{"id":1331,"date":"2011-05-25T17:14:29","date_gmt":"2011-05-25T17:14:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/05\/25\/medioriente-le-frontiere-aperte-non-migliorano-leconomia\/"},"modified":"2011-05-25T17:14:29","modified_gmt":"2011-05-25T17:14:29","slug":"medioriente-le-frontiere-aperte-non-migliorano-leconomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/05\/25\/medioriente-le-frontiere-aperte-non-migliorano-leconomia\/","title":{"rendered":"MEDIORIENTE: Le frontiere &#8216;aperte&#8217; non migliorano l&#8217;economia"},"content":{"rendered":"<p>RAMALLAH, 25 maggio 2011 (IPS) &#8211; Nonostante la rivoluzione egiziana, che ha portato l&#039;alleato di Israele ed ex presidente egiziano Hosni Mubarak a dimettersi, e nonostante le dichiarazioni di Israele di aver allentato il blocco su Gaza in seguito ai sanguinosi scontri dello scorso anno sulla sfortunata flottiglia Mavi Marmara, l&#039;economia del territorio costiero rimane paralizzata.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>L&#039;attenzione internazionale si concentrer&agrave; ancora una volta sull&#039;assedio di Gaza, quando la Mavi Marmara far&agrave; un secondo tentativo, alla fine di giugno, per bypassare il blocco navale israeliano sulle coste di Gaza. <\/p>\n<p>Lo scorso maggio, dieci attivisti per la pace di origine turca sono stati uccisi, alcuni a bruciapelo, da un commando israeliano, mentre la nave tentava di consegnare disperatamente aiuti umanitari nella zona assediata.<\/p>\n<p>Ma dopo la rivoluzione egiziana di febbraio, il nuovo governo militare provvisorio ha promesso di aprire il valico di Rafah tra l&#039;Egitto e Gaza. <\/p>\n<p>Il ministro degli Esteri egiziano, Nabil al-Arabi, ha detto ad Al-Jazeera alla fine del mese di aprile, che il valico di Rafah sarebbe stato aperto per &#8220;porre fine alle sofferenze dei palestinesi&#8221;. Questo per&ograve; deve ancora accadere, e quando accadr&agrave; &egrave; improbabile che porter&agrave; a un apertura di esportazioni e importazioni vitali per l&#039;economia di Gaza. <\/p>\n<p>Nel 2005, l&#039;Accordo sulla circolazione e l&#039;accesso sottoscritto da Israele e Autorit&agrave; Palestinese (AP), e appoggiato da Egitto, Unione europea (Ue) e Stati Uniti, stabiliva che il valico di Rafah avrebbe potuto ospitare solo pedoni e veicoli. In un secondo momento doveva includere anche le merci, ma dopo la guerra civile tra Hamas e Fatah del 2007 &egrave; stato sospeso. <\/p>\n<p>&#8220;Nulla &egrave; cambiato, e oggi in realt&agrave; la situazione &egrave; peggiore che mai&#8221;, dice Wadi El Masri, direttore generale della Palestine Industrial Development Limited (PIEDCO).<\/p>\n<p>&#8220;L&#039;economia di Gaza &egrave; al collasso. &Egrave; sotto del 90 percento. L&#039; economia di ogni paese dipende dalla libera circolazione delle merci e delle persone, e qui &egrave; congelata. La maggior parte delle aziende di Gaza ha chiuso. Niente pu&ograve; essere esportato o importato. Le poco aziende rimaste aperte dipendono dai consumi locali, ma molte persone qui stanno vivendo al di sotto della soglia di povert&agrave;&#8221;, racconta El Masri. <\/p>\n<p>Israele e Cisgiordania sono soliti essere i pi&ugrave; grandi consumatori e acquirenti delle esportazioni di Gaza. Molti produttori di Gaza hanno lavorato in produzioni congiunte con aziende israeliane che non solo hanno rafforzato l&#039;economia di Gaza, ma hanno anche dato occupazione.<\/p>\n<p>&#8220;Con solo tre dei sei varchi aperti a Gaza, la maggior parte dei 1,5 milioni di palestinesi di Gaza sono intrappolati in un blocco che condiziona l&#039;accesso dei materiali e vieta tutte le esportazioni, tranne alcuni articoli per i quali &egrave; consentita la spedizione nei Paesi Bassi &#8220;, dice Karl Schembri, di Oxfam Gaza.<\/p>\n<p>&#8220;Gaza, Israele e Cisgiordania sono parte di un unico pacchetto doganale che prevede il libero mercato e regolamenti doganali uniformi. Qualunque  sia l&#039;accordo che consente alle merci di attraversare il varco di Rafah, dovrebbe contemplare la necessit&agrave; di mantenere l&#039;unit&agrave; dell&#039;economia palestinese a Gaza e in Cisgiordania&#8221;, sostiene Schembri.<\/p>\n<p>Yoni Eshpar dell&#039;organizzazione israeliana per i diritti umani Gisha ha spiegato che non c&#039;&egrave; mai stato nessun caso di inedia a Gaza. <\/p>\n<p>&#8220;C&#039;&egrave; cibo nei negozi. Il problema &egrave; che da quando Israele ha imposto il blocco, l&#039;economia locale &egrave; stata completamente devastata. Gli abitanti di Gaza non hanno potere d&#039;acquisto, opportunit&agrave; di lavoro, e circa l&#039;80 per cento della popolazione dipende dagli aiuti&#8221;, dice Eshpar.<\/p>\n<p>Israele ha anche impedito l&#039;importazione di materiale da costruzione a Gaza, di vitale importanza per la ricostruzione delle infrastrutture distrutte durante l&#039;Operazione Piombo Fuso, l&rsquo;attacco militare israeliano contro Gaza durato dal dicembre 2008 al gennaio 2009. <\/p>\n<p>Da luglio a dicembre 2010 &egrave; stato consentito l&#039;accesso a Gaza ad appena 744 camion con materiale da costruzione, circa 149 al mese, per progetti internazionali. Prima del giugno 2007 gli abitanti di Gaza acquistavano ogni mese pi&ugrave; di 5mila camion carichi di cemento, ghiaia e acciaio. <\/p>\n<p>L&#039;anno scorso, a seguito di un&#039;azione legale, Gisha ha costretto lo Stato di Israele a comunicare il contenuto dei documenti relativi all&#039;assedio di Gaza, incluso un elenco di beni vietati. Inizialmente il ministero della difesa israeliano ha rifiutato di consegnarli: secondo il ministero, finch&eacute; la politica in questione era in vigore, il rilascio dei documenti &#8220;avrebbe costituito un danno alla sicurezza nazionale di Israele e alle sue relazioni con l&#039;estero&#8221;.<\/p>\n<p>Alla fine si &egrave; appreso che i prodotti vietati erano il cemento e altri materiali necessari per la costruzione, nonostante non avessero un uso militare e non fossero mai stati inseriti in nessuna lista israeliana o internazionale, e servissero invece per ricostruire le infrastrutture e le abitazioni dei civili danneggiate.<\/p>\n<p>I tunnel tra Gaza e la penisola egiziana del Sinai resteranno un punto di entrata e di uscita delle merci, dal cemento ai casalinghi. Ma questa forma d&#039;importazione &egrave; pericolosa e inaffidabile, e i prodotti sono di scarsa qualit&agrave; e molto costosi, per gli alti margini di profitto aggiunti dai trafficanti.<\/p>\n<p>&#8220;Le merci, soprattutto cinesi, che entrano attraverso Rafah sono di bassa qualit&agrave;. I contrabbandieri non pagano tasse previste n&eacute; altre tariffe. Non si pu&ograve; competere con loro&#8221;, dice El Masri.<\/p>\n<p>L&rsquo;Egitto potrebbe cambiare completamente le cose. &ldquo;Se l&#039;Egitto volesse essere pi&ugrave; generoso, potrebbe tornare alla situazione nel 2005-2006&#8243;, ha detto Sari Bashi, direttore esecutivo di Gisha. &#8220;In quegli anni, tutti i palestinesi con un documento di identit&agrave; valido per Israele potevano entrare e uscire attraverso Rafah. Non sappiamo cosa abbiano in mente gli egiziani&#8221;, dice Bashi. <\/p>\n<p>&#8220;In pratica, il blocco rester&agrave; in vigore finch&eacute; tutti i valichi non verranno aperti per consentire la libera circolazione delle persone e delle merci, secondo l&#039;Accordo del 2005&#8221;. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RAMALLAH, 25 maggio 2011 (IPS) &#8211; Nonostante la rivoluzione egiziana, che ha portato l&#039;alleato di Israele ed ex presidente egiziano Hosni Mubarak a dimettersi, e nonostante le dichiarazioni di Israele di aver allentato il blocco su Gaza in seguito ai&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/05\/25\/medioriente-le-frontiere-aperte-non-migliorano-leconomia\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":314,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[15,1,28,25,32,33],"tags":[],"class_list":["post-1331","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritti-umani","category-headlines","category-medioriente","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1331","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/314"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1331"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1331\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1331"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1331"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1331"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}