{"id":1305,"date":"2011-03-01T13:49:57","date_gmt":"2011-03-01T13:49:57","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/03\/01\/editoriale-medio-oriente-la-democrazia-non-la-panacea\/"},"modified":"2011-03-01T13:49:57","modified_gmt":"2011-03-01T13:49:57","slug":"editoriale-medio-oriente-la-democrazia-non-la-panacea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/03\/01\/editoriale-medio-oriente-la-democrazia-non-la-panacea\/","title":{"rendered":"EDITORIALE-MEDIO ORIENTE: La democrazia non &egrave; la panacea"},"content":{"rendered":"<p>BEER-SHEVA, Israele, 1 marzo 2011 (IPS) &#8211; Il popolo egiziano ha molte ragioni per sentirsi orgoglioso. Ha dato al mondo una brillante lezione su come rovesciare un dittatore in tre settimane e quasi senza violenza. Un messaggio di libert&agrave;, unit&agrave; e solidariet&agrave; che rimarr&agrave; a lungo impresso nella memoria collettiva del Medioriente e del mondo intero.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1721\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1721\" class=\"size-full wp-image-1721\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/604px-Lev_Grinberg2.jpg\" alt=\"Lev Grinberg. Tzahy Lerner\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1721\" class=\"wp-caption-text\">Lev Grinberg.<br \/>Tzahy Lerner<\/p><\/div><\/div>\n<p>Il cammino verso la democrazia &egrave; ancora lungo, anche se il buonsenso politico dimostrato finora dai manifestanti egiziani lascia supporre che si avviano a superare i difficili ostacoli che li aspettano.<\/p>\n<p>Vorrei tuttavia avvertire gli attivisti democratici in Egitto, e soprattutto i loro seguaci in Medioriente, che la democrazia non &egrave; la soluzione a tutti i problemi. Non risolve necessariamente i problemi legati alla povert&agrave; e alle disuguaglianze economiche, n&eacute; i conflitti culturali relativi all&rsquo;identit&agrave; comune dei cittadini di una nazione. <\/p>\n<p><b> Una formula occidentale <\/b><\/p>\n<p>La ragione principale per cui la democrazia non ha le soluzioni a questi problemi &egrave; che i suoi stessi principi sono stati formulati in societ&agrave; capitalistiche industrializzate, caratterizzate da un&rsquo;omogeneit&agrave; culturale significativa e da gap economici relativamente limitati.<\/p>\n<p>La democrazia &egrave; un insieme di principi formali sviluppati in Europa occidentale allo scopo di favorire la rappresentazione e articolazione della classe media e lavoratrice, e concepiti per contenere in modo pacifico i conflitti tra queste e la classe alta.<\/p>\n<p>Quando manca l&rsquo;equilibrio di potere tra le classi, e un&rsquo;identit&agrave; nazionale unica e consensuale, l&rsquo;instaurazione automatica di principi democratici formali pu&ograve; perfino peggiorare le cose.<\/p>\n<p>Per impedire questi possibili risvolti, bisogna conoscere le peculiari condizioni sociali ed economiche di ogni singolo paese e stabilire non solo formali principi democratici, ma anche altri elementi costituzionali, istituzionali e politici.<\/p>\n<p><b>I pericoli della democratizzazione <\/b><\/p>\n<p>Se esiste un vincolo sistematico fra identit&agrave; culturale e status economico, la democrazia diventa un problema, invece che una soluzione, esacerbando i conflitti culturali fino alla violenza, poich&eacute; crea una possibilit&agrave; formale per la maggioranza di forzare la volont&agrave; della minoranza.<\/p>\n<p>Il sociologo politico Michael Mann ha dimostrato che, in questi casi, la democrazia serve solo ad intensificare le tensioni tra gruppi razziali e etnici, e a questo aggiungerei, nel contesto mediorientale, il conflitto tra gruppi confessionali diversi e fra gli ambiti religiosi e quelli laici.<\/p>\n<p>L&rsquo;esempio pi&ugrave; recente &egrave; stato la democratizzazione della Yugoslavia, che ha portato a 10 anni di guerre e alla divisione in sette stati, accompagnate dal genocidio e dalla pulizia etnica.<\/p>\n<p>Il caso pi&ugrave; antico, figuratevi, &egrave; quello degli Stati Uniti, la culla della costituzione democratica che proclamava un &ldquo;governo del popolo&rdquo; e cominci&ograve; con il massacro dei popoli indigeni americani, perch&eacute; loro non erano considerati parte di &ldquo;noi, il popolo&rdquo; degli Usa.<\/p>\n<p>Un avvertimento probabilmente irrilevante per l&rsquo;Egitto, che gode di un patrimonio nazionale eccezionale, omogeneit&agrave; culturale e una tradizione di tolleranza verso le minoranze religiose, come i cristiani copti e gli ebrei, cos&igrave; come di mutuo rispetto fra credenti devoti e non praticanti.<\/p>\n<p>Ma la scelta del modello egiziano in altri paesi della regione, come Iran, Bahrein e Libia, suggerisce gi&agrave; altre possibilit&agrave;, e potremmo forse aspettarci lo stesso da processi analoghi in Giordania &#8211; con i conflitti tra la popolazione beduina e palestinese -, in Siria &#8211; tra i musulmani sunniti e alawiti &#8211; e che fanno da sfondo alle attuali tensioni sociali in paesi con democrazie formali come Iraq e Libano.<\/p>\n<p>In Israele, la violenta repressione dell&rsquo;Intifada di Al-Aqsa nel 2000 dimostra che il gruppo etnico al potere non cede il controllo politico ed economico, n&eacute; con la democratizzazione n&eacute; con la concessione dell&rsquo;indipendenza, a meno che i poteri delle due parti siano pi&ugrave; equilibrati, come nel caso della secessione fra il sud e il nord del Sudan.<\/p>\n<p><b> In cerca del consenso politico<\/b><\/p>\n<p>Chi cerca la democrazia a queste condizioni deve prima di tutto trovare formule originali e consensuali, per le quali ogni gruppo culturale sia libero di vivere secondo la propria cultura senza cercare di imporre la propria identit&agrave; e usi e costumi al resto della cittadinanza. In altre parole, non basta manifestare per la democrazia. Ci&ograve; di cui i paesi mediorientali hanno bisogno &egrave; il consenso politico sul riconoscimento reciproco dei diritti e della coesistenza, garantiti da una costituzione e da processi elettorali e istituzioni rappresentative.<\/p>\n<p>L&rsquo;Egitto deve preoccuparsi, invece, delle diseguaglianze economiche e delle gravi penurie di cui soffre la maggior parte della popolazione. Senza una soluzione a questi problemi, anche il regime pi&ugrave; democratico pu&ograve; essere rovesciato da nuove proteste popolari, fino a dar luogo a nuove forme di autoritarismo.<\/p>\n<p>Un buon esempio di un simile fallimento della democrazia &egrave; quello del dicembre 2001 in Argentina, quando la popolazione ha invaso le strade chiedendo ai politici di &ldquo;tornare a casa&rdquo;, e rovesciando cinque presidenti di fila in pochi giorni.<\/p>\n<p>Questo successe appena due anni dopo le elezioni democratiche che avevano portato al potere un&rsquo;ampia coalizione di partiti di centrosinistra grazie alle loro promesse di superare una profonda crisi economica, che per&ograve; non furono mantenute. Il governo eletto fin&igrave; infatti per seguire le politiche economiche del Fondo monetario internazionale (FMI), che tutelava gli interessi degli investitori stranieri contro quelli della classe media e operaia. Con la crisi, chi possedeva depositi bancari perse il 70 percento dei risparmi, con la benedizione del FMI.<\/p>\n<p>Per questo l&rsquo;Egitto deve capire che sebbene la democrazia sia essenziale, nessuna costituzione o sistema di governo risolver&agrave; i suoi problemi economici. Subito dopo le elezioni, le nuove autorit&agrave; dovranno passare dal discorso liberale della democrazia al dibattito concreto sui temi fondamentali della struttura economica del paese.  In questo processo, potrebbero presto scoprire che &egrave; molto pi&ugrave; difficile sradicare un sistema economico corrotto che rovesciare un dittatore. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BEER-SHEVA, Israele, 1 marzo 2011 (IPS) &#8211; Il popolo egiziano ha molte ragioni per sentirsi orgoglioso. Ha dato al mondo una brillante lezione su come rovesciare un dittatore in tre settimane e quasi senza violenza. Un messaggio di libert&agrave;, unit&agrave;&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/03\/01\/editoriale-medio-oriente-la-democrazia-non-la-panacea\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":470,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,1,28,25,32],"tags":[],"class_list":["post-1305","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-headlines","category-medioriente","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1305","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/470"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1305"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1305\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}