{"id":1317,"date":"2011-04-18T18:30:18","date_gmt":"2011-04-18T18:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/04\/18\/siria-aumentano-le-proteste\/"},"modified":"2011-04-18T18:30:18","modified_gmt":"2011-04-18T18:30:18","slug":"siria-aumentano-le-proteste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/04\/18\/siria-aumentano-le-proteste\/","title":{"rendered":"SIRIA: Aumentano le proteste"},"content":{"rendered":"<p>BEIRUT, 18 aprile 2011 (IPS) &#8211; Nonostante le scarse notizie ufficiali provenienti dalla Siria, le informazioni che trapelano dagli attivisti sul campo rivelano uno scenario sempre pi&ugrave; preoccupante. Mentre il governo mantiene la riservatezza sui risvolti delle proteste, le preghiere del venerd&igrave; continuano ad alimentare un dissenso che sembra sempre pi&ugrave; diffuso in tutte le classi sociali.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&ldquo;La popolazione &egrave; furiosa, soprattutto dopo che gli uomini arrestati nella citt&agrave; di Banyas sono stati rilasciati e hanno potuto raccontare delle torture subite&rdquo;, spiega un attivista, che chiede di restare anonimo per ragioni di sicurezza. <\/p>\n<p>Il 13 aprile, Al Jazeera riferiva di almeno 200 uomini residenti di Banyas fermati dalle forze di sicurezza. L&rsquo;attivista racconta che gioved&igrave; scorso le donne della citt&agrave; hanno manifestato per chiedere il loro rilascio. <\/p>\n<p>&ldquo;La rivoluzione ha sviluppato delle sue dinamiche proprie. Quando il regime uccide dimostranti, aumenta la rabbia nelle strade, e questo suscita pi&ugrave; proteste&rdquo;, dice Anas al-Abdah, membro fondatore del gruppo d&rsquo;opposizione siriano Movimento per la giustizia e lo sviluppo. <\/p>\n<p>Negli ultimi giorni, le manifestazioni hanno visto affluire migliaia di persone, e i movimenti per la democrazia si stanno diffondendo ad altre citt&agrave; come Baida, Latakia, Douma (alla periferia di Damasco) e Homs. Nel villaggio di Ain Arab, nella Siria del nord, un gruppo di 600 curdi ha organizzato una protesta pacifica durata un&rsquo;ora, riferisce l&rsquo;AFP. <\/p>\n<p>Domenica, Al Jazeera ha riferito che durante le proteste vicino alla citt&agrave; siriana di Homs almeno cinque persone sono state uccise. Ha citato alcune fonti del governo secondo cui due agenti di polizia sono rimasti uccisi nella citt&agrave; di Talbiseh domenica, e altre fonti secondo cui sarebbero stati uccisi dei manifestanti. <\/p>\n<p>Amnesty International ha detto che il conflitto con la Siria ha causato fino ad oggi 171 morti, e sarebbero 972 gli arresti secondo una lista fornita da un attivista. <\/p>\n<p>&ldquo;Il regime ha scelto la strada della repressione violenta. A questo punto non pu&ograve; pi&ugrave; tornare indietro, perci&ograve; s&igrave;, prevedo un grande spargimento di sangue. Ma sottolineo che la violenza viene perpetrata solo da una parte&rdquo;, dice Abdah. <\/p>\n<p>Venerd&igrave; scorso, il presidente Bashar al-Assad ha annunciato il rilascio di centinaia di dimostranti, eccetto quelli coinvolti in atti &ldquo;criminali&rdquo;. Il governo siriano sostiene che dietro gran parte delle violenze che colpiscono il paese ci sarebbero vere e proprie bande organizzate. L&rsquo;agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, citando fonti istituzionali, ha aggiunto che 19 persone, compreso alcuni membri delle forze di sicurezza, sarebbero stati uccisi da &ldquo;bande armate&rdquo;. <\/p>\n<p> &ldquo;Gli uomini armati sono pagati dal regime e sono noti come &lsquo;shabiha&rsquo;, vengono mandati nei quartieri delle citt&agrave; per attaccare i dimostranti&rdquo;, racconta Abdah.<\/p>\n<p>I media filo-statali parlano di un complotto esterno per rovesciare al-Assad, accusando Stati Uniti, Arabia Saudita e fazioni libanesi anti-siriane; accuse ridicole, secondo gli attivisti siriani.<\/p>\n<p>Queste affermazioni non hanno fermato i manifestanti, che inizialmente dicevano di battersi  per la libert&agrave; ma adesso chiedono un cambiamento di regime. &ldquo;Anche se le proteste sono piuttosto limitate per numero e portata nelle grandi citt&agrave; come Damasco e Aleppo, il fatto che ci siano &egrave; di per s&eacute; molto significativo&rdquo;, dice un attivista. <\/p>\n<p>&ldquo;La Siria sta assistendo a una rinascita della societ&agrave; civile, che attualmente &egrave; allo stato embrionale, alcuni leader comunitari locali cominciano ad emergere e a guidare i movimenti di protesta&rdquo;, aggiunge Abdah. <\/p>\n<p>In risposta, il governo siriano si muove su due piani diversi: da una parte reprime duramente i dimostranti, mentre dall&rsquo;altro ha accettato di incontrare una delegazione di Daraa, una citt&agrave; divenuta il simbolo del dissenso siriano. Il presidente al-Assad ha promesso che la legge sullo stato d&rsquo;emergenza, in vigore dal 1963, verr&agrave; abolita entro il 25 aprile. Attuare le riforme &egrave; ormai un passo assolutamente necessario per il regime, se vuole sopravvivere. <\/p>\n<p>Ma nonostante le promesse di cambiamento, le violenze continuano. Nelle ultime settimane, alcuni casi di morte sospetta tra i militari sollevano dubbi sul fatto che i soldati vengano uccisi perch&eacute; si rifiutano di sparare contro i manifestanti. <\/p>\n<p>Per Abdah, nonostante la presenza di una &eacute;lite militare fedele alla famiglia Assad, la grande maggioranza dell&rsquo;esercito sarebbe composta da comuni cittadini siriani. &ldquo;Cominciano le spaccature all&rsquo;interno dell&rsquo;esercito. Secondo alcune notizie confermate, alcune reclute e giovani ufficiali sarebbero stati uccisi per aver disobbedito agli ordini di sparare contro i dimostranti. Abbiamo i nomi di queste persone. E ci sono altre notizie sempre confermate di diserzioni tra le reclute per evitare di uccidere i civili&rdquo;, aggiunge. <\/p>\n<p>Se l&rsquo;uso della forza estrema contro i civili continuer&agrave;, l&rsquo;esercito si trover&agrave; di fronte a una scelta difficile: diventare parte attiva nella sanguinosa repressione, o prendere posizione contro le forze di sicurezza. <\/p>\n<p>Ma in una recente dichiarazione, il ministro dell&rsquo;interno siriano afferma che il regime potrebbe cambiare la sua strategia, e accenna a una possibile escalation nelle violenze contro i dimostranti: &ldquo;Non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; spazio per l&rsquo;indulgenza e la tolleranza nel far rispettare la legge, mantenere la sicurezza del paese e dei cittadini, e tutelare l&rsquo;ordine pubblico. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BEIRUT, 18 aprile 2011 (IPS) &#8211; Nonostante le scarse notizie ufficiali provenienti dalla Siria, le informazioni che trapelano dagli attivisti sul campo rivelano uno scenario sempre pi&ugrave; preoccupante. 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