a basso reddito saranno maggiormente colpite nella vita di tutti i giorni dal cambiamento climatico. &Egrave; necessario che le soluzioni per i progetti di adattamento includano anche queste persone&rdquo;, ha sostenuto Hela Cheichrouhou, direttore per l&rsquo;energia, l&rsquo;ambiente e il cambiamento climatico della Banca africana di sviluppo, intervenuta al Climate Investment Funds (CIF) 2011 Partnership Forum tenutosi di recente a Cape Town, Sud Africa. <\/p>\n<p>Il CIF &egrave; stato istituito dalla Banca mondiale e le banche multilaterali di sviluppo regionale per favorire la mitigazione dei cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo e gli sforzi di adattamento.<\/p>\n<p>Anche se pi&ugrave; di un terzo dei fondi del CIF sono andati finora a 15 paesi africani, poche persone nelle aree rurali e devastate dalla povert&agrave; &#8211; che lottano per accedere ai finanziamenti &#8211; hanno potuto beneficiare dei progetti, soprattutto a causa dei limiti amministrativi.<\/p>\n<p>&ldquo;Dobbiamo assicurare l&rsquo;accesso ai fondi alle popolazioni rurali perch&eacute; &egrave; urgente mettere in atto progetti contro il cambiamento climatico&rdquo;, dice Vuctor Kabengele, coordinatore del progetto per il ministero dell&rsquo;Ambiente della Repubblica Democratica del Congo (RDC).<\/p>\n<p>Kabengele ha chiesto meno burocrazia e meno condizioni &#8211; altrimenti includere i poveri nei progetti per il cambiamento climatico resteranno parole vuote. Senza fondi, anche le migliori idee valgono poco. &ldquo;Il gioco si chiama denaro. L&rsquo;accesso al microcredito &egrave; quindi cruciale&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma sono pochi i progetti sul microcredito in corso che possono aiutare le popolazioni povere dell&rsquo;Africa a investire nei progetti di cambio climatico. Uno di questi &egrave; un sistema di finanziamento gestito dalla Global Partnership on Output-Based Aid (GPOBA), associazione di donatori e organizzazioni internazionali che mirano a rendere accessibili i servizi fondamentali.<\/p>\n<p>Questa partnership, oltre a sei agenzie, include l&rsquo;AusAID del governo australiano, la SIDA del governo svedese, la Banca mondiale e il suo ente per la finanza internazionale, il Dipartimento britannico per lo sviluppo internazionale e la Direzione generale olandese della cooperazione allo Sviluppo.<\/p>\n<p> La GPOBA sostiene istituzioni finanziarie private nelle comunit&agrave; in cui i poveri sono esclusi dai servizi basilari perch&eacute; non possono permettersi di pagare l&rsquo;intero costo dei canoni di utenza, per esempio le spese per l&rsquo;allaccio di forniture elettriche efficienti. <\/p>\n<p>In questi casi, una banca locale pu&ograve; ricevere un sussidio per rendere accessibile il microcredito alla comunit&agrave; e aiutarla ad acquistare impianti di energia rinnovabile per le loro case.<\/p>\n<p>&ldquo;Vogliamo aumentare l&rsquo;accesso ai servizi di base per i poveri come infrastrutture, tecnologie, cure mediche ed educazione che li aiuteranno ad affrontare il cambiamento climatico&rdquo;, dice l&rsquo;esperto del GPOBA Mustafa Hussain.<\/p>\n<p>&ldquo;Allo stesso tempo, speriamo di dare avvio a nuovi mercati nelle aree rurali, specialmente per le tecnologie rinnovabili&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel 2010, la GPOBA ha contribuito alla realizzazione di 131 progetti con 3,5 miliardi di dollari della Banca mondiale e 2,8 miliardi dei governi. Almeno un terzo del denaro &egrave; stato investito nel continente africano.<\/p>\n<p>In Uganda, una societ&agrave; privata che gestisce i sistemi di approvvigionamento idrico ha potuto garantire, grazie al contributo finanziario, l&rsquo;accesso all&rsquo;acqua potabile a pi&ugrave; di 8mila famiglie nelle zone rurali che non avevano mai avuto acqua corrente.   <\/p>\n<p>Attraverso il contributo, le agenzie di microcredito si fidano a concedere prestiti (alle persone povere) perch&eacute; sanno che verranno ri-finanziate da noi grazie a risultati prestabiliti. Questo porta una crescita e investimenti sempre maggiori nelle comunit&agrave; rurali&#8221;, spiega Hussain. <\/p>\n<p>Un altro modo efficace per assicurare alle popolazioni rurali l&rsquo;accesso ai servizi finanziari &egrave; un sistema mobile di trasferimento del denaro elaborato dalla Safaricom, operatore di telefonia mobile keniano. <\/p>\n<p>Quasi il 70 percento dei keniani vive in zone rurali, dove riuscire a raggiungere banche o sportelli automatici diventa una battaglia, e solo il 40 percento del paese, di 39 milioni di persone, ha un conto in banca. Ma l&#039;83 percento dei keniani possiede un telefono cellulare e questo ha dato un&#039;idea ai direttori di Safaricom:  rendere i servizi finanziari accessibili dal telefono cellulare attraverso un servizio chiamato M-PESA, denaro mobile in swahili. <\/p>\n<p>Adesso i clienti, dal loro cellulare, possono pagare le bollette, trasferire denaro e accedere ai numerosi servizi finanziari, come micro-risparmio, microcredito e anche micro-assicurazione. <\/p>\n<p>&#8220;Gli abitanti delle zone rurali risparmiano in media tre ore per ogni transazione, perch&eacute; non hanno pi&ugrave; bisogno di percorrere lunghe distanze per raggiungere la sede degli organismi finanziari o di fare la fila&#8221;, dice Japhet Aritho, responsabile dello sviluppo del prodotto M-PESA.<\/p>\n<p>&#8220;Il risparmio sul trasporto consente anche di risparmiare circa tre dollari per ogni transazione, che le persone possono spendere per cibo o altri investimenti&#8221;. <\/p>\n<p>M-PESA ha gi&agrave; 700mila clienti che effettuano 90 milioni di transazioni al mese. <\/p>\n<p>Il progetto offre anche servizi su misura per contrastare il cambiamento climatico: esiste un programma di assicurazione sul raccolto, dove premi e risarcimenti possono essere pagati tramite cellulare e gli agricoltori possono ricevere informazioni sul meteo via sms. <\/p>\n<p>Un altro programma permette ai residenti nelle aree rurali di accedere a pompe d&#039;acqua a energia solare attraverso una smart card che &egrave; possibile ricaricare direttamente dal cellulare. <\/p>\n<p>Al forum CIF, gli esperti hanno concordato che queste iniziative di microcredito sono fondamentali per mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici. &#8220;L&#039;accesso al credito &egrave; fondamentale. Il finanziamento rurale oggi &egrave; relativamente limitato, occorre potenziarlo. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAPE TOWN, 1 luglio 2011 (IPS) &#8211; Di progetti contro il cambiamento climatico ne sono stati realizzati in tutto il mondo. 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