{"id":1296,"date":"2011-01-28T18:47:22","date_gmt":"2011-01-28T18:47:22","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/01\/28\/egitto-il-regime-sotto-assedio-blocca-internet\/"},"modified":"2011-01-28T18:47:22","modified_gmt":"2011-01-28T18:47:22","slug":"egitto-il-regime-sotto-assedio-blocca-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/01\/28\/egitto-il-regime-sotto-assedio-blocca-internet\/","title":{"rendered":"EGITTO: Il regime sotto assedio blocca internet"},"content":{"rendered":"<p>IL CAIRO, 28 gennaio 2011 (IPS) &#8211; Twitter &egrave; stata la prima vittima, poi sono cominciati i problemi con Facebook. Ma quando anche internet &egrave; stato oscurato, gli attivisti democratici egiziani hanno avuto la certezza che le loro proteste stavano avendo un peso.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1707\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1707\" class=\"size-full wp-image-1707\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/54273-20110128.jpg\" alt=\"Crescono le tensioni tra manifestanti e polizia Mohammed Omer\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1707\" class=\"wp-caption-text\">Crescono le tensioni tra manifestanti e polizia<br \/>Mohammed Omer<\/p><\/div><\/div>\n<p>Queste le informazioni arrivate via telefono dal Cairo agli uffici IPS di Londra: &ldquo;Il governo ha bloccato internet per impedirci di dire al mondo cosa sta succedendo davvero qui in Egitto&rdquo;, ha detto Sherif Gomaa, l&rsquo;impiegato di un bar del Cairo che ha partecipato alle proteste di piazza. <\/p>\n<p>Le manifestazioni in cui si chiede l&rsquo;espulsione del presidente egiziano Hosni Mubarak sono ormai al quarto giorno, e non danno segni di volersi fermare. Sarebbero almeno quattro i morti e centinaia i feriti dall&rsquo;inizio degli scontri, il 25 gennaio, dichiarata &#8220;Giornata della collera&rdquo;. <\/p>\n<p>Le proteste scoppiate in tutto il paese, ispirate alle rivolte tunisine dell&rsquo;inizio del mese, sono le pi&ugrave; violente che il regime repressivo di Mubarak abbia mai visto nei suoi 33 anni al potere. Pi&ugrave; di 1.200 dimostranti sono stati arrestati, secondo i gruppi locali per i diritti. <\/p>\n<p>In un primo momento le autorit&agrave; egiziane avevano negato di voler interferire cos&igrave; nelle comunicazioni. &ldquo;Il governo non ricorrerebbe mai a certi metodi&rdquo;, aveva detto mercoled&igrave; scorso il portavoce del governo Magdy Rady alle agenzie stampa, affermando che il governo egiziano rispettava la libert&agrave; d&rsquo;espressione, e avrebbe garantito la libera circolazione delle informazioni. <\/p>\n<p>Secondo gli attivisti, il governo avrebbe cominciato a bloccare internet gi&agrave; dal 25 gennaio, per impedire ai dimostranti di usare le reti sociali per coordinare le manifestazioni anti-regime, oltre a diffondere notizie sugli scontri con la polizia. Le interruzioni del servizio sono aumentate con l&rsquo;intensificarsi delle proteste. <\/p>\n<p>Il governo, che controlla l&rsquo;accesso a internet, sembra abbia bloccato diversi siti web egiziani di privati noti per le loro critiche al regime. <\/p>\n<p>Twitter, molto popolare tra i giovani attivisti, e Bambuser, un sito svedese di video live streaming, hanno confermato che il loro servizio in Egitto &egrave; oscurato da marted&igrave; scorso. Facebook, che inizialmente aveva dichiarato di non notare nessun cambiamento significativo nel traffico dall&rsquo;Egitto, ha poi assicurato che anche le sue connessioni sono state bloccate. <\/p>\n<p>Un manifestante ha detto che l&rsquo;intervento della censura era gi&agrave; previsto, e gli egiziani avevano cominciato a usare server proxy per aggirare i siti bloccati. Marted&igrave; mattina, mentre le proteste si intensificavano in tutto il paese, gli utenti delle linee DSL hanno cominciato a registrare frequenti interruzioni del servizio. Alcuni server ISP hanno continuato ad operare con connessioni molto lente, ma alle 11 di sera tutto il traffico era paralizzato. <\/p>\n<p>Il tecnico di un ISP ha riferito che il governo avrebbe ordinato un&rsquo;interruzione del traffico su tutto il territorio nazionale, senza comunicare quando il servizio sarebbe stato ripristinato. <\/p>\n<p>&Egrave; la prima volta che il governo egiziano blocca completamente il traffico internet in risposta a disordini sociali. <\/p>\n<p>Lo scorso novembre Ramy Raouf, esperto di diritti digitali, spiegava che il governo egiziano aveva trasformato il paese in un hub regionale dell&rsquo;IT, sviluppando dei propri call centre operativi e di promozione aziendale online. <\/p>\n<p>&ldquo;Il governo era riluttante a censurare qualsiasi sito web o a bloccare i servizi internet, poich&eacute; cos&igrave; facendo avrebbe dato un messaggio negativo, e perso tantissimo denaro&rdquo;, ha commentato. <\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; stata fondamentale la tempestivit&agrave; del blackout di internet, attivato proprio mentre gli attivisti tentavano di diffondere sul web immagini video delle violente azioni di polizia contro i dimostranti, e di coordinare piani di protesta a livello nazionale dopo le preghiere del venerd&igrave;. Diversi gruppi d&rsquo;opposizione, tra cui i Fratelli musulmani clandestini, volevano unirsi alle proteste.<\/p>\n<p>Gli attivisti hanno dichiarato il 25 gennaio &ldquo;giornata della collera&rdquo; per la prima volta su Facebook e Twitter, utilizzando i popolari siti di social network per raccogliere consensi. Pi&ugrave; di 80mila persone si sono unite al gruppo di FB affermando che avrebbero partecipato alle proteste. <\/p>\n<p>Il ministro dell&rsquo;Interno Habib El-Adly aveva inizialmente definito la campagna online inefficace, ma in seguito il governo &egrave; rimasto sconcertato per le decine di migliaia di egiziani scesi in piazza nonostante la massiccia presenza della polizia. <\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo dimostrato che l&rsquo;attivismo online &egrave; in grado di trasformarsi in azione di piazza&rdquo;, ha tuonato Mohamed Abdel Moneim, tra i 15mila manifestanti stimati presenti il 25 gennaio nella centrale piazza Tahrir del Cairo. &ldquo;&Egrave; cominciata su Facebook, per poi prendere piede per un effetto a catena e diventare qualcosa di molto pi&ugrave; grande&rdquo;. <\/p>\n<p>Questa mattina sono stati interrotti tutti i servizi di telefoni cellulari e televisioni satellitari. Solo telefonia fissa e comunicazioni via fax sono rimasti in piedi. <\/p>\n<p>&ldquo;Quello che il regime sta vivendo non &egrave; il risultato di una rivoluzione del social network, ma delle politiche stupide e corrotte che ha portato avanti negli ultimi 30 anni&rdquo;, aveva scritto il blogger egiziano Zeinobia.<\/p>\n<p>Qualche ora dopo, il blog &egrave; rimasto silenzioso. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL CAIRO, 28 gennaio 2011 (IPS) &#8211; Twitter &egrave; stata la prima vittima, poi sono cominciati i problemi con Facebook. 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