{"id":1328,"date":"2011-05-20T16:21:22","date_gmt":"2011-05-20T16:21:22","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/05\/20\/terra-futura-2011-niente-futuro-senza-salvaguardia-dei-beni-comuni\/"},"modified":"2011-05-20T16:21:22","modified_gmt":"2011-05-20T16:21:22","slug":"terra-futura-2011-niente-futuro-senza-salvaguardia-dei-beni-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/05\/20\/terra-futura-2011-niente-futuro-senza-salvaguardia-dei-beni-comuni\/","title":{"rendered":"Terra Futura 2011: Niente futuro senza salvaguardia dei beni comuni"},"content":{"rendered":"<p>FIRENZE, 20 maggio 2011 (IPS) &#8211; Le risorse naturali si riducono progressivamente e ovunque. In alcune parti del mondo in modo pi&ugrave; veloce e irrimediabile. Fermare la tendenza al consumo illimitato e considerare seriamente le risorse naturali e sociali come un bene di cui tutti si sentano responsabili &egrave; la sfida di Terra Futura numero otto.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1762\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1762\" class=\"size-full wp-image-1762\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/SAM_0131.JPG\" alt=\"Pedana e bauletto realizzati con plastica riciclata della regione Toscana, in una delle oltre 600 aree espositive. Per info www.revet.com Sabina Zaccaro\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1762\" class=\"wp-caption-text\">Pedana e bauletto realizzati con plastica riciclata della regione Toscana, in una delle oltre 600 aree espositive. Per info www.revet.com<br \/>Sabina Zaccaro\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>La cura dei beni comuni, indispensabile per la costruzione di un futuro sostenibile, &egrave; il tema scelto per l&rsquo;ottava edizione della mostra-convegno che si &egrave; aperta oggi a Firenze nella Fortezza da Basso. <\/p>\n<p>Tre giorni, da venerd&igrave; a domenica, dedicati alle &ldquo;buone pratiche di sostenibilit&agrave; ambientale, economica e sociale&rdquo; con oltre cinquemila realt&agrave; associative chiamate a raccontare esperienze dirette di tutela dell&#039;ambiente, uso delle energie alternative, finanza e commercio etico, agricoltura biologica,  edilizia sostenibile e tanto altro. <\/p>\n<p>Per tutti, la parola d&rsquo;ordine &egrave; responsabilit&agrave;. Nei consumi cos&igrave; come nella partecipazione alla gestione delle risorse e dei beni (comuni).<\/p>\n<p>Non solo quelli materiali, si capisce. Sono inclusi nella riflessione anche quei beni &lsquo;immateriali&rsquo; decisivi per la qualit&agrave; della vita e del benessere individuale e collettivo: l&rsquo;equit&agrave; sociale, il lavoro, la salute, il pluralismo culturale, la sicurezza, l&rsquo;informazione, lo spazio pubblico per i diversi culti religiosi, la laicit&agrave;, il riconoscimento attivo dei diritti civili e sociali. La democrazia, insomma.<\/p>\n<p>Al centro del dibattito d&rsquo;apertura di questa prima giornata, le energie rinnovabili come alternativa unica a quella nucleare. &ldquo;Non esiste altra via per uno sviluppo davvero sostenibile&rdquo; sostiene Gunter Pauli, economista, teorizzatore della &ldquo;Blue Economy&rdquo;, economia sostenibile basata sul funzionamento dei processi in natura, e fondatore di Zeri (Zero Emission Research and Initiatives).<\/p>\n<p>Secondo Pauli il declino dell&rsquo;energia nucleare era certa ben prima del disastro di Fukushima. &ldquo;Gi&agrave; l&rsquo;anno scorso, nonostante giganteschi sussidi a livello globale il nucleare aveva prodotto una quantit&agrave; di energia molto inferiore a quella delle rinnovabili. Ora che &#8211; dopo il disastro giapponese &ndash; nessun progetto nucleare &egrave; pensabile nell&rsquo;Oceano Indiano e Pacifico pensare a nuovi sistemi sostenibili per la produzione di energie &egrave; diventato indispensabile.<\/p>\n<p>Il metodo proposto da Pauli, e spiegato nel dettaglio nel suo libro The Blue Economy, consiste nell&rsquo;introduzione di turbine eoliche verticali posizionate all&#039;interno dei piloni di trasmissione ad alta tensione gi&agrave; esistenti in grado di moltiplicare l&rsquo;energia prodotta, a costi infinitamente pi&ugrave; bassi.<\/p>\n<p>Il metodo &egrave; al momento al vaglio del governo tedesco, ma ha anche destato la curiosit&agrave; di quello giapponese che ha invitato Pauli a Tokyo per una presentazione ufficiale domani.<\/p>\n<p>&ldquo;Finanziare l&#039;uscita dal nucleare basata su flusso di reddito e consenso, &egrave; questo l&rsquo;ultimo obiettivo della blue economy&rdquo;, ha dichiarato Pauli a IPS. &ldquo;Rispondere ai bisogni fondamentali con quello di cui disponiamo, offrire prodotti e servizi buoni per la salute e per l&#039;ambiente a un costo inferiore, costruendo al tempo stesso capitale sociale. Oggi finalmente questa non &egrave; pi&ugrave; una utopia&rdquo;.<\/p>\n<p>Insieme alle opportunit&agrave; avanzano anche le sfide. Che esista un pericolo di infiltrazioni criminali anche nel mercato delle energie rinnovabili &egrave; chiaro a molti. &#039;&#039;Siccome oggi il mercato delle rinnovabili &egrave; un mercato in espansione, pu&ograve; essere un terreno di investimento per le mafie&rdquo;. Lo ha detto Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, in un incontro con i giornalisti a margine di un incontro organizzato dalla Cisl sul tema della legalit&agrave;.<\/p>\n<p>&ldquo;Le associazioni mafiose non fanno discriminazione tra un affare e l&#039;altro: dove c&#039;&egrave; la possibilit&agrave; di guadagnare, di investire soldi sporchi (ottenuti attraverso) corruzione e violenza non si tirano indietro&rdquo;.&#8232;&#8232;<\/p>\n<p>&ldquo;C&#039;&egrave; una situazione, ha detto il magistrato, che vede un&#039;attivit&agrave; di repressione dello Stato molto efficiente su tutto il territorio nazionale, ma  c&#039;&egrave; anche una crescente consapevolezza che tutto questo non basta&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Occorre la reazione della societ&agrave; civile. Sotto questo punto di vista, un&#039;iniziativa come quella di oggi, e come le tante che si vanno facendo in tutte le parti d&#039;Italia sia al sud che al nord sono preziose&rdquo;. <\/p>\n<p>Pignatone ha concluso citando Martin Luther King, il quale sosteneva che il pericolo maggiore per la democrazia fosse il silenzio degli onesti. &ldquo;E&rsquo; bene che gli onesti parlino, prendano coscienza dei problemi e cerchino insieme delle soluzioni&rdquo;.&copy; IPS <\/p>\n<\/p>\n<p> Terra Futura &egrave; promossa da Fondazione culturale Responsabilita&#039; etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell&#039;economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE, 20 maggio 2011 (IPS) &#8211; Le risorse naturali si riducono progressivamente e ovunque. In alcune parti del mondo in modo pi&ugrave; veloce e irrimediabile. 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