{"id":1302,"date":"2011-02-15T15:38:21","date_gmt":"2011-02-15T15:38:21","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/02\/15\/yemen-la-rivoluzione-non-decolla\/"},"modified":"2011-02-15T15:38:21","modified_gmt":"2011-02-15T15:38:21","slug":"yemen-la-rivoluzione-non-decolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/02\/15\/yemen-la-rivoluzione-non-decolla\/","title":{"rendered":"YEMEN: La rivoluzione non decolla"},"content":{"rendered":"<p>SANAA, 15 febbraio 2011 (IPS) &#8211; Ci sono molte perplessit&agrave; sul fatto che le proteste antigovernative in Yemen non siano riuscite finora a portare ad un rivoluzionario cambio di regime. Ma un contesto complesso richiede un diverso tipo di dialogo politico con il potere.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1713\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1713\" class=\"size-full wp-image-1713\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/54480-20110215.jpg\" alt=\"I manifestanti a Sanaa mostrano le foto di giovani arrestati Yazeed Kamaldien\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1713\" class=\"wp-caption-text\">I manifestanti a Sanaa mostrano le foto di giovani arrestati<br \/>Yazeed Kamaldien<\/p><\/div><\/div>\n<p>Gli yemeniti sono scesi in piazza incoraggiati dalla rivoluzione del gelsomino in Tunisia che il 14 gennaio ha costretto alle dimissioni il presidente in carica da vent&rsquo;anni Zine El Abidine Ben Ali. Due giorni dopo gli studenti dell&rsquo;universit&agrave; di Sanaa hanno chiesto le dimissioni del loro presidente Ali Abdullah Saleh, al potere dal 1978.<\/p>\n<p>Un&rsquo;altra rivolta nel mondo arabo stava raggiungendo il suo apice. Il 25 gennaio, gli egiziani hanno invaso le principali citt&agrave; del paese, dove l&rsquo;azione della societ&agrave; civile &egrave; riuscita a spodestare Hosni Mubarak. <\/p>\n<p>L&rsquo;11 febbraio &#8211; la notte della caduta di Mubarak &#8211; almeno duemila manifestanti hanno festeggiato nella capitale. Ma la loro rivoluzione rimandata aveva la stessa luce fioca delle candele che i dimostranti portavano quella sera. Un lumicino che non si &egrave; mai infiammato come in Tunisia ed Egitto, dove le proteste hanno ottenuto il cambiamento di regime. <\/p>\n<p>Uno dei primi ostacoli alla riforma politica &egrave; che cittadini e partiti dell&rsquo;opposizione sono divisi. Migliaia di yemeniti chiedono un nuovo regime, ma non si intravedono alternative possibili. <\/p>\n<p>La proposta di dialogo nazionale di Saleh tra il suo partito al potere, il Congresso generale del popolo (GPC), e la coalizione dei partiti all&rsquo;opposizione (JMP) non ha avuto molto successo, anche se non &egrave; stata abbandonata. <\/p>\n<p>Intanto il dibattito si &egrave; spostato sulle piazze dello Yemen, dove migliaia di manifestanti contro il governo e sostenitori di Saleh hanno cantato slogan. <\/p>\n<p>Tutti vogliono cibo e lavoro, ma sono divisi sulla strada politica da intraprendere per raggiungere questi obiettivi.  <\/p>\n<p>Il risentimento contro la coalizione all&rsquo;opposizione &egrave; sempre pi&ugrave; forte. I manifestanti antigovernativi erano stati inizialmente spronati dagli studenti dell&rsquo;universit&agrave; di Sanaa e incoraggiati dai politici dell&rsquo;opposizione. I cancelli dell&rsquo;universit&agrave; della capitale sono stati un punto d&rsquo;incontro, ma quando i JMP hanno occupato il centro della scena la partecipazione nelle proteste ha oscillato.<\/p>\n<p>Gli studenti vogliono tenere separata la battaglia generale dall&rsquo;opposizione. Nella loro &ldquo;rivoluzione dei giovani indipendenti&rdquo; dicono di &ldquo;accusare di corruzione sia il GPC che il JMP&rdquo;. Questo gruppo di giovani vuole che le proteste antigovernative rimangano &ldquo;una marcia del popolo senza n&eacute; leader n&eacute; intermediari di gruppi al potere o all&rsquo;opposizione&rdquo;.<\/p>\n<p>Rana J., una giovane yemenita che ha scelto di rimanere anonima, era tra la folla che ha celebrato il &ldquo;sacrificio [dell&rsquo;Egitto] per una bella causa&rdquo;, l&rsquo;11 febbraio a Sanaa. <\/p>\n<p>&ldquo;Ero una grande sostenitrice dell&rsquo;opposizione, fino a quando non ho partecipato alle loro proteste. Non sono riusciti a prendere contatto con la strada. Prima hanno chiesto alla gente di riunirsi e poi hanno gridato dai microfoni qualsiasi cosa gli passasse per la testa. Poi hanno chiesto a tutti di andarsene&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Non riescono a contattare la base. I partiti politici dello Yemen stanno facendo il loro gioco, manipolando le masse illetterate. Partiti politici e elite hanno sempre una visione dall&rsquo;alto verso il basso. Usano la popolazione per i loro interessi politici&rdquo;. <\/p>\n<p>Per Abdulaziz Al-Sakkaf, uno studente presente alla marcia verso l&rsquo;ambasciata egiziana, i partiti di opposizione &ldquo;sono incompetenti quanto il partito al potere&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;La gente era entusiasta delle proteste ma quando ha capito che erano coinvolti i partiti di opposizione, hanno perso motivazione. Non crediamo nei partiti di opposizione. Se avessero voluto fare qualcosa di buono lo avrebbero gi&agrave; fatto&rdquo;. <\/p>\n<p>La repressione degli apparati di sicurezza ha ostacolato ancora di pi&ugrave; le proteste. I dimostranti anti-governativi sono stati fermati e arrestati sin dall&rsquo;inizio delle loro manifestazioni pubbliche di dissenso, a met&agrave; gennaio. <\/p>\n<p>Da un picco di circa 20mila persone che si erano riunite nella &ldquo;giornata della collera&rdquo; dello Yemen, il 3 febbraio, il giorno dopo all&rsquo;Universit&agrave; di Sanaa c&rsquo;erano meno di 100 persone. In questa occasione, quattro studenti sono stati arrestati, e da qui &egrave; nata una seconda protesta davanti alla stazione di polizia dove i giovani venivano trattenuti. <\/p>\n<p>Khaled Al-Anesi, avvocato e attivista dei diritti umani di Sanaa, ha detto che la polizia voleva usare la paura per fermare le proteste, ma temeva anche in quel modo di incoraggiare nuovi raduni. <\/p>\n<p>Una giovane donna yemenita, che ha chiesto di rimanere anonima, ha detto che gli yemeniti non sono abituati a ribellarsi. <\/p>\n<p>&ldquo;Non sappiamo davvero cosa significhi dire no al governo. L&rsquo;Egitto in particolare ha avuto un effetto positivo, incoraggiando il popolo a scendere in piazza per dire quello che pensava. Ma siamo abituati che uomini dal podio ci dicano cosa fare&rdquo;, dice. <\/p>\n<p>&ldquo;Siamo felici di quello che &egrave; successo in Egitto e speriamo che succeder&agrave; anche qui. Ma la strada per gli studenti &egrave; dura. Non hanno sostegno e c&rsquo;&egrave; un forte giro di vite contro di loro&rdquo;. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SANAA, 15 febbraio 2011 (IPS) &#8211; Ci sono molte perplessit&agrave; sul fatto che le proteste antigovernative in Yemen non siano riuscite finora a portare ad un rivoluzionario cambio di regime. 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