{"id":1217,"date":"2010-05-21T20:56:51","date_gmt":"2010-05-21T20:56:51","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/05\/21\/biodiversit-due-secoli-di-distruzione-ambientale\/"},"modified":"2010-05-21T20:56:51","modified_gmt":"2010-05-21T20:56:51","slug":"biodiversit-due-secoli-di-distruzione-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/05\/21\/biodiversit-due-secoli-di-distruzione-ambientale\/","title":{"rendered":"BIODIVERSIT&Agrave;: Due secoli di distruzione ambientale"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 21 maggio 2010 (IPS) &#8211; Negli anni &rsquo;30 del 1800, l&rsquo;abbondanza e la variet&agrave; di piante e di animali presenti in Argentina, sia sulla terraferma che nei fondali marini, affascinarono il naturalista inglese Charles Darwin durante i suoi famosi viaggi in Sudamerica.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1592\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1592\" class=\"size-full wp-image-1592\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/95441-20100518.jpg\" alt=\"La soia si sostituisce ai boschi Greenpeace\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1592\" class=\"wp-caption-text\">La soia si sostituisce ai boschi<br \/>Greenpeace<\/p><\/div><\/div>\n<p>Circa due secoli dopo, mentre l&rsquo;Argentina celebra il bicentenario del giorno dell&rsquo;indipendenza, le risorse naturali del paese sono seriamente compromesse. Foreste, suolo, risorse idriche, flora e fauna sono in qualche modo tutti minacciati.<\/p>\n<p>&ldquo;Fino a una decina di anni fa, ci preoccupavamo  di tutelare le specie in via di estinzione, ora invece il timore &egrave; che l&rsquo;intero ecosistema scompaia&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS il naturalista Claudio Bertonatti, della Ong Fundaci&oacute;n Vida Silvestre Argentina.<\/p>\n<p>&ldquo;Se potessimo confrontare un&rsquo;immagine satellitare di duecento anni fa con una dei nostri giorni, vedremmo che l&rsquo;area boschiva &egrave; diminuita sia quantitativamente che qualitativamente. Il territorio boschivo oggi &egrave; molto meno vasto e ospita una minore variet&agrave; di specie&rdquo;, ci ha spiegato.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;esperto, l&rsquo;Argentina &egrave; cresciuta senza una pianificazione del territorio, e ci&ograve; ha causato enormi costi ambientali. &ldquo;Siamo responsabili di una pessima amministrazione delle risorse e questo non ha favorito lo sviluppo. Oggi infatti abbiamo sempre pi&ugrave; poveri&rdquo;, ha detto Bertonatti. <\/p>\n<p>Negli ultimi due secoli sembra quasi che l&rsquo;Argentina, che oggi conta 38,2 milioni di abitanti, si sia dedicata a sterminare le sue foreste. Gi&agrave; nel 1810, uno dei suoi padri fondatori, Manuel Belgrano (1770-1820), ideatore della bandiera nazionale, si diceva allarmato per una simile negligenza.<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo visto taglialegna abbattere alberi folti e lussureggianti solo per provare la lama delle loro asce. &Egrave; sconcertante veder morire cos&igrave; tanti alberi. Si ha come il presentimento di quanto detestabili saranno le generazioni a venire&rdquo;, scriveva Belgrano.<\/p>\n<p>Nel 1915, quasi un terzo del territorio nazionale era ricoperto da boschi, 100 milioni di ettari. Nonostante le incertezze sulla veridicit&agrave; di questo dato ufficiale, non ci sono dubbi sull&rsquo;entit&agrave; della devastazione.<\/p>\n<p>Nel 1937, il censimento agricolo registrava 37,5 milioni di ettari, che nel 1987 erano scesi a 35. Dieci anni dopo, l&rsquo;area boschiva si era ridotta a 33 milioni di ettari.<\/p>\n<p>La deforestazione si &egrave; intensificata per fare spazio all&rsquo;agricoltura intensiva. Attualmente, pi&ugrave; della met&agrave; del territorio agricolo in Argentina &egrave; coltivato a soia transgenica, che la Cina compra in grandi quantit&agrave; per nutrire il bestiame. Il boom della soia ha avuto un forte impatto sull&rsquo;ambiente, come testimoniano numerose ricerche.<\/p>\n<p>Anche la fauna risente della perdita delle foreste. I greggi di oltre 500 guanaco (un cugino dei lama) che vide Darwin, la minaccia dei giaguari (yaguaret&eacute;) e l&rsquo;impressionante variet&agrave; di specie sono ormai relegate alla storia naturale. <\/p>\n<p>L&rsquo;&ldquo;ordine dei roditori &egrave; rappresentato qui da molte specie&rdquo;, scriveva Darwin nel suo diario di viaggio (1831-1835), e lui aveva registrato non meno di 80 diverse specie di topi. <\/p>\n<p>Secondo Bertonatti, sei specie sono ormai estinte in Argentina. Ma ci sono anche 500 vertebrati e 250 specie vegetali a rischio di estinzione. L&rsquo;introduzione di specie esotiche non compensa la perdita. Al contrario, causa gravi danni alle specie autoctone e all&rsquo;ecosistema.<\/p>\n<p>L&rsquo;avanzamento della frontiera agricola oltre le zone fertili della caratteristica pampa argentina, zona umida centro-orientale della regione, non solo ha devastato foreste, terreni erbosi e vita selvatica, ma ha anche provocato un grave deterioramento del suolo e accelerato il processo di desertificazione.<\/p>\n<p>In 40 anni, il suolo ha perso 11 milioni di tonnellate di azoto e 2,5 milioni di tonnellate di fosforo, ha spiegato all&rsquo;IPS Walter Pengue, ingegnere agronomo del Grupo de Ecolog&iacute;a del Paisaje y Medio Ambiente dell&rsquo;Universit&agrave; di Buenos Aires.<\/p>\n<p>Gli ambientalisti e le organizzazioni per la pesca artigianale sono diventati i guardiani della biodiversit&agrave; per i fiumi fiumi, i laghi e le acque costiere; ma la societ&agrave; sembra sorda di fronte ai loro appelli.<\/p>\n<p>Il merluzzo o nasello (Merluccius hubbsi), la specie di pesce del sud-atlantico pi&ugrave; comune sul mercato, &egrave; in crisi a causa del sovrasfruttamento delle risorse ittiche. Negli ultimi 20 anni, la presenza di nasello nei mari si &egrave; ridotta dell&rsquo;80 per cento, sebbene l&rsquo;Argentina consumi meno del 5 per cento del pescato.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&rsquo;acqua dolce, &egrave; emblematico il caso del vasto fiume Paran&aacute; (nord-est dell&rsquo;Argentina). La mancanza di piani di gestione del territorio, le imponenti dighe idroelettriche e l&rsquo;intensa pesca industriale minacciano tanto le specie naturali quanto le comunit&agrave; che vivono lungo le rive del fiume.<\/p>\n<p>Quando alle risorse idriche, il panorama &egrave; fosco. Il bacino del Matanza- Riachuelo, che attraversa Buenos Aires, &egrave; un simbolo evidente dell&rsquo;inquinamento dell&rsquo;acqua cominciato gi&agrave; nei primi 100 anni d&rsquo;indipendenza dell&rsquo;Argentina.<\/p>\n<p>Nel fiume, lungo 64 chilometri, confluiscono gli scarichi fognari delle abitazioni e di migliaia di fabbriche, mentre le sue rive sono diventate una discarica a cielo aperto. <\/p>\n<p>In un articolo sulle sfide dell&rsquo;Argentina in occasione del suo bicentenario, Mar&iacute;a Eugenia Di Paola, direttore esecutivo della Fundaci&oacute;n Ambiente y Recursos Naturales, elenca i diversi problemi del paese in questo settore.<\/p>\n<p>Di Paula ha osservato che &ldquo;sfortunatamente, in 200 anni l&rsquo;ambiente &egrave; sempre rimasto escluso dalle decisioni strategiche del paese. La grande sfida adesso &egrave; farlo diventare una priorit&agrave; nelle scelte politiche&rdquo;. <\/p>\n<p>Dal suo punto di vista, &egrave; essenziale integrare i temi ambientali alle politiche in modo trasparente, ossia fornendo informazioni attendibili e con una societ&agrave; disposta ad impegnarsi per recuperare il tempo perduto.<\/p>\n<p>&ldquo;Il bicentenario &egrave; un&rsquo;opportunit&agrave; per ri-orientarsi verso un modello di sviluppo sostenibile&rdquo; ha detto Di Paola, avvertendo che un fallimento in tal senso significherebbe una distruzione ambientale da cui non si potrebbe pi&ugrave; tornare indietro. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 21 maggio 2010 (IPS) &#8211; Negli anni &rsquo;30 del 1800, l&rsquo;abbondanza e la variet&agrave; di piante e di animali presenti in Argentina, sia sulla terraferma che nei fondali marini, affascinarono il naturalista inglese Charles Darwin durante i suoi&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/05\/21\/biodiversit-due-secoli-di-distruzione-ambientale\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[4,5,1,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1217","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-america-latina","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1217"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1217\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1217"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1217"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}