{"id":1329,"date":"2011-05-21T14:05:12","date_gmt":"2011-05-21T14:05:12","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/05\/21\/terra-futura-2011-quaranta-milioni-in-fuga-dai-disastri-ambientali-nel-2010-e-il-fenomeno-non-riguarda-pi-solo-i-paesi-pi-poveri\/"},"modified":"2011-05-21T14:05:12","modified_gmt":"2011-05-21T14:05:12","slug":"terra-futura-2011-quaranta-milioni-in-fuga-dai-disastri-ambientali-nel-2010-e-il-fenomeno-non-riguarda-pi-solo-i-paesi-pi-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/05\/21\/terra-futura-2011-quaranta-milioni-in-fuga-dai-disastri-ambientali-nel-2010-e-il-fenomeno-non-riguarda-pi-solo-i-paesi-pi-poveri\/","title":{"rendered":"Terra Futura 2011: Quaranta milioni in fuga dai disastri ambientali nel 2010. E il fenomeno non riguarda pi&ugrave; solo i paesi pi&ugrave; poveri."},"content":{"rendered":"<p>FIRENZE, 21 maggio 2011 (IPS) &#8211; Quaranta milioni di persone sono state costrette ad abbandonare forse per sempre la propria casa e la propria terra a causa dei disastri ambientali in gran parte dovuti ai cambiamenti climatici. E questo solo nel 2010.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1763\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1763\" class=\"size-full wp-image-1763\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Ecoprofughi.jpg\" alt=\"Dal dossier Ecoprofughi di Legambiente - www.legambiente.it Archivio COSPE\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1763\" class=\"wp-caption-text\">Dal dossier Ecoprofughi di Legambiente &#8211; www.legambiente.it<br \/>Archivio COSPE<\/p><\/div><\/div>\n<p>Lo denucia Legambiente nel suo rapporto annuale sugli ecoprofughi, i migranti forzati da fattori ambientali sempre pi&ugrave; violenti, diffusi, e irreversibili. <\/p>\n<p>&ldquo;Il numero &egrave; impressionante, specialmente se si guarda alle stime fornite dalle Nazioni Unite, che risultano oggi nettamente in difetto,&rdquo; ha dichiarato a IPS Maurizio Gubbiotti, coordinatore nazionale di Legambiente.<\/p>\n<p>Il dossier di Legambiente si basa sui dati raccolti da Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), IPCC e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che nel solo 2010 hanno registrato 40 milioni di rifugiati ambientali. &ldquo;Le previsioni di queste stesse organizzazioni parlavano di una media di sei milioni l&rsquo;anno, siamo andati ben oltre&rdquo;, ha detto Gubbiotti.<\/p>\n<p>Secondo lo studio &#8211; presentato in occasione dell&rsquo;ottava edizione di Terra Futura che si &egrave; aperta ieri a Firenze nella Fortezza da Basso &#8211; il 98 per cento degli ecoprofughi fugge dai paesi in via di sviluppo dove pi&ugrave; gravi sono gli effetti dei mutamenti climatici. Di questi, ben l&rsquo;80 per cento non riesce ad allontanarsi molto dalla propria terra, migrano verso paesi limitrofi. Ed &egrave; forse la ragione per cui restano per lo pi&ugrave; invisibili in questa parte di mondo.<\/p>\n<p>Secondo Gubbiotti &ldquo;Non hanno le forze n&eacute; i mezzi per andare altrove. Fra loro ci sono coloro che hanno perso tutto e si spostano per sopravvivere, ma non possono andare lontano. I numeri reali di persone che migrano verso altri paesi in via di sviluppo superano di gran lunga lo spettro della &lsquo;invasione&rsquo; legata ai flussi migratori, paventato da noi in Italia e in Europa&rdquo;.<\/p>\n<p>Sono persone che avevano gi&agrave; pochissimo e che perdono qualunque possibilit&agrave; di lavorare la terra e di accedere all&rsquo;acqua, quindi di nutrirsi, per le conseguenze dei mutamenti climatici. I dati del 2008 parlavano di 20 milioni di profughi fuggiti da alluvioni, desertificazione e fenomeni atmosferici estremi. <\/p>\n<p>I profughi in fuga da guerra e violenze sono invece 4,6 milioni.<\/p>\n<p>A pagare il prezzo pi&ugrave; alto sono le donne delle comunit&agrave; pi&ugrave; povere, come riporta uno studio recente della London School of Economics. &ldquo;Le donne, che nelle comunit&agrave; pi&ugrave; povere si fanno carico di tutto, sono le prime vittime dei disastri ambientali, con un rapporto di tre a uno rispetto agli uomini&rdquo;. Ma il fenomeno non riguarda solamente i paesi pi&ugrave; poveri. &ldquo;Nessun paese &egrave; ormai completamente esente da questi disastri&rdquo;, ha precisato Gubbiotti. <\/p>\n<p>In Cina i morti sono stati oltre tremila, oltre mille i dispersi e quasi 200 milioni le persone colpite dagli effetti delle inondazioni. Almeno 15 milioni gli sfollati e evacuati in massa. &ldquo;New Orleans ha dimostrato come anche nei paesi pi&ugrave; industrializzati e attrezzati come gli Stati Uniti a pagare il prezzo pi&ugrave; alto sono i territori e le comunit&agrave; pi&ugrave; povere&rdquo;.<\/p>\n<p>Manca invece qualunque informazione su quali saranno le conseguenze a lungo termine dei danni provocati dalla terribile combinazione di terremoto, tsunami e disastro nucleare in Giappone. Secondo Gubbiotti, &ldquo;Manca qualunque tipo di previsione su fenomeni nuovi dove si incontrano fragilit&agrave; del territorio e fenomeni indipendenti, come Fukushima appunto, che potrebbero compromettere per sempre il futuro di quei territori&rdquo;.<\/p>\n<p>Il numero di persone costrette ad abbandonare quei territori sar&agrave; enorme ed &egrave; prevedibilmente destinato a crescere. &ldquo;E&rsquo; necessario che si prenda atto che certi fenomeni sono inevitabili, piuttosto che tentare di evitarli bisogna affrontarli&rdquo;.<\/p>\n<p>Le soluzioni proposte da Legambiente vanno nella direzione del riconoscimento giuridico dello status di rifugiati per i profughi ambientali, che al momento non esiste, nonostante il numero di profughi ambientali abbia superato di molto quello di coloro che fuggono da guerre e violenze. &ldquo;Nella maggior parte dei casi i disastri ambientali provocano danni non reversibili, &egrave; quindi impossibile per coloro che fuggono pensare di tornare a casa. Il diritto di asilo andrebbe garantito&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;altro punto fondamentale &egrave; una politica di cooperazione internazionale pi&ugrave; seria, che sia realmente integrata nella politica estera e orientata alla gestione dei processi di sviluppo prima che le fragilit&agrave; ambientali ed economiche si trasformino in emergenza.&copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE, 21 maggio 2011 (IPS) &#8211; Quaranta milioni di persone sono state costrette ad abbandonare forse per sempre la propria casa e la propria terra a causa dei disastri ambientali in gran parte dovuti ai cambiamenti climatici. 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