{"id":1326,"date":"2011-05-19T15:51:48","date_gmt":"2011-05-19T15:51:48","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/05\/19\/donne-kenya-i-piccoli-prestiti-riducono-la-povert-rurale\/"},"modified":"2011-05-19T15:51:48","modified_gmt":"2011-05-19T15:51:48","slug":"donne-kenya-i-piccoli-prestiti-riducono-la-povert-rurale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/05\/19\/donne-kenya-i-piccoli-prestiti-riducono-la-povert-rurale\/","title":{"rendered":"DONNE-KENYA: I piccoli prestiti riducono la povert&agrave; rurale"},"content":{"rendered":"<p>DISTRETTO DI KIAMBU, Kenya, 19 maggio 2011 (IPS) &#8211; Il progetto per la produzione di latte di Esther Ngonyo Njuguna, in Kenya, testimonia il potenziale del microcredito per promuovere il reddito agricolo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1759\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1759\" class=\"size-full wp-image-1759\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/98204-20110517.jpg\" alt=\"Esther Ngonyo Njuguna con le sue mucche Isaiah Esipisu\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1759\" class=\"wp-caption-text\">Esther Ngonyo Njuguna con le sue mucche<br \/>Isaiah Esipisu\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Otto anni fa, Mama Njoki (&ldquo;la madre di Njoki&rdquo;), come viene chiamata affettuosamente in onore di uno dei suoi cinque figli, era una delle tante casalinghe del distretto di Kiambu, nel Kenya centrale. Il marito &egrave; contabile, e guadagna a sufficienza per mantenere tutta la famiglia. <\/p>\n<p>Ma adesso gestisce un progetto per la produzione di latte con 15 mucche di razza frisona e jersey, grazie al quale rifornisce un vicino centro di distribuzione nel suo villaggio di Ndumberi. Questa donna di 58 anni mantiene le sue mucche, che producono poco pi&ugrave; di 100 litri di latte al giorno, in un piccolo terreno di 1000 metri quadrati. Ha anche qualche capra e delle galline.<\/p>\n<p>&ldquo;Quello che possiedo oggi &egrave; accessibile a tutte le casalinghe che abbiano almeno 100 scellini kenioti (1,25 dollari) per coprire il bilancio familiare. L&rsquo;unica cosa che devono fare &egrave; risparmiare qualcosa con un gruppo di auto aiuto, per ritrovarsi alla fine del mese con almeno 200 scellini&rdquo;, dice Mama Njoki. <\/p>\n<p>&Egrave; lo stesso consiglio che le avevano dato otto anni fa gli operatori dell&rsquo;organizzazione di microcredito Programma di sviluppo delle donne di Pamoja (Pawdep), quando si un&igrave; ad altre 39 donne del suo villaggio al Gruppo di Auto aiuto della Consolata.<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo registrato il gruppo come organizzazione comunitaria di base e lo abbiamo subito associato all&rsquo;organizzazione di microcredito, in modo da poter avere una piattaforma bancaria per i nostri risparmi&rdquo;, ha raccontato Mama Njoki. <\/p>\n<p>Ogni membro della Consolata deve contribuire ogni mese con l&rsquo;equivalente di 2,50 dollari, che vengono raccolti in un fondo comune. Le donne che presentano un piano di lavoro fattibile possono richiedere il denaro, prelevato dai risparmi comuni a un tasso di interesse del cinque percento. Il prestito deve essere restituito dopo tre mesi. <\/p>\n<p>Il prestito pu&ograve; raggiungere due volte e mezzo il capitale versato nei risparmi del gruppo. Per esempio, una componente del gruppo che abbia depositato 100 dollari pu&ograve; chiederne in prestito 250. In questo modo, il 40 percento del mutuo &egrave; garantito dal denaro che la stessa creditrice ha versato nel fondo comune. <\/p>\n<p>&ldquo;Le incoraggiamo a continuare a sperimentare, chiedendo prestiti di quando in quando e investendo in piccole attivit&agrave;&rdquo;, dice Rachel Wanyoike, consulente in microcredito e presidentessa del dipartimento Risorse umane di Pawdep. <\/p>\n<p>&ldquo;Nel frattempo, abbiamo un gruppo di responsabili del credito che insegnano loro come investire il denaro in modo da riuscire a restituire il prestito&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>Il primo prestito ottenuto da Mama Njoki, nel 2003, &egrave; stato di 250 dollari, utilizzati per creare un nuovo spazio per il pascolo per quella che allora era la sua unica mucca. L&rsquo;animale le era stato regalato dal patrigno in occasione del suo primo matrimonio, e per anni fu soddisfatta di avere un solo animale. <\/p>\n<p>Il prestito fu utilizzato per sostituire il sistema del pascolo tradizionale con un altro in cui la mucca viene tenuta all&rsquo;interno di un piccolo terreno recintato e alimentata con il foraggio, nel caso di Mama Njoki arricchito con residui di orzo donati da una vicina birreria. <\/p>\n<p>&ldquo;Dopo aver ricevuto una formazione sulle basi della microfinanza, mi sono accorta che l&rsquo;animale era un investimento che poteva permettermi di crescere&rdquo;, ha detto. <\/p>\n<p>&Egrave; poi riuscita a restituire il primo prestito grazie alla vendita del latte, e ha potuto chiedere altri 625 dollari per comprare un&rsquo;altra mucca. Le vendite sono riuscite ancora una volta a coprire il debito, e una serie di prestiti pi&ugrave; alti del gruppo la Consolata l&rsquo;hanno aiutata a incrementare l&rsquo;attivit&agrave;.<\/p>\n<p>&ldquo;Nel 2009, Mama Njoki aveva 14 animali per la produzione del latte, che le davano ci&ograve; che bastava per garantirle un prestito personale&rdquo;, ha detto Wanyoike. <\/p>\n<p>Con questa garanzia, Njuguna riusc&igrave; a ottenere un credito di 12.500 dollari dal Pawdep, rimborsabile in tre anni, e che adesso utilizza per diversificare la produzione. Ha comprato tre terreni in aree urbane nella localit&agrave; di Ruiri, alla periferia di Nairobi. <\/p>\n<p>&ldquo;Prevediamo che finisca di rimborsare il prestito all&rsquo;inizio del prossimo anno, e grazie ai suoi terreni potremo darle pi&ugrave; di cinque milioni di scellini (37.500 dollari), perch&eacute; li faccia fruttare&rdquo;, racconta Wanyoike.  Altre componenti del gruppo la Consolata hanno sperimentato uno sviluppo simile, aprendo piccole aziende agricole. <\/p>\n<p>&ldquo;Ognuna di noi possiede almeno una propriet&agrave;. La maggior parte ha investito in terreni, ma altre hanno aperto attivit&agrave; commerciali&rdquo;, ha detto Mama Njoki. <\/p>\n<p>Sebbene Njuguna abbia cominciato con un prestito di 250 dollari, Wanyoike raccomanda di iniziare anche con somme pi&ugrave; piccole, per costruire una buona base. <\/p>\n<p>Il Pawdep al momento funziona con il sistema dei risparmi raccolti dai suoi membri, un totale di 48mila donne nelle provincie Centrale, Orientale, della Valle del Rift e di Nairobi. Ci sono poi altre organizzazioni simili in Kenia che aiutano le donne ad accedere al credito. <\/p>\n<p>Secondo un rapporto del 2010 pubblicato dall&rsquo;organizzazione internazionale ActionAid, questo tipo di sostegno su piccola scala agli agricoltori donne potrebbe contribuire a ridurre della met&agrave; la fame nel continente africano entro il 2015.<\/p>\n<p>Lo studio, &ldquo;Terreno fertile: come governi e donatori possono dimezzare la fame&rdquo;, &egrave; basato su informazioni e dati raccolti in Kenia, Uganda e Malawi.<\/p>\n<p>Mama Njoki ha avuto la fortuna di poter contare sull&rsquo;appoggio del marito. &ldquo;Nello stesso gruppo di cui fa parte ci sono alcune donne che subiscono continue interferenze da parte dei mariti. Alcune di loro si sono viste costrette a comprare terreni di nascosto, e ci lavorano senza che i loro mariti lo sappiano&rdquo;, ha spiegato Wanyoike.  In diverse occasioni, alcuni uomini sono entrati negli uffici del Pawdep reclamando il denaro delle loro mogli, ha raccontato. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DISTRETTO DI KIAMBU, Kenya, 19 maggio 2011 (IPS) &#8211; Il progetto per la produzione di latte di Esther Ngonyo Njuguna, in Kenya, testimonia il potenziale del microcredito per promuovere il reddito agricolo.<\/p>\n","protected":false},"author":484,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,38,16,18,1,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1326","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-sviluppo","category-donne-e-sviluppo","category-economia","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1326","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/484"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1326"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1326\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}