{"id":1214,"date":"2010-05-18T16:50:29","date_gmt":"2010-05-18T16:50:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/05\/18\/golfo-del-messico-ecosistema-in-pericolo\/"},"modified":"2010-05-18T16:50:29","modified_gmt":"2010-05-18T16:50:29","slug":"golfo-del-messico-ecosistema-in-pericolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/05\/18\/golfo-del-messico-ecosistema-in-pericolo\/","title":{"rendered":"GOLFO DEL MESSICO: Ecosistema in pericolo"},"content":{"rendered":"<p>ATLANTA, Georgia, 18 maggio 2010 (IPS) &#8211; Una quantit&agrave; di petrolio vicina ai 70mila galloni al giorno si sta riversando sulla costa del Golfo del Messico da quando la piattaforma Deepwater Horizon, gestita dalla Bp, &egrave; esplosa lo scorso 20 aprile.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Gli sforzi per fermare la falla, a oltre 1500 metri di profondit&agrave; si sono rivelati vani. La perdita di greggio della Deepwater Horizon far&agrave; scomparire il disastro della Exxon Valdez &#8211; 250 mila barili di greggio, nel 1989 &#8211; finora considerato il peggior disastro ambientale della storia degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Non si sa ancora quanto petrolio potr&agrave; uscire dal pozzo prima che si riesca a chiudere la falla. L&rsquo;Agenzia statunitense per la protezione dell&rsquo;ambiente (Epa) ha raccolto all&rsquo;inizio di maggio alcuni campioni di acqua davanti alla costa della Louisiana e ha riscontrato componenti chimici dovuti alla presenza di petrolio. Secondo l&rsquo;Epa, per&ograve;, fino a quel giorno non c&rsquo;era un rischio immediato per &ldquo;la vita acquatica, i pesci e i crostacei&rdquo;.<\/p>\n<p>Tuttavia, Riki Ott, una tossicologa marina che ha scritto due libri a proposito dell&rsquo;impatto della Exxon Valdez, afferma che la situazione &egrave; di gran lunga peggiore di quanto le autorit&agrave; non ammettano.<\/p>\n<p>&ldquo;Bp sta cercando di far passare l&rsquo;idea che le cose stanno funzionando perch&eacute; il petrolio non ha raggiunto la costa &#8211; dice Ott -. Siamo molto lontani dalla verit&agrave;: il petrolio sta uscendo in quantit&agrave; enormi e loro lo stanno disperdendo con i solventi chimici, che sono altrettanto tossici&rdquo;.<\/p>\n<p>Bp sostiene di aver usato finora 400mila galloni di solventi (circa 1 milione e 600mila litri) e di averne ordinati altri 805mila galloni. &ldquo;I solventi sono molto tossici per le forme di vita pi&ugrave; giovani &#8211; spiega Ott -. Bp sostiene che non sono tossici e dunque non c&rsquo;&egrave; da preoccuparsi, ma i soli dati sulla tossicit&agrave; dei solventi sono basati su esperimenti in cui gamberetti o crostacei vengono immersi in vasche chiuse con petrolio o solventi. Dopo 48 o 96 ore si conta quanti ne sono morti. Ma gli esemplari pi&ugrave; giovani sono molto pi&ugrave; vulnerabili degli adulti e il Golfo non &egrave; una scatola. C&rsquo;&egrave; una esposizione continua al petrolio e ai solventi, il greggio supera i mille metri di profondit&agrave;, un&rsquo;intera colonna d&rsquo;acqua inquinata&rdquo;.<\/p>\n<p>Dagli studi fatti da Riki Ott sulle aringhe dell&rsquo;Alaska, &egrave; emerso che alcuni parassiti di solito presenti nello stomaco di questi pesci si erano spostati nell&rsquo;apparato muscolare, per evitare il petrolio ingerito dai pesci. Questa migrazione di parassiti ha causato l&rsquo;indebolimento delle difese immunitarie delle aringhe e problemi all&rsquo;apparato riproduttivo: &ldquo;Il 99,9 per cento delle uova di aringhe contaminate con il petrolio sono morte&rdquo;, spiega Ott.<\/p>\n<p>Il danno si trasmette lungo la catena alimentare: &ldquo;I gamberetti che durante la posa delle uova stanno nelle paludi costiere, migrano poi verso il mare aperto e diventano cibo per altri pesci. &Egrave; troppo petrolio e in troppo poco tempo per non avere un impatto su tutto l&rsquo;ecosistema. Gli uccelli mangiano molluschi contaminati e quindi si ammalano e muoiono. Alcune specie di uccelli stanno nutrendo i loro piccoli con pesce contaminato, e cos&igrave; danneggiano la loro crescita&rdquo;.<\/p>\n<p>E intanto anche le famiglie dei pescatori vedono il futuro della loro attivit&agrave; sempre pi&ugrave; in pericolo. Bp ha cercato di chiudere a 5mila dollari le transazioni con singoli pescatori che hanno subito danni.<\/p>\n<p>Complessivamente, secondo alcune stime, il costo totale delle operazioni di pulizia e di risarcimento dei danni potrebbe arrivare a 4 miliardi di dollari. Ma potrebbe essere anche molto di pi&ugrave;: dipende da quanto tempo ancora ci vorr&agrave; per bloccare la perdita di greggio.<\/p>\n<p>Gli abitanti di New Orleans, intanto, continuano a mangiare pesce. La citt&agrave; viene rifornita per l&rsquo;80 per cento da impianti in zone non colpite dal petrolio. Il rimanente 20 per cento, invece, arrivava da zone dove la pesca &egrave; stata vietata. Gli abitanti di New Orleans sono preoccupati per l&rsquo;imminente stagione degli uragani. Temono che, se ci fosse un&rsquo;inondazione come quella di Katrina, stavolta non sarebbe solo acqua, ma una disgustosa miscela di acqua, petrolio e solventi. &copy; IPS\/Carta <\/p>\n<p>* Articolo pubblicato sulla rivista Carta. www.carta.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ATLANTA, Georgia, 18 maggio 2010 (IPS) &#8211; Una quantit&agrave; di petrolio vicina ai 70mila galloni al giorno si sta riversando sulla costa del Golfo del Messico da quando la piattaforma Deepwater Horizon, gestita dalla Bp, &egrave; esplosa lo scorso 20&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/05\/18\/golfo-del-messico-ecosistema-in-pericolo\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":418,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[4,1,30,25,34],"tags":[],"class_list":["post-1214","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-headlines","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-salute"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/418"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1214"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1214\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}