{"id":1228,"date":"2010-06-07T11:12:49","date_gmt":"2010-06-07T11:12:49","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/06\/07\/turchia-israele-il-divorzio-storico\/"},"modified":"2010-06-07T11:12:49","modified_gmt":"2010-06-07T11:12:49","slug":"turchia-israele-il-divorzio-storico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/06\/07\/turchia-israele-il-divorzio-storico\/","title":{"rendered":"Turchia &#8211; Israele: il divorzio storico"},"content":{"rendered":"<p>Equilibri.net, 4 giugno 2010 (Equilibri) (IPS) &#8211; L&#039;asse Turchia-Israele che ha per almeno una quindicina d&rsquo;anni rappresentato un alleato fondamentale per l&#039;Occidente soprattutto nella travagliata regione mediorientale &egrave; definitivamente crollato. Il graduale deterioramento dei rapporti tra i due paesi osservato negli ultimi mesi e male-interpretato come il risultato del riavvicinamento tra la Turchia e i governi islamici della regione si &egrave; concluso sull&rsquo;orlo della rottura delle relazioni diplomatiche, e con scenari preoccupanti per l&rsquo;avvenire in Medio Oriente.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><b>Cenni storici<\/b><\/p>\n<p>Le relazioni turco israeliane iniziarono ufficialmente nel 1949, quando la Turchia fu il primo paese a maggioranza musulmana a riconoscere la nascita dello stato ebraico. Il riconoscimento diplomatico del neonato Stato fu un forte segnale della posizione che la Turchia intendeva prendere nell&#039;arena internazionale, all&#039;indomani dello scoppio della Guerra Fredda.<\/p>\n<p>Dalla met&agrave; degli anni &rsquo;90, le relazioni tra i due Paesi hanno subito un&rsquo;accelerazione che ha portato alla firma nel 1996 del primo accordo di cooperazione militare che tra le altre cose prevedeva la possibilit&agrave; per Israele di utilizzare lo spazio aereo turco a fini di addestramento.<\/p>\n<p>Israele rappresentava una fonte di avanzata tecnologia militare, e un alleato importante per contrastare la Siria con cui Ankara rischi&ograve; di andare in guerra nel 1998, mentre da parte sua la Turchia offriva profondit&agrave; strategica ad un Paese dalle esigue dimensioni: una collaborazione fondamentale per due Paesi che condividevano lo stesso senso di insicurezza e di estraneit&agrave; nei confronti del proprio vicinato.<\/p>\n<p>Tuttavia, le circostanze strategiche che hanno portato all&rsquo;emergere di quest&rsquo;alleanza strategica sono progressivamente mutate, radicalmente negli ultimi mesi.<\/p>\n<p>L&rsquo;invasione dell&rsquo;Iraq nel 2003 ha infatti imposto ad Ankara di riconsiderare la propria posizione in una prospettiva regionale e il governo turco si &egrave; ritrovato a dover fronteggiare una volta per tutte le molte questioni irrisolte con i vicini.<\/p>\n<p>In quest&rsquo;ottica, il nuovo Ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu si &egrave; fatto promotore della dottrina di &ldquo;azzeramento dei problemi&rdquo;, secondo la quale data la collocazione geografica, la Turchia ha diverse identit&agrave; da cui deriva la necessit&agrave; di un impegno in politica estera su pi&ugrave; fronti: in Africa, nel Caucaso, nel mondo arabo.<\/p>\n<p>Conseguenze di questo nuovo approccio del governo turco alla scena internazionale sono state il riavvicinamento all&rsquo;Armenia e alla Siria, culminato con i lavori per la creazione di un Consiglio di Cooperazione Strategica, peraltro gi&agrave; istituito tra Turchia e Iraq; la storica visita a Erbil per annunciare l&rsquo;apertura di un consolato generale e infine la mediazione tra Iran e la comunit&agrave; internazionale sulla questione del nucleare che ha portato alla firma di un accordo sponsorizzato da Turchia e Brasile.<\/p>\n<p>Al di l&agrave; di obiettivi economici, la cooperazione regionale &egrave; d&rsquo;altra parte di fondamentale importanza per il governo di Ankara se la Turchia vuole contrastare efficacemente una volta per tutte le azioni del PKK.<\/p>\n<p><b>I rapporti con Israele<\/b><\/p>\n<p>Alla luce di questi sviluppi, le relazioni turco-israeliane non potevano che rallentare. A Tel Aviv  non sono stati graditi i continui bacchettamenti delle politiche israeliane da parte di Ankara. Inoltre, il cambiamento di rotta della politica estera turca solleva sospetti ed &egrave; stato interpretato come un infausto avvenimento, che potrebbe rafforzare la posizione iraniana in seno ai negoziati sul nucleare e rendere ulteriormente pi&ugrave; complicati i tentativi delle grandi potenze di impedire che Teheran si doti di un&rsquo;arma nucleare.<\/p>\n<p>Tuttavia, gli smacchi subiti non erano irreparabili. A ben guardare infatti, i rapporti turco-israeliani hanno da sempre fluttuato in concomitanza degli sviluppi riguardanti il conflitto israelo-palestinese, per esempio in occasione della guerra del 1967 o della dichiarazione di Gerusalemme a capitale dello stato ebraico, e della conseguente ambivalenza che la Turchia ha mantenuto sulla questione e hanno in generale risentito di un&rsquo;opinione pubblica che tendenzialmente ha sempre simpatizzato per la causa palestinese.<\/p>\n<p>Va inoltre tenuto presente che, nonostante alcune divergenze, l&rsquo;alleanza strategico-militare tra i due Paesi non sembrava essere in discussione, visto che nuovi accordi nel campo della difesa erano stati conclusi -per esempio uno secondo il quale Israele avrebbe dovuto vendere 10 droni Heron alle forze aeree turche, per un totale di 180 milioni di dollari- e l&rsquo;industria della difesa costituiva sempre uno dei settori principali di scambio tra i due Paesi.<\/p>\n<p>L&rsquo;episodio dell&rsquo;attacco alla flottiglia della pace ha invece probabilmente segnato il punto di non-ritorno nel confronto tra Ankara e Tel Aviv. La Marina israeliana, in azione congiunta con gli elicotteri, ha causato nove morti nell&rsquo;assalto alla Mavi Marmara, che portava aiuti umanitari a Gaza e sfidava il blocco israeliano.<\/p>\n<p>E&#039; plausibile ritenere che, agli occhi di Israele, tale azione avrebbe dovuto rappresentare l&rsquo;occasione giusta per far sapere alla Turchia che altre intromissioni nelle politiche israeliane non sarebbero pi&ugrave; state tollerate, al di l&agrave; di come l&#039;operazione sia effettivamente sfociata nell&#039;uccisione di alcuni occupanti della nave. Israele dunque avrebbe colto l&rsquo;occasione per mandare il messaggio ad Ankara, tuttavia con un&rsquo;azione organizzata decisamente in modo superficiale.<\/p>\n<p>D&rsquo;altra parte il governo Netanyahu, sicuro della sua posizione di forza di fronte al malleabile alleato americano, non ha ritenuto necessario agire con maggiore cautela. L&rsquo;assalto in acque internazionali, la fallimentare condotta dell&rsquo;assalto da parte dell&#039;&eacute;lite dell&rsquo;esercito israeliano, la morte degli attivisti e lo schiaffo al governo turco hanno concorso a creare un incidente diplomatico di proporzioni grandissime, dal momento che  anche alcuni attori tradizionalmente pro-israeliani si trovano in difficolt&agrave; a giustificare l&rsquo;azione.<\/p>\n<p>Erdogan ha condannato l&rsquo;attacco israeliano con parole durissime, definendolo terrorismo di Stato, chiedendo che Israele paghi per l&rsquo;azione commessa e richiamando immediatamente in patria l&rsquo;ambasciatore a Tel Aviv. Inoltre, il governo turco ha fatto sapere che Erdogan potrebbe decidere di sospendere le relazioni economiche, militari ed energetiche con lo stato ebraico. &copy; Equilibri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Equilibri.net, 4 giugno 2010 (Equilibri) (IPS) &#8211; L&#039;asse Turchia-Israele che ha per almeno una quindicina d&rsquo;anni rappresentato un alleato fondamentale per l&#039;Occidente soprattutto nella travagliata regione mediorientale &egrave; definitivamente crollato. 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