{"id":1324,"date":"2011-05-17T18:11:25","date_gmt":"2011-05-17T18:11:25","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/05\/17\/pms-istanbul-missione-fallita\/"},"modified":"2011-05-17T18:11:25","modified_gmt":"2011-05-17T18:11:25","slug":"pms-istanbul-missione-fallita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/05\/17\/pms-istanbul-missione-fallita\/","title":{"rendered":"PMS: Istanbul, missione fallita"},"content":{"rendered":"<p>ISTANBUL, 16 maggio 2011 (IPS) &#8211; Missione fallita. Questa, in due parole, &egrave; la conclusione cui sono giunti di fatto gli oltre 200 illustri relatori e conferenzieri provenienti da oltre 70 paesi presenti alla IV Conferenza Onu dei Paesi meno sviluppati (PMS\/LDC) conclusa la settimana scorsa a Istanbul.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il vertice &#8220;Onu-LDC IV&#8221; ha visto confluire ben 11mila persone &#8211; una cifra senza precedenti per una conferenza sullo sviluppo, tra capi di stato, politici, diplomatici, tecnocrati, dirigenti d&#039;azienda e giornalisti &#8211; nella capitale economica della Turchia, secondo il presidente turco Abdullah Gul, che ha inaugurato l&#039;incontro.<\/p>\n<p>Sebbene l&#039;evento sia stato giudicato un grande successo dai partecipanti alla cerimonia di chiusura, per molti l&rsquo;esito finale non &egrave; stato all&rsquo;altezza delle aspettative. <\/p>\n<p>Le caratteristiche comuni dei 48 PMS sono i pi&ugrave; bassi redditi pro-capite al mondo (meno di 745 dollari a persona all&rsquo;anno) e i pi&ugrave; alti tassi di crescita della popolazione (2,8 per cento). Cifre lontanissime da tutti gli obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale, inclusi i Millennium Development Goals, e agli ultimi posti nella lista dell&rsquo;Human Development Index. La mancanza di una buona governance, di istituzioni adeguate, e la corruzione endemica sembrano formare un denominatore comune per la maggior parte dei paesi meno sviluppati.<\/p>\n<p>Nonostante il forte impegno finanziario, la comunit&agrave; internazionale, rappresentata dai governi dei paesi sviluppati e in via di sviluppo, o &ldquo;partner di sviluppo&rdquo; nel linguaggio delle Nazioni Unite, non ha prodotto i risultati sperati, secondo le valutazioni basate sui dati. <\/p>\n<p>In seguito alle risoluzioni adottate nell&rsquo;ultimo incontro dei PMS a Bruxelles dieci anni fa, gli aiuti stanziati nel 2001 per i paesi meno sviluppati di 14 miliardi di dollari sono aumentati nel 2009 a 39,9 miliardi di dollari l&#039;anno, e nel 2010 saranno di circa 43 miliardi di dollari, secondo le stime Onu.<\/p>\n<p>Il rientro degli investimenti &egrave; stato tuttavia deludente. Nonostante l&#039;obiettivo generale del Piano d&#039;azione di Bruxelles (BPoA), di &#8220;realizzare progressi sostanziali verso una riduzione del 50 percento del numero di persone in condizioni di povert&agrave; estrema e che soffrono la fame entro il 2015&#8221;, il numero dei PMS &egrave; praticamente raddoppiato nel periodo di attuazione del BPoA, da 27 a 48 paesi: pi&ugrave; di 21 paesi sono diventati pi&ugrave; poveri rispetto al decennio precedente.<\/p>\n<p>La povert&agrave; &egrave; determinata dalla percentuale di popolazione che vive al di sotto di 1,25 dollari al giorno in base alla parit&agrave; di potere d&#039;acquisto (PPA), che si traduce nell&#039;indice di diffusione della povert&agrave;. Capo Verde e le Maldive sono uscite dall&rsquo;elenco dei PMS rispettivamente nel 2007 e 2011. Solo Gambia e Mauritania hanno mostrato progressi sufficienti per raggiungere l&rsquo;obiettivo di dimezzare il tasso di povert&agrave; entro il 2015. <\/p>\n<p> Nell&rsquo;aprile 2010, un totale di dieci paesi meno sviluppati erano in una situazione di debito in sofferenza, ossia di insolvenza a tutti gli effetti, e altri dieci erano ad alto rischio di debito in sofferenza, secondo il rapporto sui PMS della Conferenza sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTD) 2010.<\/p>\n<p>Durante gli incontri intergovernativi di Istanbul e i dibattiti a latere tra organizzazioni non governative (Ong), Forum degli intellettuali e Consigli Accademici, le frecciate volavano in tutte le direzioni.<\/p>\n<p>I paesi sviluppati sono finiti sotto accusa per il loro cambiamento di posizione rispetto alle promesse di garantire maggiori fondi in favore dei paesi meno sviluppati. La loro solidariet&agrave; sembra sia notevolmente mutata rispetto al BPoA, dopo i timori per gli attentati terroristici dell&#039;11 settembre, la guerra in Iraq, la crisi finanziaria del 2008, e il successivo malcontento sociale a livello nazionale.<\/p>\n<p>Chiedevano una migliore governance e maggiori responsabilit&agrave; nell&#039;utilizzo dei fondi erogati ai paesi meno sviluppati. La tendenza, nell&rsquo;incontro di Istanbul, &egrave; stata quella di passare il comando al settore privato. Il modello PPI (iniziativa pubblico-privata), maggiori scambi commerciali con i PMS, la regionalizzazione dell&rsquo;impegno per lo sviluppo attraverso relazioni Sud-Sud, investimenti esteri diretti e commercio equo e solidale sono stati presentati come alternative, o integrazioni, al finanziamento di programmi da parte dei partner di sviluppo statali.<\/p>\n<p>Le Ong si sono opposte al passaggio di responsabilit&agrave; dallo Stato alle imprese, che considerano un atto di liberismo estremo e uno sfruttamento delle risorse naturali e umane dei paesi meno sviluppati. A loro volta, le organizzazioni non governative sono state accusate di mancanze nella gestione razionale e nel controllo degli aiuti da loro raccolti e distribuiti. <\/p>\n<p>I paesi meno sviluppati sono stati giudicati vittime, ma anche colpevoli. Molti PMS hanno registrato forti progressi economici a partire dal 2001, con una media annua del prodotto interno lordo (PIL) del 7 per cento. L&#039;Afghanistan, per esempio, ha ottenuto un buon 18,79 per cento di crescita reale del PIL, ma non &egrave; riuscito ad uscire dal gruppo dei PMS. E nel 2008, il paese ha ricevuto il maggiore contributo in aiuti pubblici allo sviluppo (APS), con 4,9 miliardi di dollari. <\/p>\n<p>La Tanzania riceve pi&ugrave; di un miliardo di dollari all&#039;anno dal 2001, ma nel 2008, l&#039;89 per cento dei suoi 42 milioni di abitanti viveva con meno di 1,25 dollari al giorno (PPP).<\/p>\n<p>I paesi africani meno sviluppati hanno ricevuto la fetta pi&ugrave; grossa degli investimenti esteri diretti: 22 miliardi di dollari su un totale di 27 miliardi in dieci anni. I progressi delle condizioni di vita in Africa, ciononostante, sono stati marginali, con percentuali di denutrizione della popolazione di due, tre volte superiore a quelle dei paesi meno sviluppati dell&#039;Asia. <\/p>\n<p>Un altro punto debole nell&#039;impegno dei PMS per uscire dalla condizione di paria &egrave; stato la mancanza di adempimento degli obblighi assunti verso la comunit&agrave; internazionale. Su 48, solo 35 stati hanno presentato all&#039;Onu un rapporto sui progressi compiuti rispetto ai requisiti di conformit&agrave; al BPoA. <\/p>\n<p>I donatori occidentali hanno chiesto dove vanno a finire i soldi degli APS? L&#039;Afghanistan si trova nel gruppo pi&ugrave; in basso nell&#039;indice di corruzione 2010 pubblicato da Transparency International (TI). La Tanzania &egrave; appena sopra. Quasi tutti i paesi meno sviluppati si trovano negli ultimi due gruppi della classifica TI. <\/p>\n<p>La corruzione e la cleptocrazia sembrano essere, per la maggior parte dei partner di sviluppo, i mali che tengono i PMS lontani dallo sviluppo. L&#039;Onu, per&ograve;, sembra guardare soprattutto al lato positivo delle cifre: in un rapporto dello scorso anno ha citato lo Yemen tra i PMS che hanno mostrato progressi nella governance, grazie alle elezioni presidenziali del 2006. <\/p>\n<p>I sostenitori del programma d&#039;azione di Istanbul chiedono di affrontare questo male con metodi drastici. Ad una prima lettura per&ograve;, la bozza finale approvata dalla IV Conferenza Onu dei PMS non convince in tal senso: non propone misure sostanziali per affrontare il problema, ma solo raccomandazioni morbide volte ad una migliore condotta. E solo 6 dei 48 paesi meno sviluppati hanno firmato la Convenzione Onu contro la Corruzione. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ISTANBUL, 16 maggio 2011 (IPS) &#8211; Missione fallita. 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