{"id":1234,"date":"2010-06-21T16:46:30","date_gmt":"2010-06-21T16:46:30","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/06\/21\/ruanda-per-vincere-le-donne-regolarizzano-le-loro-imprese\/"},"modified":"2010-06-21T16:46:30","modified_gmt":"2010-06-21T16:46:30","slug":"ruanda-per-vincere-le-donne-regolarizzano-le-loro-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/06\/21\/ruanda-per-vincere-le-donne-regolarizzano-le-loro-imprese\/","title":{"rendered":"RUANDA: Per vincere, le donne regolarizzano le loro imprese"},"content":{"rendered":"<p>KIGALI, 21 giugno 2010 (IPS) &#8211; La stragrande maggioranza delle imprese in Ruanda, cos&igrave; come nel resto dell&rsquo;Africa, &egrave; informale. Secondo il governo, la registrazione ufficiale delle 900mila aziende informali stimate permetterebbe sia di rafforzare le attivit&agrave; stesse che di incrementare il gettito fiscale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1617\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1617\" class=\"size-full wp-image-1617\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Malawi_donna.JPG\" alt=\"Una imprenditrice ha trasformato la sua piccola impresa in un'azienda affermata. Pilirani Semu-Banda\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1617\" class=\"wp-caption-text\">Una imprenditrice ha trasformato la sua piccola impresa in un&#8217;azienda affermata.<br \/>Pilirani Semu-Banda\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Fran&ccedil;oise Muhorakeye, 32 anni, &egrave; uno dei primi esempi di successo. Inizialmente lavorava in proprio, vendendo frutta e verdura al mercato di Kamuhanda a circa mezz&rsquo;ora di auto dalla capitale Kigali. <\/p>\n<p>Guadagnava abbastanza per mantenere la sua famiglia, ma dopo aver partecipato ad un corso di formazione per l&rsquo;imprenditoria ha deciso di mettere su una cooperativa. <\/p>\n<p>Ora fa parte di una cooperativa di dieci donne e i suoi guadagni sono incredibilmente aumentati. Registrare la cooperativa rendendola un&rsquo;attivit&agrave; riconosciuta formalmente ha aiutato le donne a ottenere un prestito di un milione di franchi ruandesi (circa 1.700 dollari Usa) con i quali vorrebbero espandere il loro business.<\/p>\n<p>Anche Suzan Nyirangwije, che vende prodotti importati da Dubai, ha raggiunto risultati positivi registrando la sua attivit&agrave;, e anche lei ha ottenuto un prestito.<\/p>\n<p>&ldquo;Quando gestivo un&rsquo;attivit&agrave; informale da sola&rdquo;, ha dichiarato la donna, &ldquo;il mio fatturato quotidiano era molto basso, ma adesso, insieme ai miei colleghi, il negozio fattura ogni giorno pi&ugrave; di 300mila franchi ruandesi (500 dollari Usa)&rdquo;.<\/p>\n<p><b>Rafforzare le attivit&agrave; gestite dalle donne<\/b><\/p>\n<p>Eraste Kabera, funzionaria del Rwanda Development Board, l&rsquo;agenzia che si occupa della registrazione delle imprese, ha spiegato all&rsquo;IPS che l&rsquo;iscrizione nei registri ufficiali pu&ograve; aiutare non solo chi vuole accedere ai prestiti bancari e alla micro finanza, ma anche chi vuole proteggere la propriet&agrave; intellettuale.<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo costatato che dopo aver ottenuto un discreto successo con il proprio business, chi si trova nel settore informale vuole quasi sempre estendere la proprie attivit&agrave;&rdquo;, spiega Kabera.<\/p>\n<p>Le donne rappresentano il 54 per cento dei nove milioni di abitanti del Ruanda. Anche se non esistono statistiche ufficiali sulle imprese a gestione femminile, il governo ruandese riconosce che la maggior parte dei lavoratori impiegati sia nel settore informale che in quello formale &egrave; composta donne.<\/p>\n<p>Gli sforzi per la registrazione delle imprese si concentrano su quelle che guadagnano ogni giorno l&rsquo;equivalente di 20 dollari, e rendono il processo di registrazione il pi&ugrave; breve e semplice possibile. Anche i costi sono stati drasticamente ridotti, da circa 600 ad appena 43 dollari.<\/p>\n<p>Uno degli obiettivi principali del Rwanda Development Board &egrave; la sensibilizzazione e la mobilitazione delle donne affinch&eacute; decidano di investire nelle attivit&agrave; commerciali.<\/p>\n<p>Ma la registrazione non garantisce automaticamente l&rsquo;accesso ai prestiti per le attivit&agrave; a gestione femminile. Molte donne che vivono nelle zone rurali si lamentano delle difficolt&agrave; riscontrate per ottenere i prestiti dal Women&rsquo;s Guarantee Fund, fondato l&rsquo;anno scorso.<\/p>\n<p>I funzionari per&ograve; hanno rassicurato le donne. &ldquo;Il governo ha stabilito i meccanismi necessari per i microprestiti per tutte le istituzioni finanziarie che emettono prestiti alle imprenditrici&rdquo;, aveva dichiarato nel 2009 all&rsquo;IPS il governatore della Banca Centrale Fran&ccedil;ois Kanimba.<\/p>\n<p>Allora, secondo i calcoli della Banca Centrale, 6.568 donne avevano usufruito del piano di credito, ottenendo prestiti per 900mila dollari stanziati dal governo, dai donatori internazionali e dalle Ong. <\/p>\n<p><b>Rafforzare l&rsquo;economia nel suo complesso<\/b><\/p>\n<p>Il governo prevede anche di utilizzare il piano di registrazione delle imprese per elaborare un database delle attivit&agrave; che contribuir&agrave; alla pianificazione economica. Un obiettivo chiave nel piano economico del governo ruandese, Vision 2020, &egrave; quello di ridurre la dipendenza del paese dagli aiuti aumentando le imposte fiscali.<\/p>\n<p>Quando nel 2005 il Foreign Investment Advisory Service (Servizio di consulenza per gli investimenti esteri), un organismo collegato all&rsquo;International Finance Corporation e alla Banca Mondiale, ha preso in esame il Ruanda, le 400 grandi imprese e le tremila piccole attivit&agrave; registrate ufficialmente nel paese erano in numero decisamente minore rispetto alle circa 900mila imprese stimate nel settore informale. Registrare queste attivit&agrave; per il governo significa anche poter aumentare l&rsquo;imponibile.<\/p>\n<p>Ma molti lavoratori del settore informale sono intimoriti di fronte alla prospettiva di pagare le tasse, e resta da vedere fino a che punto il piano di registrazione delle imprese convincer&agrave; le donne del settore informale a registrare le proprie attivit&agrave;. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>KIGALI, 21 giugno 2010 (IPS) &#8211; La stragrande maggioranza delle imprese in Ruanda, cos&igrave; come nel resto dell&rsquo;Africa, &egrave; informale. 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