{"id":1282,"date":"2010-11-26T17:33:26","date_gmt":"2010-11-26T17:33:26","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/11\/26\/africa-il-momento-dellafrica-arrivato\/"},"modified":"2010-11-26T17:33:26","modified_gmt":"2010-11-26T17:33:26","slug":"africa-il-momento-dellafrica-arrivato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/11\/26\/africa-il-momento-dellafrica-arrivato\/","title":{"rendered":"AFRICA: Il momento dell&#8217;Africa &egrave; arrivato"},"content":{"rendered":"<p>MADRID, 26 novembre 2010 (IPS) &#8211; C&#039;&egrave; l&rsquo;immagine dell&rsquo;Africa, e poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;Africa vera, infinitamente migliore di quell&rsquo;immagine. Il momento di questo continente &egrave; arrivato, hanno sottolineato i leader della societ&agrave; civile africana ieri a Madrid.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1688\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1688\" class=\"size-full wp-image-1688\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Africa_Time.jpg\" alt=\"Bambini della scuola elementare in classe a Harar, Etiopia UN Photo \/ Eskinder Debebe\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1688\" class=\"wp-caption-text\">Bambini della scuola elementare in classe a Harar, Etiopia<br \/>UN Photo \/ Eskinder Debebe<\/p><\/div><\/div>\n<p>L&#039;immagine comune di un&#039; Africa dilaniata dalla povert&agrave;, malattie e privazioni di ogni genere, rispecchia certo una indubbia verit&agrave;, ma nasconde anche la reale crescita di un&#039; Africa che cresce ad una media di pi&ugrave; del cinque per cento, capace di accrescere le risorse senza aiuti esterni, e di svilupparsi. Quella nascosta &egrave; l&#039;immagine di una realt&agrave; ancora poco conosciuta, e accettata.<\/p>\n<p>Il Malawi oggi &egrave; diventato donatore di mais per i paesi che ne hanno bisogno, e vende quello in eccedenza ai mercati mondiali, ha detto l&#039;arcivescovo Njongonkulu Ndungane, presidente dell&#039;organizzazione non governativa African Monitor con sede a Cape Town, durante l&rsquo;incontro organizzato  dalla Agencia Espa&ntilde;ola de Cooperaci&oacute;n Internacional para el Desarrollo (AECID), l&#039;agenzia governativa spagnola per lo sviluppo, e dall&#039;Inter Press Service (IPS).<\/p>\n<p>&#8220;Questo, dopo che il governo del Malawi ha ignorato le raccomandazioni di alcune agenzie di finanziamento che chiedevano di non sovvenzionare fertilizzanti e prodotti agricoli&#8221; ha aggiunto Ndungane.<\/p>\n<p>Questo &egrave; solo uno dei tanti successi. Le molte storie di fallimento sono diventate storie di successo, dice Ndungane. L&#039;Africa ha ancora le pi&ugrave; basse speranze di vita e il pi&ugrave; alto tasso di povert&agrave;, ma &#8220;la buona notizia &egrave; che stiamo invertendo molte di queste tendenze. Questo &egrave; il motivo per cui osiamo dire che il momento dell&#039; Africa &egrave; arrivato&#8221;.<\/p>\n<p>Ndungane ha sottolineato diversi aspetti positivi. Il tasso di povert&agrave; estrema ha raggiunto, alla fine del 1990, oltre il 58 per cento, ma nel 2005 era sceso a meno del 50 per cento. L&#039; Africa sub-sahariana contrasta le tendenze globali spingendo la crescita dal 5,3 per cento di quest&#039;anno, al 6,0 per cento del 2011.<\/p>\n<p>Entro il prossimo anno la Banca di Sviluppo africana investir&agrave; 10 miliardi  di dollari in progetti infrastrutturali, anche se la Banca Mondiale sostiene che l&#039;Africa ha bisogno di 93 miliardi di dollari l&#039;anno per strade, acqua ed elettricit&agrave;. Sebbene riceva 40 miliardi di dollari l&#039;anno in aiuti, ne sta guadagnando 400 attraverso obbligazioni, rimesse e altri meccanismi finanziari.<\/p>\n<p>Questa &egrave; la parte migliore, ma non &egrave; tutto. Torniamo all&#039;immagine pi&ugrave; comune dell&#039;Africa, e ai fatti tragici che la alimentano. Ndungane li conosce bene. <\/p>\n<p>La corruzione potrebbe essere il pi&ugrave; grave. &#8220;Nel 2008 le uscite illecite provenienti dall&#039;Africa sub-sahariana ammontavano a 96 miliardi dollari&#8221;, dice Ndungane. &#8220;E&#039; scandaloso&#8221;.<\/p>\n<p>Se da un lato le nazioni africane si sono impegnate a spendere il 10 per cento del loro bilancio nell&#039;agricoltura, solo 10 hanno mantenuto il loro impegno. Non ha aiutato il fatto che i donatori abbiano consegnato solo il 60 per cento di quanto promesso.<\/p>\n<p>Ma sono in molti a pensare che i vecchi equilibri si romperanno &#8211; anche se i media sono lontani dal segnalare questo nuovo equilibrio. &#8220;E&rsquo; necessario cambiare il paradigma nei mezzi di informazione, perch&egrave; i progressi in Africa non vengono riportati&#8221;, ha detto Themba James Maseko, CEO del Sistema di Comunicazione e Informazione del Governo (GCIS) in Sud Africa.<\/p>\n<p>Molti paesi europei hanno pochi emigranti provenienti dall&#039; Africa, e l&#039;unica immagine che i bambini cresciuti in questi paesi hanno &egrave; di un continente povero e in conflitto. D&#039;altra parte l&#039;Africa deve fare la sua parte: rafforzare la leadership, costruire industrie anzich&eacute; esportare materie prime, controllare la fuga di cervelli, garantire la sostenibilit&agrave; ambientale, e combattere la corruzione.<\/p>\n<p>Inevitabilmente, un incontro sull&#039;Africa in Spagna non poteva non affrontare la questione dei migranti clandestini che arrivano in Europa. <\/p>\n<p>&#8220;Il fenomeno delle migrazioni &egrave; parte della storia dell&rsquo;uomo&#8221;, ha detto Cheriff Sy, presidente della forum degli editori africani. &#8220;Le persone sono sempre emigrate in cerca di una vita pi&ugrave; felice. E c&#039;&egrave;  migrazione anche all&#039;interno dell&#039;Africa&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Per favore non parliamo di loro come se fossero bestiame&#8221;.<\/p>\n<p>Piuttosto che dipendere dai media, sarebbe meglio fare a meno di essi, ha suggerito Javier Bauluz, fotoreporter e vincitore del premio Pulitzer. La gente non si conosce, non sa nulla degli altri, piuttosto che fare affidamento sui media si dovrebbero privilegiare gli scambi culturali. L&rsquo;incontro fra Africa e Europa, favorito dalle scuole, potrebbe aiutare la &lsquo;comprensione&rsquo; reciproca&rsquo;.<\/p>\n<p>Trasmettere queste idee era l&#039;obiettivo dell&#039;incontro, ha detto il direttore generale dell&#039; IPS Mario Lubetkin in chiusura. &#8220;Ascoltare la nuova realt&agrave; africana, quella che pu&ograve; essere intesa in un modo nuovo, con la sua dignit&agrave;, senza paura di sbagliare, n&egrave; di essere sbagliati&#8221;.<\/p>\n<p>Stiamo parlando di &#8220;un&rsquo;Africa emergente in un Sud emergente, non &egrave; il futuro, ma il presente in cui questo continente si sta unendo al dinamismo di Cina, India e Brasile&#8221;.<\/p>\n<p>Le capacit&agrave; dell&#039;Africa e del Sud Africa, sono state dimostrate nei mondiali di calcio. &#8220;Molti dicevano che sarebbe stato un fallimento, ma le cose sono andate diversamente. I media, troppo concentrati sul calcio, non sono riusciti a far emergere l&#039;abilit&agrave; di Africa e Sud Africa nell&#039;organizzazione del campionato. E&#039; stata una svolta&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo Lubetkin spesso i media contribuiscono ad aggravare un certo &#8220;afro-pessimismo&#8221;. Questo genere di dibattiti invece, ha aggiunto, inverte la tendenza verso un nuovo &#8220;afro-ottimismo&#8221; non inteso come mero esercizio di pubbliche relazioni, ma come possibilit&agrave; reale di capire l&#039;Africa. &copy;IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MADRID, 26 novembre 2010 (IPS) &#8211; C&#039;&egrave; l&rsquo;immagine dell&rsquo;Africa, e poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;Africa vera, infinitamente migliore di quell&rsquo;immagine. 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